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Napoli

Bagnoli, Manfredi difende il piano di bonifica: “Standard ambientali all’avanguardia, rimuovere la colmata sarebbe più rischioso”

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Il tema della bonifica di Bagnoli torna al centro del dibattito pubblico dopo il nuovo blocco dei camion diretti al sito dell’ex area industriale, ripetutosi anche nelle prime ore della giornata. Un segnale di una tensione che accompagna da tempo uno dei più complessi interventi di risanamento ambientale del Paese.

Il piano di bonifica e il confronto istituzionale

Il sindaco di Napoli e commissario straordinario per Bagnoli, Gaetano Manfredi, ha ribadito che tutte le attività previste nel piano di bonifica sono il risultato di un lungo confronto con il Ministero dell’Ambiente e con la Commissione VIA VAS, e rispondono a standard considerati all’avanguardia sia per gli interventi a terra sia per quelli a mare.

La scelta sulla colmata: sicurezza ambientale al centro

Uno dei punti più contestati riguarda la decisione di non rimuovere completamente la colmata presente nell’area dell’ex Italsider di Bagnoli. Secondo Manfredi, le analisi di impatto ambientale hanno dimostrato che la soluzione più sicura è lasciarla in sito, procedendo alla sua messa in sicurezza, piuttosto che alla rimozione totale.

I rischi di una rimozione totale

La rimozione della colmata, ha spiegato il commissario, avrebbe comportato un impatto ambientale molto più elevato: milioni di metri cubi di materiale da estrarre dal mare, il trasferimento verso discariche controllate fuori regione e il passaggio quotidiano di decine di migliaia di camion, con pesanti ricadute sulla qualità della vita dei residenti.

Tutela del mare e limiti delle scelte passate

Secondo Manfredi, demolire una struttura compatta di questo tipo avrebbe inoltre comportato la dispersione in mare di residui, con interferenze sull’ambiente marino in un’area molto ampia. Per oltre trent’anni, ha ricordato, una parte del dibattito pubblico ha sostenuto la necessità della rimozione integrale, ma quella soluzione non è mai stata attuata perché ritenuta, nei fatti, non sostenibile.

Un nodo ancora aperto nel rapporto con il territorio

Le dichiarazioni del sindaco-commissario mirano a chiarire le ragioni tecniche e ambientali delle scelte adottate, mentre sul territorio resta aperto il confronto con una parte della cittadinanza, preoccupata per le conseguenze dei lavori e per il futuro di un’area simbolo della lunga e complessa vicenda di Bagnoli.

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Cultura

Teatro Sannazaro di Napoli, il Ministero della Cultura acquisirà i locali dopo l’incendio

Il Ministero della Cultura acquisirà i locali dello storico teatro Sannazaro di Napoli, distrutti da un incendio. L’annuncio del ministro Alessandro Giuli durante un incontro in prefettura.

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Il Ministero della Cultura acquisirà i locali dello storico Teatro Sannazaro di Napoli, gravemente danneggiati dall’incendio che ha colpito la struttura il mese scorso.

L’annuncio è stato fatto dal ministro della Cultura Alessandro Giuli durante un incontro svoltosi in prefettura a Napoli, dedicato alla situazione del teatro e alle prospettive per il futuro della storica sala cittadina.

L’obiettivo: garantire la continuità dell’attività teatrale

Secondo quanto dichiarato dal ministro, l’intervento del Ministero mira a garantire la continuità dell’attività culturale del Sannazaro, uno dei teatri storici della città.

“Occorre garantire continuità all’attività del Sannazaro”, ha sottolineato Giuli, indicando la volontà di assicurare un futuro alla struttura e alle attività artistiche che vi si svolgono.

Un teatro storico della tradizione napoletana

Il Teatro Sannazaro rappresenta uno dei punti di riferimento della tradizione teatrale napoletana. Situato nel quartiere Chiaia, è da decenni uno spazio dedicato alla prosa e alla cultura cittadina.

L’incendio che ha colpito l’edificio ha suscitato forte preoccupazione nel mondo culturale e tra i cittadini, riaprendo il tema della tutela e della valorizzazione dei luoghi storici dello spettacolo.

L’iniziativa annunciata dal Ministero della Cultura punta ora a salvaguardare la struttura e a permettere la ripresa dell’attività artistica nel più breve tempo possibile.

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Ambiente

Mare di Napoli sempre più pulito: il 91% delle acque è eccellente

Secondo l’Arpac il mare di Napoli migliora nel 2026: crescono i tratti classificati eccellenti e il 98% della costa campana è balneabile. Migliorano anche le acque del lungomare.

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Il mare di Napoli migliora la sua qualità e conferma la piena balneabilità della maggior parte della costa. Secondo il dossier pubblicato dall’Arpac, intitolato “La classificazione delle acque di balneazione in Campania per la stagione balneare 2026”, quasi tutto il litorale regionale risulta balneabile.

In Campania il 98% della costa è idoneo alla balneazione e solo il 2% del litorale presenta divieti legati alla qualità scarsa delle acque.

Su 534 chilometri di costa, appena 8 chilometri risultano non balneabili. Cresce inoltre la quota di acque classificate come eccellenti, che passa dall’89% al 91%.

Migliora il lungomare di Napoli

I dati evidenziano un miglioramento anche lungo la costa del capoluogo.

Nel tratto che va da Posillipo a via Nazario Sauro, area destinata anche a ospitare le regate della America’s Cup 2027, la qualità del mare registra un salto di categoria rispetto al 2025.

In particolare:

  • i tratti davanti a Palazzo Donn’Anna e via Nazario Sauro passano da qualità “buona” a “eccellente”

  • il tratto davanti a via Partenope migliora da “sufficiente” a “buono”

Restano invece classificati come eccellenti i tratti di Nisida, Trentaremi, Marechiaro, Punta Nera, Capo Posillipo, Posillipo e lungomare Caracciolo.

Monitoraggi nella zona orientale

Per quanto riguarda l’area orientale della città, il dossier segnala che le acque davanti a Pietrarsa e San Giovanni a Teduccio sono ancora oggetto di monitoraggio.

Questi tratti sono inseriti tra le nuove zone di balneabilità, motivo per cui la classificazione definitiva è ancora in fase di consolidamento.

Nel caso del porto di San Giovanni, come avviene in tutte le aree portuali, la balneazione non potrà essere consentita per ragioni legate alla sicurezza e alla qualità delle acque.

Il ruolo degli interventi sulle fogne

Il miglioramento della qualità del mare è legato anche agli interventi sulla rete fognaria della città.

Il sindaco Gaetano Manfredi ha sottolineato che i risultati sono frutto delle attività di manutenzione e potenziamento del sistema fognario e degli impianti di sollevamento realizzati da ABC Napoli.

Tra i prossimi obiettivi figurano nuovi interventi nelle zone orientale e occidentale della città, con progetti già presentati alla Regione Campania per il finanziamento.

Il nodo degli scolmatori

Una delle principali criticità che può compromettere la qualità delle acque resta il sistema fognario misto.

Durante piogge molto intense, infatti, l’aumento della portata dei collettori può attivare i cosiddetti scolmatori di troppo pieno, che scaricano in mare acque miste a pioggia e reflui, provocando temporanei peggioramenti della qualità del mare.

Secondo l’Arpac, il miglioramento e l’ammodernamento di queste infrastrutture rappresentano una delle sfide principali per rendere interamente balneabile la costa cittadina.

I dati della Campania nel 2026

A livello provinciale il report segnala ulteriori miglioramenti.

La percentuale di costa con acque eccellenti sale:

  • nella provincia di Napoli dall’87% al 90%

  • nella provincia di Salerno dal 90% al 93%

In calo invece la percentuale nel Casertano, che passa dal 93% all’86%.

Per quanto riguarda le acque di qualità scarsa, la quota resta pari al 2% nel Casertano, all’1% nel Salernitano e scende dal 3% al 2% nella provincia di Napoli.

Un quadro che conferma il progressivo miglioramento della qualità del mare in Campania e rafforza il ruolo di Napoli come capitale turistica affacciata su un litorale sempre più pulito.

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Napoli

Napoli, stop per Vergara: lesione plantare e almeno un mese di stop

Antonio Vergara si ferma per una lesione della fascia plantare e resterà fuori circa un mese. Possibile rientro tra Parma e Lazio. McTominay verso la panchina contro il Lecce.

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Le notizie meno incoraggianti arrivano dall’infermeria del SSC Napoli. Antonio Vergara dovrà fermarsi per una lesione distrattiva della fascia plantare del piede sinistro, emersa dagli esami strumentali effettuati nelle ultime ore.

Il giovane talento azzurro salterà certamente le prossime partite di campionato contro US Lecce, Cagliari Calcio e AC Milan. I tempi di recupero stimati parlano di circa un mese di stop, con un possibile rientro tra le gare contro Parma Calcio e SS Lazio.

L’infortunio rappresenta una doppia delusione per il centrocampista, protagonista dell’ultimo periodo della stagione: oltre alle partite con il Napoli, potrebbe saltare anche una possibile convocazione con la nazionale italiana guidata da Gennaro Gattuso per i playoff mondiali di marzo.

McTominay verso il rientro

Se Vergara si ferma, arrivano invece segnali positivi per Scott McTominay.

Il centrocampista ha ripreso ad allenarsi in gruppo e potrebbe tornare a disposizione almeno per la panchina nella sfida contro il Lecce.

L’allenatore Antonio Conte, però, non vuole accelerare i tempi e preferisce procedere con cautela per evitare ricadute.

Anguissa migliora, dubbi su Lobotka

Buone indicazioni arrivano anche da André-Frank Zambo Anguissa, che sta recuperando la condizione e potrebbe partire titolare nella prossima gara di campionato.

Restano invece da valutare le condizioni di Stanislav Lobotka, che ha aumentato i carichi di lavoro ma non è ancora rientrato completamente in gruppo.

Lo staff tecnico spera almeno di portarlo in panchina nella sfida del fine settimana.

Nel frattempo Rasmus Højlund ha accusato solo una lieve sindrome influenzale e dovrebbe essere regolarmente a disposizione.

La volata finale del Napoli

Il Napoli si prepara così al rush finale del campionato, con dieci partite ancora da disputare fino alla sfida conclusiva contro l’Udinese Calcio.

La fase finale della stagione rappresenta storicamente uno dei momenti più favorevoli per le squadre guidate da Conte. I dati delle sue precedenti esperienze mostrano come le sue formazioni abbiano spesso accelerato proprio nelle ultime dieci giornate.

Se il Napoli mantenesse la media punti attuale potrebbe arrivare intorno a 76 punti, quota che in molte stagioni è stata sufficiente per conquistare la qualificazione alla Champions League.

La squadra proverà a giocarsi le proprie chance fino all’ultima curva del campionato.

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