Il mare di Napoli migliora la sua qualità e conferma la piena balneabilità della maggior parte della costa. Secondo il dossier pubblicato dall’Arpac, intitolato “La classificazione delle acque di balneazione in Campania per la stagione balneare 2026”, quasi tutto il litorale regionale risulta balneabile.
In Campania il 98% della costa è idoneo alla balneazione e solo il 2% del litorale presenta divieti legati alla qualità scarsa delle acque.
Su 534 chilometri di costa, appena 8 chilometri risultano non balneabili. Cresce inoltre la quota di acque classificate come eccellenti, che passa dall’89% al 91%.
Migliora il lungomare di Napoli
I dati evidenziano un miglioramento anche lungo la costa del capoluogo.
Nel tratto che va da Posillipo a via Nazario Sauro, area destinata anche a ospitare le regate della America’s Cup 2027, la qualità del mare registra un salto di categoria rispetto al 2025.
In particolare:
Restano invece classificati come eccellenti i tratti di Nisida, Trentaremi, Marechiaro, Punta Nera, Capo Posillipo, Posillipo e lungomare Caracciolo.
Monitoraggi nella zona orientale
Per quanto riguarda l’area orientale della città, il dossier segnala che le acque davanti a Pietrarsa e San Giovanni a Teduccio sono ancora oggetto di monitoraggio.
Questi tratti sono inseriti tra le nuove zone di balneabilità, motivo per cui la classificazione definitiva è ancora in fase di consolidamento.
Nel caso del porto di San Giovanni, come avviene in tutte le aree portuali, la balneazione non potrà essere consentita per ragioni legate alla sicurezza e alla qualità delle acque.
Il ruolo degli interventi sulle fogne
Il miglioramento della qualità del mare è legato anche agli interventi sulla rete fognaria della città.
Il sindaco Gaetano Manfredi ha sottolineato che i risultati sono frutto delle attività di manutenzione e potenziamento del sistema fognario e degli impianti di sollevamento realizzati da ABC Napoli.
Tra i prossimi obiettivi figurano nuovi interventi nelle zone orientale e occidentale della città, con progetti già presentati alla Regione Campania per il finanziamento.
Il nodo degli scolmatori
Una delle principali criticità che può compromettere la qualità delle acque resta il sistema fognario misto.
Durante piogge molto intense, infatti, l’aumento della portata dei collettori può attivare i cosiddetti scolmatori di troppo pieno, che scaricano in mare acque miste a pioggia e reflui, provocando temporanei peggioramenti della qualità del mare.
Secondo l’Arpac, il miglioramento e l’ammodernamento di queste infrastrutture rappresentano una delle sfide principali per rendere interamente balneabile la costa cittadina.
I dati della Campania nel 2026
A livello provinciale il report segnala ulteriori miglioramenti.
La percentuale di costa con acque eccellenti sale:
In calo invece la percentuale nel Casertano, che passa dal 93% all’86%.
Per quanto riguarda le acque di qualità scarsa, la quota resta pari al 2% nel Casertano, all’1% nel Salernitano e scende dal 3% al 2% nella provincia di Napoli.
Un quadro che conferma il progressivo miglioramento della qualità del mare in Campania e rafforza il ruolo di Napoli come capitale turistica affacciata su un litorale sempre più pulito.