Cronache
Bacoli, donna denuncia insulti in un lido: Della Ragione rilancia la battaglia per le spiagge libere
Una donna ha denunciato di essere stata insultata dopo aver chiesto di utilizzare i servizi igienici di uno stabilimento di Miliscola. Il sindaco Josi Della Ragione replica e rilancia il progetto per destinare oltre l’80% del litorale di Bacoli a spiagge libere o libere attrezzate.
La gestione delle spiagge torna ad accendere il confronto politico e sociale a Bacoli. Una donna, proveniente dalla spiaggia libera di Miliscola, ha denunciato di essere stata insultata dopo essersi recata in uno stabilimento privato per chiedere di utilizzare i servizi igienici.
Secondo il suo racconto, prima di avanzare la richiesta avrebbe anche consumato una bibita all’interno della struttura. Al diniego sarebbe seguita una frase offensiva: «Sei una pezzente». Alla donna sarebbe stato inoltre riferito che «il sindaco di Bacoli ama i pezzenti», in riferimento alla politica dell’amministrazione comunale favorevole all’ampliamento delle spiagge libere. L’episodio è stato rilanciato pubblicamente dal sindaco Josi Gerardo Della Ragione ed è diventato rapidamente virale.
La ricostruzione si basa, allo stato, sul racconto della cittadina e sulla successiva presa di posizione del primo cittadino. Non risulta diffusa una versione pubblica del gestore chiamato in causa.
«Una vera aggressione verbale»
La donna, Giustina, originaria di Bacoli e da anni frequentatrice della spiaggia libera, ha descritto quanto accaduto come una vera aggressione verbale.
Ha riferito che le offese sarebbero iniziate da un addetto alla spiaggia e sarebbero poi proseguite con l’intervento di persone presentatesi come proprietari dello stabilimento. «Ho girato il mondo e non ho mai subito una simile discriminazione», ha raccontato, spiegando di essere rimasta profondamente scossa insieme al marito.
La donna ha manifestato anche il timore che episodi simili possano coinvolgere turisti e visitatori, arrecando un danno all’immagine della città.
La replica del sindaco: «Sì, amo i pezzenti»
La risposta di Della Ragione è stata immediata e molto dura. «Hai ragione, amo i pezzenti», ha scritto il sindaco, rivendicando la scelta di destinare oltre l’80% del litorale comunale a spiagge libere e spiagge libere attrezzate.
«Per tutti, libera. Senza più padroni», ha aggiunto, annunciando una nuova stagione di bandi pubblici per l’assegnazione delle concessioni demaniali. La linea era già stata formalizzata dall’amministrazione attraverso l’approvazione della proposta contenuta nel Piano delle aree del demanio marittimo.
Il sindaco ha precisato che la critica non è rivolta indistintamente a tutti gli imprenditori balneari, riconoscendo la presenza di operatori corretti. Il bersaglio sono invece i privilegi sedimentati nel tempo, l’abusivismo, il lavoro irregolare e le limitazioni considerate arbitrarie all’accesso al mare.
Le accuse contro privilegi e vecchie concessioni
Nel suo intervento, Della Ragione ha ricordato le pratiche che, a suo giudizio, avrebbero penalizzato per anni famiglie e bagnanti: controlli nelle borse, divieti di ingresso con alimenti destinati ai bambini, ostacoli per chi portava con sé un panino e parcheggi abusivi nelle aree vicine alle spiagge.
Il primo cittadino ha parlato anche di lavoratori sottopagati o impiegati in nero, invitando i giovani a costituire cooperative e a presentare progetti per partecipare ai futuri bandi.
La prospettiva dell’amministrazione è superare le concessioni assegnate decenni fa e aprire la gestione dei litorali a procedure pubbliche, con criteri trasparenti e una maggiore quota di accesso libero.
Il Piano demaniale e i bandi dal 2027
Della Ragione ha spiegato che il Comune ha adottato in giunta il Piano delle aree del demanio marittimo, prevedendo che oltre l’80% delle coste sia destinato a spiaggia libera o libera attrezzata.
La trasformazione dovrebbe entrare nella fase decisiva dal 2027, attraverso bandi che interesseranno sia gli arenili sia gli ormeggi. Per questi ultimi l’amministrazione punta alla creazione di un servizio comunale.
L’obiettivo dichiarato è modificare radicalmente il rapporto tra cittadini, operatori economici e bene demaniale, considerando le spiagge uno spazio pubblico affidato temporaneamente in gestione e non una proprietà privata.
Il nodo dei lidi militari di Miseno
Sul futuro delle coste di Bacoli resta aperta anche la questione dei lidi militari di Miseno, un’area complessiva di circa 70mila metri quadrati delimitata negli anni da cartelli che vietano l’accesso.
Il Comune aveva reagito installando indicazioni di spiaggia libera, successivamente rimosse o contestate. Ne è nata una lunga contrapposizione istituzionale, definita anche una “guerra della segnaletica”.
Nel giugno 2026 si è svolto un tavolo tecnico in Consiglio regionale con il Comune, i rappresentanti delle Forze armate, la Regione Campania e la Capitaneria di porto. Tra le ipotesi esaminate figura la creazione di un unico lido riservato ai militari, separando con chiarezza la porzione destinata alla Difesa da quella da restituire stabilmente alla fruizione pubblica.
Il Comune non esclude il ricorso al Tar
L’amministrazione comunale continua a privilegiare la strada del confronto con il ministero della Difesa e con gli altri soggetti istituzionali coinvolti.
Qualora il tavolo non dovesse produrre un’intesa definitiva, il Comune ha però già manifestato la disponibilità a rivolgersi al Tribunale amministrativo regionale.
La denuncia della cittadina di Miliscola diventa così un nuovo episodio di una contesa molto più ampia. Al centro non c’è soltanto il comportamento attribuito a un singolo stabilimento, ma il modello futuro di gestione delle coste di Bacoli e il difficile equilibrio tra attività economiche, concessioni pubbliche e diritto dei cittadini ad accedere al mare.
Cronache
Omicidio Diabolik, la Dda indica Michele Senese come mandante: sette arresti
Sette misure cautelari per l’omicidio di Fabrizio Piscitelli. Secondo la Dda, Michele Senese avrebbe dato l’assenso all’agguato per riaffermare il controllo del clan sul narcotraffico romano.
La regola attribuita al clan Senese sarebbe stata brutale: «O paghi o muori». E chi avesse tentato di entrare nel traffico della droga senza autorizzazione avrebbe potuto fare la stessa fine di Fabrizio Piscitelli, conosciuto come Diabolik: ucciso su una panchina del Parco degli Acquedotti.
A oltre sette anni dall’omicidio che sconvolse Roma, la Procura capitolina individua nel vertice del gruppo criminale il presunto mandante dell’agguato del 7 agosto 2019. Carabinieri e Polizia hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di sette persone. Tre sarebbero state coinvolte nell’organizzazione dell’azione.
Le contestazioni sono ancora sottoposte al vaglio giudiziario e per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a una sentenza definitiva.
Il «preventivo assenso» di Michele Senese
Per i magistrati della Direzione distrettuale antimafia, il «mandante apicale» sarebbe Michele Senese, detto ’O pazz, detenuto da oltre dieci anni.
Secondo l’accusa, Senese avrebbe fornito il «preventivo assenso determinante» all’eliminazione dell’ex leader degli Irriducibili della Lazio. L’omicidio sarebbe servito a riaffermare l’autorità del clan su Piscitelli, considerato ormai autonomo e ingombrante nel narcotraffico.
Nell’ordinanza, composta da quasi 800 pagine, il gip sostiene che la morte di Diabolik avrebbe prodotto un vantaggio per il clan: ribadire l’obbligo per affiliati e soggetti vicini all’organizzazione di versare una parte dei profitti illeciti ed eliminare un concorrente nel mercato della droga.
La rottura sul traffico di stupefacenti
Piscitelli, pur considerato vicino ai Senese, avrebbe progressivamente conquistato una propria autonomia nella gestione del traffico di stupefacenti. Avrebbe inoltre versato al gruppo somme giudicate troppo basse rispetto ai guadagni delle sue attività.
Questa condotta, secondo la ricostruzione della Procura, avrebbe provocato una frattura insanabile con il clan.
Bennato indicato come organizzatore
Tra i destinatari della misura cautelare c’è Leandro Bennato, ritenuto dagli investigatori uno dei principali organizzatori dell’agguato. Sarebbe stato lui a deliberare l’eliminazione di Piscitelli, visto come un concorrente nel mercato della cocaina e un ostacolo agli interessi criminali nell’area della Tuscolana.
Secondo l’accusa, Bennato avrebbe accompagnato sul luogo dell’omicidio, a bordo di uno scooter rubato, Raul Esteban Calderon, indicato nelle indagini come esecutore materiale ma successivamente assolto in appello da questa accusa.
L’appuntamento sulla panchina
Un ruolo centrale viene attribuito anche ad Alessandro Capriotti, descritto dagli investigatori come broker della cocaina e intermediario nell’organizzazione del delitto.
Sarebbe stato lui a fissare l’appuntamento con Piscitelli la sera del 7 agosto 2019, conducendolo alla panchina del parco di via Lemonia dove ad attenderlo c’era un uomo travestito da runner. Diabolik venne ucciso con un colpo di pistola alla testa.
La guerra tra gruppi criminali
Il gip descrive gli arrestati come soggetti di «elevatissima caratura criminale». Dalle indagini sarebbe emersa anche la contrapposizione tra il gruppo albanese riconducibile a Elvis Demce e quello riferibile a Giuseppe Molisso e Leandro Bennato, sotto l’egida dei Senese.
Ulteriori fatti di sangue, secondo il giudice, sarebbero stati evitati soltanto grazie ai numerosi arresti eseguiti negli ultimi anni. In un’intercettazione viene citato anche un messaggio minaccioso rivolto a Demce: «Vengo su con i carri armati».
Gli affari nella ristorazione
L’inchiesta ricostruisce inoltre presunti rapporti economici tra esponenti delle famiglie Senese e Caroccia nel settore della ristorazione, con contatti e progetti imprenditoriali risalenti almeno al 2017.
Nell’ordinanza viene citato Mauro Caroccia, indagato per riciclaggio nel procedimento relativo al ristorante Bisteccheria d’Italia. In passato l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, estraneo all’inchiesta e non indagato, aveva detenuto quote della società.
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La Dda di Roma indica Michele Senese come presunto mandante dell’omicidio di Fabrizio Piscitelli, noto come Diabolik.
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Omicidio Diabolik, sette misure cautelari: per la Dda Michele Senese avrebbe autorizzato l’eliminazione di Fabrizio Piscitelli.
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Sette misure cautelari per l’omicidio di Fabrizio Piscitelli. Secondo la Dda, Michele Senese avrebbe dato l’assenso all’agguato per riaffermare il controllo del clan sul narcotraffico romano.
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Ranucci smentisce la «chat segreta»: «È una campagna di fango contro di me»
Sigfrido Ranucci nega su Facebook l’esistenza di una chat segreta con la compagna di Valter Lavitola e accusa alcuni giornali di alimentare una campagna contro di lui.
Sigfrido Ranucci respinge l’esistenza di una presunta «chat segreta» tra una sua collaboratrice e Natàlia, compagna di Valter Lavitola. Il giornalista affida a Facebook una dura replica alle ricostruzioni circolate sulla vicenda.
«Non esiste alcuna chat segreta. È stata inviata un’ordinanza già pubblica, su mia richiesta, e poi, di sua spontanea iniziativa, la mia collaboratrice ha mandato un semplice messaggio di cortesia per sapere come stava. Punto, null’altro», scrive Ranucci.
L’attacco ai giornali
L’ex conduttore di Report accusa alcune testate di aver rilanciato notizie che definisce false senza svolgere verifiche adeguate. Nel suo post chiama in causa anche i giornali riconducibili all’editore e parlamentare Antonio Angelucci.
Ranucci parla di «una barbarie», richiamando una definizione utilizzata, secondo quanto riferisce, anche dal ministro Guido Crosetto. Le accuse formulate dal giornalista rappresentano la sua versione dei fatti e non risultano accompagnate, nel post, da elementi che consentano una verifica indipendente.
«Vogliono colpire me e la mia famiglia»
Secondo Ranucci sarebbe in corso «la più grande campagna di fango della storia», con l’obiettivo di rimuoverlo da Reporte colpire lui, la sua famiglia e le persone che gli sono vicine.
Il giornalista sostiene che, dopo l’attentato, queste persone abbiano già vissuto mesi di paura e siano ora sottoposte a una nuova pressione mediatica. Denuncia inoltre il ricorso a quello che definisce «metodo Boffo», citando migliaia di articoli, ore di trasmissioni e contenuti pubblicati sulle piattaforme digitali.
L’allarme sulle conseguenze personali
La parte più drammatica del messaggio riguarda le possibili conseguenze psicologiche sulle persone coinvolte. «Io sono abituato a lottare e resistere», scrive Ranucci, paventando però il rischio che l’angoscia e la depressione possano condurre qualcuno vicino a lui a gesti estremi.
Il giornalista sostiene infine che la presunta «macchina del fango» avrebbe mandanti riconoscibili, senza tuttavia indicarli esplicitamente nel post.
Cronache
ZTL anticipata per un matrimonio a Ischia Ponte, Mattera: «Quali sono i criteri? Le regole valgano per tutti»
L’Ordinanza n. 159 anticipa alle 15 la ZTL di Ischia Ponte per un matrimonio. Gianni Mattera, presidente di CO.RI.VERDE, chiede criteri trasparenti, istruttoria pubblica e parità di trattamento.
L’anticipo della ZTL di Ischia Ponte disposto in occasione di un matrimonio solleva interrogativi sui criteri adottati dal Comune per modificare la viabilità pubblica in presenza di eventi privati.
A intervenire è Gianni Mattera, presidente di CO.RI.VERDE – Comitato di Rigenerazione Verde, che in un post pubblicato su Facebook chiede all’Amministrazione comunale trasparenza sulle ragioni e sull’istruttoria alla base del provvedimento.
La ZTL anticipata alle 15
Con l’Ordinanza n. 159 dell’8 settembre 2026, il Comune di Ischia ha disposto per giovedì 10 settembrel’anticipazione alle ore 15 dell’attivazione pomeridiana della ZTL di Ischia Ponte.
Il provvedimento, firmato dalla responsabile del Servizio 14 e comandante della Polizia locale Chiara Romano, è collegato a un matrimonio programmato alle 15.30 nella chiesa dello Spirito Santo. Nell’atto si fa riferimento a un elevato numero di invitati e a una successiva sfilata nuziale accompagnata da cantanti di musica popolare ischitana.
Restano valide le deroghe previste dalla precedente ordinanza n. 112 del 2017 e dalle successive modifiche.
Mattera: «Quali sono i parametri?»
Mattera non contesta il diritto degli sposi a celebrare la cerimonia, ma pone una questione di interesse pubblico e parità di trattamento.
«Sulla base di quali criteri oggettivi viene valutata la possibilità di modificare la viabilità e anticipare la chiusura della ZTL di Ischia Ponte per un evento di natura privata?», domanda il presidente di CO.RI.VERDE.
Mattera chiede inoltre di conoscere quali siano i parametri relativi al numero degli invitati, alla rilevanza dell’evento e alle conseguenze per residenti, commercianti, lavoratori, mezzi di servizio e cittadini.
«Questi stessi criteri vengono applicati indistintamente a qualsiasi cittadino che presenti una richiesta analoga?», aggiunge.
La richiesta di trasparenza
Secondo Mattera, quando una manifestazione privata incide sulla circolazione pubblica, l’Amministrazione dovrebbe chiarire quale interesse collettivo venga perseguito e perché la misura sia considerata necessaria e proporzionata.
Da qui la richiesta rivolta al Comune di rendere pubblici «i criteri, le valutazioni istruttorie e gli eventuali precedenti» utilizzati per autorizzare modifiche della ZTL in occasione di eventi privati.
«Le regole devono essere trasparenti, verificabili e uguali per tutti», conclude il presidente di CO.RI.VERDE.


