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Baccalà in olio di cottura, verdure di stagione e corallo di papaccella. Così gli studenti del Villaggio dei ragazzi vincono il concorso “Extra vergine: Assaggi… di fine anno…!”

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Baccalà in olio di cottura, verdure di stagione e corallo di papaccella. Con questo piatto i ragazzi dell’istituto alberghiero della Fondazione Villaggio dei Ragazzi di Maddaloni hanno vinto la tappa campana del Concorso nazionale di cucina: “Extra vergine: Assaggi… di fine anno…!”. Si tratta di una manifestazione che prevede un percorso conoscitivo in cui gli aspiranti chef e i sommelier vengono direttamente a contatto con le produzioni olivicole di alta qualità, assaporando, conoscendo e maneggiando in prima persona l’olio extravergine italiano. Al termine del percorso, gli allievi coinvolti, sono chiamati a partecipare a una competizione realizzando dei piatti che vedono l’olio extra vergine di oliva come ingrediente principale. Una giuria di esperti composta da Chef e giornalisti di settore è chiamata a votare il migliore e indipendentemente dal gradino del podio raggiunto, a vincere sarà sempre la cultura e la scoperta di una delle eccellenze del Made in Italy. La tappa campana è stata organizzata da “Pandalea”, associazione di donne imprenditrici di piccole e medie aziende produttrici di olio evo di qualità, con la collaborazione della Gambero Rosso Accademy di Napoli.

I due aspiranti chef allievi dell’istituto casertano del Villaggio dei ragazzi, Manuel Daddio e Comar Realino, prenderanno parte alla fase finale del concorso, a Roma, presso la sede del gambero Rosso Città del Gusto. I due studenti sono stati guidati e preparati alla manifestazione dai docenti-chef Antonio Passariello e Ciro Varriale.

“Il nostro Istituto Alberghiero è un’eccellenza capace di sfornare talenti, che di volta in volta conquistano posizioni di prim’ordine nelle competizioni alle quali prendono parte” – ha affermato il Commissario Straordinario della Fondazione Villaggio dei Ragazzi”, Felicio De Luca. “Prepariamo al meglio gli alunni, mettendoli nelle condizioni di confrontarsi con i coetanei di tutte le scuola della Campania e non solo. Aver raggiunto il podio in una competizione così importante è motivo di enorme soddisfazione, che prosegue la nostra lunga scia di vittorie raggiunte” – ha invece dichiarato la Coordinatrice scolastica dell’IPSEOA, Giovanna D’Onofrio.

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Il miglior bartender d’Italia è il napoletano Salvatore Scamardella

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E’ Salvatore Scamardella il miglior bartender d’Italia. La proclamazione e’ avvenuta alla finale nazionale del Diageo Reserve World Class 2019, competizione internazionale istituita da Diageo Reserve che celebra l’arte della mixology e che mette in scena – spiega una nota – il piu’ autorevole palcoscenico del settore dei luxury spirits, mediante la ricerca e la selezione dell’e’lite dei bartender di piu’ di 50 Paesi nel mondo. La finale nazionale, organizzata presso le Officine Riunite di Milano, ha visto sfidarsi gli 8 migliori bartender provenienti da tutta Italia selezionati dagli esperti Diageo. I bartender si sono confrontati con i prodotti Reserve, una gamma di spirit e distillati del portfolio luxury di Diageo che comprende il gin Tanqueray No.Ten, il whisky single malt Talisker, Bulleit Bourbon, la vodka Ketel One, il rum Zacapa e la tequila Don Julio.

La vittoria di Scamardella, bartender di Napoli, e’ arrivata con le prove “Single Ingredient”, nella quale i concorrenti dovevano scegliere un solo ingrediente e trattarlo in tutte le sue declinazioni possibili con creativita’ ed estro, e la “Finishing moves – Raise your drink”, nella quale era richiesta la creazione di un signature cocktail che rispecchiasse l’anima di un brand Diageo e della loro storia personale. L’ultima prova e’ stata “The showdown” nel quale si e’ testata velocita’ e abilita’ sotto pressione: 6 minuti a disposizione per ricreare 6 classici con il proprio personale twist. Scamardella ora e’ atteso a Glasgow dal 21 al 26 settembre per la finale globale di World Class, dove rappresentera’ l’Italia e contendersi il titolo di Bartender of the Year 2019.

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Mozzarella boom: prodotto della tradizione ma anche driver dell’economia locale. I dati dello Svimez

Daniela Sasso

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Il 2018 è stato un anno record per la mozzarella di bufala campana  con 577 milioni di euro di fatturato: un’oasi felice in un Mezzogiorno non privo di problemi con oltre 11 mila addetti:sono solo alcuni dei risultati dello studio Svimez sull’impatto socio-economico del comparto presentato al Palazzo della Borsa di Milano.

Si tratta della prima analisi nel Mezzogiorno sul valore di un prodotto a denominazione di origine, realizzata per il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop.

Dopo i saluti del presidente del Consorzio Domenico Raimondo, a illustrare i dati il direttore di Svimez Luca Bianchi e il direttore del Consorzio Pier Maria Saccani.

“La mozzarella di bufala campana è uno straordinario prodotto della tradizione agroalimentare italiana, ha spiegato Bianchi, ma è al tempo stesso un importante driver economico dell’economia locale”.

Una delle chiavi del successo è la grandissima percentuale di Under 35 che c’è fra gli addetti che contribuiscono al ricambio generazionale. Forte anche il richiamo alla politica perché occorre sburocratizzare e ci vuole un aiuto da parte del governo.

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Turismo, Coldiretti: il 25% della spesa degli stranieri viene fatta al ristorante

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Quasi 1/4 della spesa dei turisti stranieri in vacanza in Italia (22%) è destinata ai ristoranti per un totale di 9,23 miliardi di euro nel 2018, in crescita del 7% rispetto all’anno precedente. E’ quanto emerge da un’analisi della Coldiretti sulla base dell’indagine della Banca d’Italia sul turismo internazionale. La spesa alimentare in vacanza, fa notare la Coldiretti, non riguarda solo i ristoranti ma si estende a pizzerie, tavole calde, bar, agriturismi, ma anche cibo di strada o specialità locali in mercati, feste e sagre di Paese. Senza dimenticare che il souvenir enogastronomico è diventato un must per gli ospiti stranieri dove c’è solo l’imbarazzo della scelta, dalla mozzarella di bufala in Campania al formaggio Asiago in Veneto, dal pecorino della Sardegna al prosciutto San Daniele del Friuli, dal vino Barolo del Piemonte al limoncello campano o al Caciocavallo del Molise. Il cibo, infatti, conclude la Coldiretti, e’ diventato il vero valore aggiunto della vacanza Made in Italy, che puo’ contare sul primato dell’agricoltura piu’ green d’Europa con 297 specialita’ Dop/Igp riconosciute a livello comunitario, 415 vini Doc/Docg, la leadership nel biologico con oltre 60 mila aziende agricole biologiche e 23 mila agriturismi che conservano da generazioni i segreti della cucina contadina.

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