Cronache
Aymane eroe a 16 anni, ‘esempio di coraggio e umanità’
Dolore, sgomento. All’indomani della tragica morte di Aymane Ed Dafali, 16enne tuffatosi in acqua sabato pomeriggio pomeriggio per tentare di aiutare due bagnanti in difficoltà, sono questi i sentimenti che subentrano allo shock di quanto accaduto a Lido degli Estensi, nel tratto di costa ferrarese. Il padre, gli amici, sono trincerati nel silenzio, mentre da Castelnovo Bariano, comunità di 2.600 abitanti del Rodigino, dove Aymane viveva con la sua famiglia giunta dal Marocco, arrivano messaggi di cordoglio.
“È una notizia che ci ha profondamente scossi e addolorati – dice Monica Ferraccioli, sindaca di Castelnovo Bariano – Non conosco personalmente la famiglia ma me ne parlano come persone buone, educate. Il ragazzo andava a scuola alle serali. Il papà era arrivato dal Marocco nel 2020, poi man mano si sono ricongiunti la madre, Aymane e i suoi due fratelli. Una famiglia di buona educazione, come dimostra anche questo gesto istintivo che ha avuto Aymane nel voler salvare delle vite umane e persone che neanche conosceva”. Un esempio di coraggio e umanità, l’ha definito l’assessora all’Istruzione veneta Valeria Mantovan, mentre il sindaco di Comacchio (Ferrara) Pierluigi Negri ne sottolinea l’altruismo.
La dinamica di quanto accaduto sabato pomeriggio è ancora da chiarire in modo puntuale, ma emergono altri dettagli, tutti al vaglio della Procura di Ferrara che sulla base delle informazioni raccolte dalla capitaneria di porto di Porto Garibaldi dovrà accertare eventuali responsabilità. Il tentato salvataggio, trasformatosi poi in tragedia, è avvenuto sabato nel tardo pomeriggio a circa 400 metri dall’uscita del Logonovo, canale che divide Lido Estensi e Lido Spina. È una zona interdetta alla balneazione per il pericolo di correnti in bassa marea che possono portare in acque profonde, per i dislivelli di fondale, per le imbarcazioni che transitano nel canale. A sottolineare che la coppia di turisti inizialmente in difficoltà fosse in zona interdetta sono i due bagnini addetti al salvataggio che sabato erano in servizio.
“Un uomo e una donna erano in difficoltà nel canale Logonovo, probabilmente spinti dalla corrente erano arrivati in una zona dove non toccavano. Il mio collega – ha detto Filippo Barillari – si è allarmato ed è partito con il pattino, nel frattempo un pedalò con a bordo i ragazzi era nelle vicinanze e uno di loro si è buttato per provare a salvare la coppia, però il ragazzo è finito sott’acqua”. Il collega è Moreno Uggeri, che si è tuffato per portare in salvo i turisti e poi è tornato subito in mare perché solo in quel momento gli hanno riferito di una terza persona sott’acqua. Sabato fino a tarda sera la capitaneria di porto ha ascoltato diversi testimoni sull’accaduto. In particolare i tre coetanei della vittima, che erano sul pedalò con lui. Uno era in particolare stato di choc. A tuffarsi insieme ad Aymane, a quanto ricostruito, sarebbe stato anche un altro ragazzino, che però indossava un salvagente e si è rimesso in sicurezza mentre dell’amico si perdevano le tracce. Aymane, hanno riferito gli amici, andava a mare, era in grado di galleggiare ma non era un grande nuotatore.
Tra i testimoni ascoltati non c’è invece la coppia di turisti salvati, un ragazzo e una ragazza, giovani tra i 20 e i 30 anni. Al momento risultano irreperibili. “Io li ho riportati dove toccavano – dice Uggeri – Poi sono immediatamente tornato in acqua perché era stata segnalata la presenza di una terza persona sotto”. Una volta conclusa l’operazione, finita in modo tragico per Aymane, dei due turisti non c’era più traccia. Si sarebbero allontanati autonomamente. Un’ipotesi è che possano non essersi accorti di quanto stava accadendo, oppure che si siano spaventati. Alla ricostruzione fatta dalla capitaneria di porto, trasmessa in Procura a Ferrara, manca la loro versione dell’accaduto. Ascoltato invece il padre di Aymane, distrutto dal dolore, giunto nella serata di sabato da Rovigo accompagnato da alcuni amici. La salma del giovane è ancora all’ospedale ferrarese di Cona, in attesa che il pm, verosimilmente lunedì, decida come muoversi e se stabilire un’autopsia.
Cronache
Omicidio Pierina Paganelli, assolto Louis Dassilva: scarcerato nella notte
Louis Dassilva è stato assolto in primo grado dall’accusa di avere ucciso Pierina Paganelli. La Corte d’assise di Rimini ne ha disposto l’immediata scarcerazione dopo una lunga camera di consiglio.
Dopo oltre sedici ore di attesa è arrivato il verdetto: Louis Dassilva è stato assolto dall’accusa di avere ucciso Pierina Paganelli. La Corte d’assise di Rimini ha disposto la sua immediata liberazione, chiudendo così il primo grado di giudizio con una decisione destinata ad avere forte impatto sul caso.
Il verdetto nella notte
Il dispositivo è stato letto dalla presidente della Corte d’assise di Rimini, Fiorella Casadei, davanti a un’aula piena. Alla lettura della sentenza è seguito un boato, poi un applauso proveniente dal pubblico.
In aula erano presenti i familiari della vittima, tra cui i figli Chiara, Giuliano e Giacomo Saponi, la sorella e i nipoti di Pierina Paganelli. Alla decisione sono rimasti seduti in silenzio.
L’attesa di Dassilva in aula
Louis Dassilva ha atteso il verdetto in piedi, con le mani giunte verso il basso. Prima della lettura ha rivolto uno sguardo verso i banchi del pubblico e verso la moglie, Valeria Bartolucci, presente alle spalle dei banchi dell’imputato.
Tra il pubblico c’erano anche diversi conoscenti dell’uomo, tra cui un gruppo di senegalesi che ha seguito fino alla fine la lunga attesa della decisione.
La scarcerazione e l’abbraccio con la moglie
Dopo l’assoluzione, Dassilva è uscito nella notte dal carcere di Rimini. Ad attenderlo c’era la moglie Valeria Bartolucci, che gli è corsa incontro per abbracciarlo.
Subito dopo, l’uomo è stato accompagnato dagli avvocati Riario Fabbri e Andrea Guidi in un domicilio diverso da quello di via del Ciclamino, per evitare l’assembramento dei giornalisti.
Le prime parole dopo la liberazione
All’uscita dal carcere, Dassilva ha pronunciato le prime parole da uomo libero: “È stata fatta giustizia, ha vinto solo la giustizia. È la rinascita della giustizia”.
La sentenza è di primo grado. Le motivazioni saranno depositate nei termini previsti dalla legge e solo allora sarà possibile comprendere nel dettaglio il percorso logico seguito dalla Corte. Resta il dolore dei familiari di Pierina Paganelli, mentre il processo si chiude, per ora, con l’assoluzione dell’unico imputato.
Cronache
Pistola con colpo in canna nel marsupio, arrestato un trentenne al Parco Verde di Caivano
I finanzieri del Comando Provinciale di Napoli hanno arrestato un trentenne trovato al Parco Verde di Caivano con una pistola Beretta nel marsupio, caricatore con 15 cartucce e colpo in canna.
Girava in auto nel Parco Verde di Caivano con una pistola nel marsupio, caricatore pieno e colpo in canna. Un trentenne originario di Frattaminore è stato arrestato dai finanzieri del Comando Provinciale di Napoli durante i controlli finalizzati alla prevenzione dell’occupazione abusiva degli appartamenti già sgomberati.
Il controllo dei Baschi Verdi
I Baschi Verdi del Gruppo Pronto Impiego Napoli hanno notato un’autovettura compiere più volte lo stesso giro all’interno del Parco Verde. Il comportamento ha insospettito i militari, che hanno deciso di fermare il veicolo ed effettuare un controllo.
Alla guida c’era un uomo di 30 anni, originario di Frattaminore. Durante l’ispezione, i finanzieri hanno trovato nel marsupio una pistola Beretta FS/98, con 15 cartucce nel caricatore e pronta all’uso.
L’arresto e le accuse
Il trentenne è stato arrestato per detenzione e porto abusivo di armi clandestine e ricettazione. È stato posto ai domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida.
La posizione dell’uomo resta sottoposta al vaglio dell’autorità giudiziaria e vale il principio della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
La perizia sull’arma
La pistola e le cartucce sono state sequestrate e saranno sottoposte a perizia balistica. Gli accertamenti serviranno a stabilire se l’arma sia stata eventualmente utilizzata in fatti di sangue o in altri episodi criminali.
Il controllo si inserisce nell’attività di presidio del territorio al Parco Verde di Caivano, dove proseguono le verifiche per impedire nuove occupazioni abusive degli appartamenti già sgomberati.
Cronache
Call center delle truffe a Quarto, anziani nel mirino: quattro arresti
I carabinieri hanno scoperto a Quarto, in provincia di Napoli, una centrale per truffe telefoniche ai danni di anziani. Quattro uomini sono stati arrestati per concorso in frode informatica. Sequestrati cellulari, sim e un computer portatile.
Una stanza trasformata in centrale delle frodi, decine di telefoni cellulari sul tavolo e frasi studiate per ingannare soprattutto persone anziane. A Quarto, in provincia di Napoli, i carabinieri hanno scoperto un presunto call center delle truffe telefoniche, utilizzato per rastrellare denaro dai conti correnti delle vittime.
Le telefonate con il falso maresciallo
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della tenenza di Quarto, dall’appartamento partivano telefonate costruite per convincere le vittime a seguire istruzioni ingannevoli. “Clicchi sul link che le ho mandato e segua le indicazioni”, oppure “Sono il maresciallo della caserma”: sarebbero alcune delle frasi pronunciate dagli indagati, anche con un accento settentrionale ritenuto utile a rendere più credibile il raggiro.
I militari erano già posizionati attorno a una palazzina di via Crocillo, dove avevano individuato l’appartamento sospetto.
Il blitz nell’appartamento
Per entrare, i carabinieri hanno staccato il contatore elettrico, lasciando al buio i quattro uomini presenti nell’abitazione. Uno di loro ha aperto la porta, consentendo ai militari di effettuare il controllo.
All’interno sono stati trovati numerosi telefoni cellulari. Durante l’intervento, uno degli uomini avrebbe tentato di disfarsi di un telefono lanciandolo dalla finestra. Nessuno è riuscito a fuggire.
Sette tentativi di frode documentati
I carabinieri sono riusciti a documentare sette tentativi di frode in corso e una truffa appena consumata ai danni di un’anziana di Roma, alla quale sarebbero stati sottratti 18mila euro.
Nell’appartamento sono stati sequestrati 17 cellulari, un computer portatile e 101 sim telefoniche, materiale ritenuto dagli investigatori compatibile con l’attività fraudolenta contestata.
Quattro arresti e indagini sui contatti
I quattro uomini, tutti napoletani e già noti alle forze dell’ordine, sono stati arrestati per concorso in frode informatica. Si trovano ai domiciliari, in attesa di giudizio.
La posizione degli arrestati resta sottoposta al vaglio dell’autorità giudiziaria e vale per tutti la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva. Le indagini proseguono per ricostruire eventuali altri episodi, identificare ulteriori vittime e verificare l’esistenza di collegamenti con altre reti di truffatori.


