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Avvistati 3 capodogli nel Mar Ligure, tra loro ci sono anche due vecchie conoscenze: i balenotteri Hide e Onda

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Eccezionale avvistamento di balene nel Mar Ligure. Tre capodogli maschi sono stati visti a circa cinque miglia al largo di Sanremo dai biologi dell’Istituto di ricerca Tethys. “L’avvistamento è avvenuto in un punto la cui profondità del mare è di circa 600 metri – afferma la biologa marina Sabina Airoldi – tra il canyon di Arma di Taggia e i due canyon di Bordighera”.

Due dei capodogli appartenenti al gruppo erano Hide e Onda, già incontrati il 18 giugno scorso dai ricercatori. Sono sono soliti nuotare assieme spiegano i loro amici umani. “Un fatto piuttosto singolare – prosegue Airoldi – è avvenuto quando Hide si è avvicinato all’imbarcazione e, incuriosito, ha messo fuori la grande testa dall’acqua, come per guardare chi c’era a bordo”. Un comportamento insolito per un capodoglio, ma a volte capita quando sono particolarmente incuriositi o attratti da qualche movimento hanno spiegato i ricercatori.

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Snam, l’idrogeno supera il test sui compressori

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Prende corpo il piano di Snam per la transizione energetica verso l’idrogeno. Il gruppo di san Donato Milanese ha annunciato oggi che si sono chiuse “con successo” le sperimentazioni del ‘gas verde’ come combustibile per alimentare le turbine dell’impianto di compressione del metano di Istrana (Treviso).

Snam sottolinea che la sperimentazione è “la prima del suo genere nel mondo” ed è stata portata avanti in collaborazione con l’azienda di tecnologia al servizio dell’energia e dell’industria Baker Hughes, che ha progettato e realizzato le turbine in Italia. Dal test è emersa la compatibilità delle varie componenti dell’impianto con l’impiego di una miscela di idrogeno al 10% con il gas naturale. Alla luce del risultato Snam intende continuare e prevede di estendere le analisi di compatibilità con l’idrogeno a tutta la propria flotta di turbocompressori. All’uopo sono in corso “approfondimenti” per verificare “in campo” sia la reazione delle varie componenti dal punto di vista metallurgico, sia il mantenimento dell’efficienza delle turbine in presenza di idrogeno, oltre al rispetto di “stringenti criteri di sicurezza e impatto ambientale”.

L’obiettivo di Snam, in questo caso, è di sviluppare uno “standard uniforme” per la progettazione di tutte le future unità di compressione. Sulla base dei dati del 2021, secondo Snam, un utilizzo permanente del 10% di idrogeno in tutte le turbine PGT25 del gruppo consentirebbe di evitare l’emissione di quasi 20mila tonnellate di Co2 all’anno, “riducendo ulteriormente”, sottolineano a San Donato Milanese “l’impatto, già contenuto, dell’alimentazione a gas naturale”. Sono 13 le stazioni di compressione di Snam posizionate lungo la rete nazionale con lo scopo di imprimere al gas la ‘spinta necessaria’ per viaggiare nelle condotte verso i vari punti di consumo del Paese.

A Istrana è stata installata la nuova turbina NovaLT12, già predisposta per l’idrogeno, che ha una potenza di 12 Mw. Ma il test è stato allargato anche a una turbina PGT25 da 25 Mw, progettata per il funzionamento con gas naturale, che ha funzionato con una miscela di gas naturale e idrogeno al 10%. Tra stazioni di spinta e siti di stoccaggio, Snam ha un parco di 39 turbine analoghe a quest’ultima su un totale di 73 macchine, che rappresentano circa il 70% della potenza totale di 1.325 Mw.

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Cop15 biodiversità, obiettivo 30% territorio protetto

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Rendere area protetta entro il 2030 il 30% del territorio mondiale e il 30% degli oceani. E’ l’obiettivo principale della Cop15 sulla Biodiversità, che si terrà a Montreal in Canada dal 7 al 19 dicembre. Si tratta della conferenza periodica della Convenzione Onu sulla Biodiversità, creata nel 1992. La Cop15 di Montreal deve raggiungere un Accordo quadro sulla biodiversità, che sostituisca quello precedente del 2010 di Aichi, in Giappone. Ma nei lavori preparatori l’intesa è ancora lontana, soprattutto sul tema spinoso degli aiuti ai paesi più poveri. La Cop15 doveva tenersi a Kunming, in Cina, nell’ottobre del 2020, ma è stata più volte rimandata a causa del Covid. Nell’ottobre del 2021 nella città cinese si è tenuta una conferenza preparatoria, dove si è stabilito di arrivare nel 2022 ad un nuovo Accordo quadro sulla Biodiversità.

Alla fine la Cop15 è stata spostata in Canada, per evitare le restrizioni cinesi anti-pandemia, ma Pechino ha mantenuto la presidenza. A Montreal sono attesi ben 10.000 delegati da tutto il mondo. L’Accordo di Aichi prevedeva 20 obiettivi per ridurre la perdita di biodiversità. Nessuno è stato raggiunto interamente. Nella bozza del nuovo Accordo quadro, preparata da un gruppo di lavoro dell’Onu, ci sono 22 obiettivi. Ma l’intesa su questi è ancora lontana. Secondo gli osservatori, è stata raggiunta solo su 2. L’obiettivo principale è quello di impegnare i paesi dell’Onu a dichiarare area protetta almeno il 30% del territorio globale e il 30% degli oceani al 2030. E’ il cosiddetto target “30 by 30”.

Più di 100 paesi si sono già detti favorevoli, ma restano da convincerne quasi altrettanti. E soprattutto (come insegnano le Cop sul clima) c’è poi da tradurre in realtà gli impegni sulla carta. Nel 2020 erano area protetta solo il 15% del territorio mondiale e il 7,5% degli oceani. Molte ong che parteciperanno alla conferenza spingeranno per inserire nel documento finale il concetto di “nature positive”. In pratica, gli stati dovranno adottare politiche che migliorino gli ecosistemi, e non si limitino a ridurre i danni, che fermino e poi invertano la perdita di natura. Ad esempio, arricchire la biodiversità, stoccare il carbonio, purificare l’acqua, ridurre il rischio pandemico.

Fra gli altri obiettivi della bozza, c’è la compensazione delle emissioni di milioni di tonnellate di anidride carbonica con soluzioni naturali (nature based solutions): ad esempio, la conservazione delle foreste, la lotta alla diffusione delle specie invasive, la riduzione dell’inquinamento da pesticidi, fertilizzanti e rifiuti. Altro obiettivo è il taglio ai sussidi per le industrie che contribuiscono alla perdita di biodiversità, come ad esempio quelle che praticano la deforestazione.

Uno dei punti più controversi della bozza di Accordo riguarda gli aiuti dei paesi ricchi ai paesi meno sviluppati per iniziative di conservazione della biodiversità. Il testo provvisorio stima che servano addirittura 700 miliardi di dollari per raggiungere gli obiettivi. I precedenti delle Cop del clima, dove dal 2015 non si riesce ad avviare il fondo da 100 miliardi di dollari all’anno per aiuti sulle politiche climatiche, non fanno sperare bene.

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Stromboli, stop alle escursioni: troppo pericoloso

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Con un’ordinanza il sindaco di Lipari, Riccardo Gullo ha fermato le escursioni sullo Stromboli. La decisione presa in accordo con la Protezione civile nazionale e regionale, l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, con il CNR e con le università, arriva a causa dell’intensa attività vulcanica in corso sull’isola, a seguito della quale la Protezione civile ha disposto il passaggio del livello di allerta da giallo ad arancione e l’attivazione della fase operativa di preallarme.

Stromboli nel video della #GuardiaCostiera

L’ ordinanza sarà in vigore sino a quando non saranno ripristinate le normali condizioni di sicurezza, visto che adesso c’è una forte ricaduta di cenere vulcanica che potrebbe creare problemi respiratori.

 

 

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