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Avrebbero indotto un imprenditore sotto usura a suicidarsi, 4 arresti nel Napoletano per estorsione e usura

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La polizia di Stato ha arrestato, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, quattro persone ritenute coinvolte nella morte di Giuseppe Giuliani, l’imprenditore 42enne suicidatosi il 28 luglio del 2018 a Giugliano in Campania. Si tratta di Emilio Chianese, Francesco Ferrara, Antonio Sarracino, Francesco Maglione e Vincenzo Barbarisi, ai quali gli inquirenti contestano i reati di estorsione ed usura aggravati dal metodo mafioso. Le indagini, condotte della Polizia di Stato con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia, sono partite dopo dopo il suicidio dell’imprenditore che si occupava del commercio e dello smaltimento di materiali metallici. L’uomo si è tolto la vita perchè vittima di usura ed estorsione da parte di persone ritenute legate al clan Ferrara-Cacciapuoti di Villaricca. Attraverso le indagini gli investigatori hanno scoperto che l’imprenditore avrebbe pagato somme estorsive anche per l’esecuzione di lavori di smaltimento dei veicoli del Consorzio Unico di Bacino per le Province di Napoli e Caserta. Per corrispondere le richieste estorsive, si sarebbe poi indebitato con le persone indicate dal clan stesso, dietro corresponsione di tassi usurai anche superiori al 15 % mensile. Una situazione alla quale il povero imprenditore potrebbe non aver retto per togliersi infine la vita e mettere un punto ad un clima di intimidazioni diventato insostenibile. Queste le accuse contestate agli indagati arrestati.

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Bulli 15enni terrorizzano coetanei e anziani, presi

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Avrebbero bullizzato dei coetanei rapinandoli con un coltello, ponendosi inoltre a capo di una banda di bulli responsabile di aggressioni anche ad anziani nelle strade del centro di Caserta, in particolare nell’area verde attrezzata di villetta Giaquinto. E’ l’accusa a carico di due 15enni di Caserta, che sono stati arrestati e posti in comunita’ dalla Polizia di Stato – Squadra Mobile di Caserta – su ordine del Gip presso il tribunale dei minori di Napoli. Le indagini sono state coordinate dalla Procura per i minorenni di Napoli. Diversi gli episodi violenti di cui si sarebbero resi responsabili i due adolescenti: il piu’ grave e’ la rapina ai danni di due fratelli minori avvenuta il 12 settembre scorso, quando le vittime furono colpiti con schiaffi e pugni, quindi minacciati con un coltello, e costretti a cedere il denaro in loro possesso. Il successivo 4 ottobre, i due bulli presero di nuovo di mira i due fratelli, cui cercarono di rubare la bici, ma la resistenza determinata delle vittime li fece desistere. I ragazzini, aiutati da altri minori, hanno anche offeso, deriso e lanciato arance verso degli anziani che erano alla villetta Giaquinto; ma gli investigatori della Polizia di Stato hanno accertato che la banda avrebbe bullizzato numerosi minori, specie di sera; in un caso ad una vittima fu rotto anche un dente. I poliziotti hanno anche perquisito le abitazioni dei due minori, trovando e sequestrando due pistole “giocattolo”, una delle quali perfetta replica di quelle in dotazione alle forze dell’ordine, tre coltelli, uno dei quali utilizzato per commettere la rapina del 12 settembre, e un passamontagna.

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I genitori della paziente picchiano l’infermiera, ennesima aggressione a Napoli

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Ritenevano che la loro figlia ventenne, che lamentava dolori al petto, fosse trascurata. E cosi’ hanno picchiato con calci e pugni una infermiera dell’ospedale Cardarelli di Napoli. E’ accaduto la scorsa notte. L’infermiera, secondo quanto ha riferito ai carabinieri, aveva gia’ incontrato il giorno precedente i genitori della ragazza e gia’ allora avevano avuto discussioni. Poi, ore dopo, il confronto e’ degenerato e il marito e la moglie, insieme ad altre due persone in corso di identificazione, hanno aggredito la donna. Per l’infermiera, dieci i giorni di prognosi. I due aggressori saranno, invece, denunciati. Indagini dei carabinieri sono in corso.

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Cronache

Maradona: prefetto Napoli autorizza intitolazione stadio

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Il prefetto di Napoli, Marco Valentini, con provvedimento in data odierna, “vista la richiesta del Comune di Napoli e valutata la possibilita’ di concedere la deroga prevista dall’articolo 4 della legge n.1988/1927″, ha autorizzato il Comune di Napoli a intitolare lo stadio San Paolo a Diego Armando Maradona, con la denominazione ” Stadio Diego Armando Maradona”. L’atto fa seguito alla decisione annunciata ieri dal sindaco Luigi de Magistris

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