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Cronache

Autovelox a Napoli, cambia la mappa dei controlli: ecco dove saranno installati i nuovi dispositivi

Il Decreto Omologazioni cambia il sistema dei controlli della velocità nell’area metropolitana di Napoli. Molti autovelox non omologati sono stati disattivati, mentre la Prefettura ha individuato le strade dove potranno essere installati i nuovi dispositivi. Ecco la nuova mappa.

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La rete dei controlli della velocità nell’area metropolitana di Napoli entra in una nuova fase. Con l’entrata in vigore del Decreto Omologazioni, firmato dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e pienamente operativo dal 12 luglio, molti dispositivi non conformi ai nuovi standard ministeriali sono stati spenti o sospesi in attesa dell’adeguamento.

Il provvedimento sta ridisegnando la geografia degli autovelox, mentre la Prefettura di Napoli è impegnata in una complessa attività di verifica delle caratteristiche delle strade per individuare i tratti nei quali sarà possibile installare i nuovi sistemi di rilevazione della velocità.

La nuova mappa dei controlli

L’istruttoria della Prefettura ha riguardato le strade di propria competenza, con l’obiettivo di individuare i tratti dove i controlli a distanza risultano giustificati dall’elevata incidentalità e dalla necessità di migliorare la sicurezza della circolazione.

Tra le arterie considerate prioritarie figura la strada statale 268 del Vesuvio, che collega Cercola ad Angri attraversando l’intera area vesuviana. Sono nove i tratti individuati come particolarmente sensibili, nelle direzioni di Cercola, Pollena Trocchia, Sant’Anastasia, Somma Vesuviana, Nola, Ottaviano, San Giuseppe Vesuviano, Terzigno e Boscoreale.

Massima attenzione anche per la strada statale 145 Sorrentina, fondamentale collegamento tra Castellammare di Stabia e la penisola sorrentina, dove sono stati individuati due tratti ritenuti idonei all’installazione dei dispositivi, in direzione di Pompei e Castellammare.

Nell’elenco compare inoltre la Galleria Santa Maria di Pozzano, infrastruttura strategica che collega Castellammare di Stabia a Vico Equense.

Per quanto riguarda i territori di Pozzuoli e Ischia, i Comuni sono stati invitati a predisporre una nuova istruttoria tecnica conforme alla normativa vigente per poter mantenere o attivare i dispositivi di controllo della velocità. A Gragnano, invece, si è conclusa la procedura per individuare il tratto stradale sul quale sarà consentita l’installazione degli autovelox.

Napoli città senza autovelox fissi

La novità riguarda soprattutto l’area metropolitana. Nel capoluogo partenopeo, infatti, non sono previsti autovelox fissi, mentre continueranno a essere utilizzati dispositivi mobili per il controllo della velocità, impiegati dalle forze dell’ordine secondo le esigenze operative.

Il prefetto: «Strumenti per salvare vite»

Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha sottolineato che l’attività della Prefettura si svolge nel pieno rispetto delle direttive del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e del Ministero dell’Interno, con l’obiettivo di trovare un equilibrio tra sicurezza stradale ed esigenze dei cittadini.

Secondo il prefetto, gli autovelox devono essere utilizzati esclusivamente dove esiste una reale necessità di prevenzione, valutando le caratteristiche delle strade, i dati sull’incidentalità e le situazioni di maggiore rischio.

Di Bari ha inoltre evidenziato come la sicurezza stradale rappresenti una responsabilità condivisa tra istituzioni, enti locali, forze dell’ordine e cittadini, affinché gli strumenti di controllo siano percepiti non come mezzi per fare cassa, ma come strumenti destinati a prevenire gli incidenti e a tutelare la vita degli utenti della strada.

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Mappatella Beach, 21 anni dopo: dalla discarica al mare di tutti

Festa alla Rotonda Diaz per i 21 anni di Mappatella Beach, trasformata da area degradata in spiaggia pubblica attrezzata e accessibile.

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Da discarica a cielo aperto a spiaggia pubblica attrezzata e frequentata anche dai turisti. Mappatella Beach ha celebrato i suoi primi 21 anni con il “Mare Libero Day”, l’iniziativa promossa dal deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Francesco Emilio Borrelli alla Rotonda Diaz di Napoli.

Secondo gli organizzatori, durante la mattinata sulla spiaggia erano presenti circa mille persone tra residenti e visitatori stranieri. Un’immagine che, per Borrelli, dimostra cosa significhi «restituire il mare alla città».

Oggi l’arenile è gestito dal Comune di Napoli e dispone di ombrelloni, docce, servizi igienici e attrezzature sportive. È presente anche un servizio di accompagnamento in acqua per le persone con disabilità, assicurato da personale qualificato e da dispositivi dedicati.

La bonifica iniziata nel 2005

Borrelli ha ricordato le condizioni dell’area nei primi anni Duemila, quando la spiaggia era invasa dai rifiuti e interessata anche dalla presenza di uno scarico fognario.

«Nel 2005 ottenemmo la bonifica, la sabbia fu ripulita e venimmo qui a fare il primo bagno», ha raccontato il parlamentare. Da quel momento è cominciato un percorso fatto di denunce, interventi pubblici e nuovi servizi.

Una battaglia condotta anche contro occupazioni abusive, vandalismi, borseggi e comportamenti incivili. Alla gestione e alla valorizzazione della spiaggia ha contribuito anche l’associazione 100×100 Naples.

L’obiettivo dell’intero litorale accessibile

Per Borrelli, Mappatella Beach rappresenta soltanto il primo passo di un percorso che dovrà interessare tutto il litorale cittadino, da Posillipo a Bagnoli fino a Napoli Est.

«Nei prossimi dieci anni dobbiamo rendere l’intero litorale napoletano fruibile da tutti. Il mare non può essere un privilegio per pochi: deve essere libero, pulito, sicuro e accessibile», ha dichiarato.

All’iniziativa hanno partecipato, tra gli altri, l’assessora comunale al Turismo Teresa Armato, la consigliera Flavia Sorrentino, lo speaker radiofonico Gianni Simioli e diversi rappresentanti di Europa Verde.

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Il gigante dei mari scopre l’Ischia sommersa: DreAMBoat visita Aenaria

Il superyacht DreAMBoat, lungo 111 metri, ha sostato davanti a Ischia Ponte. Gli ospiti hanno visitato Aenaria grazie alla cooperativa Marina di Sant’Anna.

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Uno dei più grandi superyacht al mondo ha scelto Ischia come tappa della sua crociera nel Mediterraneo. Nelle acque dell’isola è arrivato DreAMBoat, imponente yacht di 111 metri costruito dal cantiere olandese Oceanco e consegnato nel novembre 2025.

L’unità dispone di 14 cabine e può accogliere fino a 28 ospiti, assistiti da un equipaggio di 34 persone. La proprietà viene ricondotta da fonti specializzate al miliardario statunitense Arthur Blank, cofondatore di Home Depot e proprietario degli Atlanta Falcons della Nfl e dell’Atlanta United. Il nuovo DreAMBoat ha raccolto l’eredità del precedente yacht omonimo di 90 metri.

Durante la sosta ischitana, il superyacht ha fatto da sfondo al borgo di Ischia Ponte, dominato dal Castello Aragonese e affacciato sulla baia di Cartaromana.

Gli ospiti alla scoperta di Aenaria

Gli ospiti hanno dedicato parte della loro permanenza alla visita di Aenaria, il sito archeologico sommerso che conserva le testimonianze dell’antico insediamento romano e delle sue strutture portuali.

La visita è stata resa possibile dai barcaioli della Marina di Sant’Anna, protagonisti della riscoperta, della tutela e della valorizzazione del sito. Dopo i primi ritrovamenti avvenuti nel 1972, dal 2011 le ricerche archeologiche subacquee hanno riportato alla luce nuovi resti sotto la supervisione della Soprintendenza.

Oggi la cooperativa Marina di Sant’Anna accompagna i visitatori su un’imbarcazione dotata di fondo trasparente, permettendo di osservare le strutture conservate sotto il livello del mare e di conoscere una parte meno nota della storia di Ischia.

La presenza di DreAMBoat ha così unito due immagini dell’isola: quella mondana, meta privilegiata del turismo internazionale, e quella culturale, legata a un patrimonio archeologico sommerso custodito e raccontato da chi vive da sempre il mare di Cartaromana.

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Camion per Ischia e Procida, scatta il dirottamento a Napoli: autotrasportatori in agitazione

L’ordinanza di Pozzuoli dirotta a Porta di Massa i mezzi pesanti diretti a Ischia e Procida. Gli autotrasportatori temono problemi nei rifornimenti, contestano le deroghe e chiedono soluzioni alternative.

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Da lunedì 17 agosto cambia il dispositivo per il traffico commerciale diretto dal porto di Pozzuoli alle isole di Ischia e Procida. I mezzi che superano i limiti previsti dall’ordinanza comunale, con massa complessiva oltre le 3,5 tonnellate e lunghezza superiore agli otto metri, dovranno imbarcarsi dallo scalo napoletano di Porta di Massa.

La misura è stata adottata dopo le verifiche effettuate sugli edifici danneggiati dalla scossa bradisismica del 31 luglio. La presenza di due fabbricati pericolanti lungo le strade di accesso al porto puteolano ha reso necessario limitare il transito dei veicoli più pesanti. Il nuovo assetto, concepito come temporaneo, è stato definito durante il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica riunito a Ischia.

La diffida degli autotrasportatori

La soluzione ha provocato la reazione della New Atec, associazione degli autotrasportatori ischitani. Nel pomeriggio è stata inviata una diffida al prefetto di Napoli Michele di Bari e, per conoscenza, al sindaco di Pozzuoli Luigi Manzoni, con la richiesta di riesaminare e rimodulare l’ordinanza. L’associazione ha contemporaneamente proclamato lo stato di agitazione.

Secondo gli operatori, il trasferimento degli imbarchi a Porta di Massa rischia di compromettere l’approvvigionamento alimentare e il trasporto di merci deperibili e beni di prima necessità, soprattutto durante il picco turistico di agosto. Viene contestata anche la stima secondo cui i camion interessati sarebbero circa quaranta al giorno e rappresenterebbero il 25% del traffico commerciale.

Il presidente di New Atec, Marco Galano, sostiene invece che nel periodo estivo i mezzi di questa categoria costituiscano la grande maggioranza dei veicoli commerciali diretti a Ischia.

Contestata la deroga per i camion dei rifiuti

Un altro punto contestato riguarda la deroga prevista per gli automezzi adibiti al trasporto dei rifiuti. Secondo New Atec, questi veicoli avrebbero massa e dimensioni analoghe a quelle dei camion commerciali sottoposti al divieto. L’associazione chiede quindi di chiarire perché le prescrizioni di sicurezza siano applicate in maniera differente.

Gli autotrasportatori segnalano inoltre l’assenza di soluzioni per le prenotazioni già effettuate sui traghetti in partenza da Pozzuoli fino al 31 agosto. Senza una riprogrammazione dei titoli di viaggio e delle corse, sostengono, molte imprese potrebbero trovarsi nell’impossibilità di operare.

Le proposte alternative

New Atec propone una deroga al transito tra le 2 e le 12, quando il traffico cittadino è ridotto, oppure un incremento di almeno il 70% delle corse merci da Porta di Massa. Tra le alternative viene indicato anche l’utilizzo, con un adeguato potenziamento, dello scalo di Baia.

L’associazione ha chiesto la convocazione urgente di un tavolo in Prefettura con il Comune di Pozzuoli, le autorità marittime e le compagnie di navigazione. In assenza di risposte entro tre giorni, gli operatori annunciano ulteriori iniziative di protesta.

Preoccupazioni arrivano anche dalle amministrazioni isolane. Il sindaco di Ischia Enzo Ferrandino considera il dispositivo insufficiente rispetto al fabbisogno di merci del periodo estivo. A Procida, il gruppo consiliare “La Procida che Vorrei” ha chiesto garanzie sulla capacità delle corse da Napoli e un eventuale aumento dei collegamenti per evitare una riduzione degli spazi destinati ai mezzi diretti sull’isola.

L’entrata in vigore dell’ordinanza numero 439 è prevista per il 17 agosto. Il provvedimento resterà legato ai tempi necessari per mettere in sicurezza i fabbricati che rendono problematico l’accesso al porto di Pozzuoli. La data e l’impianto delle limitazioni trovano conferma nelle ricostruzioni pubblicate dal Corriere del Mezzogiorno e dalla Tgr Campania.

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