Collegati con noi

Cronache

Autostrade e camorra, comincia il processo e revocano la scorta al testimone di giustizia chiave Gennaro Ciliberto

Pubblicato

del

Nel video che avrete la pazienza di ascoltare, a parlare è Gennaro Ciliberto, 47 anni, testimone di giustizia. Chi è quest’uomo? È un signore che anni fa venuto a conoscenza della commissione di reati gravi decise di rivelarli alla giustizia e di collaborare per farli perseguire. Insomma una persona perbene che non ha deciso di voltarsi dall’altra parte. A pochi giorni da un processo chiave che dovrà verificare presunti rapporti corruttivi tra camorristi (alcuni presunti, altri già condannati per reati associativi di natura mafiosa) e funzionari di Autostrade, l’Ucis (organismo che si occupa di concedere, revocare, alzare o abbassare il livello di protezione di persone che rischiano la vita in ragione della loro collaborazione con la giustizia) ha revocato la scorta a Gennaro Ciliberto, testimone chiave di questo processo che stenta a cominciare. Pensate, è difficile persino la costituzione delle parti.

È inutile che vi racconti quello che sta passando Gennaro Ciliberto. Basta ascoltare quello che dice. Basta anche provare a comprendere quello che passa per la sua testa in questo momento. Non sarà facile presentarsi in una udienza così importante da solo, senza scorta, senza alcuna protezione. Non è detto che si presenti. Ora Ciliberto, da quel che a noi è dato sapere, è ricoverato in un ospedale. Ha seri problemi di diabete. La notizia della revoca della scorta l’ha distrutto psicologicamente. Lui si è rivolto subito ai suoi avvocati, Sergio e Angelo Pisani, per chiedere l’immediata revoca del provvedimento dell’Ucis. Non sarà facile farlo in tempo, ma i legali ci proveranno.

In questo processo che comincerà il 19 dicembre davanti al Gip Emanuela Attura, Tribunale di Roma, occorrerà capire se davvero gli indagati di Autostrade (nel processo la società del gruppo Atlantia è allo stato parte lesa) in cambio di mazzette e regali avrebbero consentito ad aziende in odore di mafia di infiltrasi negli appalti per la costruzione di tratti di autostrade.  Ciliberto, come spiegavamo, è teste chiave. Nel processo i reati contestati vanno dalla corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio all’abuso d’ufficio, frode nelle pubbliche forniture, attentato alla sicurezza dei trasporti. Sono i reati più gravi che il sostituto procuratore di Roma, Francesco Dall’Olio, contesta a 11 tra funzionari di Autostrade per l’Italia e società controllate e titolari di aziende che avrebbero incamerato appalti in Autostrade ed avrebbero eseguito le opere con materiali scadenti o comunque non eseguendo lavori a perfetta regola d’arte così come previsto nella realizzazione di opere pubbliche. Nel caso di specie parliamo di autostrade, caselli, cavalcavia e dunque di trasporti, da qui anche la contestazione del reato di attentato alla sicurezza dei trasporti. Reati commessi in concorso e con circostanze aggravanti che rendono la questione molta più seria di quello che sembra.

Il 19 dicembre, alle 10,30, al Tribunale di Roma, sezione del Giudice per le Indagini Preliminari, Ufficio XXVI Gip, la dottoressa Emanuela Attura, giudice della indagini preliminari, sarà chiamata a pronunciarsi  sulla richiesta di rinvio a giudizio depositata dal sostituto procuratore  Dall’Olio in relazione a questa delicata inchiesta che verte sui lavori per la realizzazione dei caselli autostradali di Firenze Nord, San Giovanni Valdarno, Rosignano e il cavalcavia di Capannori. Secondo quanto appurato e contestato dal pm Dall’Olio, l’ingegnere Vittorio Giovannercole, funzionario di Autostrade per l’Italia spa, e quindi anche in veste di pubblico ufficiale in quanto era Rup (responsabile unico del procedimento), avrebbe “in violazione dei  doveri di indipendenza e imparzialità, e mettendosi a disposizione di Mario e Pasquale Vuolo”  operato pressioni ed interferenze sul direttore dei lavori e sugli altri dipendenti del gruppo Autostrade al fine di assicurare ai due imprenditori originari di Castellammare di Stabia, il veloce pagamento dei corrispettivi, la abolizione o limitazione al minimo di eventuali penali che venivano comminate per  inadempimenti imputabili all’impresa, l’uso di  mezzi speciali, materiali e dipendenti dell’ente Autostrade, facendo così risparmiare costi importanti di noleggio dei mezzi alle aziende private aggiudicatarie degli appalti” è scritto negli atti d’inchiesta.

Che cosa ne avrebbe ricavato in cambio Giovannercoli? Che cosa ne avrebbero ricavato  altri funzionari di Autostrade e quadri dirigenti di aziende controllate da Autostrade gruppo Atlantia? Secondo la pubblica accusa ne avrebbero ricavato orologi di marca Rolex, altri oggetti di valore, lavori a casa gratis ed altre utilità che il magistrato avrebbe svelato nella sua inchiesta. Sia Giovannercoli che gli altri funzionari di Autostrade o aziende controllate sono accusati dal pm di aver agito in violazione dei propri doveri di correttezza e imparzialità e avrebbero anche omesso di segnalare la frode nelle forniture di materiali scadenti e l’uso di manodopera non specializzata con la conseguenza di avere consentito di montare strutture inadeguate in particolare con riguardo alle saldature realizzate, tanto che in un caso si verificò il crollo parziale dei pennelli inerenti la pensilina del casello autostradale di Rosignano sulla A/12. Quello che emerge da questa inchiesta è solo uno dei tanti bubboni della vertenza nazionale legata alla sicurezza delle autostrade italiane. Non è escluso infatti che analoghe pratiche siano state adottate altrove. E non è escluso che il magistrato voglia vederci chiaro su altri lavori eseguiti sempre dalle aziende dei Vuolo di Castellammare di Stabia altrove in Italia per conto di Autostrade. Perché queste aziende hanno eseguito altre opere lungo la direttrice Nord Sud di Autostrade.

Giornalista. Ho lavorato in Rai (Rai 1 e Rai 2) a "Cronache in Diretta", “Frontiere", "Uno Mattina" e "Più o Meno". Ho scritto per Panorama ed Economy, magazines del gruppo Mondadori. Sono stato caporedattore e tra i fondatori assieme al direttore Emilio Carelli e altri di Sky tg24. Sono stato direttore responsabile di Fortune Italia. Ho scritto libri: "Monnezza di Stato", "Monnezzopoli", "I sogni dei bimbi di Scampia" e "La mafia è buona". Ho vinto il premio Siani, il premio cronista dell'anno e il premio Caponnetto come giornalista scomodo alla mafia.

Advertisement

Cronache

Aversa, aggrediti medico, infermiera e guardia giurata al pronto soccorso: arrestato un 21enne

Un giovane di 21 anni è stato arrestato dai Carabinieri dopo l’aggressione a un medico, un’infermiera e una guardia giurata nel pronto soccorso dell’ospedale Moscati di Aversa. I tre hanno riportato lesioni giudicate guaribili tra dieci e quindici giorni.

Pubblicato

del

Momenti di forte tensione questa mattina nel pronto soccorso dell’ospedale “G. Moscati” di Aversa, dove un medico, un’infermiera e una guardia particolare giurata sono stati aggrediti da un giovane di 21 anni.

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Stazione di Lusciano, che hanno bloccato l’uomo e lo hanno arrestato in flagranza.

La contestazione dopo la visita medica

Secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma, il giovane, già noto alle forze dell’ordine, avrebbe manifestato il proprio dissenso nei confronti della valutazione effettuata dal medico di turno.

Il ventunenne sosteneva di avere una ferita da taglio che, al termine degli accertamenti clinici, non sarebbe stata riscontrata dal personale sanitario.

La contestazione sarebbe quindi degenerata in un’aggressione fisica ai danni del dirigente medico in servizio, di un’infermiera e della guardia giurata impegnata nel presidio dell’area di emergenza.

Tre persone ferite

Le tre persone aggredite sono state immediatamente soccorse e medicate all’interno dello stesso ospedale.

Il medico e l’infermiera hanno riportato lesioni giudicate guaribili in dieci giorni. Per la guardia giurata la prognosi è invece di quindici giorni. I sanitari hanno riscontrato contusioni ed escoriazioni multiple.

Tutte le persone offese hanno formalizzato denuncia.

L’arresto e i domiciliari

I Carabinieri hanno arrestato il giovane con le accuse di lesioni personali aggravate, danneggiamento e interruzione di pubblico servizio.

Al termine delle formalità di rito, su disposizione dell’autorità giudiziaria, l’indagato è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione, in attesa del giudizio con rito direttissimo.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. L’indagato deve essere considerato innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

Continua a leggere

Cronache

Papa Leone XIV a Castel Gandolfo: «I venti di guerra non spengano la speranza e la pace»

Nel primo Angelus del soggiorno estivo a Castel Gandolfo, Papa Leone XIV ha rivolto un nuovo appello al dialogo e alla diplomazia per fermare le guerre. Dal 14 al 16 luglio il Borgo Laudato Si’ ospiterà un summit internazionale su intelligenza artificiale, disarmo e pace.

Pubblicato

del

Primo Angelus estivo a Castel Gandolfo per Papa Leone XIV, accolto da una folla di fedeli assiepata in piazza della Libertà, davanti al Palazzo Apostolico. Il Pontefice ha salutato i presenti compiendo un giro a bordo di una golf-car e ha parlato del «bel borgo» nel quale trascorrere alcuni giorni di riposo e trovare ristoro.

La pausa estiva non attenua, tuttavia, la preoccupazione del Papa per le crisi internazionali e per le popolazioni travolte dai conflitti.

L’appello contro i venti di guerra

«Tornano purtroppo a soffiare i venti della guerra in Medio Oriente, in Ucraina e in numerose altre parti del mondo, seminando violenza, terrore e morte e colpendo, ancora una volta, tanti innocenti», ha detto Leone XIV dopo la recita dell’Angelus.

Il Pontefice ha invitato a non permettere che questi venti «spengano la fiammella della speranza e della pace, anche quando essa sembra fragile e vacillante». Le parole sono state pronunciate nella prima domenica del soggiorno estivo del Papa a Castel Gandolfo.

«Dialogo e diplomazia unica via per la pace»

Per Leone XIV, l’unico percorso possibile resta quello del confronto tra le parti.

«Rinnovo il mio auspicio affinché si percorra con perseveranza la via del dialogo, dell’incontro e della diplomazia, unico cammino capace di condurre a una pace giusta e duratura, nella quale i popoli possano vivere riconciliati, nella sicurezza reciproca e nel rispetto della dignità di ogni persona».

Un appello che riguarda il Medio Oriente, l’Ucraina e tutte le aree nelle quali i civili continuano a pagare il prezzo più alto delle guerre.

La Domenica del Mare

Nel giorno in cui la Chiesa celebra la Domenica del Mare, il Papa ha rivolto un pensiero anche ai lavoratori marittimi, spesso costretti a trascorrere lunghi periodi lontano dalle proprie famiglie e, in alcuni casi, a navigare in aree attraversate da conflitti e tensioni.

Le parole del Pontefice assumono un significato particolare mentre cresce l’attenzione internazionale per la sicurezza delle rotte marittime e per le tensioni nello Stretto di Hormuz.

A Castel Gandolfo il summit su pace, nucleare e intelligenza artificiale

La pace sarà anche al centro della Global Nobel Laureates Assembly on Artificial Intelligence and Nuclear War, in programma dal 14 al 16 luglio nelle Ville Pontificie e al Borgo Laudato Si’ di Castel Gandolfo.

Il vertice riunirà oltre duecento personalità del mondo scientifico, accademico e istituzionale, tra le quali circa trenta Premi Nobel, ex capi di Stato e di governo, rappresentanti di università e centri di ricerca e protagonisti del settore dell’intelligenza artificiale. Tra le organizzazioni indicate figurano OpenAI, Google DeepMind, Aaru e Anthropic.

Al centro dei lavori ci saranno la sicurezza internazionale, il rischio nucleare, il disarmo e la governance delle tecnologie emergenti, con l’obiettivo di orientare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale verso la tutela della persona e la costruzione della pace.

L’enciclica Magnifica Humanitas

Il confronto sarà ispirato anche alla prima enciclica di Leone XIV, Magnifica Humanitas, dedicata alla custodia della persona umana nell’epoca dell’intelligenza artificiale e promulgata nel maggio scorso.

Al momento non risulta annunciato ufficialmente un intervento del Papa al summit. La presenza del Pontefice resta tuttavia auspicata dagli organizzatori, considerata la sede dell’incontro e la stretta relazione tra i temi del vertice e il suo magistero sull’intelligenza artificiale, la dignità umana e la pace.

Continua a leggere

Cronache

Omicidio a Porta Capuana, si costituisce il secondo indagato: fermato Ernesto Maddaloni

Si è costituito nella notte Ernesto Maddaloni, secondo indagato per l’omicidio del 32enne Alessandro Gravino, ucciso a Napoli nella notte tra il 3 e il 4 luglio. Secondo l’accusa avrebbe sparato al termine di una vicenda sentimentale contrastata.

Pubblicato

del

Si è costituito nella notte Ernesto Maddaloni, il secondo indagato per l’omicidio di Alessandro Gravino, il 32enne ucciso con un colpo di pistola mentre si trovava in sella al suo scooter a Porta Capuana, a Napoli, nella notte tra il 3 e il 4 luglio.

Maddaloni è il compagno di Eliana Brunetti, la donna che, secondo gli investigatori, si trovava con lui su un motorino e che è accusata di concorso nel delitto. Il fermo della donna è già stato convalidato dal giudice per le indagini preliminari.

L’ipotesi degli investigatori

Secondo la ricostruzione della Squadra Mobile, sarebbe stato Maddaloni a esplodere i colpi di pistola contro Gravino. Uno dei proiettili avrebbe raggiunto la vittima alle spalle, provocandone la morte.

La vittima era nota alle forze dell’ordine per alcuni piccoli precedenti, ma non risulterebbe legata ai gruppi criminali attivi nella zona. Fin dalle prime ore successive all’agguato, gli investigatori avevano quindi concentrato l’attenzione sulla vita privata del trentaduenne.

La relazione sentimentale al centro delle indagini

Alla base dell’omicidio, secondo l’ipotesi accusatoria, vi sarebbe una relazione sentimentale contrastata. Gravino avrebbe avuto per circa tre anni un rapporto con la compagna di Maddaloni.

Gli inquirenti ritengono che proprio questa vicenda possa aver alimentato nel tempo tensioni e rancori. Secondo quanto ricostruito, Gravino avrebbe anche deriso Maddaloni pubblicamente e attraverso i social network.

Gli spari contro l’abitazione

Gli investigatori hanno inoltre ricostruito un precedente episodio avvenuto nel febbraio scorso. Maddaloni avrebbe esploso alcuni colpi di pistola contro l’abitazione di Gravino, già allora finito nel suo mirino per la presunta relazione con la donna.

L’epilogo sarebbe arrivato nelle prime ore del 4 luglio in piazza Capuana. Maddaloni e Brunetti, a bordo di uno scooter T-Max preso a noleggio, si sarebbero avvicinati a Gravino, anche lui in sella a uno scooter. A sparare sarebbe stato Maddaloni, prima della fuga della coppia.

L’uomo si trova ora in stato di fermo. La convalida del provvedimento è prevista nei prossimi giorni. Le accuse dovranno essere valutate dall’autorità giudiziaria nel rispetto della presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva.

Continua a leggere
error: Contenuto Protetto