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Salute

Autismo, pochi diritti e peso pandemia sulle famiglie

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 Negli ultimi due anni, l’isolamento legato alla pandemia Covid-19 ha aggravato le condizioni delle persone con autismo e complicato ulteriormente la vita delle circa 500.000 famiglie italiane che si trovano a far fronte alle difficolta’ pratiche che il convivere con questa condizione comporta. Questa la denuncia che arriva dalle associazioni in vista della Giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo che si celebra il 2 aprile e che vedra’ centinaia di monumenti, in Italia e nel mondo, illuminarsi di blu. Per le associazioni, pero’, non bastano le luci accese e i messaggi di solidarieta’ di fronte a problemi che “oggi sono gli stessi di dieci anni fa, ma nascosti dalle notizie sulla pandemia e sulla guerra”. In Italia un bambino su 77, nella fascia tra i 7 e i 9 anni, presenta un disturbo dello spettro autistico, con una prevalenza maggiore nei maschi (4,4 volte piu’ delle femmine). In genere i primi sintomi si manifestano tra i 14 e i 28 mesi di vita. “Le persone con neurodiversita’ sono state ‘cancellate’ dalla pandemia, nessuno si e’ posto il problema di come le famiglie abbiano gestito l’isolamento forzato. E questo e’ andato a gravare su una situazione gia’ difficile. Le difficolta’ – spiega Gianluca Nicoletti, giornalista e padre di Tommy, un ragazzo con autismo – iniziano con l’arrivare a una diagnosi e con l’accettarla. Poi nel capire quali terapie valga la pena portare avanti, cercando di non cadere vittima di fake news e false promesse. Con l’arrivo all’eta’ scolare i problemi cambiano. Nonostante la legge sull’inclusione scolastica che tutto il mondo ci invidia, il sostegno e’ affidato a insegnanti che quasi mai hanno una formazione specifica. Se la scuola e’ il primo fallimento, il secondo – prosegue il presidente della Fondazione Cervelli Ribelli – e’ quando l’autistico diventa adulto: la gestione resta in carico alle famiglie, che spesso non hanno altra scelta che ‘recluderli’ in strutture residenziali, che salvo eccezioni sono gli unici soggetti a ricevere finanziamenti. Per l’inserimento lavorativo, solo piccole realta’ riescono farcela. E il pensiero piu’ angosciante e’ cosa avverra’ quando loro non ci saranno piu’, visto che la legge sul Dopo di noi stenta ancora a dare risposte”. “Non parliamo di decine di persone, ma di centinaia di migliaia, che ancora oggi – ha spiegato il presidente Nazionale Anffas, Roberto Speziale – vivono negazioni dei diritti, disattenzione, privazioni e invisibilita’”. Attese da anni, le linee guida dell’Istituto Superiore di Sanita’ (Iss) sull’autismo in eta’ adulta “arriveranno a breve e daranno risposte importanti. Lo si capisce – assicura Maria Luisa Scattoni, responsabile scientifico dell’Osservatorio autismo dell’Iss – gia’ dal fatto che riguarderanno anche aspetti come la qualita’ della vita e le soluzioni abitative, non solo diagnosi e interventi farmacologici. Questa e’ una svolta nel panorama internazionale”. Intanto, dal Quirinale a Palazzo Madama, tantissimi monumenti aderiranno a ‘Light It Up Blue’, illuminandosi di blu la notte del 2 aprile. La Rai dedichera’ un ampio spazio al tema su tutte le reti e torna anche quest’anno la campagna di raccolta fondi #sfidAutismo22 della Fondazione Italiana per l’Autismo (Fia), impegnata nel finanziamento di progetti di ricerca su diagnosi precoce e interventi clinici: fino al 10 aprile, sara’ possibile donare attraverso un Sms Solidale al 45592. Mentre, per l’occasione, papa Francesco ricevera’ domani in udienza una delegazione di ragazzi e associazioni. Infine, la decima edizione della Run for Autism promossa dal Progetto Filippide, domenica 3 aprile, portera’ sulle strade del centro di Roma oltre 400 ragazzi autistici da tutta Italia, per testimoniare il ruolo dello sport nell’inclusione sociale.

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Presidio specialistico polifunzionale “San Gennaro” di Napoli, apre oggi un nuovo ambulatorio di dermo-chirurgia

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Un nuovo ambulatorio arricchisce da oggi l’offerta assistenziale del “San Gennaro”, Presidio polispecialistico polifunzionale dell’ASL Napoli 1 Centro. Da oggi è infatti attivo un ambulatorio di dermo-chirurgia, grazie al quale i cittadini potranno facilmente affrontare malattie cutanee primitive ulcerative o ulcere cutanee croniche secondarie. Un nuovo ambulatorio che avrà un impatto concreto sulla vita di moltissimi pazienti, che spesso devono affrontare anche patologie concomitanti. La compresenza di patologie quali stasi venosa, diabete o altre malattie metaboliche, patologie cardiovascolari, patologie renali e squilibri idro-elettrolitici, favorisce la cronicizzazione delle lesioni cutanee impedendone la guarigione, nonostante la terapia farmacologica specifica. Nel nuovo ambulatorio, che si avvale della collaborazione dell’Unità Operativa di Cure Palliative, diretta dal dr. Antonio Maddalena, tutte le lesioni saranno trattate con l’ausilio di “medicazioni avanzate” specifiche, a seconda dello stato clinico della lesione cutanea, in grado di contribuire alla terapia sistemica. Ogni caso sarà valutato collegialmente, in maniera multidisciplinare, da una equipe medica composta dal dr. Raffaele Mozzillo – dermatologo responsabile dell’ambulatorio, dalla dr.ssa Rosina Foresta – specialista in Chirurgia Generale, dal dr. Orlando Zagaria – dirigente medico dermatologo. L’ambulatorio sarà aperto ogni mercoledì e venerdì dalle ore 9.00 alle ore 13.00, sarà possibile accedere previa prenotazione CUP su richiesta del medico di medicina generale.

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Influenza: in Usa 6 milioni di casi e quasi 3mila morti

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Gli Stati Uniti sono alle prese con un inizio di stagione influenzale particolarmente virulento: nell’ultima settimana, secondo la rilevazione periodica dei Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), in quasi tutto il Paese l’intensità delle sindromi simil-influenzali è classificata come alta o molto alta. In poco più di un mese sono 6,2 milioni gli americani che hanno contratto l’infezione, 53mila quelli ricoverati e 2.900 quelli deceduti; tra questi 12 bambini. Oltre alla particolare intensità, la stagione è finora caratterizzata da un numero molto alto di ricoveri. Complessivamente, nella scorsa settimana 11,3 persone ogni 100mila sono finite in ospedale a causa dell’influenza: si tratta del tasso più alto registrato in questa settimana dell’anno dal 2010-2011, quando i ricoveri erano oscillati tra lo 0,1 e l’1,4 casi per 100mila. A necessitare del ricovero sono soprattutto gli over-65 (25,9 casi per 100mila) seguiti dai bambini con meno di 4 anni (20,7). Tra i virus influenzali circolanti, quelli di tipo A sono preponderanti con oltre il 99% dei casi. In particolare, tre quarti dei contagi sono causati dal virus A/H3N2.

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Salute

Obesità, in Italia troppi chili per 46% adulti e 26% bimbi

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In Italia più di 25 milioni di persone sono obese o in sovrappeso. In pratica il 46% degli adulti (oltre 23 milioni) e il 26,3% dei bambini e adolescenti tra i 3 e i 17 anni (2,2 milioni). È quanto emerge dal 4/o Italian Barometer Obesity Report, riferito all’anno 2021, presentato oggi e realizzato da IBDO Foundation in collaborazione con Istat, Coresearch e Bhave e con il contributo non condizionato di Novo Nordisk. Oltre ai dati, a preoccupare gli esperti è il fatto che una larga quota di italiani non riconosca di avere un problema di peso: l’11,1% degli adulti con obesità e il 54,6% degli adulti in sovrappeso ritiene di essere normo peso e ben il 40,3% dei genitori di bambini in sovrappeso o obesi considera i propri figli sotto-normo peso.

Dal Report emergono differenze di genere (fra gli adulti l’11,1% delle donne è obeso contro il 12,9% degli uomini; tra i bambini e gli adolescenti il 23,2% delle femmine in eccesso di peso contro il 29,2% dei maschi) e territoriali a svantaggio del Sud e Isole, dove rispettivamente il 31,9% e il 26,1% dei bambini e degli adolescenti è in eccesso di peso rispetto al 18,9% al Nord-Ovest, al 22,1% al Nord-Est e al 22% al Centro. Le diseguaglianze territoriali si confermano anche tra gli adulti, con un tasso di obesità che varia dal 14% al Sud e 13,6% nelle Isole, al 12,2% del Nord Est, al 10,5% del Nord-Ovest e Centro.

Sottovalutare le cause e le conseguenze dell’obesità porta a complicanze, come lo sviluppo di problemi di salute mentale, disturbi cardiaci, diabete di tipo 2, nonché alcuni tumori e problemi a scheletro e articolazioni. “Si stima – spiega Paolo Sbraccia, vicepresidente IBDO Foundation e professore ordinario di Medicina Interna dell’Università di Roma Tor Vergata – che questa malattia causi il 58% dei casi di diabete tipo 2, il 21% dei casi di cardiopatia ischemica e fino al 42% di alcuni tumori e porta a circa 57mila morti annuali solo nel nostro Paese”.

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