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Cronache

Aurora Livoli, l’ipotesi della Procura: avrebbe tentato di difendersi prima di essere strangolata

Nell’indagine sulla morte di Aurora Livoli, 19 anni, la Procura ipotizza che la giovane abbia tentato di difendersi prima di essere strangolata. In carcere Emilio Gabriel Valdez Velasco.

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Aurora Livoli, 19 anni, originaria di Forni, in provincia di Latina, trovata morta a Milano una settimana fa, si sarebbe difesa prima di essere strangolata. È quanto ipotizza la Procura nell’indagine che vede Emilio Gabriel Valdez Velasco, cittadino peruviano, indagato per l’omicidio della giovane.

L’uomo è detenuto dal 30 dicembre per una tentata rapina ai danni di una connazionale della stessa età di Aurora. Le accuse sono al vaglio degli inquirenti e valgono, come per legge, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.

Le immagini della metropolitana

Dalle immagini delle telecamere di sorveglianza della stazione Cimiano della linea verde emergono elementi centrali per la ricostruzione. La sera del 28 dicembre, poco prima delle 22.30, Valdez viene ripreso mentre aggredisce alle spalle una giovane connazionale sulla banchina, stringendole il braccio attorno al collo e tentando di trascinarla in un luogo appartato. L’intervento di alcuni passanti interrompe l’azione e l’uomo fugge.

Poco dopo, secondo i frame, Valdez ritorna sulla stessa banchina con la giacca rovesciata e incrocia Aurora. I due sembrano parlarsi, si danno la mano e si allontanano insieme.

Il percorso e il luogo del ritrovamento

Aurora e l’uomo percorrono a piedi circa un chilometro in una quindicina di minuti fino a via Paruta. Entrano nel cortile di un condominio, nel punto in cui la mattina seguente la ragazza verrà trovata senza vita. Le immagini collocano l’uscita di Valdez dall’edificio intorno all’una, con un ritorno e una successiva uscita verso le 3.

Per i pubblici ministeri, questa sequenza non lascia dubbi sulla dinamica temporale degli eventi.

Gli accertamenti in corso

Sono in corso accertamenti tecnici per verificare se Aurora conoscesse già l’indagato, se sia stata vittima di violenza sessuale e se, come suggerirebbero i segni rilevati sul corpo e sul collo, abbia lottato per difendersi prima di essere strangolata. L’ipotesi investigativa è che il fatto possa configurarsi come femminicidio, alla luce della normativa vigente.

Il profilo dell’indagato

Valdez sarà interrogato giovedì prossimo dal pm Antonio Pansa, titolare del fascicolo insieme alla responsabile del quinto dipartimento Letizia Mannella. L’uomo è difeso dall’avvocato Massimiliano Migliara.

Dal casellario giudiziale risulta una condanna definitiva per violenza sessuale aggravata dall’uso di un’arma, risalente all’autunno 2019, con pena di cinque anni espiata e conclusa nel marzo 2024, in larga parte in affidamento in prova ai servizi sociali.

In attesa delle spiegazioni

Tra tre giorni l’indagato fornirà le proprie spiegazioni agli inquirenti. L’indagine prosegue per chiarire in modo definitivo le responsabilità e la dinamica dei fatti, in un quadro ancora in evoluzione.

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Cronache

Nuovo cuore disponibile per il bimbo del Monaldi, decisione dopo il consulto degli esperti

L’Azienda dei Colli: decisione sul nuovo trapianto di cuore al bimbo ricoverato al Monaldi solo dopo la valutazione del team di esperti.

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Ogni decisione sull’eventuale trapianto del nuovo cuore disponibile per il bambino ricoverato al Ospedale Monaldi sarà presa solo dopo la valutazione del team di esperti.

Lo rende noto l’Azienda dei Colli, precisando che nella giornata odierna i medici si esprimeranno sulla trapiantabilità del piccolo paziente attualmente ricoverato in Terapia Intensiva.

La gestione del cuore del donatore

Secondo quanto comunicato dall’azienda sanitaria, l’attesa non comporterà alcuna ripercussione sull’organo del donatore, in quanto compatibile con le procedure di gestione della donazione in corso.

La decisione finale sarà quindi subordinata alle condizioni cliniche del bambino e alle valutazioni multidisciplinari del pool di specialisti.

Resta alta l’attenzione sulla vicenda, mentre la famiglia attende l’esito del consulto medico che guiderà le prossime scelte terapeutiche.

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Cronache

Caivano, tenta di rapire bimbo al supermercato: arrestato 45enne

Paura a Caivano: un 45enne arrestato dai Carabinieri per tentato sequestro di persona dopo aver cercato di portare via un bimbo di 5 anni in un supermercato.

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Momenti di paura nel tardo pomeriggio a Caivano, dove un uomo di 45 anni è stato arrestato dai Carabinieri con l’accusa di tentato sequestro di persona.

L’episodio è avvenuto intorno alle 19.30 in un supermercato di via Atellana. Alla centrale operativa è arrivata una richiesta di aiuto: “Ha tentato di rapire un bambino”.

Il tentativo davanti alle casse

Secondo la ricostruzione effettuata dai militari, supportata dalle immagini di videosorveglianza e dalle testimonianze raccolte, due donne stavano uscendo dal market con i figli di 5 e 8 anni quando l’uomo si è avvicinato, apparentemente in stato di ebbrezza.

Rivolgendosi a una delle donne, avrebbe detto: “Questo non è tuo figlio, dammelo”, tentando poi di prendere in braccio il bambino di 5 anni. L’amica della madre si sarebbe frapposta tra l’uomo e il piccolo. Il bambino, spaventato, avrebbe chiamato la madre.

La donna si è quindi rifugiata all’interno del supermercato, all’altezza delle casse, ma l’uomo l’avrebbe seguita tentando nuovamente di afferrare il minore. Una cassiera sarebbe intervenuta per fare da scudo.

L’intervento dei Carabinieri

L’uomo si è poi allontanato. Nel frattempo, il padre del bambino è arrivato in auto e la famiglia ha lasciato il luogo dell’accaduto.

Grazie all’analisi delle telecamere e agli accertamenti immediati, i Carabinieri hanno rintracciato il 45enne ancora nei pressi del supermercato e lo hanno arrestato.

L’uomo, di nazionalità ghanese e con precedenti, è stato trasferito in carcere. Dovrà rispondere di tentato sequestro di persona. La sua posizione sarà valutata dall’autorità giudiziaria nel rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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Cronache

Incendio Teatro Sannazaro, Napoli promette la ricostruzione immediata

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«Purtroppo è distrutto», ha dichiarato il sindaco Gaetano Manfredi, tra i primi ad arrivare in via Chiaia, dove decine di residenti sono stati evacuati.

Secondo una prima ricostruzione, un corto circuito partito dalla platea avrebbe innescato le fiamme, propagate rapidamente verso l’alto fino al crollo della cupola e di parte del tetto. Le cause sono in fase di accertamento.

Teatro Sannazzaro incendio

Sfollati, danni e ordinanza del Comune

Sono 60 gli sfollati e 24 gli appartamenti evacuati, di cui 12 gravemente danneggiati. Otto le persone tra intossicati e feriti lievi durante le operazioni di spegnimento.

Via Chiaia è stata chiusa al traffico, così come la metropolitana nella zona, con disagi e proteste. Il Comune ha emanato un’ordinanza invitando i residenti a tenere chiuse porte e finestre per l’aria resa irrespirabile dal fumo.

Una prima stima dei danni parla di 60-70 milioni di euro, cifra che include anche le attività commerciali adiacenti.

Le istituzioni: “Ricostruire subito”

Il presidente della Regione Roberto Fico ha definito l’evento “una ferita per tutti”. Il Ministero della Cultura è intervenuto con il ministro Alessandro Giuli, che ha promesso la ricostruzione, e con il sottosegretario Gianmarco Mazzi, che ha annunciato l’apertura di un tavolo con Comune e Regione per individuare fondi e tempi.

La Procura di Napoli ha aperto un’inchiesta per incendio colposo a carico di ignoti.

 

Il dolore del mondo dello spettacolo

La direttrice artistica Lara Sansone, insieme al marito Sasà Vanorio, ha parlato di “lutto”, chiedendo alle istituzioni di non lasciare solo il teatro.

Tra le voci del mondo dello spettacolo, Marisa Laurito ha sollecitato una ricostruzione immediata, mentre Luisa Ranieriha ricordato il Sannazaro come luogo della sua infanzia, legato alle rappresentazioni di Luisa Conte.

Il rogo colpisce uno dei luoghi simbolo della memoria culturale napoletana. Ora la priorità è la messa in sicurezza dell’area e la definizione di un piano per la ricostruzione.

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