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Cronache

Attentato a Ranucci, il commando “low cost”: meno di 10mila euro tra bomba, auto a noleggio e compensi

L’attentato esplosivo contro Sigfrido Ranucci sarebbe costato, secondo le stime degli investigatori, tra 5mila e 10mila euro. Un’operazione organizzata con materiale deteriorato, un’utilitaria a noleggio e compensi contenuti. Restano da chiarire il movente e l’identità definitiva del mandante.

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Un’automobile noleggiata per meno di cinquanta euro al giorno, esplosivo industriale deteriorato, sistemi di innesco obsoleti e compensi di poche migliaia di euro. L’attentato compiuto il 16 ottobre 2025 davanti all’abitazione di Sigfrido Ranucci, a Pomezia, sarebbe stato organizzato con un budget complessivo compreso tra 5mila e 10mila euro.

È il quadro che emerge dagli atti dell’inchiesta della Procura di Roma e dalle intercettazioni raccolte dai carabinieri. Quattro persone sono state sottoposte a misura cautelare con l’accusa di avere partecipato alla preparazione e all’esecuzione dell’attacco: Antonio Passariello, Pellegrino D’Avino, Saverio Mutone e Marika De Filippis. Tre sono in carcere e una agli arresti domiciliari. Le responsabilità dovranno essere accertate nel processo.

Il ritorno in treno per risparmiare

Uno dei particolari più singolari emerge da una conversazione intercettata. Uno degli indagati racconta di essere rientrato dopo l’operazione non con l’automobile, ma in treno, risparmiando così sul carburante.

Un dettaglio apparentemente marginale, ma che secondo gli investigatori confermerebbe il carattere artigianale e poco costoso dell’azione.

Anche il mezzo utilizzato dal gruppo sarebbe stato scelto con attenzione alle spese: una Fiat Cinquecento presa a noleggio in provincia di Avellino per meno di cinquanta euro al giorno, oltre al costo della benzina.

Esplosivo vecchio e tecnologia rudimentale

Il risparmio non avrebbe riguardato soltanto gli spostamenti. Anche l’ordigno collocato davanti all’abitazione del giornalista sarebbe stato realizzato con materiale già disponibile nel circuito criminale.

Nell’ordinanza cautelare la giudice per le indagini preliminari descrive l’impiego di gelatina da cava deteriorata, associata a sistemi di innesco non moderni.

Non emergerebbero quindi innovazioni tecnologiche o particolari competenze specialistiche, ma l’utilizzo opportunistico di esplosivo industriale sottratto in passato, conservato in modo improprio e successivamente reimmesso nel mercato illegale per scopi intimidatori.

L’ordigno era comunque sufficientemente potente da distruggere le automobili di Ranucci e della figlia e danneggiare il muro perimetrale dell’abitazione. Nessuno rimase ferito.

Compensi di poche migliaia di euro

Secondo le stime degli investigatori, l’intera operazione sarebbe costata poco più di 5mila euro e comunque meno di 10mila.

Nelle intercettazioni compare anche un riferimento a un compenso di appena 300 euro per Antonio Passariello. Chi conduce le indagini ritiene però che la somma effettiva possa essere stata superiore.

Gli investigatori ipotizzano che almeno mille euro siano stati versati a Saverio Mutone. Pellegrino D’Avino e la sua compagna Marika De Filippis avrebbero invece ottenuto, tra i vantaggi economici, anche un viaggio in Sicilia.

Le cifre e le modalità di pagamento restano tuttavia oggetto di approfondimento e non possono ancora essere considerate definitivamente accertate. Le ricostruzioni giornalistiche indicano una spesa complessiva tra i 5mila e i 10mila euro, distribuita tra i presunti esecutori e altri soggetti coinvolti.

Il presunto collegamento con Lavitola

L’indagine cerca ora di ricostruire la catena dei contatti che avrebbe condotto al commando.

Una fotografia pubblicata sui social mostra Passariello e D’Avino insieme a Gomes Clesio Tavares, collaboratore di Valter Lavitola. Secondo l’ipotesi investigativa, Tavares avrebbe svolto il ruolo di intermediario tra chi commissionò l’attentato e gli esecutori materiali.

Lavitola è indagato come presunto mandante, ma ha negato ogni coinvolgimento e ha dichiarato di essere rimasto sconvolto dalle accuse. Il movente dell’attentato non è stato ancora chiarito e l’indagine resta aperta.

L’ipotesi della fuga in Spagna

Le intercettazioni contengono anche un dialogo sulla possibilità di mandare all’estero uno degli indagati.

«Vuoi andare in Spagna?», domanda uno degli interlocutori, promettendo un sostegno economico di 200 euro al giorno. Anche in questo caso, le somme ipotizzate appaiono lontane dalle disponibilità economiche di una grande organizzazione criminale.

Gli investigatori stanno verificando se si trattasse realmente di un progetto di fuga oppure soltanto di conversazioni prive di un seguito concreto.

Un attentato economico ma potenzialmente letale

Il costo contenuto non riduce la gravità dell’azione. La bomba fu collocata davanti alla casa di un giornalista sottoposto a protezione e avrebbe potuto provocare vittime.

L’immagine di un attentato organizzato al risparmio, con un’utilitaria a noleggio, materiale deteriorato e compensi limitati, non deve quindi trarre in inganno.

Restano ancora da definire il movente, il ruolo dei diversi protagonisti e l’identità di chi ordinò l’attacco. Proprio questi aspetti costituiscono ora il nucleo centrale dell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Roma.

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Mappatella Beach, 21 anni dopo: dalla discarica al mare di tutti

Festa alla Rotonda Diaz per i 21 anni di Mappatella Beach, trasformata da area degradata in spiaggia pubblica attrezzata e accessibile.

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Da discarica a cielo aperto a spiaggia pubblica attrezzata e frequentata anche dai turisti. Mappatella Beach ha celebrato i suoi primi 21 anni con il “Mare Libero Day”, l’iniziativa promossa dal deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Francesco Emilio Borrelli alla Rotonda Diaz di Napoli.

Secondo gli organizzatori, durante la mattinata sulla spiaggia erano presenti circa mille persone tra residenti e visitatori stranieri. Un’immagine che, per Borrelli, dimostra cosa significhi «restituire il mare alla città».

Oggi l’arenile è gestito dal Comune di Napoli e dispone di ombrelloni, docce, servizi igienici e attrezzature sportive. È presente anche un servizio di accompagnamento in acqua per le persone con disabilità, assicurato da personale qualificato e da dispositivi dedicati.

La bonifica iniziata nel 2005

Borrelli ha ricordato le condizioni dell’area nei primi anni Duemila, quando la spiaggia era invasa dai rifiuti e interessata anche dalla presenza di uno scarico fognario.

«Nel 2005 ottenemmo la bonifica, la sabbia fu ripulita e venimmo qui a fare il primo bagno», ha raccontato il parlamentare. Da quel momento è cominciato un percorso fatto di denunce, interventi pubblici e nuovi servizi.

Una battaglia condotta anche contro occupazioni abusive, vandalismi, borseggi e comportamenti incivili. Alla gestione e alla valorizzazione della spiaggia ha contribuito anche l’associazione 100×100 Naples.

L’obiettivo dell’intero litorale accessibile

Per Borrelli, Mappatella Beach rappresenta soltanto il primo passo di un percorso che dovrà interessare tutto il litorale cittadino, da Posillipo a Bagnoli fino a Napoli Est.

«Nei prossimi dieci anni dobbiamo rendere l’intero litorale napoletano fruibile da tutti. Il mare non può essere un privilegio per pochi: deve essere libero, pulito, sicuro e accessibile», ha dichiarato.

All’iniziativa hanno partecipato, tra gli altri, l’assessora comunale al Turismo Teresa Armato, la consigliera Flavia Sorrentino, lo speaker radiofonico Gianni Simioli e diversi rappresentanti di Europa Verde.

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Il gigante dei mari scopre l’Ischia sommersa: DreAMBoat visita Aenaria

Il superyacht DreAMBoat, lungo 111 metri, ha sostato davanti a Ischia Ponte. Gli ospiti hanno visitato Aenaria grazie alla cooperativa Marina di Sant’Anna.

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Uno dei più grandi superyacht al mondo ha scelto Ischia come tappa della sua crociera nel Mediterraneo. Nelle acque dell’isola è arrivato DreAMBoat, imponente yacht di 111 metri costruito dal cantiere olandese Oceanco e consegnato nel novembre 2025.

L’unità dispone di 14 cabine e può accogliere fino a 28 ospiti, assistiti da un equipaggio di 34 persone. La proprietà viene ricondotta da fonti specializzate al miliardario statunitense Arthur Blank, cofondatore di Home Depot e proprietario degli Atlanta Falcons della Nfl e dell’Atlanta United. Il nuovo DreAMBoat ha raccolto l’eredità del precedente yacht omonimo di 90 metri.

Durante la sosta ischitana, il superyacht ha fatto da sfondo al borgo di Ischia Ponte, dominato dal Castello Aragonese e affacciato sulla baia di Cartaromana.

Gli ospiti alla scoperta di Aenaria

Gli ospiti hanno dedicato parte della loro permanenza alla visita di Aenaria, il sito archeologico sommerso che conserva le testimonianze dell’antico insediamento romano e delle sue strutture portuali.

La visita è stata resa possibile dai barcaioli della Marina di Sant’Anna, protagonisti della riscoperta, della tutela e della valorizzazione del sito. Dopo i primi ritrovamenti avvenuti nel 1972, dal 2011 le ricerche archeologiche subacquee hanno riportato alla luce nuovi resti sotto la supervisione della Soprintendenza.

Oggi la cooperativa Marina di Sant’Anna accompagna i visitatori su un’imbarcazione dotata di fondo trasparente, permettendo di osservare le strutture conservate sotto il livello del mare e di conoscere una parte meno nota della storia di Ischia.

La presenza di DreAMBoat ha così unito due immagini dell’isola: quella mondana, meta privilegiata del turismo internazionale, e quella culturale, legata a un patrimonio archeologico sommerso custodito e raccontato da chi vive da sempre il mare di Cartaromana.

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Camion per Ischia e Procida, scatta il dirottamento a Napoli: autotrasportatori in agitazione

L’ordinanza di Pozzuoli dirotta a Porta di Massa i mezzi pesanti diretti a Ischia e Procida. Gli autotrasportatori temono problemi nei rifornimenti, contestano le deroghe e chiedono soluzioni alternative.

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Da lunedì 17 agosto cambia il dispositivo per il traffico commerciale diretto dal porto di Pozzuoli alle isole di Ischia e Procida. I mezzi che superano i limiti previsti dall’ordinanza comunale, con massa complessiva oltre le 3,5 tonnellate e lunghezza superiore agli otto metri, dovranno imbarcarsi dallo scalo napoletano di Porta di Massa.

La misura è stata adottata dopo le verifiche effettuate sugli edifici danneggiati dalla scossa bradisismica del 31 luglio. La presenza di due fabbricati pericolanti lungo le strade di accesso al porto puteolano ha reso necessario limitare il transito dei veicoli più pesanti. Il nuovo assetto, concepito come temporaneo, è stato definito durante il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica riunito a Ischia.

La diffida degli autotrasportatori

La soluzione ha provocato la reazione della New Atec, associazione degli autotrasportatori ischitani. Nel pomeriggio è stata inviata una diffida al prefetto di Napoli Michele di Bari e, per conoscenza, al sindaco di Pozzuoli Luigi Manzoni, con la richiesta di riesaminare e rimodulare l’ordinanza. L’associazione ha contemporaneamente proclamato lo stato di agitazione.

Secondo gli operatori, il trasferimento degli imbarchi a Porta di Massa rischia di compromettere l’approvvigionamento alimentare e il trasporto di merci deperibili e beni di prima necessità, soprattutto durante il picco turistico di agosto. Viene contestata anche la stima secondo cui i camion interessati sarebbero circa quaranta al giorno e rappresenterebbero il 25% del traffico commerciale.

Il presidente di New Atec, Marco Galano, sostiene invece che nel periodo estivo i mezzi di questa categoria costituiscano la grande maggioranza dei veicoli commerciali diretti a Ischia.

Contestata la deroga per i camion dei rifiuti

Un altro punto contestato riguarda la deroga prevista per gli automezzi adibiti al trasporto dei rifiuti. Secondo New Atec, questi veicoli avrebbero massa e dimensioni analoghe a quelle dei camion commerciali sottoposti al divieto. L’associazione chiede quindi di chiarire perché le prescrizioni di sicurezza siano applicate in maniera differente.

Gli autotrasportatori segnalano inoltre l’assenza di soluzioni per le prenotazioni già effettuate sui traghetti in partenza da Pozzuoli fino al 31 agosto. Senza una riprogrammazione dei titoli di viaggio e delle corse, sostengono, molte imprese potrebbero trovarsi nell’impossibilità di operare.

Le proposte alternative

New Atec propone una deroga al transito tra le 2 e le 12, quando il traffico cittadino è ridotto, oppure un incremento di almeno il 70% delle corse merci da Porta di Massa. Tra le alternative viene indicato anche l’utilizzo, con un adeguato potenziamento, dello scalo di Baia.

L’associazione ha chiesto la convocazione urgente di un tavolo in Prefettura con il Comune di Pozzuoli, le autorità marittime e le compagnie di navigazione. In assenza di risposte entro tre giorni, gli operatori annunciano ulteriori iniziative di protesta.

Preoccupazioni arrivano anche dalle amministrazioni isolane. Il sindaco di Ischia Enzo Ferrandino considera il dispositivo insufficiente rispetto al fabbisogno di merci del periodo estivo. A Procida, il gruppo consiliare “La Procida che Vorrei” ha chiesto garanzie sulla capacità delle corse da Napoli e un eventuale aumento dei collegamenti per evitare una riduzione degli spazi destinati ai mezzi diretti sull’isola.

L’entrata in vigore dell’ordinanza numero 439 è prevista per il 17 agosto. Il provvedimento resterà legato ai tempi necessari per mettere in sicurezza i fabbricati che rendono problematico l’accesso al porto di Pozzuoli. La data e l’impianto delle limitazioni trovano conferma nelle ricostruzioni pubblicate dal Corriere del Mezzogiorno e dalla Tgr Campania.

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