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Atalanta super, Milan ko in casa ma è Campione d’inverno

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Il Milan e’ campione d’inverno, complice il pari dell’Inter a Udine che resta a meno due. Arriva al giro di boa con i favori della classifica ma deve fare i conti con una sconfitta pesante, 0-3 contro un’Atalanta splendida che si impone in ogni ruolo, in ogni zona e annulla i rossoneri per gran parte della partita. Lo dicono i numeri: in novanta minuti 10 tiri in porta per i nerazzurri, 1 per i rossoneri. Alla squadra di Gasperini riesce quello che finora era riuscito solo alla Juventus. Dopo due pareggi con Genoa e Udinese, i nerazzurri si rilanciano al quarto posto in attesa delle partite di Napoli e Juventus. Il Milan dovra’ curare le ferite di un netto 3-0 (Romero, Ilicic su rigore e Zapata) che fa male soprattutto per come e’ arrivato. Al di la’ dell’evidente strapotere fisico dell’Atalanta, pesa l’assenza di Calhanoglu, vero regista del gioco rossonero. Pioli dovra’ essere bravo a voltare subito pagina, martedi’ c’e’ il derby dei quarti di Coppa Italia, poi la trasferta di Bologna. Troppi errori in fase di impostazione per il Milan, contro una squadra che sa approfittare delle incertezze avversarie. Il gioco atalantino e’ veloce, collaudato e di ampio respiro. Il pressing rossonero non e’ efficace contro la rapidita’ dei passaggi della Dea. Le incursioni dei centrocampisti e la posizione di Ilicic che si accentra dalla destra, fanno perdere punti di riferimento alla retroguardia rossonera.

Meite’ lanciato titolare da Pioli nel ruolo di trequartista delude. Romero chiamato al duro compito di marcare Ibrahimovic, non si spaventa e firma anche il tabellino. Zapata sulla sinistra e Hateboer sulla destra sono spine nel fianco. Ed e’ bravo Donnarumma a neutralizzare con una gran parata un tiro cross sul primo palo al 17′ di Hateboer. Ilicic e’ ispirato. Kalulu sembra reggere bene ma al 26′ si perde Romero: lancio lungo di Gosens e in girata di testa Romero che batte Donnarumma. Vantaggio meritato dell’Atalanta che chiama ancora in causa il portiere del Milan al 38′. Punizione al limite di Ilicic che, coperto da tre giocatori dell’Atalanta, una barriera ‘amica’ a pochi passi dal pallone per confondere gli avversari, calcia forte impegnando il portiere alla respinta con i pugni. L’unica vera occasione del Milan arriva al termine del primo tempo: punizione lunga di Tonali e Ibra, a due passi da Gollini, non trova la porta di ginocchio. Ad inizio ripresa fallo di Hateboer su Kalulu che si accascia, contrasto che fa scattare le proteste di Pioli. L’azione successiva e’ quella che porta al 2-0 dell’Atalanta: gomitata di Kessie’ in faccia a Ilicic e l’arbitro indica il dischetto. Calcia lo sloveno ed e’ raddoppio nerazzurro. Kalulu non ce la fa ed e’ costretto a lasciare il campo in barella. Il raddoppio affossa ancora di piu’ il Milan e l’Atalanta dilaga, soprattutto con Ilicic che lancia Zapata vicino al gol di testa al 3-0. Pioli cerca di dare scossa al Milan e al 25′ inserisce Mandzukic e Rebic per Castillejo e Leao. Ed e’ subito occasione da gol per i rossoneri: Romero ferma Kessie togliendogli palla mentre calcia in porta, poi e’ Gollini con una mano a negare il gol a Mandzukic al primo pallone toccato. Ma e’ solo un lampo nell’assedio continuo atalantino. Zapata colpisce il palo di testa. E dopo piu’ di un tentativo, arriva il 3-0 firmato dall’attaccante nerazzurro, servito da Gosens e lasciato libero di concludere. Una partita quasi perfetta per l’Atalanta che e’ vicina a salutare, senza patemi, il Papu Gomez. Il Milan dovra’ ricomporre i cocci in fretta. Tra tre giorni c’e’ l’Inter in Coppa Italia, l’occasione giusta. (ANSA). YTU-GRN 23-GEN-21 20:2

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Calcio, grande gol di Koulibaly in Chelsea-Tottenham (2-2)

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Grande gol di Koulibaly in Premier League. Si è presentato alla grande Kalidou Koulibaly ai tifosi del Chelsea. Al 19esimo minuto ha segnato il del vantaggio dei Blues contro il Tottenham di Conte. Calcio d’angolo e lui secondo palo in area colpisce al volo di destro e batte l’incolpevole Lloris. Uno schema ma anche un gol molto bello, complesso, per il quale bisogna avere ottima tecnica. Derby londinese tra Blues e Spurs concluso sul 2-2. La squadra di casa, dopo esser passata in vantaggio due volte grazie ai gol di Koulibaly e James, si è fatta raggiungere prima da Hojbjerg e successivamente da Kane al sesto minuto di recupero. Scintille tra Conte e Tuchel: i due sono quasi arrivati alle mani al termine della partita, con l’arbitro che ha mostrato il cartellino rosso probabilmente a entrambi gli allenatori.

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Fiorentina-Cremonese: “papera” di Radu, è festa viola

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La Cremonese al ritorno in A dopo 26 anni ha sfiorato l’impresa ma alla fine e’ stata la Fiorentina a conquistare i tre punti: due volte in vantaggio i viola con Bonaventura e il neo acquisto Jovic, due volte i lombardi (che hanno giocato con un uomo in meno dalla fine del primo tempo) sono riusciti a rimontare con Okareke e poi con Buonaiuto. E quando il toscano Alvini, al debutto da allenatore nella massima serie, stava pregustando di portar via un prezioso pareggio dal Franchi, lo stadio dove da bambino andava a tifare, ecco al 95′ un cross di Mandragora, altro neo-viola, trasformarsi in gol per una clamorosa E sfortunata papera di Radu, proprio come fece con la maglia dell’Intger a Bologna. E pensare che il portiere dei grigiorossi fino a quel momento era stato autore di buoni interventi. Italiano e i suoi sono esplosi di gioia insieme ai 35.000 che hanno riempito lo stadio in questa calda serata di agosto, per questa vittoria al cardiopalma che servira’ alla Fiorentina per prepararsi al meglio per il playoff d’andata di Conference League con il Twente in programma giovedi’ a Firenze. Per la Cremonese un ritorno sfortunato e amaro, anche se lo spirito battagliero mostrato li aiutera’ ad affrontare le tempeste del campionato. Scelte a sorpresa per Italiano, che all’inizio ha schierato Benassi terzino e Kouame’ a destra nel tridente e fatto esordire Gollini in porta e Jovic al centro dell’attacco, mentre gli altri nuovi (Dodo’ e Mandragora) sono subentrati nel finale. Alvini s’e’ affidato alla coppia d’attacco arrivata in estate, Dessers e Okereke. In uno stadio pienissimo, presente in tribuna dopo molti mesi anche il presidente Commisso (grande abbraccio con il sindaco Nardella) la squadra di casa con il lutto al braccio per ricordare gli ex Orzan e Brizi e’ partita a grandi ritmi sfiorando il gol con Sottil e Jovic e passando al 16′ con un gran sinistro di Bonaventura su assist di Kouame’. Il vantaggio pero’ e’ durato tre minuti, la Cremonese dopo un inizio contratto ha pareggiato con un bel colpo di testa di Okareke. I viola hanno ripreso a macinare gioco trascinati da Sottil e proprio il figlio d’arte ha innescato Jovic per il raddoppio: il serbo spalle alla porta s’e’ girato e dopo una finta ha beffato Radu di destro. La gara della Cremonese si e’ ulteriormente complicata quando poco prima dell’intervallo l’arbitro ha espulso Escalante per un brutto fallo su Kouame’ anche se la squadra lombarda non si e’ arresa e ha iniziato il secondo tempo con grinta impegnando due volte Gollini cercando di approfittare di una Fiorentina che stava pensando troppo al play-off di Conference: il pari arrivava per merito del neo entrato Buonaiuto direttamente da corner, a nulla e’ valso il tentativo di Milenkovic di respingere il pallone gia’ entrato in porta. Cosi’ Italiano con colpevole ritardo ha deciso di inserire forze fresche per l’assalto finale: Jovic, Bonaventura e Milenkovic sfioravano il tris riuscendo a centrarlo in maniera fortunosa quanto ormai la partita pareva incanalata sul pareggio. Gioia viola e lacrime di Radu. E ai tifosi dell’Inter sara’ tornato in mente l’errore del portiere rumeno che nell’aprile scorso, contro il Bologna, ha condizionato la corsa scudetto dei nerazzurri.

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Lazio-Bologna, è guerra di nervi ma risolve Immobile

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Tra espulsioni lampo, rigori discutibili, proteste e spintoni, alla fine la Lazio ha avuto la meglio su un Bologna da battaglia, che ha incarnato alla perfezione l’animo pugnace del suo tecnico Sinisa Mihajlovic, grande ex anche oggi applaudito, e del suo bomber Marko Arnautovic. Il quale fara’ bene a dimenticare le suggestioni di mercato che lo volevano al Manchester United: c’e’ da fare, di nuovo, il trascinatore di una squadra, quella rossoblu’ (oggi in giallo) che senza di lui perderebbe molto. Ma a decidere la sfida dei 42mila dell’Olimpico e’ stato, come capita spesso quando gioca la Lazio, Ciro Immobile, autore del guizzo decisivo su assist del ‘Sergente’ Milinkovic, che a sua volta aveva ricevuto palla dal subentrato Luis Alberto. Come dire che, nonostante i tanti acquisti di quest’estate della coppia Lotito-Tare, l’anima della Lazio rimangono loro, un trio che in Serie A quanto ha classe e incisivita’ ha pochi eguali. E pensare che la partita all’inizio si era messa male per la Lazio, che dopo appena cinque minuti aveva perso il suo nuovo portiere Luis Maximiano, espulso dall’arbitro Massimi, dopo ‘consulto’ al Var, per aver bloccato il pallone con le mani fuori dall’area. Decisione che aveva scatenato le proteste dei laziali, squadra e pubblico, ma contro cui c’era poco da fare. Cosi’ Sarri era stato costretto a sostituire un centrocampista, Basic, e a mettere dentro l’altro nuovo Provedel, che poi nel corso del match la propria parte l’ha fatta. Cosi’ come il nuovo idolo dei biancocelesti Romagnoli, autore di una buona prestazione e decisivo al 25′ con un intervento nella sua area che ha evitato che il Bologna segnasse con Sansone. In precedenza, al 13′, era stata la Lazioa sfiorare il gol con Immobile, sul quale Skorupski si era esibito in una parata ‘salva risultato’. Dopo il cooling break, necessario viste le temperature, le proteste dei laziali erano tornate a scatenarsi in occasione della concessione al Bologna di un rigore per un intervento un po’ maldestro, ma forse non cosi’ cattivo, di Zaccardi su Sansone. Arnautovic trasformava e poi andava a festeggiare verso la curva nord infiammando ulteriormente gli animi. Poi ci pensava anche il troppo falloso Soumaoro, gia’ in precedenza graziato dall’arbitro, che nel recupero si fcaeva espellere. Nella ripresa il gioco era francamente non esaltante, con proteste a ogni fischio e scontri in mezzo al campo. Fino a quando la Lazio, non pareggiava: Lazzari, uno dei migliori in campo, crossava dalla destra innescando un vero e proprio ‘flipper’ area risolto dalla deviazione, decisiva per l’autogol, dell’ex De Silvestri. Da quel momento, mentre il Bologna calava per la stanchezza, la Lazio ritrovava lucidita’ fino al momento della stoccata di Immobile, come dire che il campionato comincia nel migliore dei modi. Non rimane che continuare cosi’, magari con un po’ meno di nervosismo.

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