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AstroLuca, la passeggiata spaziale entra nel vivo

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Luca Parmitano e’ uscito dal portello della Stazione spaziale internazionale per cominciare la passeggiata spaziale piu’ critica, la terza prevista per la manutenzione del cacciatore di antimateria Ams-02, insieme all’americano Andrew Morgan. L’attivita’, mirata all’installazione della nuova pompa di raffreddamento, durera’ circa sette ore e mezza e vedra’ l’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) cavalcare piu’ volte il braccio robotico per trasportare e poi installare il nuovo componente.

L’astronauta. Luca Parmitano torna nello spazio

Parmitano e il collega della Nasa devono ora muoversi verso la piattaforma esterna numero due della Stazione spaziale passandosi l’ingombrante contenitore con la nuova pompa. Il ‘palleggio’ durera’ circa mezz’ora. Una volta raggiunta la piattaforma, AstroLuca montera’ con il pesante bagaglio a bordo del braccio robotico comandato dalle colleghe Christina Koch e Jessica Meir: lo cavalchera’ per arrivare alla prima postazione di lavoro sull’Ams-02 (Alpha Magnetic Spectrometer), mentre Morgan lo raggiungera’ muovendosi separatamente lungo il traliccio. Le operazioni per l’installazione della nuova pompa dovrebbero iniziare intorno alle 14:10. Anche questa volta Luca Parmitano ha il ruolo di leader dell’attivita’ extraveicolare ed e’ riconoscibile per le strisce rosse sulla tuta bianca. La passeggiata spaziale segue quelle del 15 e 22 novembre, in cui i due astronauti avevano rimosso il pannello anti-detriti dell’Ams tagliando i vecchi tubi a cui oggi sara’ collegata la nuova pompa.

Luca Parmitano

In anticipo sulla tabella di marcia, entra nel vivo la passeggiata spaziale piu’ critica per Luca Parmitano: volando a cavallo del braccio robotico della Stazione spaziale, AstroLuca ha raggiunto la sua prima postazione di lavoro sullo strumento Ams-02 per iniziare l’installazione del nuovo sistema di raffreddamento Uttps (Upgraded Tracker Thermal Pump System). All’interno dell’ingombrante contenitore che AstroLuca ha portato con se’, oltre alle nuove pompe meccaniche, ci sono anche un nuovo accumulatore, un sistema di riempimento e rabbocco per l’anidride carbonica, la nuova elettronica di controllo comprensiva di sensori di monitoraggio, un radiatore supplementare e una nuova copertura anti-detriti.

Luca Parmitano, con l’aiuto di Andrew Morgan, deve ora occuparsi della prima fase di ricostruzione, preparando cablaggio e tubi per il nuovo sistema di raffreddamento, come spiega il capo del Gruppo di esplorazione dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), Bernardo Patti. “E’ come ristrutturare casa: prima si demolisce e poi si ricostruisce”, afferma Patti. “Nelle due precedenti attivita’ extraveicolari, gli astronauti hanno rimosso i pannelli strutturali che coprivano tubazione e cavi elettrici, hanno tolto le coperture termiche e hanno tagliato cavi e tubi, ma non di netto. Oggi dovranno predisporli in modo che durante la prossima passeggiata spaziale si possano montare i connettori per la preparazione funzionale del sistema”. La sfida che oggi attende AstroLuca non sara’ tanto rappresentata dai tre voli a cavallo del braccio robotico, “che ormai sono consuetudine”, bensi’ “dai piccoli inghippi che potrebbero insorgere tra cavi e tubi: non e’ facile gestirli indossando lo scafandro”, conclude Patti.

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Esteri

Weinstein prima degli stupri si iniettava farmaci anti-impotenza

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Sette anni fa, prima di stuprare una aspirante attrice in un hotel di Manhattan, Harvey Weinstein si inietto’ un farmaco ad azione rapida contro l’impotenza: lo ha riportato la rappresentante della procura di New York al processo contra l’ex produttore entrato nel vivo oggi a New York. L’episodio sarebbe avvenuto dopo circa un mese che Weinstein, allora 61enne, frequentava la donna, conosciuta a una festa a Los Angeles, ha detto la procuratrice Meghan Hast, secondo cui, via via che passava il tempo, l’ex capo di Miramax “diventava sempre piu’ esigente e violento”, fino all’incidente del 18 maggio 2013 al Double Tree Hotel di Midtown quando “decise che voleva di piu’ e se lo prese a forza”. Weinstein, secondo il resoconto della procura, entro’ nella stanza pretendendo che lei si spogliasse. Al suo rifiuto, divenne piu’ rumoroso e aggressivo, le salto’ addosso, levandole a forza i vestiti. Le ordino’ di andare a letto, ando’ in bagno e di ritorno le sali’ sopra e la violento'”. Dopo lo stupro, disgustata e sotto shock, la donna corse in bagno e trovo’ nel cestino una siringa: l’involucro scartato era quello di un farmaco contro il deficit di erezione.

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Di Maio lascia la guida del M5S, ma è solo un arrivederci

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Luigi Di Maio non è più il capo politico del Movimento 5 Stelle. Alla fine di un lungo, articolato, pacato ma fermo discorso fa un gesto che è assai eloquente rivolgendosi alla platea pentastellata del tempio di Adriano: si slaccia la cravatta dalla quale non si è mai separato da quando è entrato in Parlamento nel 2013, e se la toglie. Il testimone  ora passa al componente più anziano del Comitato dei garanti del Movimento, Vito Crimi.

La sua reggenza è durata poco meno di tre anni: ora sbatte la porta in faccia ai tanti detrattori, quelli che, dalle retrovie lo hanno “pugnalato alle spalle”. Perche’, ripete piu’ volte durante il suo discorso di commiato, “i peggiori nemici sono quelli che lavorano al nostro interno non per il gruppo ma per la loro visibilità”. Quello dell’ex capo politico, però, non è un addio al Movimento: Di Maio resta ministro ma non sarà capo delegazione dei 5 stelle, tesse le lodi del premier Giuseppe Conte (“E’ la più alta espressione dei cittadini che non hanno mai fatto politica e si fanno Stato”) ed annuncia: “Io non ci penso per nulla a mollare, per quanto mi riguarda si chiude solo una fase”. La sua successione verrà decisa dopo gli Stati generali del Movimento convocati per meta’ marzo: “Li’ discuteremo sul cosa, subito dopo passeremo al chi”. E’ un arrivederci, quasi una sfida per vedere chi saprà davvero fare di meglio.

Il suo discorso è quasi un testamento politico in cui ricorda le tante leggi portate a casa, gli obiettivi da raggiungere, le lotte vinte, dal taglio dei parlamentari, al reddito di cittadinanza fino alla prescrizione (“scenderemo in piazza se proveranno a cancellarli”) passando per i problematici approcci con il tema delle infrastrutture. Ora però Di Maio invita ad andare avanti e a guardare agli Stati Generali come un momento di rifondazione: “oggi si chiude un’era. Ed è per l’importanza di questo momento che ho iniziato a scrivere questo documento un mese fa”. Da tanto, quindi, l’ex capo politico medita da la mossa e il premier Giuseppe Conte ne sarebbe stato al corrente dal primo momento.

“Lavoreremo fianco a fianco fino al 2023 per consolidare il ruolo di primo piano dell’Italia in Europa e nel Mondo”, sottolinea il premier invitando il Movimento ad affrontare questa fase di passaggio. Ma una stagione e’ terminata e al tempio di Adriano, dove sono confluiti parlamentari e ministri pentastellati, lo staff al completo della Comunicazione, compreso Rocco Casalino, la commozione e’ palpabile e qualche lacrima scende dalle guance. A Pomigliano decine di attivisti si sono raccolti nella sede del meet up locale per seguire il suo discorso: “ci fidiamo di lui” dicono, ricalcando uno dei temi ricorrenti nel discorso del leader. “La storia ci dice che alcuni la nostra fiducia l’hanno tradita ma per uno che ci ha tradito almeno dieci quella fiducia l’hanno ripagata” esorta Di Maio. L’ormai ex capo politico rassicura sulla tenuta del governo mentre Matteo Salvini, in campagna elettorale, gia’ canta vittoria: “il governo e’ finito”, e’ certo il leader della Lega che fornisce la sua lettura della parabola del suo ex collega vicepremier. “Io non me la prendo con Di Maio che ha trentatre anni ma con il signor Grillo che ha portato alla fine dei Cinque stelle. Perche’ – pronostica – questa e’ la fine dei M5s”. Anche Giorgia Meloni gia’ vede la fine dell’esecutivo e invoca “elezioni subito per dare alla Nazione un Governo forte e coeso” E mentre Italia Viva non dedica neppure una parola di commento alla notizia del giorno,il segretario del Pd Nicola Zingaretti “abbraccia” il ministro “per una scelta difficile che rispettiamo” e invia un in bocca al lupo a Vito Crimi: “Continueremo a lavorare per dare risposte e soluzioni concrete alla persone” dice il segretario dem.

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Cronache

Giuseppe Borrelli nominato dal Csm procuratore di Salerno

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Giuseppe Borrelli, attualmente procuratore aggiunto di Napoli, è il nuovo capo della procura di Salerno. Il plenum del Csm lo ha nominato con 19 voti a favore e cinque astensioni. A luglio dello scorso anno la Commissione per gli incarichi direttivi aveva proposto la sua nomina. Poi si era deciso di congelare la decisione a seguito della pubblicazione di alcune conversazioni intercettate nell’ambito dell’inchiesta della procura di Perugia sul pm romano Luca Palamara. Intercettazioni da cui non è emerso “nessun rilievo ostativo” alla nomina di Borrelli al vertice della procura di Salerno, sottolinea la delibera approvata oggi. Anche dall’audizione del magistrato da parte del Csm “non sono emersi elementi sulla base dei quali poter fondatamente ipotizzare eventuali forme di coinvolgimento, diretto o indiretto, del dott. Borrelli nelle note vicende riconducibili ad alcuni ex componenti del Consiglio Superiore della Magistratura, nè, più in generale, è emerso che il dottor Borrelli si sia attivato per caldeggiare, in qualsiasi forma, la sua candidatura nelle procedure di conferimento degli incarichi direttivi per i quali aveva fatto domanda”.

 

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