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Arzano ancora zona rossa, De Luca: irresponsabili

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Qualcuno ad Arzano aveva trovato una via di fuga dalla reclusione del lockdown – iniziato nel comune a Nord di Napoli il 20 ottobre scorso a causa del numero record di contagi – attraverso una strada sterrata scoperta dai carabinieri. La piccola arteria di campagna conduceva in via Sensale, nel comune confinante di Grumo Nevano dove ancora la circolazione e’ libera. L’intervento dei Carabinieri ha portato al prolungamento del blocco perimetrale e cosi’ anche questa strada di uscita dal territorio e’ stata preclusa. La situazione e’ pesante visto che oggi con la sua nuova ordinanza De Luca ha prolungato la zona rossa almeno fino al 4 novembre. Oltre 1000 i positivi di giornata in un contesto dove la pandemia risulta difficile da contenere. Il dato dei positivi di oggi e’ considerevolmente superiore a quello rilevato alla data di adozione dell’ordinanza n.82 (pari a circa 250) e che la percentuale dei casi positivi rispetto alla popolazione sottoposta a screening e’ pari al 28,4%, con conseguente ulteriore aggravamento della situazione sanitaria sul territorio; Si conferma dunque il divieto di allontanamento dal territorio comunale da parte di tutte le persone residenti, il divieto di accesso nel territorio comunale; la sospensione delle attivita’ degli uffici pubblici, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilita’. Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, c’e’ andato oggi giu’ duro in merito alla situazione di Arzano parlando di “comportamenti non civili e irresponsabili”. “Si sono presentati a fare il tampone solo 5mila abitanti – ha detto – ad oggi abbiamo mille positivi. Non va bene, non va bene ci sono troppi cittadini che hanno voluto sfuggire al controllo sanitario”. “E’ una cosa demenziale e irresponsabile, un comportamento non civile – ha sottolineato – rivolgetevi alle Asl e sottoponetevi ai controlli cosi’ evitate di diffondere a macchia d’olio il contagio anche nei comuni vicini”. Ma come si vive in questo lockdown ad Arzano? Imma, 29 anni, incinta di 16 settimane, racconta: “L’ 1 ottobre ho iniziato a stare male e ho contattato il ginecologo. Mia suocera dopo qualche giorno ha scoperto di essere positiva. Ho iniziato il giro per gli ospedali, ho iniziato a stare male, ho avuto affanno, febbre, perdo gusto e olfatto. Alla fine di una lunga peripezia ho saputo di essere risultata positiva. Devo sottolineare che non ho avuto assistenza medica. Mi sento abbandonata. Non metto in dubbio che ci siano casi piu’ disperati, ma chiedo aiuto, io ho bisogno di una visita, di una ecografia”. Francesca, 23 anni, aggiunge “siamo in quarantena dal 6 ottobre scorso, al di la’ della zona rossa, quando fu accertata la positivita’ di mia mamma. Se non fosse stato per una vicina nemmeno la spesa avremmo avuto. Ad oggi attendiamo ancora risposte per capire se la nostra quarantena puo’ finire. E’ stata un’odissea per avere i risultati del tampone. Dopo 23 giorni di quarantena ho fatto un altro tampone, del risultato ancora non so nulla. Ci siamo sentiti abbandonati, delusi. Non ci aspettavamo una situazione cosi’ pesante, soprattutto per chi e’ gia’ in quarantena”. C’e’ la testimonianza di Mimmo Rubio, giornalista direttore di Arzano news: “si e’ creato un cortocircuito tra cittadini e la Asl. Sono stato contattato da molti, in lacrime, per la disperazione di restare chiusi in casa. Ora arriva questa proroga della zona rossa di una settimana, ma non ne capiamo il senso. Stiamo premendo quotidianamente per avere i dati aggiornati sui positivi di Arzano, perche’ anche questo non e’ del tutto chiaro. Mancano all’appello i risultati dei secondi tamponi, circa 300 effettuati ieri. Come facciamo a sapere se sono persone ancora positive o si sono negativizzate?”.

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Influenza e Covid, attesa crescita con ritorno a scuola

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La riapertura delle scuole dopo le festività natalizie potrebbe dare un’ulteriore spinta alle infezioni respiratorie: influenza, soprattutto, ma anche Covid-19 e virus respiratorio sinciziale. È il timore espresso da più parti e confermato anche dalla Società Italiana di Pediatria. “Con il rientro dei bambini a scuola ci aspettiamo un aumento dei casi di influenza anche se – c’è da dire – durante il periodo delle vacanze non si è osservato un calo dei contagi, probabilmente per le occasioni di vita sociale durante le festività.

Inoltre, siamo nel momento del clou del virus respiratorio sinciziale”, dice Rino Agostiniani, consigliere nazionale della Società Italiana di Pediatria, che sottolinea che “è importante che i bambini che hanno sintomi influenzali rimangano a casa”. “Ho scritto al ministro della Salute con l’obiettivo di accedere un faro su una malattia che provoca, soprattutto tra i neonati, gravi patologie, anche mortali: la bronchiolite.

La Commissione europea ha autorizzato il vaccino Nirsevimab che ha già passato severissime e rigidissime misure di controllo da parte di Ema. Questo farmaco potrebbe essere uno strumento fondamentale per la lotta alla bronchiolite ed è arrivato il momento che venga adottato anche nel nostro Paese, quanto prima”, ha intanto fatto sapere Orfeo Mazzella, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Commissione Affari Sociali al Senato, citando il caso di una neonata di tre mese morta a fine anno probabilmente proprio a causa di questo virus.

Intanto nelle ultime due settimane, in Italia, l’influenza e le sindromi simil-influenzali hanno fatto registrare numeri da record: due milioni di persone messe a letto solo nelle ultime due settimane dell’anno, con tassi elevati soprattutto nei bambini più piccoli “che sono quelli nel corso degli ultimi anni non hanno sviluppato un patrimonio immunitario per difendersi dall’infezione”, spiega Agostiniani. Covid-19, al contrario, nell’ultima rilevazione del ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità ha mostrato un lieve rallentamento.

Tuttavia, nel mondo sembra che i contagi abbiano ripreso a salire: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nelle ultime 4 settimane ci sono stati 850mila casi di Covid nel mondo, con un aumento del 52% rispetto al mese precedente. I numeri reali, tuttavia, potrebbero essere molto più alti.

“Sappiamo che in tutto il mondo le segnalazioni sono diminuite, i centri di sorveglianza sono diminuiti, i centri di vaccinazione sono stati smantellati o chiusi. Questo fornisce un quadro incompleto della situazione e purtroppo dobbiamo aspettarci più casi di quelli che abbiamo dichiarato ufficialmente”, ha detto Christian Lindmeier dell’Oms.

Che la situazione stia peggiorando si intuisce anche dai ricoveri: tra il 13 novembre e il 10 dicembre, nei Paesi che segnalano sistematicamente i dati all’Oms e che sono ormai meno di 60, sono stati registrati più di 118 mila nuovi ricoveri per Covid e più di 1.600 nuovi ricoveri in terapia intensiva, con un aumento rispettivamente del 23% e del 51%.

La ripresa dei contagi potrebbe essere legata alla nuova JN.1 del virus Sars-CoV-2. I dati che arrivano dagli Stati Uniti sembrano confermarlo. Secondo le ultime stime dei Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) nell’ultima settimana JN.1 è arrivata al 61,6% di prevalenza. JN.1, che ormai è dominante anche in Italia, discende dalla variante BA.2.86 (Pirola) ed è stata isolata proprio negli Stati Uniti lo scorso settembre. Per i Cdc “al momento non vi è alcuna indicazione di un aumento della gravità da JN.1”. Tuttavia, è possibile che “questa variante possa determinare un aumento delle infezioni”.

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Covid, meno ricoveri in ospedale e meno contagi

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L’indice di trasmissibilità per il Covid-19 basato sui casi con ricovero ospedaliero al 26 dicembre si conferma sotto soglia epidemica e sostanzialmente stabile con 0,75; in leggera diminuzione anche i ricoveri sia nei reparti che i terapia intensiva. Anche l’incidenza di casi Covid-19 diagnosticati e segnalati nel periodo 28 dicembre 2023-3 gennaio 2024 è in lieve diminuzione pari a 66 casi per 100.000 abitanti rispetto ai 70 della settimana precedente. Il numero di nuovi contagi segnalati è 38.736 contro i 40.988 della settimana precedente e i 60.556 della settimana ancora prima. Questo quanto emerge dall’ultimo monitoraggio del ministero della Salute-Istituto Superiore di Sanità, in cui viene spiegato che, per l’Rt, i valori potrebbero essere sottostimati “a causa di un ritardo di notifica dei ricoveri durante i giorni festivi” e per l’incidenza “in parte per una ridotta frequenza di diagnosi effettuate durante i giorni festivi”.

Per le ospedalizzazioni, al 3 gennaio l’occupazione dei posti letto in area medica risulta pari al 10,1% (6.320 ricoverati) rispetto all’11,0% rilevato al 27 dicembre 2023. In riduzione anche l’occupazione dei posti letto in terapia intensiva, pari a 2,8% (246 ricoverati), rispetto alla settimana precedente (3,2% al 27 dicembre 2023). I tassi di ospedalizzazione e mortalità, viene rilevato nel monitoraggio, aumentano con l’età, presentando i valori più elevati nella fascia d’età 90+ anni; anche il tasso di ricovero in terapia intensiva aumenta con l’età. L’incidenza settimanale dei casi diagnosticati e segnalati risulta in diminuzione nella maggior parte delle Regioni e Province.

L’incidenza più elevata è stata riportata nella Regione Lazio (128 casi per 100.000 abitanti) e la più bassa in Sicilia (6 casi per 100.000 abitanti). Le reinfezioni sono al 43% circa, in lieve diminuzione rispetto alla settimana precedente. Per quanto riguarda le varianti, alla data della più recente indagine rapida condotta dall’11 al 17 dicembre 2023, JN.1 (discendente di BA.2.86) è predominante, con una prevalenza nazionale stimata pari a 38,1%. Si conferma, inoltre, se pur con valori di prevalenza in diminuzione, la co-circolazione di ceppi virali ricombinanti riconducibili a XBB, ed in particolare alla variante d’interesse EG.5 (prevalenza nazionale stimata pari a 30,6%).

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In Spagna torna mascherina contro boom virus respiratori e Covid

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Un appello al “buon senso” e la raccomandazione “ad avere sempre a portata di mano la mascherina” da indossare negli ambienti affollati o sui trasporti pubblici è stato lanciato oggi dalla ministra spagnola di Sanità, Monica Garcia, a causa del “notevole aumento” di virus respiratori registrati negli ultimi giorni, che hanno già portato in emergenza numerosi centri di salute e servizi di pronto soccorso ospedalieri. In una dichiarazione alla tv nazionale Rtve, Garcia ha fatto riferimento all’incidenza attuale di virus respiratori “di 1.000 casi per 100.000 abitanti”, secondo il rapporto settimanale dell’Istituto Carlos III di riferimento.

“Il tasso di ricoveri, nonostante il lieve aumento, si mantiene basso, sotto i 30 casi per 100.000 abitanti”, ha aggiunto, ma “è prevedibile che continuerà a intensificarsi nei prossimi giorni”. La ministra ha convocato per lunedì il Consiglio interterritoriale del Sistema sanitario nazionale di salute, per “unificare i criteri per “affrontare i picchi di virus respiratori”, dopo che regioni come la Catalogna e la Comunità Valenziana hanno ripristinato da oggi l’obbligo di mascherina in ospedali, centri sanitari e residenze di anziani.

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