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Artemis II partita: missione verso la Luna con equipaggio, ritorno umano dopo 54 anni

Lanciata Artemis II, la missione NASA che riporta l’uomo verso la Luna dopo oltre mezzo secolo. A bordo quattro astronauti per un volo di test di 10 giorni.

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È partita la missione Artemis II, segnando il ritorno dell’uomo verso la Luna a 54 anni dalla fine del programma Apollo program. Il razzo Space Launch System è decollato regolarmente, portando la capsula Orion in direzione dell’orbita lunare.

L’equipaggio e il valore storico

A bordo quattro astronauti: il comandante Reid Wiseman, insieme a Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen.

La missione ha anche un forte valore simbolico: Glover è il primo uomo afroamericano a spingersi oltre l’orbita terrestre, Koch la prima donna a orbitare intorno alla Luna, mentre Hansen è il primo astronauta non statunitense a partecipare a una missione lunare di questo tipo.

Le fasi del lancio

Circa otto minuti dopo il decollo, i motori del primo stadio si sono spenti, consentendo la separazione dallo stadio superiore.

Subito dopo, la navetta Orion ha dispiegato i quattro pannelli solari, iniziando a produrre energia per i sistemi di bordo e proseguendo la navigazione nello spazio con l’equipaggio a bordo.

Le manovre in orbita terrestre

La missione prevede una serie di manovre progressive.

Dopo circa 49 minuti dal lancio, il motore si riaccenderà per portare la navetta al perigeo, a circa 160 chilometri dalla Terra. Un’ulteriore accensione, circa un’ora più tardi, consentirà di raggiungere un’orbita ellittica più alta, dove Orion resterà per circa 23 ore.

Questa fase servirà agli astronauti per testare i sistemi della navetta.

Test operativi e guida manuale

Una parte centrale della missione sarà la cosiddetta “dimostrazione di operazioni di prossimità”.

Gli astronauti piloteranno manualmente Orion per circa due ore, verificando le capacità operative del veicolo in vista delle future missioni con allunaggio.

Il ruolo europeo nella missione

La navetta è alimentata anche grazie a un modulo costruito dall’Agenzia Spaziale Europea, confermando il carattere internazionale del programma Artemis.

Artemis II rappresenta un passaggio cruciale: una missione di test con equipaggio che prepara il ritorno stabile dell’uomo sulla Luna nei prossimi anni.

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Economia

Fisco, Agenzia delle Entrate punta sull’adempimento collaborativo: “Assunti 300 funzionari”

Il direttore dell’Agenzia delle Entrate Vincenzo Carbone annuncia l’assunzione di 300 funzionari dedicati all’adempimento collaborativo. Il sistema di cooperative compliance, nato per le multinazionali, viene ora esteso anche ad altri contribuenti, con Milano e Roma al centro del nuovo modello operativo del fisco italiano.

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L’Agenzia delle Entrate rafforza il modello di dialogo preventivo tra fisco e contribuenti. A confermarlo è stato il direttore Vincenzo Carbone intervenendo al convegno dedicato a “L’evoluzione dei rapporti tra fisco e contribuenti e il ruolo del Codis”.

“Sull’adempimento collaborativo abbiamo investito tanto”, ha spiegato Carbone, annunciando che sono già stati assunti 300 funzionari destinati specificamente a questa attività.

Possibili nuove assunzioni

Il direttore dell’Agenzia non ha escluso ulteriori rafforzamenti dell’organico.

“Non escludo che ne possano essere assunti altri mano a mano che l’istituto andrà avanti”, ha aggiunto, lasciando intendere che il sistema di cooperative compliance è destinato a crescere ulteriormente.

Non solo grandi multinazionali

Secondo Carbone, il modello di adempimento collaborativo non riguarda più esclusivamente i grandi gruppi internazionali.

“Non è più un istituto destinato solo ai grandi gruppi multinazionali ma anche ad altri soggetti”, ha precisato.

L’obiettivo dell’Agenzia è quello di incentivare un rapporto più trasparente e preventivo con imprese e contribuenti, riducendo il contenzioso fiscale.

Milano tra i poli strategici

Il direttore ha inoltre evidenziato il ruolo centrale di Milano nel nuovo assetto operativo dell’Agenzia.

La città, insieme a Roma, ospita infatti uno dei due uffici specializzati dedicati proprio all’adempimento collaborativo.

Un nuovo modello di rapporto tra Stato e contribuenti

L’intervento di Carbone conferma la linea del fisco italiano orientata a rafforzare strumenti di compliance preventiva e cooperazione con il contribuente, in una logica di maggiore certezza fiscale e minore conflittualità.

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Economia

Leonardo, Roberto Cingolani lascia: accordo consensuale e indennità da oltre 4,4 milioni

Nel comunicato finale, Leonardo ringrazia Roberto Cingolani “per il prezioso contributo fornito alla crescita del Gruppo” e gli rivolge “i migliori auguri” per il futuro professionale.

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Leonardo ha comunicato ufficialmente la cessazione dell’incarico del professor Roberto Cingolani come amministratore delegato e direttore generale del gruppo.

Il mandato si è concluso dopo tre anni, dal 9 maggio 2023 al 7 maggio 2026.

La società ha spiegato che il Consiglio di amministrazione, nelle riunioni del 5 e 7 maggio, ha dato attuazione alle procedure previste dalla politica sulle remunerazioni approvata dall’assemblea degli azionisti.

Accordo consensuale e indennità milionaria

Leonardo ha precisato di avere perfezionato con Cingolani un accordo di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro dirigenziale.

L’intesa prevede il riconoscimento di una indennità complessiva lorda pari a 4 milioni 483 mila 250 euro, equivalente a 24 mensilità di retribuzione fissa e variabile di breve termine.

L’importo sarà erogato entro luglio 2026.

Incentivi mantenuti pro quota

Nel comunicato si specifica inoltre che l’ex amministratore delegato manterrà i diritti collegati ai sistemi di incentivazione già assegnati, calcolati pro-rata temporis fino alla data di cessazione del rapporto.

L’effettiva erogazione resterà comunque subordinata alla verifica del raggiungimento degli obiettivi di performance previsti.

Nessun patto di non concorrenza

Leonardo evidenzia anche che non è previsto alcun vincolo di non concorrenza successivo alla cessazione dell’incarico.

Di conseguenza, non sarà corrisposto alcun compenso aggiuntivo a tale titolo.

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Esteri

Trump vola in Cina: incontro con Xi Jinping tra Iran, Taiwan e guerra commerciale

Donald Trump sarà in Cina dal 13 al 15 maggio per una visita ufficiale confermata da Pechino. Il presidente americano incontrerà Xi Jinping per discutere di Iran, Taiwan e rapporti commerciali tra Stati Uniti e Cina in una fase delicata degli equilibri geopolitici mondiali.

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Donald Trump sarà in Cina dal 13 al 15 maggio per una visita di Stato ufficiale su invito del presidente cinese Xi Jinping. L’annuncio è arrivato direttamente dal ministero degli Esteri di Pechino, che ha confermato il viaggio del leader americano in un momento particolarmente delicato per gli equilibri geopolitici mondiali.

Sul tavolo Iran, commercio e Taiwan

Secondo quanto trapela, i colloqui tra Trump e Xi dovrebbero concentrarsi soprattutto su tre dossier strategici: la crisi con l’Iran, i rapporti commerciali tra Washington e Pechino e la questione di Taiwan.

La visita arriva infatti mentre restano alte le tensioni internazionali sul Medio Oriente e sulle rotte energetiche, con particolare attenzione allo Stretto di Hormuz.

La nuova fase dei rapporti Usa-Cina

Il viaggio rappresenta anche un passaggio politico simbolico nei rapporti tra Stati Uniti e Cina.

Dopo mesi di tensioni economiche e diplomatiche, Washington e Pechino sembrano intenzionate a mantenere aperto un canale di dialogo diretto.

Restano però profonde divergenze sia sul piano commerciale sia sugli equilibri strategici nell’Indo-Pacifico.

Taiwan resta il nodo più delicato

Tra i temi più sensibili ci sarà inevitabilmente la situazione di Taiwan.

Pechino considera l’isola parte integrante della Cina e guarda con crescente preoccupazione ai rapporti tra Taipei e Washington.

Gli Stati Uniti continuano invece a sostenere militarmente e politicamente Taiwan, pur mantenendo formalmente la linea della “One China Policy”.

Iran e sicurezza internazionale

L’incontro potrebbe avere un peso importante anche sulla crisi iraniana.

Negli ultimi mesi sia Washington sia Pechino hanno intensificato le rispettive iniziative diplomatiche attorno al dossier nucleare e alle tensioni nel Golfo Persico.

La Cina resta uno dei partner economici più importanti dell’Iran e un interlocutore centrale negli equilibri regionali.

Un vertice osservato dal mondo

La visita di Trump in Cina sarà seguita con attenzione dalle principali cancellerie internazionali.

L’incontro tra i due leader potrebbe infatti incidere non solo sui rapporti bilaterali, ma anche sugli assetti economici globali, sui mercati energetici e sulle future dinamiche strategiche tra Oriente e Occidente.

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