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Tecnologia

Artemis II, giorno storico: astronauti verso il record di distanza dalla Terra

La missione Artemis II verso la Luna segna un nuovo record: astronauti oltre i 400mila km dalla Terra. Tutte le fasi del sorvolo lunare.

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È la giornata chiave per la missione Artemis II, con il passaggio ravvicinato alla Luna e il tentativo di stabilire un nuovo record storico di distanza dalla Terra raggiunta da esseri umani.

Intorno alle 7 del mattino italiane, gli astronauti della NASAReid Wiseman, Victor Glover e Christina Koch — insieme a Jeremy Hansen della Canadian Space Agency, hanno eseguito l’ultima manovra per perfezionare la traiettoria della navetta Orion.

L’ingresso nell’influenza lunare

Alle 18:41 italiane Orion entrerà nella cosiddetta sfera di influenza della Luna: da quel momento la gravità lunare diventerà dominante nella traiettoria della navetta.

La giornata è scandita da operazioni tecniche e verifiche, tra cui il test delle tute pressurizzate e il continuo coordinamento con il centro di controllo di Houston.

Il record e il sorvolo della Luna

Alle 19:56 è previsto il superamento del precedente record di distanza dalla Terra, pari a 400mila chilometri, stabilito nel 1970 dalla missione Apollo 13.

Alle 20:45 inizierà il sorvolo della superficie lunare con l’avvio delle osservazioni scientifiche.

Durante il passaggio dietro la Luna, le comunicazioni con la Terra si interromperanno per circa 40 minuti. Proprio in questa finestra, alle 1:02 italiane di martedì 7 aprile, è previsto il punto di massimo avvicinamento al suolo lunare, a circa 6.550 chilometri.

Cinque minuti dopo, Orion dovrebbe stabilire il nuovo record assoluto di distanza dalla Terra, raggiungendo i 405mila chilometri.

Comunicazioni, eclissi e rientro dal sorvolo

Alle 1:25 è prevista la ripresa delle comunicazioni con la Terra. Alle 2:35 gli astronauti assisteranno a un’eclissi, con la Luna che si posizionerà davanti al Sole.

Il sorvolo lunare si concluderà alle 3:20, segnando una delle fasi più importanti della missione.

Un passo verso il ritorno umano sulla Luna

La missione Artemis II rappresenta un passaggio cruciale nel programma di ritorno dell’uomo sulla Luna, testando sistemi, traiettorie e capacità operative in vista delle future missioni con allunaggio.

Una giornata storica, che riporta l’esplorazione umana nello spazio profondo ai livelli delle grandi missioni del passato, con nuovi obiettivi scientifici e tecnologici.

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In Evidenza

Nasce Ivory, il social italiano che punta su contenuti verificati e qualità

Arriva Ivory, il social nato in Italia che punta su identità verificata e contenuti di qualità. Obiettivo: contrastare fake news e viralità senza controllo.

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Si chiama Ivory ed è il nuovo social network ideato per valorizzare contenuti verificati e competenze, con apertura al pubblico prevista dal 30 aprile.

Tra i fondatori Uel Bertin e Adam Nettles, che hanno sviluppato il progetto partendo dall’esigenza di creare uno spazio digitale più affidabile e orientato alla conoscenza.

Identità verificata e livelli di competenza

Uno degli elementi distintivi della piattaforma è la distinzione tra utenti verificati e non verificati.

I primi dovranno certificare la propria identità, mentre i secondi potranno accedere ai contenuti senza interagire.

All’interno degli utenti verificati è prevista una ulteriore classificazione basata sulle competenze: livello base, avanzato e accademico, con l’obiettivo di valorizzare contributi qualificati.

Algoritmo e contenuti: meno viralità, più valore

Ivory propone un algoritmo che privilegia la qualità rispetto alla viralità.

L’idea è quella di incentivare contenuti informati e approfonditi, superando le logiche dei social tradizionali, dove spesso la visibilità è legata più all’impatto immediato che alla sostanza.

Le “Torri d’avorio” e il modello peer review

Le conversazioni saranno organizzate in aree tematiche chiamate “Torri d’avorio”, ispirate a comunità accademiche e forum specialistici.

Il sistema di valutazione dei contenuti si basa su meccanismi simili alla revisione tra pari, con feedback degli utenti che contribuiscono alla credibilità dei contributi.

Un modello tra apertura e selezione

Il progetto punta a creare uno spazio inclusivo ma al tempo stesso orientato alla qualità.

Secondo i promotori, non si tratta di escludere, ma di incentivare un approccio più consapevole alla partecipazione online, basato sull’apprendimento e sull’approfondimento.

Privacy, Europa e modello economico

Ivory nasce con un’impostazione conforme al GDPR e con l’ambizione di inserirsi nel dibattito su una maggiore autonomia digitale europea.

La piattaforma prevede pubblicità mirata ma senza condivisione dei dati con terze parti né monitoraggio invasivo del tempo trascorso online.

Obiettivo: informazione e conoscenza

Tra gli sviluppi futuri, anche la possibilità di pubblicare e distribuire articoli scientifici, con un sistema di revisione affidato a esperti del settore.

Ivory si propone così come un esperimento nel panorama dei social network, con l’obiettivo dichiarato di riportare al centro informazione, competenza e qualità dei contenuti.

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In Evidenza

Nasce Q-Sud: primo computer quantistico distribuito tra Napoli, Salerno e Bologna

Al via Q-Sud, primo computer quantistico europeo distribuito tra Napoli, Salerno e Bologna. Investimento da 20 milioni con fondi Pnrr.

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Prende forma il progetto Q-Sud, il primo computer quantistico europeo delocalizzato, con nodi operativi tra Napoli, Salerno e Bologna.

L’iniziativa, del valore di circa 20 milioni di euro, è stata annunciata dal coordinatore scientifico del National Quantum Science and Technology Institute, Fabio Beltram, durante il congresso nazionale in corso a Napoli.

Un salto tecnologico strategico

Il progetto punta a collegare infrastrutture quantistiche già esistenti con il centro di calcolo del Cineca, dove opera anche il supercomputer Leonardo.

L’obiettivo è sfruttare la computazione quantistica per risolvere in poche ore problemi oggi irrisolvibili in tempi accettabili con i sistemi tradizionali.

Il ruolo del Pnrr e la roadmap

Q-Sud rientra nella strategia nazionale finanziata con risorse del Pnrr per lo sviluppo delle tecnologie quantistiche.

Secondo Beltram, il sistema è ormai operativo e pronto a entrare nella fase applicativa, con nuovi progetti previsti nel triennio 2026-2028.

Verso l’industrializzazione del quantum

Dal governo arriva l’invito a trasformare i risultati scientifici in applicazioni concrete.

Il sottosegretario Alessio Butti ha sottolineato la necessità di passare dalla ricerca all’industrializzazione, puntando su cooperazione e sviluppo di filiere produttive.

Rete scientifica e progetti europei

Il network NQSTI si amplia con l’ingresso di nuovi enti di ricerca e università, rafforzando il sistema italiano nel settore.

Tra le iniziative collegate, la partecipazione al progetto europeo Spins nell’ambito del Chips Act e alla European Quantum Academy per la formazione.

Un settore in crescita

Il lancio di Q-Sud conferma il posizionamento dell’Italia in un ambito tecnologico considerato strategico a livello globale.

La sfida sarà ora trasformare le potenzialità della ricerca quantistica in vantaggi competitivi per il sistema economico.

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Tecnologia

Google lancia “AI works for Italy”: formazione e competenze per evitare il ritardo sull’intelligenza artificiale

Google Italia avvia “AI works for Italy”: formazione gratuita per studenti e lavoratori. L’obiettivo è colmare il ritardo sulle competenze AI.

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L’intelligenza artificiale come leva strategica per la crescita del Paese. È questo il senso del progetto “AI works for Italy”, lanciato da Google e illustrato da Melissa Ferretti Peretti (nella foto).

L’iniziativa nasce con un obiettivo chiaro: sviluppare competenze sull’AI tra studenti universitari prossimi all’ingresso nel mondo del lavoro e tra i professionisti già attivi.

Investimenti e formazione gratuita

Il progetto prevede una dotazione iniziale di 2 milioni di dollari per formare gratuitamente almeno 13 mila studenti all’ultimo anno di università.

La fase iniziale coinvolgerà tre atenei italiani: Università Roma Tre, Università di Salerno e Università di Sassari.

Accanto alla formazione universitaria, sono previsti corsi intensivi dedicati ai lavoratori, con l’obiettivo di colmare il divario tra domanda e offerta di competenze.

Il gap italiano sulle competenze

Secondo i dati citati da Google, un annuncio di lavoro su cinque in Italia richiede competenze legate all’intelligenza artificiale, mentre il 74% delle imprese fatica a reperirle.

Il ritardo è evidente anche nell’adozione: negli Stati Uniti circa il 40% dei lavoratori utilizza l’AI, in Italia la percentuale si ferma al 17%.

Ancora più marcato il divario tra grandi aziende e piccole e medie imprese: il 60% delle grandi imprese ha avviato progetti AI, contro appena il 15% delle Pmi.

Il rischio di restare indietro

L’impatto economico potenziale è rilevante. Secondo le stime, l’intelligenza artificiale potrebbe generare per l’Italia un incremento del Pil dell’8,5% in dieci anni, pari a 150-170 miliardi di euro.

Un ritardo di cinque anni nell’adozione ridurrebbe drasticamente questo beneficio, fino a circa 30 miliardi. Da qui l’urgenza di accelerare.

Strategia di Paese e ruolo delle imprese

Il messaggio è chiaro: serve una strategia nazionale. La formazione sulle competenze digitali deve coinvolgere scuola, università, imprese e istituzioni.

Per le Pmi, l’indicazione è pragmatica: analizzare i processi interni, investire nella formazione e adottare un approccio sperimentale, misurando l’impatto delle nuove tecnologie.

Educazione digitale e responsabilità

Sul fronte dell’uso delle piattaforme, YouTube viene indicata come ambiente di intrattenimento e apprendimento, con strumenti dedicati alla tutela dei minori.

Il tema della formazione resta centrale: sviluppare competenze digitali e consapevolezza è considerato essenziale per gestire opportunità e rischi della trasformazione tecnologica.

Una sfida aperta

L’intelligenza artificiale rappresenta una delle principali sfide per il sistema economico italiano. Il progetto di Google si inserisce in questo contesto, ma da solo non basta.

La partita si giocherà sulla capacità del Paese di costruire un ecosistema diffuso di competenze, evitando che il divario tecnologico si trasformi in un divario sociale.

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