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Arriva la App “Io” per accedere a tutti i servizi della Pubblica amministrazione, è una bella idea ma…

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 L’app Io, che punta ad essere un passepartout per i servizi della pubblica amministrazione, si puo’ scaricare dagli store online. Dopo un lungo lavoro, partito ufficialmente quasi due anni fa, e’ possibile effettuare il download dell’applicazione sullo smartphone. Lettere bianche su sfondo blu, un solo bottone digitale per accedere potenzialmente a tutti i servizi della Pa. Dal pagamento delle tasse, all’iscrizione scolastica, ai risultati dell’analisi del sangue. Al momento, pero’, il numero delle amministrazioni allacciate a Io e’ limitato e lo stesso vale per i servizi attivi. Tecnicamente, infatti, la fase di sperimentazione non e’ terminata. Ma il governo ha voluto rispettare la tempistica annunciata. La ministra dell’Innovazione, Paola Pisano, aveva parlato di aprile come mese candidato al debutto, nonostante ora l’attenzione, vista l’emergenza innescata dal Coronavirus, verta su altro. Tuttavia Io potrebbe risultare quanto mai utile proprio nella fase due, di riapertura graduale del Paese. L’app e’ pronta ad accogliere qualsiasi tipo di servizio Pa.

E, da quanto si apprende, si sta valutando di agganciare all’applicazione anche funzionalità anti Sars-Cov-2. Già da qualche tempo, per esempio, si studia la possibilità  di digitalizzare l’auto-certificazione per gli spostamenti. Pratica su cui, ovviamente, vigila il Viminale. Nulla a che vedere con l’app Immuni, volta al cosiddetto ‘data tracing’, ovvero alla ricostruzione della catena dei possibili contagi. Nei giorni scorsi si e’ parlato, poi, di un’app dedicata specificatamente al trasporto pubblico. La task force dei 74 esperti insediata da Pisano sta anche studiando un’app di telemedicina. Insomma il prossimo futuro si preannuncia ricco di app. Ma Io è destinata a sopravvivere, come cassetto digitale omnibus. “Una unica app per poter far tutto”, riassume la viceministra all’Economia, Laura Castelli, definendo l’arrivo di Io una “rivoluzione”. Ora pero’, ammette, c’e’ “tanto lavoro da fare”. Commenta la novita’ anche la dem Marianna Madia, ex ministro della Pa, che raccomanda l’impegno di tutte le amministrazioni ad aumentare i servizi disponibili, ricordando che si tratta di un progetto nato sotto la precedente legislatura, quando Diego Piacentini guidava il team per la trasformazione digitale. Le Regioni apripista sono quattro. A livello nazionale c’e’ l’Aci. Tra i Comuni, oltre a quelli ‘pilota’, ci sono grandi citta’ come Roma, Milano e Torino. C’e’ chi manda l’alert sulla Tari, chi permette l’iscrizione all’asilo nido, chi ha avviato il servizio multe. Quanto ai singoli, per accedere basta lo Spid o la carta d’identita’ elettronica, che ormai dovrebbero avere in milioni.

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Olimpiadi salve, approvato il decreto per l’autonomia del Coni

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Sembra scongiurato il pericolo di una mancata partecipazione dell’Italia alle Olimpiadi paventato a causa della mancata autonomia del nostro Comitato Olimpico Nazionale. Infatti il consiglio dei ministri di questa mattina, riunitosi sotto la presidenza di Giuseppe Conte ha approvato un decreto-legge recante misure urgenti in materia di organizzazione e funzionamento del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) su proposta dello stesso Conte e del ministro per le Politiche giovanili e lo Sport Vincenzo Spadafora. È stato l’ultimo atto proposto e firmato dal presidente del Consiglio Conte prima di consegnare le dimissioni nelle mani del Capo dello Stato.

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De Magistris: “Palamara ricostruisce una pagina buia della magistratura”

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“Cosa leggo nelle dichiarazioni di Palamara? Una confessione. E’ la ricostruzione che io e pochi altri facciamo da oltre 10 anni: io sono stato volutamente fatto fuori perché facevo indagini non gradite al sistema che era dentro lo Stato”. Così il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, ex pm, commenta i passaggi del libro-intervista di Alessandro Sallusti a Luca Palamara in cui l’ex presidente dell’Anm, radiato dall’ordine giudiziario, ricostruisce le vicende legate all’inchiesta Why Not. “E’ una ferita che si riapre ogni volta e che nulla potrà rimarginare – spiega de Magistris – ma leggendo Palamara ho provato un sentimento di soddisfazione, anche di sollievo. Non era un passaggio scontato che chi era intraneo a quel ‘sistema’ sostanzialmente confessasse. Non me l’aspettavo. Credo che sia un elemento importante per ricostruire credo una delle pagine più buie della storia recente della Magistratura. E’ come se fosse un’opportunità non per me, perché da quel punto di vista non ne ho più, ma per la Magistratura stessa”. La ricostruzione dei fatti fornita da Palamara, “al netto di alcune imprecisioni e inesattezze che leggo”, corrisponde a quella dell’ex magistrato napoletano: “Per me non ci sono novità, se non che devo dare atto a Palamara di aver sostanzialmente confessato. Il che non è un fatto politico, è un fatto che assume a mio avviso anche una rilevanza di natura penale. Chi mi ha fatto fuori non è un cittadino di strada, ma parliamo del ‘sistema’ che ha dimostrato, come lui disse, di avere ‘gli anticorpi’. Il ‘sistema’ non tollerava che si potessero fare indagini su persone di quel ‘sistema’ e lì scattò il corto circuito istituzionale contro di noi, che vedeva nel vertice il Presidente della Repubblica, il vicepresidente del Csm, lo stesso Csm, con l’avallo dell’Anm guidata da Palamara e Cascini. Questo era il vertice, poi quelli che si muovevano sotto erano diversi, alcuni dei quali tra l’altro coinvolti in indagini all’epoca e ancora qualche settimana o mese fa. E’ un sistema, non stiamo parlando di opinioni o di politica. Finalmente mi sembra che da un soggetto intraneo, da una persona che ha fatto parte di quell’operazione, venga una sostanziale confessione di quello che in tanti avevamo pensato, in pochi hanno detto, e per cui io ho pagato il prezzo più alto”.
Alla domanda se la versione di Palamara possa rappresentare una sorta di risarcimento morale, de Magistris risponde: “Sono 12 anni che aspetto di essere risarcito quantomeno moralmente, perché ormai cosa è avvenuto è chiaro: io ho rispettato la Costituzione, l’autonomia della magistratura e l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, altri l’hanno tradita. E il tradimento alto è venuto soprattutto da chi mi doveva tutelare: i miei capi, il Csm, addirittura il Presidente della Repubblica. Qualcuno oggi mi chiederà scusa? Speriamo, le persone sono cambiate. Sarebbe bello da un punto di vista istituzionale se il Csm, la magistratura associata, ammettessero degli errori che tra l’altro non sono personali perché, tranne qualcuno, le persone sono in gran parte cambiate. Dire ‘abbiamo sbagliato, abbiamo perso 10 anni’, non sarebbe una vittoria di de Magistris, perché io da un punto di vista morale ho già vinto, ma – conclude – sarebbe una vittoria delle istituzioni che sono più forti e credibili quando sanno riconoscere un errore”.

 

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Conte sale al Quirinale per dimettersi e sperare nel reincarico

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Dopo oltre 500 giorni, il governo Conte 2 é arrivato al capolinea: il premier ha riunito i ministri per formalizzare il passo indietro. Alle ore 12 salira’ al Quirinale per dimettersi. La crisi al buio, dopo oltre un mese di tensioni fortissime, e’ aperta e ora tocchera’ al presidente della Repubblica Mattarella sbrogliare una matassa intricatissima. Il calendario delle consultazioni non e’ ancora noto ma il Capo dello Stato dovrebbe cominciare ad ascoltare le forze politiche a partire da domani pomeriggio. Appoggio s Giuseppe Conte dalle delegazioni Pd-M5s-Leu, Franceschini: ‘salvare la prospettiva di un’alleanza riformista’.

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