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Arriva il nuovo film dedicato a Crudelia Demon che stavolta è un’aspirante stilista

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“Gli occhi dei felino Predator…..”
Quanti di noi abbiamo amato e odiato Crudelia Demon amato per il suo charme e odiata per la sua ossessione verso i cani.  E quanto abbiamo amato i 101 cuccioli bianchi e neri che cercavano salvezza… Ecco che finalmente arriva il nuovo film dedicato alla super cattiva della Disney, Crudelia Demon, che si spera di vedere il prossimo maggio al cinema o su Disney Plus. Questo personaggio lo abbiamo conosciuto per la prima volta in versione cartone nel 1961 e nei film del 1996 e 2000 dove a vestire i panni di Crudelia c’era Glenn Close; in quest’ ultimo prodotto il testimone lo raccoglie Emma Stone. Tutti i fan della dell’attrice sono letteralmente impazziti e non vedono l’ora di vedere questa pellicola .

 

Nelle prime immagini del film che abbiamo potuto vedere nel trailer lo scenario è una Londra un po’ Dark degli anni ’70 dove una ragazza con capelli rossi cerca di sfondare nel mondo della moda. Si presenta come aspirante stilista, pronta a tutto per tutto per realizzare il suo sogno fino a prendere un’ ossessione tossica e malata verso la pelle di cane. Questo film non è il classico live-action tratto dal ‘cartone’, ma ci aiuta a comprendere le origini del personaggio.

I film è diretto da Craig Gillespie, regista di Lars e una ragazza tutta sua (2007) e il più recente Tonya (2017), incentrato sulla controversa pattinatrice sul ghiaccio Tonya Harding, che ricevette tre candidature agli Oscar. Nel cast oltre alla Emma Stone, Emma Thompson, Mark Strong, Joel Fry, Dev Patel, Kirby Howell-Baptiste, Emily Beecham e Paul Walter Hauser.

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Garrone presenta Gomorra new edition: non è la solita serie tv ma…

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Gomorra, il film di Matteo Garrone che vinse al festival di Cannes il Gran Premio della Giuria nell’anno magico 2008, in cui sulla Croisette passeggiarono orgogliosi Roberto Saviano con scorta al seguito, Paolo Sorrentino che con Il Divo vinse il Premio della giuria e un inarrivabile Toni Servillo protagonista di entrambi, è un capolavoro. E questo è noto, non a caso è stato tra le opere italiane piu’ premiate. Ma passati 13 anni “non e’ invecchiato di un giorno, e’ ancora tanto contemporaneo”. Il regista, che con le due nomination tecniche (Trucco e costumi) e’ in gara agli Oscar con l’ultimo Pinocchio, riflette su quel film che gli ha cambiato la vita sotto tanti punti di vista. E si e’ dato una missione: “Far conoscere ai ragazzi il film, che non e’ la serie tv omonima che tanto amano”, dice con il sorriso presentando Gomorra New Edition, una nuova edizione in onda su Rai3 in prima serata venerdi’ 16 aprile e poi su RaiPlay e disponibile in dvd e blu-ray dal 14 aprile, distribuita da Eagle Pictures per 01 Distribution. Per i giovani Gomorra e’ Ciro e Genny, Schianel e Imma Savastano, che ne sanno loro del sarto (Salvatore Cantalupo, purtroppo scomparso) che insegna ai cinesi a falsificare il made in Italy, di Maria che riceve la ‘mesata’ alle Vele di Scampia, di Franco (Servillo) che con i rifiuti tossici del Nord avvelena la terra dei Fuochi, di Marco (Marco Macor) e Pisellino (Ciro Petrone), due ragazzini con il mito di Scarface che pensano di poter fare in proprio senza i casalesi e finiscono sottoterra. Una storia che ogni volta mette i brividi. “Mi fermano per strada – racconta Garrone – e mi fanno i complimenti per la serie”. Poi la curiosita’: “ho rivisto il film con mio figlio adolescente, non capiva bene di cosa si trattava, era molto colpito, attratto e spiazzato. Da li’ l’idea di una nuova edizione, di far rivivere Gomorra per un nuovo pubblico, riscoprendo scena dopo scena la sua attualita’ e al tempo stesso eternita’: dentro Gomorra – risponde all’ANSA – ci sono temi essenziali e universali, l’infanzia violata, i conflitti, la difficolta’ del vivere, la violenza che ci circonda. Gomorra e’ una grande fiaba nera con una grande potenza visiva, un realismo che sconfina nella fantascienza, ma invece e’ realta’ come quella che vivono i ragazzini aspiranti camorristi che non hanno consapevolezza fino in fondo, sono persino ingenui. E poi su tutto l’umanita’ a volte disumana dei suoi personaggi. Gomorra e’ un archetipo, emoziona qualsiasi spettatore perche’ i temi ci sono vicini sempre”. Merito del romanzo di Saviano, “ringrazio ancora Fandango per avermi dato l’opportunita’ di farne un film”. Cosi’ Garrone si e’ rimesso al lavoro: “Ho inserito cartelli di spiegazione all’inizio di ognuno dei 5 racconti per rendere piu’ comprensibile il film, ho inserito inquadrature dei posti per contestualizzarlo meglio, ho rifatto 7 scene, fatto 50 tagli e scorciato il film di 10 minuti. Interventi fondamentali e al tempo stesso invisibili”. “E’ un film attualissimo”, sottolinea Paolo Del Brocco, ad di Rai Cinema, mentre Domenico Procacci di Fandango ha ricordato la nascita dell’opera. “Avevamo con la casa editrice Fandango in lettura la bozza di Saviano che attendeva risposte da vari editori. A noi piacque immediatamente, ma se lo aggiudico’ Mondadori, ma giocammo di vantaggio e appena possibile prendemmo i diritti di sfruttamento. A Garrone, che aveva fatto con noi l’Imbalsamatore, fu proposto, cosi’ e’ cominciato tutto”. E durante le riprese, sul set a Scampia, Garrone conobbe Nunzia De Stefano, “la madre di mio figlio” – con Nevia ha esordito con grandi apprezzamenti nel 2019 ndr – e dunque anche motivi personalissimi lo legano a Gomorra e a questi posti dove “mi sento a casa e dove prima di andare mi aspettavo di trovare cattivi e buoni, mentre la realta’ e’ molto meno netta”. Il futuro prossimo e’ un film ancora da trovare, una storia “di cui innamorarmi. Amo andare controcorrente, non escludo a priori di fare in futuro serie tv, ma per ora non se ne parla, ho voglia di fare film per il cinema e da cineasta spero nelle riaperture delle sale, amo vedere li’ i film, ho questa idea romantica”. All’epoca della progettazione del film Gomorra, Garrone con Domenico Procacci aveva parlato di farne una serie, “ma i tempi non erano maturi. Con il senno di poi avrei volentieri fatto un Gomorra 1 e Gomorra 2, girando senza pause quel viaggio all’interno di un mondo quasi in presa diretta, eravamo invisibili li’ dentro. Rimane dentro di me la sensazione di non aver potuto esplorare tanti altri temi del libro, la vicenda di Don Diana mi affascinava molto, come pure l’aspetto femminile della camorra”. Intanto il 25 aprile c’e’ l’appuntamento con gli Oscar: “Mi godo la felicita’ delle due nomination storiche – trucco e parrucco e costumi ndr – per un film italiano indipendente, senza piattaforma o major dietro, senza qualcuno che lo porti avanti ad Hollywood, qualcosa di veramente unico, bisogna andare indietro di 50 anni per un film italiano che riesca ad avere questo percorso” . Rimpianti per non essere stato selezionato dall’Italia? “In questo momento l’ultima cosa che mi metterei a fare e’ una polemica, non lo farei mai, sarebbe di pessimo gusto”. (

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Muccino “disconosce” il suo film hollywoodiano Butler e Biel

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Questo “e’ il mio film che disconosco. Girato in un clima orribile con i produttori, tra scene riscritte da loro la sera prima, un rapporto bellicoso con il protagonista, fu un vero incubo, una mediocrita’ annunciata e un malanno dell’anima dopo aver toccato il cielo con Will Smith”. Lo scrive in un post sul suo profilo ufficiale di Instagram Gabriele Muccino, pubblicando il poster di Playing for Keeps (Quello che so sull’Amore), la dramedy del 2012, girata negli Usa, con protagonista Gerald Butler. L’attore nel film e’ George, ex calciatore professionista che trova piu’ difficolta’ del previsto a rilanciarsi come cronista sportivo. Problemi professionali che si aggiungono a quelli personali, con l’ex moglie (Jessica Biel) che sta per risposarsi e con il figlio Lewis al quale George decide di dedicarsi di piu’ diventando allenatore della sua squadra di calcio.

Nel cast anche Uma Thurman, Catherine Zeta Jones, Dennis Quaid e Judy Greer. “Ci fu un giorno che decisi di mollare tutto – aggiunge Muccino, rispondendo nel post a Michela Andreozzi, che gli aveva chiesto se potendo tornare indietro, si sarebbe comportato allo stesso modo -. Urlai alla troupe e ai produttori che mi licenziavo e avrebbero dovuto cercarsi un altro regista. Vennero tutti a casa prima che ripartissi giurandomi che le cose sarebbero cambiate. Nulla cambio’, io restai e tutto deraglio’ inesorabilmente fino alla fine. Mi sono pentito spesso di non averlo fatto”.

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Oscar, nominations lunedì tra Nomadland e Notturno

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La corsa per gli Oscar entra nel vivo a chiusura dell’anno piu’ orribile di Hollywood: con due mesi di ritardo sul solito calendario, lunedi’ saranno annunciate le nominations e l’Italia spera in “Notturno” di Gianfranco Rosi. “Nomadland” con Frances McDormand e’ il favorito della vigilia, mentre le polemiche ai Golden Globes che hanno costretto la Hollywood Foreign Press a riformarsi in nome della diversita’, fanno si’ che le chance di vedere in finale donne e afro-americani siano oggi piu’ alte che mai. La categoria miglior regista potrebbe fare la storia dopo che ai Globes sono entrate in corsa Chloe Zhao di “Nomadland”, Emerald Farrell (“Promising Young Woman”) e Regina King (“One Night in Miami”) e alla fine ha vinto la cinese, seconda donna di sempre dopo Barbra Streisand. Zhao e Farrell sono in corsa anche per il premio della Dag, (Directors Guild of America) assieme a Lee Isaac Chung (“Minari”), David Fincher (“Mank”) e Aaron Sorkin (“The Trial of the Chicago 7”). Fino a dieci nomination sono in palio per il miglior film, il premio piu’ prestigioso: con “Nomadland”, “The Trial of the Chicago 7”, “Promising Young Woman”, “Minari” e “Mank” hanno la candidatura in tasca, visto il successo ottenuto finora in questa stagione dei premi, e potrebbero vedersela con “Borat Subsequent Moviefilm”, “Judas and the Black Messiah”, “Ma Rainey’s Black Bottom”, “One Night in Miami” e “Sound of Metal”, i candidati al premio dei produttori, mentre “The Father” e “The Mauritanian” sono piaciuti ai Bafta e l’Academy ha un nutrito gruppo di elettori britannici. Infine “Da Five Bloods”, candidato per il miglior cast dalla Screen Actors Guild. Il film di Spike Lee sul Vietnam potrebbe meritare una candidatura postuma a Chadwick Boseman, in corsa anche per “Ma Rainey”. Con lui potrebbero arrivare in finale altri attori afro-americani tra cui la co-star Viola Davis (“Ma Rainey”), Riz Ahmed (“Sound of Metal”), Leslie Odom Jr. (Sam Cooke in “One Night in Miami”) e Daniel Kaluuya di “Judas and the Black Messiah”, piu’ Delroy Lindo (“Da 5 Bloods”) e Andra Day, Globo d’oro a a sorpresa per “The United States vs Billie Holiday”. “Notturno” di Rosi e’ entrato nella shortlist dei documentari accanto a Laura Pausini per la miglior canzone originale (“Io Si”) di “La Vita Davanti a Se” di Edoardo Ponti che concorre anche per la colonna sonora di Gabriel Yared. Hanno un che di italiano anche le potenziali candidature del documentario a stelle e strisce “Truffle Hunters”, girato nelle Langhe e di cui Luca Guadagnino e’ executive producer, e di “Due” dell’italiano Filippo Meneghetti che la Francia ha portato tra i migliori film stranieri. Piu’ “Pinocchio” di Matteo Garrone grazie al make-up del britannico Mark Coulier. Una riflessione infine sulle piattaforme in streaming a chiusura di un anno in cui molti film, anziche’ uscire nelle sale, sono stati consumati tra le mura di casa: Neflix ne ha parecchi in gara per la categoria Best Picture tra cui “The Trial of the Chicago 7,” “Mank,” “Ma Rainey’s Black Bottom” e “Da 5 Bloods,” mentre Amazon punta su “One Night in Miami,” “Sound of Metal” e “Borat”. Ma anche per titoli come “Nomadland” e “Judas and the Black Messiah”, usciti in formato limitato al cinema, il grosso dell’audience e’ stato rispettivamente su Hulu e Hbo.

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