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Cronache

Arresto De Vito, indagato per corruzione anche Stefano Donnarumma: è l’amministratore delegato di Acea

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L’amministratore delegato di Acea, Stefano Donnarumma, e’ stato formalmente iscritto nel registro degli indagati nell’ambito dell’indagine che ha portato nei giorni scorsi all’arresto di Marcello de Vito, ex presidente dell’assemblea capitolina. L’accusa nei confronti di Donnarumma è di corruzione ed è legata a due sponsorizzazioni, da 25 mila euro ciascuna, che Acea fece per dei concerti di Natale nel 2017 e 2018 e che si tennero presso l’auditorium di via della Conciliazione.

“L’unica contestazione che viene rivolta” dalla Magistratura all’ad di Acea Stefano Donnarumma “riguarda due sponsorizzazioni, del valore di 25mila euro ciascuna, realizzate nel 2017 e nel 2018”. E’ quanto afferma l’azienda dopo l’iscrizione nel registro degli indagati dell’amministratore delegato di cui afferma “la totale estraneita’: le due sponsorizzazioni sono state decise dall’allora Presidente che aveva i poteri in materia”. “Volendo andare sul punto, l’azienda precisa che tra le varie deleghe che il Consiglio di Amministrazione ha attribuito all’ingegner Donnarumma non vi e’ mai stata quella riferita alle sponsorizzazioni, che invece, fin dall’insediamento dell’attuale CdA (3 maggio 2017), erano nella responsabilita’ della Presidenza”. “Successivamente, dal 21 giugno 2018 – spiega Acea – la competenza sulle sponsorizzazioni e’ stata attribuita ad un Comitato Esecutivo appositamente creato e presieduto da un consigliere indipendente espressione della minoranza. Un dato di fatto che il Gruppo ha portato subito all’attenzione delle Autorita’ inquirenti attraverso una dettagliata relazione consegnata gia’ nella serata di ieri. Tra la documentazione messa a disposizione degli investigatori c’e’ anche quella relativa proprio alle sponsorizzazioni oggetto dell’indagine” conclude l’azienda.

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Penne pistola, Kalashnikov, munizioni e droga per fare la guerra sequestrati a Caivano

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Un fucile kalashnikov e 2 caricatori pieni sono stati rinvenuti e  sequestrati dai carabinieri della tenenza di Caivano in un terreno incolto alle spalle del rione Gescal, zona popolare del comune a Nord di Napoli.
Il tutto era in un sacchetto di plastica nero nascosto tra le sterpaglie. Nel vano stenditoio di una palazzina del Parco Verde, invece, i militari hanno sequestrato una pistola a penna con matricola abrasa, 70 cartucce, 6 grammi circa di kobret, 2 microcamere e un bilancino elettronico.

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Traffico di sigarette, fermati cinque ucraini nello scalo di Capodichino

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I finanzieri della compagnia di Capodichino, congiuntamente a funzionari dell’Ufficio delle Dogane – S.O.T. Aeroporto Capodichino – hanno individuato all’interno dello scalo 5 cittadini di origine ucraina che trasportavano nei rispettivi bagagli personali complessivi chilogrammi 161,18 di sigarette di contrabbando di varie marche. In particolare, i finanzieri, a seguito di attenta analisi di rischio effettuata sui nominativi delle liste passeggeri provenienti non solo da località sensibili, ma anche da aeroscali nazionali collocati in modo nevralgico per raggiungere mete internazionali, tra i numerosi passeggeri in transito presso lo scalo aeroportuale campano, hanno posto attenzione a questi 5 cittadini ucraini appena giunti dalla capitale ucraina, Kiev.

Quest’ultimi, dopo il ritiro dei bagagli, si apprestavano frettolosamente all’uscita ma venivano fermati dai militari per dei controlli. Non fornendo convinte spiegazioni circa le motivazioni del transito e manifestando anomalo nervosismo nella circostanza, venivano sottoposti a controllo più approfondito, riscontrando così la presenza, all’interno dei rispettivi bagagli, di complessivikg 161,18 di sigarette di contrabbando.

I 5 responsabili sono stati denunciati con l’accusa di contrabbando di tabacchi lavorati esteri. Il materiale sequestrato e avviato alla distruzione.

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Cronache

Minacce a candidata sindaco del centrodestra a Vibo, si cerca responsabile

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Intimidazione nella tarda serata di ieri a Vibo Valentia ai danni della candidata a sindaco del centrodestra, Maria Limardo. Un uomo, al momento non identificato, si e’ presentato sotto casa della candidata, chiedendo di lei ed ha cominciato a dare in escandescenze nel momento in cui non e’ riuscito a parlare con la Limardo, che in quel momento non era nell’abitazione. Lo sconosciuto, a quel punto, ha iniziato a profferire frasi minacciose all’indirizzo della Limardo. Dopodiche e’ salito a bordo di un furgone e si e’ allontanato. Maria Limardo, che di professione fa l’avvocato, ha appreso la notizia da un parente che ha assistito alla scena. Sulla vicenda sono in corso le indagini delle forze dell’ordine, che stanno visionando le immagini riprese dalle telecamere del sistema di sorveglianza. “Sono sconvolta – ha commentato la candidata a sindaco – fortunatamente non mi trovavo in casa in quel momento. Tutto questo testimonia il clima pesante che si vive in citta’ da settimane, con il tentativo in atto di danneggiare la mia persona e la coalizione che mi sostiene”.

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