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Cronache

Arrestati padre e figlio gioiellieri di Castelvetrano, sono accusati di riciclaggio di beni di provenienza illecita

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I Finanzieri e i Carabinieri di Trapani hanno arrestato, in esecuzione del provvedimento di custodia cautelare ai domiciliari dal Gip di Marsala, i gioiellieri Tommaso Geraci, 64, e il figlio Antonino, 36 anni, indagati per riciclaggio e impiego di denaro, beni e utilità di provenienza illecita oltre che per false fatturazioni con conseguente evasione d’imposta. Ai due indagati, che sono di Castelvetrano, sono stati sequestrati anche beni. Le indagini di Carabinieri e Finanzieri, coordinati dalla Procura di Marsala – dice una nota degli investigatori – hanno permesso di svelare l’esistenza di una diffusa e penetrante attività illecita, volta al riciclaggio e al reimpiego di notevoli quantita’ di oro di provenienza illecita. Sono indagate anche altre 13 persone.

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Cronache

Roberto e Margherita, le vite travolte alla Vela

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I loro volti sorridenti fanno da tristissimo contrasto alla tragedia di Scampia. Roberto Abbruzzo, 29 anni e Margherita Della Ragione, di 35 anni, sono le vittime del crollo del ballatoio. Sui social amici e parenti fanno a gara a far rimbalzare le immagini che li ritraggono in momenti di spensieratezza. Roberto faceva il macellaio. Era molto conosciuto nel quartiere. Sposato, aveva una figlia piccola. “Era un bravissimo ragazzo, un grande lavoratore, si sacrificava per portare avanti la famiglia”, racconta commosso un giovane che lo conosceva mentre davanti alla Vela Celeste c’è un andirivieni di parenti della vittima rimasti senza parole. Sgomento anche per Margherita, che era la zia di Roberto e che ieri sera era andata a trovare il giovane insieme con i propri figli. Abbruzzo è morto sul colpo, schiacciato dal crollo.

Per Margherita è scattata invece una disperata corsa in ospedale ma le ferite che aveva riportato le hanno provocato un arresto cardiocircolatorio. Davanti all’ospedale pediatrico Santobono si prega e si spera. Vi sono ricoverate sette bambine, tutte travolte dal crollo. Due di loro in particolare sono in condizioni gravissime. I medici stanno facendo di tutto per salvarle, e per dichiararle fuori pericolo dicono di aspettare 72 ore. Nelle camere di degenza accanto a ogni bimba ricoverata è consentito l’accesso a un solo familiare, accesso che è evidentemente precluso invece laddove i piccoli si trovano in terapia intensiva. In ospedale si è recato il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, che si è intrattenuto con i medici che hanno in cura i piccoli pazienti.

“Le nostre strutture sanitarie, sin dal momento del crollo sono impegnate a fare il massimo possibile per i feriti, per i bambini arrivati al Santobono, per gli sfollati. Continuiamo da stanotte ad essere costantemente informati e a mettere in campo tutto quanto è necessario. Con dolore, angoscia e speranza in questi momenti siamo vicini alla famiglie coinvolte, e in particolare ai sette bambini rimasti feriti, alcuni gravemente”, ha spiegato De Luca. In apprensione anche i parenti degli adulti, ricoverati tra il Cardarelli e l’Ospedale del Mare. Attendono dai medici notizie positive sull’evoluzione delle condizioni.

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Quattro gli aggressori del giornalista della Stampa Andrea Joly, individuato il branco

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Il cerchio si è chiuso intorno ai militanti di CasaPound accusati di avere fatto parte del gruppo che sabato scorso ha aggredito a Torino il giornalista della Stampa Andrea Joly, colpevole, ai loro occhi, di fotografare e filmare la festa per i sedici anni del circolo Asso di Bastoni. Subito dopo l’aggressione erano stati identificati due torinesi di 53 e 45 anni. Altri due sono stati individuati dalla polizia, in queste ore. Si tratta di un uomo di 46 anni di Ivrea (Torino) e di uno di 35 anni di Cuneo. Tutti volti noti nel panorama dell’estrema destra piemontese. Alcuni di loro hanno infatti alle spalle precedenti legati proprio alla militanza politica, mentre il 46enne di Ivrea si era presentato nelle liste della Lega nelle amministrative del 2023. Questa mattina gli uomini della Digos, guidata dal dirigente Carlo Ambra, hanno perquisito le abitazioni dei quattro e il circolo Asso di Bastoni, in via Cellini, nel quartiere San Salvario.

Alla fine dell’attività sono stati sequestrati gli indumenti che avevano indosso i presunti aggressori quando Joly è stato malmenato. In particolare la polizia ha portato via delle magliette. Gli abiti avrebbero permesso agli investigatori, coordinati dal pm Paolo Scafi, di indentificare i componenti del gruppo, ripresi dai video dello stesso giornalista, dei residenti e dalle telecamere della zona. I quattro sono ora accusati di lesioni personali aggravate dai futili motivi, dal numero di persone e dall’avere agito per commettere il reato di violenza privata. Gli accertamenti non hanno riguardato altre circostanze e dentro il pub non è stato trovato nulla di utile alle indagini.

“Le perquisizioni nei confronti di nostri militanti e della sede torinese dell’Asso di Bastoni, con esito negativo, sono semplicemente uno spreco di soldi pubblici – hanno commentato da CasaPound Italia -. Siamo al fianco degli indagati e siamo pronti a difenderci in tutte le sedi dove dimostreremo la nostra versione dei fatti. Non sappiamo nemmeno se esista un referto e di quanti giorni di prognosi stiamo parlando, ma considerato che già il giorno dopo la vicenda il giornalista ha ripreso a lavorare e a rilasciare interviste in ogni dove – dicono ancora da Cpi -. Da parte nostra c’è tutta la volontà e la maturità di gettare acqua sul fuoco e di evitare un clima di tensione e odio. Non ci faremo intimidire da azioni repressive”. In risposta all’accaduto Ordine dei giornalisti e sindacato del Piemonte, Cgil, Anpi e altre associazioni locali hanno organizzato nel tardo pomeriggio un presidio sotto la prefettura a Torino.

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Avvocati di Milano, ‘Tribunale delle imprese a rischio collasso’

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La Sezione specializzata in materia d’impresa del Tribunale di Milano, e in particolare la sezione A, “è a rischio collasso”, anche perché ci sono solo “quattro magistrati attualmente in organico”, mentre “ne occorrerebbero il triplo per poter far fronte all’allargamento delle competenze e al solo fatto che l’80% delle aziende italiane fa riferimento per le controversie in tema di antitrust” ai giudici milanesi. La denuncia arriva dall’Ordine degli Avvocati di Milano, secondo il quale sono “necessari investimenti per garantire continuità e fluidità in un contesto sempre più strategico”, anche perché in queste condizioni i “tempi della giustizia” al Tribunale delle imprese sono “fortemente rallentati”. E in gioco c’è “la competitività delle nostre imprese” ed è “a rischio il confronto con il Tribunale Unificato dei Brevetti”.

Serve anche “la necessaria competenza e specializzazione che deve essere garantita con il superamento del limite della permanenza di dieci anni nel ruolo da parte dei magistrati”. Il consiglio dell’Ordine degli avvocati ha realizzato, dunque, una “delibera per evidenziare i necessari investimenti in termini di risorse umane e le opportune valutazioni relative alla specificità della materia”. Per il presidente dell’Ordine, Antonino La Lumia, “oggi la situazione è grave e insostenibile” ed è “necessario un intervento urgente”.

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