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Armando Siri sarà presto interrogato, sfilano ancora testi davanti ai pm Ielo e Palazzi

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Il sottosegretario della Lega ai Trasporti senza più deleghe Armando Siri e l’imprenditore responsabile del Carroccio per l’ambiente Paolo Arata. Presto saranno di fronte ai magistrati Mario Palazzi e Paolo Ielo per esporre le loro verità nella inchiesta che li vede indagati per corruzione. I magistrati della procura di Roma, che indagano sulla presunta mazzetta da 30mila euro “data o promessa” da Arata a Siri, stanno ascoltando  testimoni. Il sottosegretario allo Sviluppo economico del M5s, Davide Crippa, il capo di gabinetto del Mise, Vito Cozzoli, e la sua vice, Elena Lorenzini, avrebbero confermato ai pm le pressioni di Siri sugli uffici del ministero dello Sviluppo Economico affinchè fosse inserito un emendamento sull’eolico. L’emendamento che avrebbe dovuto far retroagire gli incentivi ad aziende che avevano prodotto energia Green con l’eolico. E – prima delle pressioni nei palazzi – tornando a ritroso nella catena di richieste, attraverso documenti e intercettazioni, si era arrivati ad Arata e ai suoi rapporti con il socio Vito Nicastri, l’imprenditore dell’eolico accusato di avere pagato la latitanza di Matteo Messina Denaro. La ‘filiera’ di pressioni, che parte dall’eco business trapanese e arriva fino aRoma, sarà uno degli argomenti al centro dell’interrogatorio nei prossimi giorni di Arata che, accusato di concorso in corruzione, ha chiesto di essere ascoltato dai pm di piazzale Clodio. Stessa richiesta è arrivata dai legali di Siri per il proprio assistito: l’avvocato del sottosegretario incontrerà a metà settimana i titolari dell’indagine e in quella sede verrà individuato il giorno in cui svolgere l’interrogatorio.

Armando Siri. Il sottosegretario ai Trasporti che avrebbe dovuto far inserire nel Def del 2018 norme per far retroagire incentivi per aziende che si occupano di energie alternative

Dal canto suo l’avvocato Gaetano Scalise, difensore di Arata, ha presentato istanza al tribunale del Riesame. Nessuna indagine è in corso, invece, sul contratto di assunzione di Federico Arata, figlio dell’imprenditore, da parte del sottosegretario Giancarlo Giorgetti a Palazzo Chigi. La notizia del contratto di collaborazione, registrato alla Corte dei Conti, era rimbalzata ieri sui siti scatenando nuove polemiche politiche, ma non sembra all’attenzione degli inquirenti. È un contratto che Giancarlo Giorgetti (sottosegretario a Palazzo Chigi)  aveva facoltà di fare a persona di sua fiducia. È un contratto che dura finché dura in carica Giorgetti. Un contratto di natura fiduciaria. Questo contratto che porta a Palazzo Chigi il figlio di Arata potrebbe finire nelle investigazioni se fosse merce di scambio di altro. Al momento fonti qualificate parlano di poco interesse dei pm per questa vicenda. Al momento.

 

Per i pm sarà invece importante ricostruire i rapporti che Paolo Arata ha avuto con la politica. L’ipotesi di contatti tra l’imprenditore e altri pezzi delle istituzioni è indicata nello stesso decreto di perquisizione che nei giorni scorsi ha portato gli uomini della polizia giudiziaria a perquisire le tre abitazioni dell’imprenditore a Roma, Genova e Castellammare del Golfo e le sedi delle quattro società a lui riconducibili: ‘Etna srl’, ‘Solcara Srl’, ‘Alqantara Srl’ e ‘Solgesta’ srl. Al vaglio di chi indaga c’è ora il materiale sequestrato, i conti correnti, le migliaia di pagine di documenti acquisiti, le chat sui programmi di messaggistica, i computer e i server delle mail. Vi è uno “stabile accordo”, scrivono il procuratore aggiunto Paolo Ielo e il sostituto Mario Palazzi, tra Arata e Siri, quest’ultimo “costantemente impegnato, attraverso la sua azione diretta nella qualità di alto rappresentante del governo ed ascoltato membro della maggioranza parlamentare, nel promuovere provvedimenti regolamentari o legislativi che contengano norme ad hoc tese a favorire gli interessi economici dell’Arata, ampliando a suo favore gli incentivi per l’energia elettrica da fonte rinnovabile a cui non ha diritto”. Un accordo che troverebbe conferma nelle conversazioni tra Arata e il figlio, “nelle quali si fa esplicito riferimento alla somma di denaro pattuita”, ma anche negli incontri tra gli indagati e nella “incessante attivita’” di Siri per far approvare le norme.

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Caterina, l’assistente virtuale all’uffiico anagrafe del Comune di Siena è un robot

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Si chiama Caterina e sara’ la prima assistente virtuale in Italia che si occupera’ dell’ufficio anagrafe di un Comune supportando il cittadino in ogni fase della prestazione a Siena. Si tratta di un ‘chatbot’ sviluppato con la piattaforma Algho e “avra’ lo scopo di semplificare l’accesso alle informazioni relative ai servizi pubblici e la richiesta di documenti all’intero dell’Ufficio Anagrafe, come il cambio di residenza o il rinnovo della carta d’identita’, fino all’invio digitale del documento richiesto, con valore legale”, spiega una nota dell’azienda QuestIT specializzata in soluzioni di Intelligenza Artificiale. “La nuova tecnologia – si sottolinea ancora – valorizza la sfida dell’amministrazione 4.0, con un prodotto specifico e innovativo realizzato su misura per la pubblica amministrazione, rivolto anche a persone diversamente abili e replicabile per altri servizi ed enti pubblici e privati”. Da casa o dallo smartphone il residente non dovra’ piu’ sottoporsi ad estenuanti file e orari di apertura, ma avra’ un dialogo diretto con l’assistente virtuale attraverso la piattaforma online messa a disposizione dal Comune di Siena e accessibile anche alle persone non udenti e non vedenti. Il sistema e’ realizzato in italiano e inglese, con l’obiettivo di valorizzare la politica di integrazione per i residenti del Comune di Siena e facilitare i servizi ai cittadini stranieri e agli studenti dell’Universita’ di Siena e dell’Universita’ per Stranieri. Presentazione pubblica il 3 settembre, nella Sala delle Lupe, in piazza del Campo a Siena.

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Affidi illeciti, ci sono tre nuovi indagati per abuso di ufficio

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Si apre un nuovo filone dell’inchiesta ‘Angeli e Demoni’ sugli affidi illeciti. Tre persone sono accusate di abuso di ufficio, in seguito alle notizie sugli incarichi affidati alla psicologa Nadia Bolognini quando questa era gia’ finita agli arresti domiciliari. Bolognini e’ la moglie di Claudio Foti, della onlus piemontese Hansel & Gretel, anche lui ancora sottoposto a una misura cautelare. La vicenda era stata segnalata da consiglieri di Forza Italia Modena e riguarda una consulenza data a Bolognini dall’Unione Comuni Modenesi Area Nord, il 3 luglio, quando la professionista era agli arresti da una settimana. I consiglieri Antonio Platis e Mauro Neri hanno annunciato esposti alla Corte dei conti e una segnalazione alle Procure di Modena e Reggio Emilia. E proprio tra le due Procure emiliane, che coordinano le indagini dei carabinieri, e’ previsto a breve un incontro per stabilire come proseguire su questo versante investigativo ancora tutto da sviluppare. Forza Italia, che ha fatto un accesso agli atti, ha parlato di un incarico ‘mascherato’ e di una determina ‘retroattiva’ con cui l’amministrazione, ha scritto il partito “impegna i fondi, 13.589 euro, dal 1 giugno 2019”. Aumentando, in modo retroattivo, appunto, l’importo a una casa famiglia “da 110 a 127 euro al giorno per coprire i maggiori costi per le sedute della moglie di Foti (170 euro all’ora). Tecnicamente – proseguono – siamo davanti ad un debito fuori bilancio, perche’ mai e poi mai una Amministrazione pubblica puo’ impegnare soldi per prestazioni effettuate nel passato”. Intanto, l’Unione dei Comuni ha precisato che quando scoppio’ l’inchiesta l’incarico venne revocato. “Con decisione congiunta del Servizio Minori e del Servizio di Neuropsichiatria dell’Ausl di Modena, Distretto di Mirandola, il 2 luglio 2019 e’ stata annullata l’integrazione del progetto e, conseguentemente, della retta”. La data del 3 luglio riportata sulla determina, prosegue il Comune, “e’ posta in automatico dal sistema di gestione degli atti”, ma all’atto “non e’ stata data alcuna esecuzione in quanto sospeso nei suoi effetti due soli giorni lavorativi dopo la notizia dell’inchiesta”. Dunque nessun incarico, secondo i Comuni, venne piu’ affidato a Bolognini, figura importante nell’inchiesta esplosa il 27 giugno. Agli atti ci sono alcune intercettazioni dei suoi colloqui coi minori, allontanati dalle famiglie di origine per essere dati in affido. Era in uno di questi dialoghi che Bolognini cercava di far sparire dai ricordi di un ragazzino il proprio genitore naturale: “E’ come se dovessimo fare un funerale!”, le sue parole. Bolognini chiedeva al giovane paziente di ricordare “quando il padre lo umiliava” e cosi’ facendo, secondo il Gip, gli stava inducendo falsi ricordi. Poi, per ottenere l’obiettivo di farlo diventare diverso dal padre, gli diceva: “Dobbiamo fare una cosa grossa.. Sai qual e’? Gli psicologi la chiamano elaborazione del lutto (…) Dobbiamo vedere tuo padre nella realta’ e sapere che quel papa’ non esiste piu'”.

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Terremoto Ischia, 2 anni dopo puo’ partire iter ricostruzione

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Il 21 agosto fanno due anni. E l’isola di Ischia ricorda il terremoto che devastò l’area a ridosso tra Lacco Ameno e Casamiccola, Fango e Maio, questi i nomi delle aree colpite. Una fiaccolata l’isola celebrerà il secondo anniversario del sisma che fece 2 morti e numerosi danni. Alla celebrazione religiosa in suffragio delle vittime, che si terra’ in una tensostruttura in localita’ Fango, parteciperanno Vito Crimi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Angelo Borrelli capo della Protezione Civile, Carlo Schilardi commissario straordinario per la ricostruzione oltre ai sindaci di Casamicciola, Lacco Ameno e Forio, i tre comuni ischitani che dal sisma hanno subito danni:  2475 sfollati, 1060 case inagibili, attività produttive chiuse e oltre 300 persone persone senza lavoro, soprattutto del comparto turistico. Un sisma in piena estate che comportò la fuga di migliaia di turisti ed il crollo delle prenotazioni per i mesi successivi – una crisi da cui l’isola ha saputo velocemente risollevarsi – ma che ha significato pure polemiche roventi sul diffuso abusivismo edilizio e sui diversi condoni succedutisi negli anni, che hanno sanato parte degli abusi e costituiranno uno dei criteri che disciplineranno la ricostruzione, per la quale sono stati stanziati ad oggi i 37 milioni di euro del fondo di emergenza.

Proprio sul tema della ricostruzione e’ impegnato Giovanbattista Castagna, sindaco di Casamicciola, il comune piu’ colpito dal terremoto del 2017: “Stamani abbiamo tenuto una riunione con Schilardi” dice il primo cittadino, “a breve emetteremo l’ordinanza che dara’ ufficialmente il via all’iter della ricostruzione. Mi pare un buon risultato anche se ci vorranno tempi lunghi; grazie alla microzonazione (lo studio accurato del sottosuolo promosso dal Commissariato Straordinario per la Ricostruzione, in collaborazione con l’Istituto Geologia Ambientale Geoingegneria del CNR ed il Centro per la Microzonazione Sismica, ndr) per la prima volta sappiamo cosa abbiamo sotto ai piedi e come e dove procedere per ricostruire. Riteniamo che potremo ricostruire quasi il 90% delle case distrutte o lesionate; per quelle non ricostruibili i cittadini potranno contare sugli aiuti per la delocalizzazione”. In pratica lo Stato acquistera’ le case dichiarate non riedificabili e con il contributo i proprietari potranno comprare immobili in zone sicure. Il punto interrogativo riguarda gli immobili non in regola: quelli abusivi non potranno essere acquisiti per delocalizzarne i proprietari. L’appuntamento per la commemorazione e’ fissato alle 19 di domani, quando prendera’ il via “Per non dimenticare” la manifestazione che il comune casamicciolese ha organizzato per tenere viva la memoria dell’evento; dopo la messa partira’ la fiaccolata che, attraverso via Borbonica, arrivera’ a Piazza Maio l’epicentro del sisma del 2017, dove alle 20.57 in punto il suono della tromba ne il “Silenzio” ricordera’ “una ferita ancora aperta”.

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