Collegati con noi

Sport

Argentina-Spagna, finale Mondiale tra Messi e Yamal: New York incorona la nuova regina del calcio

Al MetLife Stadium di New York si gioca la finale del Mondiale 2026 tra Argentina e Spagna. Messi sfida il giovane Yamal nell’ultimo atto di un torneo ricco di polemiche, davanti a Donald Trump, Gianni Infantino e ai leader istituzionali dei due Paesi.

Pubblicato

del

Il Mondiale 2026 arriva al suo epilogo con una finale che ha il sapore del passaggio di consegne. Al MetLife Stadium di New York si affrontano Argentina e Spagna, le due nazionali che hanno dominato il calcio internazionale negli ultimi anni. Da una parte Lionel Messi, simbolo dell’Albiceleste campione del mondo in carica; dall’altra Lamine Yamal, il talento diciannovenne chiamato a guidare il presente e il futuro della Roja.

È una sfida inedita per il titolo mondiale, la seconda finale della storia disputata interamente tra nazionali di lingua spagnola dopo Uruguay-Argentina del 1930.

L’ultima danza di Messi contro il nuovo fenomeno

L’attenzione è inevitabilmente concentrata sui due fuoriclasse. Messi cerca di aggiungere un’altra pagina leggendaria alla sua carriera, mentre Yamal vuole consacrarsi definitivamente nell’élite del calcio mondiale.

Ma la finale è anche il confronto tra due squadre complete e profondamente organizzate.

La Spagna di Luis de la Fuente arriva all’appuntamento forte della regia di Rodri, della qualità tra le linee di Dani Olmo, della freddezza sotto porta di Mikel Oyarzabal e di una difesa che nel torneo ha concesso pochissimo agli avversari.

L’Argentina di Lionel Scaloni, invece, ha trovato risorse in ogni reparto: Alexis Mac Allister ed Enzo Fernández hanno dominato il centrocampo, Cristian Romero è stato decisivo anche sulle palle inattive, mentre Julián Álvarez e Lautaro Martínez hanno garantito qualità, gol e sacrificio.

Una finale tra calcio e spettacolo

L’ultimo atto del Mondiale sarà anche il primo a ospitare un vero Halftime Show sul modello del Super Bowl. Durante l’intervallo si esibiranno Madonna, Shakira, Justin Bieber e i BTS, con uno spettacolo della durata prevista di circa 17 minuti.

Una novità che ha diviso tifosi e addetti ai lavori, ma che testimonia la volontà della FIFA di rendere sempre più spettacolare il proprio evento di punta.

Trump e i leader mondiali in tribuna

Ad assistere alla finale ci sarà anche il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, insieme al presidente della FIFA Gianni Infantino. In tribuna d’onore sono attesi anche il re di Spagna Felipe VI e il premier Pedro Sánchez.

Assente, invece, il presidente argentino Javier Milei, che ha spiegato di voler seguire la partita da casa per ragioni di scaramanzia.

Dopo un torneo segnato da polemiche sull’organizzazione, sui prezzi dei biglietti e sulla gestione dell’evento, il Mondiale si affida al campo per regalare l’ultimo spettacolo. Per novanta minuti – o forse qualcuno in più – New York parlerà soprattutto spagnolo, aspettando di sapere se sarà l’Argentina a confermarsi sul tetto del mondo o se la Spagna inaugurerà una nuova era con il talento di Lamine Yamal.

Advertisement

Sport

Ciro Immobile dice basta: addio al calcio dopo 350 gol

Ciro Immobile annuncia il ritiro dopo una carriera da 656 partite e 350 gol. È stato campione d’Europa, quattro volte capocannoniere e Scarpa d’Oro.

Pubblicato

del

Ciro Immobile lascia il calcio giocato. A 36 anni, dopo 656 partite e 350 gol conteggiati nel bilancio complessivo della sua carriera, l’attaccante di Torre Annunziata ha annunciato il ritiro.

La notizia è stata comunicata dal Paris FC, il club nel quale si era trasferito nel febbraio 2026 dopo le esperienze con Besiktas e Bologna. In Francia ha disputato l’ultima parte di una carriera professionistica durata 17 anni.

«Ciro Immobile è una leggenda», ha sottolineato il club parigino. Alla base della decisione anche la volontà dell’attaccante di dedicare più tempo alla famiglia.

Gli anni da leggenda con la Lazio

La parte più importante della carriera resta quella vissuta con la Lazio. In otto stagioni Immobile è diventato il miglior marcatore nella storia del club biancoceleste, con 207 reti in 340 presenze considerando tutte le competizioni.

Con la Lazio ha conquistato una Coppa Italia e due Supercoppe italiane. Nel suo palmarès figurano anche una Supercoppa di Germania con il Borussia Dortmund e una Supercoppa di Turchia con il Besiktas.

È stato capocannoniere della Serie A quattro volte. Nel 2020 ha vinto la Scarpa d’Oro grazie ai 36 gol segnati in campionato, eguagliando il primato realizzativo stabilito da Gonzalo Higuain.

Il trionfo europeo con l’Italia

Con la Nazionale italiana Immobile ha collezionato 57 presenze e realizzato 17 reti. Ha partecipato alla vittoria dell’Europeo disputato nel 2021, segnando due gol durante il torneo concluso con il successo sull’Inghilterra a Wembley.

Dagli inizi a Torre Annunziata al settore giovanile della Juventus, la sua carriera lo ha portato a indossare anche le maglie di Pescara, Genoa, Torino, Borussia Dortmund, Siviglia, Lazio, Besiktas, Bologna e Paris FC.

Si chiude così il percorso di uno degli attaccanti italiani più prolifici della sua generazione. Titoli, record e una Scarpa d’Oro certificano il valore di un centravanti capace di costruire la propria leggenda soprattutto attraverso i gol.

Continua a leggere

Sport

Napoli, accordo per Badiashile: ad Allegri il gigante della difesa

Il Napoli chiude l’accordo con il Chelsea per Benoît Badiashile. Il difensore arriverà in prestito con diritto di riscatto per rinforzare il reparto di Allegri.

Pubblicato

del

Dopo quasi un mese di trattative, il Napoli ha raggiunto l’accordo con il Chelsea per Benoît Badiashile. Il via libera di Aurelio De Laurentiis ha sbloccato l’operazione: restano da completare lo scambio dei documenti, le visite mediche e la firma prima dell’annuncio ufficiale.

Il difensore francese, fortemente voluto dal direttore sportivo Giovanni Manna e da Massimiliano Allegri, arriverà in prestito oneroso con diritto di riscatto.

Operazione da 30 milioni più bonus

Il Napoli verserà subito tre milioni di euro al Chelsea. L’opzione per l’acquisto definitivo è stata fissata a 27 milioni, mentre un ulteriore milione di bonus sarebbe legato alla conquista dello scudetto.

L’investimento complessivo potrà quindi raggiungere i 30 milioni in caso di riscatto, salendo potenzialmente a 31 con il bonus. Manna è riuscito a evitare l’inserimento dell’obbligo di acquisto, lasciando al club la possibilità di valutare il rendimento e le condizioni fisiche del giocatore durante la stagione.

Con Badiashile sarebbe già stata raggiunta un’intesa per un contratto fino al 2031, con uno stipendio vicino ai 2,5 milioni netti all’anno, destinato a entrare pienamente in vigore in caso di riscatto.

Il francese ha scelto Napoli

Decisiva è stata la volontà del calciatore, che avrebbe respinto altre proposte provenienti dalla Premier League per aspettare gli azzurri. Badiashile aveva già conosciuto l’atmosfera dello stadio Maradona e avrebbe indicato Napoli come destinazione preferita.

Il difensore è atteso in Italia nei prossimi giorni. Le visite mediche dovrebbero svolgersi all’inizio della settimana a Villa Stuart, a Roma. Superati i controlli, potrà raggiungere Allegri a Castel Volturno.

Un rinforzo per l’emergenza difensiva

Mancino, alto 194 centimetri e dotato di una buona tecnica individuale, Badiashile può garantire forza fisica, qualità nell’impostazione e pericolosità sui calci piazzati.

Il suo arrivo assume particolare importanza considerando le assenze di Alessandro Buongiorno e Luca Marianucci e i problemi fisici che hanno rallentato la preparazione di Sam Beukema. Allegri spera di poter convocare il francese già per la prima giornata di campionato contro il Genoa.

Dopo Costantino Favasuli, il Napoli si prepara così ad accogliere il secondo rinforzo della nuova stagione e a consegnare al tecnico il centrale necessario per affrontare l’emergenza nel reparto arretrato.

Continua a leggere

Sport

Tamberi è tornato: oro europeo nel giorno di Camilla, Sioli bronzo

Tamberi torna sul trono europeo del salto in alto a Birmingham. Oro con 2,32 metri nel giorno del compleanno della figlia Camilla; Sioli è bronzo.

Pubblicato

del

Il primo oro da papà arriva nel giorno del primo compleanno della figlia Camilla. Gianmarco Tamberi torna sul trono europeo del salto in alto conquistando a Birmingham la medaglia d’oro con 2,32 metri.

Mezza barba, pretattica e spettacolo: Gimbo ritrova i gesti e la forza mentale dei giorni migliori. Dopo un errore iniziale a 2,18, l’azzurro cresce salto dopo salto fino alla misura decisiva. L’ucraino Oleh Doroshchuk si ferma a 2,30 e conquista l’argento. Festa doppia per l’Italia grazie al bronzo di Matteo Sioli con 2,27.

«Camilla mi ha dato la forza»

Tamberi dedica il successo alla figlia e alla famiglia, presenti allo stadio insieme alla moglie Chiara.

«È tutto speciale. È stata Camilla a darmi la forza di reagire dopo Parigi, il motivo per cui ho continuato e mi sono rimesso in gioco. Non poteva continuare a vedere il “babà”, come mi chiama lei, prendere schiaffi a destra e a sinistra».

Il campione marchigiano trasforma la vittoria anche in un messaggio per chi sta affrontando un momento difficile: «Continuate a crederci e a lottare. Giocatevela sempre con voi stessi, perché chi continua a investire alla fine vince».

“Guess who’s back”

Dietro al numero di gara Tamberi aveva scritto “Guess who’s back”, indovina chi è tornato. Una profezia preparata prima di lasciare la camera d’albergo.

«Sapevo che sarebbe successo. Sentivo di stare bene, anche se in pochi mi credevano quando le gare andavano male. È come se il mio corpo aspettasse il momento che conta per venire fuori».

L’oro cancella due anni segnati dalla delusione dei Giochi di Parigi, dai problemi fisici, dai calcoli renali e da un difficile avvicinamento agli Europei. Dopo avere definito “terribili” i salti delle qualificazioni, Tamberi ha ritrovato in finale talento, coraggio e quella capacità di esaltarsi nelle grandi occasioni che ha caratterizzato la sua carriera.

«Che sollievo. Sono stati due anni difficili e non ho mai smesso di crederci. So quello che ho fatto per arrivare qui. Non faccio mai un passo indietro, ci arrivo a muso duro. Mi basta sapere che ne è valsa la pena».

Poi le capriole, il morso alla medaglia e l’abbraccio alla famiglia. Gimbo è tornato. Nel giorno più bello per papà Tamberi.

Continua a leggere
error: Contenuto Protetto