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Argentina, Messi al sesto Mondiale: l’Albiceleste insegue una storica doppietta

Lionel Messi guiderà l’Argentina al Mondiale 2026, la sua sesta partecipazione alla competizione. I campioni in carica di Lionel Scaloni cercano il secondo titolo consecutivo con Lautaro Martínez e Nico Paz tra i protagonisti.

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Lionel Messi c’è e l’Argentina può cominciare la difesa della Coppa del Mondo. A 39 anni il numero 10 parteciperà alla sua sesta rassegna iridata, raggiungendo un traguardo riservato a pochissimi campioni e guidando ancora una volta una nazionale costruita per arrivare fino in fondo.

L’Albiceleste si presenta negli Stati Uniti, in Messico e in Canada da campione del mondo e della Copa América. Non è soltanto la squadra chiamata a difendere il titolo conquistato in Qatar: è una delle principali candidate alla vittoria finale.

Messi alla sesta Coppa del Mondo

Dal debutto in Germania nel 2006 al trionfo in Qatar nel 2022, Messi attraversa vent’anni di storia dei Mondiali.

La Coppa conquistata contro la Francia ha completato una carriera già straordinaria, ma non ha spento il desiderio di competere. Il fuoriclasse argentino arriva al torneo dopo avere superato un recente problema al bicipite femorale che aveva inizialmente creato preoccupazione nello staff tecnico.

Scaloni ha rassicurato sulle sue condizioni. Messi sarà ancora il riferimento tecnico ed emotivo della squadra, anche se la gestione delle energie diventerà decisiva in una competizione lunga e con partite ravvicinate.

L’impresa che manca dal Brasile di Pelé

L’Argentina cerca un risultato che nessuna nazionale raggiunge dal Brasile vincitore nel 1958 e nel 1962: conquistare due Coppe del Mondo consecutive.

Dopo il trionfo in Qatar, l’Albiceleste ha confermato la propria superiorità vincendo la Copa América del 2024 e dominando il girone sudamericano di qualificazione.

La squadra di Scaloni ha chiuso al primo posto con 38 punti in 18 partite, ottenendo dodici vittorie e staccando nettamente le inseguitrici.

Una qualificazione conquistata con autorità

Il cammino verso il Mondiale ha confermato solidità, qualità e profondità della rosa.

Tra i risultati più significativi figura la vittoria per 1-0 contro il Brasile al Maracanã, in una partita segnata anche dalle tensioni sugli spalti. Al Monumental è arrivato il 6-0 contro la Bolivia, con Messi autore di tre reti e due assist.

Importante anche il successo sull’Uruguay al Centenario, deciso da una conclusione di Thiago Almada.

L’Argentina ha ottenuto la qualificazione con cinque giornate di anticipo e ha concluso il torneo sudamericano al primo posto, risultato che non raggiungeva dalle qualificazioni al Mondiale del 2014.

Lautaro Martínez e Nico Paz, l’Italia nell’Albiceleste

Nella rosa argentina figurano due calciatori protagonisti della Serie A.

Lautaro Martínez, capitano dell’Inter, rappresenta una delle principali alternative offensive insieme a Julián Álvarez. L’attaccante porta gol, esperienza internazionale e capacità di guidare il pressing, offrendo a Scaloni soluzioni differenti rispetto alla presenza di Messi.

Con lui c’è Nico Paz, protagonista della crescita del Como e convocato tra gli attaccanti. Il trequartista è uno dei volti nuovi dell’Albiceleste e può aggiungere tecnica, creatività e capacità di muoversi tra le linee.

L’incognita sul ginocchio di Nico Paz

Le condizioni di Paz restano però sotto osservazione. Il calciatore ha riportato un problema al ginocchio nelle ultime giornate di campionato e non avrebbe ancora recuperato completamente.

Il dolore sarebbe legato soprattutto all’impatto e alla sollecitazione dell’articolazione, mentre non risultano gravi lesioni ai legamenti.

Il giocatore ha comunque rassicurato i tifosi e manifestato la volontà di partecipare all’avventura mondiale. Lo staff medico valuterà progressivamente la risposta del ginocchio agli allenamenti.

Diciassette campioni del 2022 ancora in rosa

Scaloni ha confermato gran parte del gruppo che ha conquistato il titolo in Qatar. Sono diciassette i giocatori reduci dal trionfo del 2022.

In porta resta Emiliano Martínez, protagonista decisivo nella finale contro la Francia. La difesa conserva l’esperienza di Cristian Romero, Nicolás Otamendi, Lisandro Martínez e Nicolás Tagliafico.

A centrocampo figurano ancora Rodrigo De Paul, Enzo Fernández, Alexis Mac Allister, Leandro Paredes ed Exequiel Palacios. In attacco, oltre a Messi e Lautaro, ci sono Julián Álvarez, Thiago Almada e Nicolás González.

Le esclusioni più significative

Tra gli assenti spiccano Paulo Dybala e Matías Soulé, entrambi della Roma.

Non è stato convocato neppure Franco Mastantuono, giovane talento del Real Madrid. Nella lista definitiva figura invece Giovani Lo Celso, uno degli uomini utilizzati da Scaloni durante il ciclo iniziato dopo il Mondiale del 2018.

La scelta del commissario tecnico è stata quella di mantenere l’ossatura vincente, inserendo giocatori capaci di offrire velocità, profondità e nuove interpretazioni tattiche.

Scaloni e una squadra capace di cambiare

Il punto di forza dell’Argentina resta la capacità di adattarsi senza perdere identità.

Scaloni può schierare una squadra più tecnica, aumentando il controllo del pallone, oppure affidarsi a uomini rapidi per attaccare gli spazi. Messi può agire da trequartista, seconda punta o falso centravanti, mentre Lautaro e Julián Álvarez garantiscono movimenti e intensità.

«Abbiamo calciatori con caratteristiche differenti, capaci di darci maggiore velocità e profondità», ha spiegato il commissario tecnico.

L’identità dell’Argentina non cambierà, ma la squadra possiede più modi per interpretare le partite.

Il gruppo J con Algeria, Austria e Giordania

L’Argentina è stata inserita nel gruppo J insieme ad Algeria, Austria e Giordania.

L’esordio sarà il 16 giugno contro l’Algeria al Kansas City Stadium. La seconda partita è prevista il 22 giugno contro l’Austria a Dallas, mentre il girone si concluderà il 27 giugno, sempre a Dallas, contro la Giordania.

L’Albiceleste parte favorita per il primo posto, ma dovrà evitare cali di concentrazione contro avversarie organizzate e desiderose di confrontarsi con i campioni del mondo.

La diciannovesima partecipazione argentina

Quella del 2026 sarà la diciannovesima partecipazione dell’Argentina alla Coppa del Mondo.

La nazionale ha saltato l’ultima volta la qualificazione nel 1970, quando chiuse dietro Perù e Bolivia nel girone sudamericano. Non partecipò invece alle edizioni del 1938, 1950 e 1954.

Soltanto Brasile e Germania vantano una presenza più costante nella storia della competizione.

Messi e l’ultima grande missione

L’Argentina non dipende più esclusivamente da Messi come in alcune edizioni del passato. Attorno al suo capitano è cresciuta una squadra compatta, consapevole e abituata a vincere.

Ma nei momenti decisivi, lo sguardo tornerà inevitabilmente sul numero 10.

Messi arriva al suo sesto Mondiale senza dovere più dimostrare nulla, ma con la possibilità di compiere un’impresa ancora più rara: difendere la Coppa e condurre l’Argentina a un secondo titolo consecutivo.

Il Qatar lo ha consacrato. L’America può trasformare il suo ultimo grande viaggio mondiale in un’altra pagina di leggenda.

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Processo Maradona, lite furiosa tra gli avvocati: udienza sospesa e intervento della sicurezza

Alta tensione al processo per la morte di Diego Armando Maradona. Gli avvocati Fernando Burlando e Francisco Oneto si sono affrontati tra insulti e minacce durante la deposizione di un testimone. Il giudice ha sospeso l’udienza e ammonito entrambi i legali.

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Alta tensione nell’aula del tribunale di San Isidro, nella provincia di Buenos Aires, dove è in corso il nuovo processo sulla morte di Diego Armando Maradona. Un acceso scontro tra due avvocati ha costretto il giudice a sospendere temporaneamente l’udienza e a richiedere l’intervento del personale di sicurezza.

Protagonisti del diverbio sono stati Fernando Burlando, legale che rappresenta le figlie Dalma e Giannina Maradona, e Francisco Oneto, difensore del neurochirurgo Leopoldo Luque, uno dei principali imputati.

La deposizione e i continui «non ricordo»

La tensione è esplosa durante la testimonianza di un uomo che, sollecitato dalle domande della parte civile, avrebbe risposto ripetutamente di non ricordare circostanze considerate rilevanti.

Burlando ha manifestato apertamente la propria insofferenza per la reticenza del testimone. Ne è nato un duro confronto con Oneto, che ha contestato le modalità dell’interrogatorio e la condotta del collega.

Dagli scambi verbali si è rapidamente passati agli insulti e alle minacce. Secondo le ricostruzioni dei media argentini, uno dei legali avrebbe urlato «cretino, vieni fuori», ricevendo come risposta l’appellativo di «pagliaccio».

Lo scontro prosegue fuori dall’aula

Il tribunale ha disposto una pausa nel tentativo di ristabilire l’ordine, ma il confronto sarebbe proseguito anche nei corridoi del palazzo di giustizia.

I due avvocati sarebbero arrivati quasi al contatto fisico, rendendo necessario l’intervento degli addetti alla sicurezza per separarli. Successivamente sono stati convocati e ammoniti dai giudici, che hanno prospettato una possibile espulsione dal processo qualora si verificassero nuovi episodi simili.

Il dibattimento è ripreso dopo oltre un’ora, in un clima rimasto comunque molto teso.

Sette sanitari sotto processo

Il procedimento, iniziato nuovamente nell’aprile 2026 dopo l’annullamento del primo dibattimento, riguarda sette componenti dello staff sanitario che assistette Maradona durante il ricovero domiciliare successivo all’intervento chirurgico per la rimozione di un ematoma subdurale.

Tra gli imputati figurano il neurochirurgo Leopoldo Luque, la psichiatra Agustina Cosachov e altri professionisti coinvolti nell’organizzazione e nella gestione dell’assistenza. Sono accusati di omicidio con dolo eventuale, contestazione che dovrà essere valutata dal tribunale nel pieno rispetto della presunzione di innocenza.

L’accusa: «Un’indifferenza letale»

Maradona morì il 25 novembre 2020, a sessant’anni, nella casa di Tigre dove era stato trasferito dopo l’operazione. Secondo l’accusa, le condizioni dell’ex capitano del Napoli sarebbero progressivamente peggiorate senza che venisse disposto il trasferimento in una struttura adeguatamente attrezzata.

Nella presentazione del caso, i pubblici ministeri hanno descritto il ricovero domiciliare come segnato da gravi carenze, sostenendo che Maradona avrebbe mostrato segnali critici molte ore prima della morte e che un intervento tempestivo avrebbe potuto salvarlo.

Si tratta della tesi dell’accusa, contestata dalle difese e ancora sottoposta all’esame del tribunale.

Il nuovo processo dopo lo scandalo del 2025

Il primo processo era stato annullato nel maggio 2025 dopo lo scandalo che aveva coinvolto la giudice Julieta Makintach, accusata di avere partecipato senza autorizzazione alla realizzazione di una produzione audiovisiva sul procedimento.

Il nuovo dibattimento è ripartito da zero davanti a un diverso collegio giudicante. Dopo quattro mesi di deposizioni, il processo si avvicina alle sue fasi conclusive, ma lo scontro tra gli avvocati conferma il clima estremamente acceso nel quale si sta cercando di accertare la verità sulle ultime ore di Diego Armando Maradona.

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Mondiali 2026, la Spagna vola in finale: Francia battuta 2-0, Yamal trascina le Furie Rosse

La Spagna conquista la finale della Coppa del Mondo battendo 2-0 la Francia a Dallas. Decisivi Oyarzabal su rigore e Pedro Porro nella ripresa. Lamine Yamal è ancora protagonista, mentre la squadra di De la Fuente raggiunge la finale con il record di 37 partite consecutive senza sconfitte.

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La Spagna torna a giocarsi il titolo mondiale sedici anni dopo l’ultima volta. Nella prima semifinale della Coppa del Mondo 2026, disputata a Dallas davanti a oltre 70 mila spettatori, la nazionale di Luis de la Fuente supera con autorità la Francia per 2-0, conquistando con pieno merito l’accesso alla finale.

A decidere l’incontro sono il rigore trasformato da Mikel Oyarzabal nel primo tempo e il raddoppio del difensore Pedro Porro nella ripresa. Ma il volto della serata è ancora una volta Lamine Yamal, imprendibile per la difesa francese e protagonista dell’azione che ha sbloccato il match.

Yamal illumina, Oyarzabal non sbaglia

La Spagna parte con il consueto possesso palla, mentre la Francia prova ad aggredire alta. I Bleus si rendono pericolosi nei primi minuti con Barcola e Mbappé, ma senza riuscire a impensierire realmente Unai Simón.

La svolta arriva al 20′. Yamal anticipa Digne su un pallone in area e viene colpito in ritardo dal difensore francese. L’arbitro indica il dischetto e Oyarzabal trasforma con freddezza il rigore dell’1-0, firmando il suo quinto gol nel torneo.

La rete mette definitivamente la partita sui binari preferiti dagli spagnoli, che continuano a gestire il possesso e sfiorano il raddoppio prima dell’intervallo.

Francia senza idee, Pedro Porro chiude i conti

Nella ripresa Didier Deschamps prova a cambiare volto alla squadra con alcune sostituzioni, ma la Francia continua a soffrire il palleggio delle Furie Rosse.

Il colpo del definitivo 2-0 arriva al 58′. Pedro Porro dialoga con Dani Olmo, si inserisce nell’area francese e batte Maignan con una conclusione potente e precisa.

La Spagna controlla senza particolari affanni. Yamal trova anche la rete del possibile 3-0, annullata per fuorigioco, mentre Mbappé resta l’unico a tentare una reazione per una Francia apparsa irriconoscibile rispetto alle precedenti uscite del torneo.

De la Fuente eguaglia il record dell’Italia di Mancini

Con questo successo, la nazionale iberica raggiunge la finale mondiale confermando il suo straordinario momento di forma. Luis de la Fuente arriva infatti a 37 partite consecutive senza sconfitte, eguagliando il primato stabilito dall’Italia di Roberto Mancini.

Il commissario tecnico raccoglie i frutti di un progetto tecnico fondato sul possesso palla, sull’intensità e sull’esplosione di una nuova generazione di talenti, guidata proprio da Lamine Yamal.

Ora la finale

Per la Spagna sarà la prima finale mondiale dopo il trionfo del 2010 in Sudafrica. Gli iberici attendono ora di conoscere l’avversaria che uscirà dalla seconda semifinale tra Argentina e Inghilterra.

Per la Francia, invece, termina una corsa che alla vigilia sembrava poter portare fino all’ultimo atto. Mbappé e compagni escono dal torneo senza riuscire a esprimere il calcio brillante mostrato nei turni precedenti, neutralizzati dalla superiorità tecnica e tattica di una Spagna che si conferma una delle grandi protagoniste del calcio mondiale.

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Inghilterra-Argentina, Tuchel elogia Messi ma avverte: «Siamo pronti, giocheremo secondo il nostro stile»

Thomas Tuchel riconosce il ruolo decisivo di Lionel Messi alla vigilia della semifinale mondiale tra Inghilterra e Argentina, ma rivendica l’ambizione e la forza della sua squadra: «Non ci accontentiamo, siamo pronti».

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Thomas Tuchel riconosce la grandezza di Lionel Messi, ma assicura che l’Inghilterra non affronterà la semifinale mondiale contro l’Argentina con timore reverenziale.

Alla vigilia di una delle partite più attese dei Mondiali 2026, il commissario tecnico inglese ha definito il capitano argentino un calciatore «incredibile», capace di diventare il leader e l’uomo più importante di qualsiasi squadra nella quale giochi.

Tuchel: «Messi è il leader, ma siamo pronti»

«È il leader e il giocatore più importante in qualsiasi squadra giochi, ma noi siamo pronti», ha dichiarato Tuchel.

Il tecnico ha riconosciuto che l’Argentina presenta numerosi elementi capaci di creare preoccupazione, ma ha ribadito che l’Inghilterra non intende modificare la propria identità per contenere esclusivamente Messi.

«Siamo qui per giocare secondo il nostro stile e puntare sui nostri punti di forza», ha spiegato l’allenatore, sottolineando la fiducia nelle qualità tecniche e mentali della sua squadra.

«Nessuno si accontenta»

Tuchel ha insistito soprattutto sull’ambizione del gruppo inglese, arrivato alla semifinale con l’obiettivo di conquistare la prima finale mondiale della nazionale dopo sessant’anni.

«I giocatori sono ambiziosi. Nessuno si accontenta», ha affermato il commissario tecnico. Un atteggiamento che, secondo Tuchel, rappresenta «il mix perfetto» per offrire la prestazione necessaria contro i campioni del mondo in carica.

L’allenatore tedesco ha descritto i suoi calciatori come un gruppo capace di reagire alle difficoltà e di sostenere la pressione delle grandi occasioni.

Una rivalità piena di momenti iconici

La partita porta con sé il peso di una rivalità che ha attraversato la storia dei Mondiali, segnata da episodi rimasti nella memoria collettiva del calcio.

«I giocatori sanno esattamente cosa significa questa partita», ha spiegato Tuchel. «Quando un incontro del genere ha regalato così tanti momenti iconici, è difficile definirlo semplicemente un’altra partita di calcio».

Il tecnico ha però invitato la squadra a non farsi condizionare dal passato. L’Inghilterra vuole concentrarsi sul presente, sulla preparazione tattica e sulla possibilità di imporre il proprio gioco, senza trasformare la storia delle sfide con l’Argentina in un peso emotivo.

Messi contro l’Inghilterra, una sfida inedita

Per Messi sarà una partita particolare. Nonostante una carriera internazionale durata oltre vent’anni e le numerose sfide contro le principali potenze calcistiche, il fuoriclasse argentino non aveva ancora affrontato l’Inghilterra in una partita della Coppa del Mondo.

La semifinale mette quindi di fronte la squadra campione in carica e una nazionale inglese che sente di avere finalmente la maturità necessaria per tornare a giocarsi il titolo. Messi resta il principale pericolo, ma il messaggio di Tuchel è chiaro: rispetto assoluto per il campione argentino, nessuna rinuncia alle ambizioni inglesi.

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