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Ambiente

Area Marina Protetta, nel golfo di Napoli sarà presto istituita quella di Capri mentre ancora langue quella di Ischia che già esiste

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A volte è questione di approccio e di lungimiranza rispetto a questioni complesse. Nel Golfo di Napoli c’è un’area Marina protetta, quella del Regno di Nettuno, che ricomprende Ischia e Procida che stenta a decollare oramai dopo anni dalla Istituzione. E ce n’è una che non riesce a nascere, quella di Capri, che pure l’isola azzurra vuole a tutti i costi, l’ha chiesta al ministro dell’Ambiente, Sergio Costa. Oggi c’è stato un incontro a Roma presso il ministero dell’Ambiente tra i responsabili ministeriali e i due Comuni di Capri e Anacapri in vista della costituzione dell’Area marina protetta dell’isola di Capri. Il sindaco, Gianni De Martino, e il presidente del Consiglio Comunale, Fabio De Gregorio, in rappresentanza del Comune di Capri, e l’assessore alla Tutela del Mare, Massimo Coppola, in rappresentanza del Comune di Anacapri, si sono incontrati con il direttore generale Maria Carmela Giarratano, e Antonio Maturani, in rappresentanza del Ministero. All’incontro hanno partecipato anche i tecnici dell’ISPRA. “Nel corso della riunione, nella quale sonno stati affrontati anche gli aspetti tecnici e amministrativi della questione, è stata condivisa la dichiarazione del ministro Sergio Costa di dare priorità alla istituzione dell’Area marina protetta dell’Isola di Capri”, si legge in una nota. “In tale ottica, quindi, il ministero – prosegue la nota dei Comuni – si attiverà per coordinarsi con le altre istituzioni ministeriali competenti per individuare il percorso normativo preliminare alle successive fasi, di natura più specificamente tecniche, che consentiranno la definizione dell’iniziativa. I rappresentanti dei Comuni hanno anche dato ampia disponibilità a compartecipare, amministrativamente e finanziariamente, alle attività necessarie al percorso di istituzione dell’Area”. “È stato un incontro sicuramente produttivo e costruttivo per raggiungere un obiettivo ormai non più rinviabile. Siamo più che soddisfatti dell’impegno del ministro Costa – dichiarano i rappresentanti dei due Comuni isolani – a dare priorità all’Area Marina Protetta dell’Isola di Capri, esternato in occasione della sua visita a Capri dei giorni scorsi. Il ministro ha immediatamente trasmesso ai suoi uffici tale indicazione e l’incontro di ieri è stata la conferma dell’impegno che lo stesso Ministro ha già inserito nei suoi programmi prioritari. Abbiamo avuto modo di ribadire la piena disponibilità delle nostre Amministrazioni a contribuire, sotto tutti gli aspetti, al percorso necessario alla istituzione dell’Area, indispensabile per la tutela del nostro mare e del nostro territorio”.

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Ambiente

Settimana spaziale, tutti col naso all’insù prima per Saturno e poi per ammirare Plutone

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Arriva la notte di Saturno. Il pianeta degli anelli ieri e oggi si trova alla minima distanza dalla Terra e al massimo della sua luminosità, tanto da essere visibile nel cielo per tutta la notte. I pianeti giganti, insieme alla Luna, sono infatti i protagonisti di questa estate astronomica. Dopo l’opposizione di Giove, il 10 giugno scorso, e’ il turno di Saturno. Il 10 luglio il pianeta si troverà a 1 miliardo e 351 milioni di chilometri dalla Terra e in opposizione, “cioè in una posizione opposta a quella del Sole” ha dettoPaolo Volpini dell’Unione astrofili italiani (Uai).

Di conseguenza, ha aggiunto “quando tramonta il Sole sorge il pianeta, che resta visibile per tutta la notte” e sara’ nelle migliori condizioni di visibilita’. Un’occasione da non perdere per osservare gli splendidi anelli che lo circondano con un buon binocolo o un piccolo telescopio. “A inizio serata – ha spiegato Volpini – si puo’ cercare il pianeta sull’orizzonte orientale, tra le stelle della costellazione del Sagittario. Poi, nelle ore centrali della notte tendera’ a spostarsi verso sud”. Gli astrofili hanno organizzato osservazioni pubbliche in tutta Italia per osservarlo.  Saturno’lascera’ poi la scena’ a Plutone, che sara’ in opposizione il 14 luglio e che sara’ visibile nella stessa area del cielo, cioe’ fra le stelle del Sagittario. Tuttavia, per osservare il pianeta nano posto ai confini del Sistema Solare serviranno telescopi un po’ piu’ potenti ma sempre accessibili all’astronomia amatoriale.

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Ambiente

Salvato il piccolo Dugongo, era ferito e rischiava di morire

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L’esemplare di dugongo è stato ritrovato sulla spiaggia di Krabi, in Thailandia. Aveva sei tagli sul corpo e abrasioni sulla schiena. I biologi marini che l’hanno salvata l’hanno chiamata Mariam che nella lingua locale significa “signora del mare”. Quando è stata salvata Mariam aveva solo cinque mesi ed è stata trovata senza la madre. Gli scatti del suo salvataggio sono diventati virali sui social.

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Ambiente

Cambiamenti climatici, in Italia si coltivano mango, banane e altri frutti tropicali

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Con i cambiamenti climatici arrivano le prime coltivazioni di mango e avocado Made in Italy insieme ad altre produzioni esotiche di largo consumo, come le banane e specialita’ meno conosciute dallo zapote nero alla sapodilla. E’ quanto emerge dal primo studio Coldiretti “I tropicali italiani” presentato al Villaggio contadino a Milano al Castello Sforzesco. Effetti del surriscaldamento destinati a modificare i comportamenti di consumo, ma anche le scelte produttive delle stesse aziende agricole. Lo dimostra il fatto che oggi sono oltre 500 gli ettari piantati con frutti tropicali, aumentati di 60 volte nel giro di appena cinque anni. A far la parte del leone e’ la Sicilia, spiega Coldiretti, con coltivazioni di avocado e mango tra Messina, l’Etna e Acireale, ma anche frutto della passione, zapote nero (simile al cachi), sapodilla e litchi.

Il tutto grazie ai giovani agricoltori che hanno scelto queste coltivazione spesso recuperando terreni abbandonati proprio a causa dei mutamenti climatici. Tropicali italiani anche in Calabria dove, oltre a mango, avocado e frutto della passione si aggiungono melanzana thay, macadamia (frutta secca a meta’ tra mandorla e nocciola), annona e canna da zucchero. Un mercato, quello del tropicale tricolore, che ha tutte le potenzialita’ per crescere: il 61% di italiani sono pronti ad acquistare frutti esotici nostrani e non quelli stranieri, secondo un sondaggio Coldiretti-Ixe’ diffuso per l’occasione; con il 71% disposto a pagare di piu’ per avere la garanzia dell’origine nazionale. Una scelta motivata dal maggiore grado freschezza, ma anche perche’ l’Italia e’ al vertice della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti con residui chimici irregolari (0,8%), quota inferiore di 1,6 volte alla media dell’Unione Europea (1,3%) e 7 volte a quella dei Paesi extracomunitari (5,5%).

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