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Lavoro

Arcelor Mittal, tutele o si chiude il 6 settembre: scontro duro con Di Maio

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O si trova una soluzione e permangono le tutele legali per l’attuazione del piano ambientale per l’ex Ilva di Taranto o chiudera’ il 6 settembre: e’ netta la posizione dell’Ad di ArcelorMittal Europa, Geert Van Poelvoorde. Come e’ secca la replica del vicepremier Luigi Di Maio: “Io non accetto ricatti. Qui la legge e’ uguale per tutti. Ilva resti aperta, non hanno nulla da temere, le soluzioni si trovano”, ha detto, a quanto si apprende, in una riunione con i suoi collaboratori. Mentre il vicepremier Matteo Salvini rimarca anche su questo fronte una distanza tra Lega e M5s: “Io avrei lasciato la garanzia legale. Di Maio mi assicura che non rischia, io mi fido”. E avverte: “Con 15 mila posti di lavoro non si scherza. Non si puo’ cambiare un contratto in corso d’opera. Non ci possiamo permettere la chiusura”, “gli imprenditori arrivati adesso hanno ereditato una situazione disastrosa e in nove mesi non possono sistemarla” “Il Governo – ha spiegato Van Poelvoorde da Bruxelles – continua a dirci di non preoccuparci, che trovera’ una soluzione, ma finora non c’e’ niente. Quindi il 6 settembre l’impianto chiudera’. Abbiamo ancora due mesi, spero che il Governo trovi una soluzione, siamo aperti a discutere”; “Noi ci fidiamo delle dichiarazioni del Governo, stiamo andando avanti con il piano, non rallentiamo e aspettiamo che il Governo trovi una soluzione perche’ non c’e’ motivo per cui ci mandino via. Ma apparentemente non vedono questo problema grave come lo vediamo noi”. E Arcelor Mittal Italia ribadisce: “L’entrata in vigore del Decreto Crescita non consentirebbe ad alcuna societa’ di gestire l’impianto oltre il 6 settembre, una data che e’ stata fissata dal Governo, a meno che non sia garantita la necessaria tutela ambientale”. E’ una posizione accolta con “molta preoccupazione” dal sindaco di Taranto Rinaldo Melucci: “Spero – ha detto il primo cittadino – che il Governo agisca in fretta per mettere in sicurezza la vicenda”. Il gruppo Pd alla Camera chiede che il ministro Di Maio si rechi immediatamente in Aula per riferire. E l’ex premier Matteo Renzi dice: “Questi che ci governano non sono cialtroni: sono semplicemente pazzi. Licenziano 15mila persone”. Intanto l’azienda ha anche annunciato il numero delle giornate di cassa integrazione che partira’ dall’1 luglio prossimo e coinvolgera’ 1395 dipendenti per 13 settimane, scatenando le proteste dei sindacati. Fim, Fiom e Uilm hanno inviato un comunicato all’Ad Matthieu Jehl e al responsabile della Risorse Umane, Annalisa Pasquini, definendo “irresponsabile” l’atteggiamento dell’azienda che dimostrerebbe “la scarsa propensione al dialogo e soprattutto l’arroganza di chi vuole procedere con l’avvio della Cigo, cosi’ come d’altronde comunicato al tavolo alle organizzazioni sindacali, senza un reale confronto di merito ed un approfondimento della fase di incertezza che vive lo stabilimento di Taranto”. Fim, Fiom e Uilm invitano l’azienda “a sospendere quest’atto unilaterale in attesa di una verifica di merito con le organizzazioni sindacali che si dovranno incontrare il prossimo 1 luglio”.

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Economia

Crollo dell’occupazione, -239mila nuovi contratti ‘a termine’

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Tra emergenza Covid e lockdown cala il numero delle assunzioni e a crollare sono soprattutto quelle a tempo determinato, gia’ dall’inizio della pandemia. Nel primo trimestre dell’anno, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, si registra una diminuzione di 239 mila attivazioni di rapporto di lavoro dipendente, di cui -44 mila a tempo indeterminato e -195 mila a termine. A fotografare l’impatto del coronavirus sul mercato del lavoro sono i dati che emergono dalla Nota congiunta sulle tendenze dell’occupazione pubblicata da Istat, ministero del Lavoro, Inps, Inail e Anpal, relativa al primo trimestre dell’anno, caratterizzato a partire da fine febbraio e per tutto il mese di marzo dal dispiegarsi dell’emergenza Covid e dalle prime restrizioni per contrastare la diffusione del contagio. Proprio per rendere conto degli effetti dell’emergenza sanitaria, la Nota trimestrale analizza l’andamento dei flussi giornalieri di assunzioni e cessazioni dei rapporti di lavoro dipendente (sulla base delle Comunicazioni obbligatorie rielaborate del ministero) cumulati dei primi tre mesi, rispetto all’analogo periodo del 2019: dopo “una sostanziale tenuta” nei mesi di gennaio e febbraio, si registra “una progressiva perdita” delle posizioni lavorative che al 31 marzo “arriva a circa 220 mila posizioni”. Un andamento negativo dovuto essenzialmente alla contrazione delle assunzioni, misurabile nelle 239 mila attivazioni di rapporto di lavoro dipendente in meno (-44 mila a tempo indeterminato e -195 mila a termine). I precari sono quelli che “stanno pagando di piu’ la crisi occupazionale” conseguente all’emergenza sanitaria, sottolineano i sindacati. Per la Cgil bisogna garantire la tenuta dell’occupazione ma anche la sua qualita’: per questo, “la deroga temporanea alle causali previste dal decreto dignita’, comprensibile in questo periodo di forte incertezza per mantenere anche i lavoratori a termine, non puo’ e non deve trasformarsi in una richiesta di cancellazione dell’obbligo tour court che riporterebbe pericolosamente il Paese indietro”, come afferma la segretaria confederale Tania Scacchetti. Un’apertura diversa dalla Cisl: sono “condivisibili”, sostiene il segretario generale aggiunto Luigi Sbarra, “le ipotesi sull’introduzione di incentivi alle imprese che fanno nuove assunzioni a tempo indeterminato, che devono essere collegati all’impegno a non licenziare. Benissimo, ma a cio’ va affiancata la possibilita’ di assumere a termine senza eccessivi vincoli, eliminando le rigidita’ della legge in materia di causali, che vanno delegate alla contrattazione collettiva, soprattutto di livello aziendale”. E “non si dica – aggiunge – che in tal modo si alimenta la precarieta’: normativa e contrattazione sanciscono piena parita’ di trattamento, questi lavoratori rientrano anche nel premio di produttivita’ e nelle tutele di cassa integrazione”. Dunque, per la Cisl “fino a fine anno le tutele della cassa integrazione e del blocco dei licenziamenti devono viaggiare insieme a tutte le misure possibili per incoraggiare ogni tipo di assunzione”. Intanto, le misure messe in campo dal governo, a partire dagli ammortizzatori sociali ad hoc, hanno attenuato le ricadute sul mercato del lavoro: in un rapporto la Uil indica che le ore autorizzate di cassa integrazione con causale Covid sono state tra aprile e maggio 1,7 miliardi e questo ha “significato aver salvaguardato cinque milioni di posti di lavoro”. La Uil sottolinea, inoltre, come per il primo trimestre si sia registato un calo tendenziale “contenuto” dell’occupazione (-0,2%): “A cio’ – scrive – ha contribuito l’introduzione del blocco dei licenziamenti per giustificato motivo oggettivo e della cig con causale Covid”. Lo stop ai licenziamenti e’ fissato fino al 17 agosto: a quel punto cosa succedera’ in presenza di un vulnus tra fine ammortizzatori e divieto di licenziare?”, domanda il sindacato, tornando per questo a sostenere la necessita’ di una ulteriore proroga.

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Economia

La rabbia dei sindacati su Mittal e l’attacco di Patuanelli: gli indiani violano i patti

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Monta la rabbia dei sindacati contro Arcelor Mittal dopo le anticipazioni del piano lacrime e sangue per l’Ilva, che prevede circa 5.000 esuberi, e si sollecita quindi un intervento del governo. E il ministro dello sviluppo economico Patuanelli attacca la multinazionale: “questo piano non rispetta l’accordo del 4 marzo” e convoca proprio i sindacati per il 9 giugno anche se alla riunione, in videoconferenza, non sara’ presente l’azienda. “Da settembre Mittal ha detto che prima c’era un problema per l’acciaio in generale, poi ha usato la scusa dello scudo penale ed oggi invece dice che il Covid avra’ un effetto per ben tre anni sul mercato dell’acciaio.

Io credo, invece, che bisogna ripartire dall’accordo del 4 marzo e continuare su quella strada”, ha sottolineato il ministro, ribadendo che a Taranto il governo vuole “coniugare ambiente e lavoro” perche’ “riteniamo che sia compatibile e pensabile un impianto moderno nuovo, all’avanguardia che diventi il fiore all’occhiello dell’Europa per la produzione d’acciaio da ciclo integrato”. Pertanto “noi ci crediamo, vogliamo capire anche se la controparte ci crede” , ha affermato Patuanelli. E i sindacati vanno giu’ duri contro il colosso franco-indiano. “ArcelorMittal, con l’ennesimo ricatto, chiede due miliardi di euro al governo italiano e contemporaneamente licenzia 3.300 dipendenti, straccia l’accordo del 2018 sul rientro a lavoro dei 1.700 di Ilva Amministrazione straordinaria, mette a forte rischio gran parte dei 7mila dell’indotto e l’intera siderurgia italiana. Non si deve permettere alla multinazionale di mettere per strada migliaia lavoratori e in ginocchio intere comunita’, causando un disastro ambientale, occupazionale ed economico senza precedenti”, tuona il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, sollecitando la “cacciata” del colosso franco-indiano dall’Italia.

“Non accettiamo alcun licenziamento, anche se a Novi paradossalmente fossero zero”, afferma Federico Porrata, rsu Fiom Cgil dello stabilimento ex Ilva di Novi Ligure (Alessandria), sottolineando che “ci riserviamo iniziative sul territorio e con gli altri siti”. L’opposizione, invece, attacca a testa bassa il governo su come ha gestito l’intero dossier. “L’altra faccia della medaglia” di questa storia “ci racconta di un governo inadeguato a gestire una vertenza di questo tipo, di un ministro per lo Sviluppo economico assente, di un esecutivo senza una visione strategica sulla siderurgia e sulla politica industriale”, incalza il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Mariastella Gelmini. Secondo il coordinatore nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, la politica si e’ fatta sottomettere. “I manager indiani sono brutti e cattivi, volevano le quote di acciaio e poi chiudere? In realta’ fanno quello che hanno sempre fatto, sono stati i decisori politici italiani ad essere ingenui e a farsi soggiogare, per usare un temine educato, portando cosi’ la citta’ di Taranto a non avere bonifiche e giustizia non chiedendo il danno ambientale, a subire un’emergenza sanitaria causata dall’inquinamento”, accusa Bonelli. Intanto, secondo quanto si apprende, al momento non risultano presso le banche richieste di prestito garantito per Ilva/Arcelor Mittal, tantomeno in Sace. Inoltre bisogna vedere se i requisiti del Decreto Liquidita’ sono compatibili.

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Sanità, Azienda ospedaliera Università Vanvitelli: bandi per 183 assunzioni a tempo indeterminato

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L’Azienda ospedaliera universitaria ‘Luigi Vanvitelli’ di Napoli avvia una campagna di reclutamento per complessivi 183 posti per varie figure professionali e di varia categoria con contratti a tempo indeterminato per il comparto. I bandi sono pubblicati sul sito dell’azienda. Si tratta di concorsi pubblici per titoli ed esami. Nello specifico le procedure concorsuali sono destinate a coprire 10 posti di collaboratore amministrativo professionale, categoria D; 16 posti di assistente amministrativo, categoria C; 5 posti di collaboratore professionale sanitario, ostetrica/o, categoria D; di 6 posti di collaboratore professionale sanitario, tecnico sanitario di radiologia medica (Tsrm), categoria D; 20 posti di collaboratore professionale sanitario, tecnico sanitario di laboratorio biomedico (Tslb), categoria D; 26 posti di collaboratore professionale sanitario, infermiere pediatrico, categoria D e 100 posti di collaboratore professionale sanitario, infermiere, categoria D.

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