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Anziana derubata e picchiata: le telecamere incastrano il rapinatore

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L’aveva spinta facendola sbattere per terra per rapinarla di 75 euro: la malcapitata, un’anziana donna, ricoverata in ospedale per qualche giorno era rimasta tramortita così l’episodio era stato denunciato in ritardo. Ma oggi i Carabinieri hanno arrestato per rapina un 45 enne. L’episodio il 19 gennaio scorso, in via Gramsci a Napoli, la notizia aveva destato sensazione perché la donna aveva riportato lesioni gravi: spinta alle spalle con violenza era caduta battendo testa e procurandosi una profonda ferita.

È stato possibile identificare il rapinatore grazie alle immagini di alcune telecamere di videosorveglianza privata che hanno ripreso il passaggio dello scooter condotto dall’indagato, con la targa occultata subito dopo che la donna aveva lasciato il condominio dove abita (proprio in via Gramsci). 

Una perquisizione domiciliare ha consentito di ritrovare e sequestrare lo scooter e parte degli accessori indossati dal rapinatore il giorno dell’aggressione all’anziana. L’arrestato è stato condotto in cacere a Poggioreale.

 

 

 

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Uccise a coltellate figlia di 2 anni, ergastolo

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E’ stato condannato all’ergastolo Jacob Danho, l’ivoriano 38enne che il 22 giugno del 2019, per vendicarsi della ex compagna che lo aveva lasciato e non voleva ricucire il rapporto, nel suo appartamento di Cremona, in via Massarotti, ha ucciso a coltellate la figlia, la piccola Gloria, di appena due anni, morta dopo due, tre ore di agonia nella camera da letto di papa’. La sentenza e’ stata emessa questa mattina nell’aula della Corte d’Assise, presidente Anna di Martino, giudice a latere Francesco Beraglia e sei giudici popolari: dopo cinque udienze e tre ore e mezza di camera di consiglio e’ stata accolta la richiesta del pm, Vitina Pinto. Danho era accusato di omicidio volontario aggravato dalla discendenza, dai futili motivi e dalla premeditazione. Ma l’aggravante della premeditazione non e’ stata riconosciuta. La Corte d’Assise ha inoltre condannato l’imputato, rinchiuso nel carcere di Pavia, a risarcire i danni a mamma Isabelle, parte civile con l’avvocato Elena Pisati: 100 mila euro di provvisionale immediatamente esecutiva. E ha ordinato, al termine della detenzione che in questi casi e’ possibile, l’espulsione immediata di Jacob dall’Italia. “Un rapinatore ci ha seguito con la pistola, e’ salito, voleva i soldi, e’ scappato dalla finestra” aveva tentato la difesa, a omicidio appena scoperto, lo straniero, con una ricostruzione smontata dai carabinieri. Per poi cambiare versione in aula: “Ho perso la testa nell’uccidere mia figlia. Questa follia non e’ naturale”, aveva detto al processo tentando di spiegare quella “follia non naturale” con “la stregoneria”, una maledizione su di lui lanciata dalla Costa d’Avorio dalla madre di Isabelle, che non lo vedeva di buon occhio. Per i periti della Corte d’Assise, pero’, che hanno ritenuto Jacob capace di intendere e di volere al momento del fatto, la stregoneria e’ “solo un retaggio culturale, non abbiamo trovato elementi deliranti”. In aula, mamma Isabelle non c’era. “E’ una sentenza giusta, che ha riconosciuto il reale svolgimento dei fatti e la responsabilita’ di un crimine cosi’ efferato. Leggeremo la motivazione per capire come mai abbiano escluso la premeditazione. Per quanto l’imputato sia stato condannato all’ergastolo, la condanna non riporta a mamma Isabelle la sua bambina”, ha commentato l’avvocato di parte civile, Elena Pisati. Gli avvocati di Danho, Giuseppe Bodini e Michele Tolomini, avevano preparato il loro assistito. “Il signor Jacob e’ assolutamente consapevole. E’ tranquillo”.

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Sami Modiano vaccinato, “simbolo della speranza”

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La mascherina non puo’ nascondere la gioia nei suoi occhi. Gli stessi occhi che hanno visto e vissuto l’orrore dell’Olocausto e che, proprio in un gelido inverno di 76 anni fa, scorsero la liberta’ dopo il terrore di Auschwitz. Sami Modiano, uno degli ultimi sopravvissuti ai lager nazisti, oggi ha 90 anni e si conferma – se mai ce ne fosse bisogno – simbolo di speranza e rinascita. Appena saputo che si sarebbe potuto vaccinare contro il Covid non ha esitato un secondo e lo ha fatto. Davanti a telecamere e fotografi, ennesima testimonianza del suo impegno civile che dura ormai da decenni, da quando ha deciso di accompagnare nei campi di sterminio gli studenti di tutta Italia per affidare loro il testimone della memoria. Nonostante il dolore che quei luoghi gli procurano ancora oggi. “Fare il vaccino e’ necessario per noi e per gli altri, specialmente alla nostra eta’”, ha detto Sami dopo aver ricevuto la prima dose insieme con sua moglie Selma. Il suo sguardo curioso si e’ poggiato su medici e infermieri del Campus Bio-Medico, su chi si stava prendendo cura di lui in quel momento. Ma le sue domande erano per gli altri, su quando si sarebbero potuti vaccinare tutti, sulle modalita’ di somministrazione per i disabili e sui prossimi step del piano. “Oggi mi sono stupito di tanta gentilezza, non mi aspettavo tutta questa attenzione. Sono grato ai dottori e agli infermieri che mi hanno vaccinato – le sue parole -. La vita ci mette davanti a sfide inaspettate e spesso molto dure, ma abbiamo dentro di noi la forza per superarle. Dobbiamo restare ottimisti”. E, subito dopo la puntura, una sola frase: “E anche questa e’ fatta”. Con lui, al Campus, c’erano anche il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e la presidente della comunita’ ebraica di Roma, Ruth Dureghello. Il governatore ha celebrato la giornata con post sui social in cui, pubblicando la foto di Modiano, ha parlato di “un’immagine di fiducia e speranza per tutti”. “Grande emozione” da parte di Dureghello. “Sami – ha sottolineato – e’ un simbolo della sofferenza, della tragedia. Il suo e’ stato un messaggio positivo. E’ sempre stato determinato a sottoporsi al vaccino appena gli e’ stato proposto. Lui ci ha regalato tanti momenti di felicita’ e questo e’ stato l’ennesimo”. Per fortuna questa volta nessun commento di odio e’ comparso sui social, al netto delle polemiche politiche sul profilo di Zingaretti. Agli haters saranno bastate le parole di Nonno Basilio, il 103enne ex deportato del Terzo Reich insultato dopo aver ricevuto il vaccino in una Rsa toscana. “Io non ho proprio nulla da dire”, la secca replica a chi sosteneva che la sua fosse stata una dose di vaccino sprecata. “Il nazismo e’ morto anche oggi”, uno dei commenti piu’ apprezzati oggi sui social.

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Napoli, ritrovata la copia del ‘Salvator Mundi’: furto mai denunciato dal museo ‘Doma’

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Un ritrovamento prezioso, dal punto di vista artistico, quello avvenuto a Napoli, dove gli agenti della sezione reati contro il patrimonio della squadra mobile, hanno ritrovato, nascosto in una camera di un appartamento di via Strada Provinciale delle Brecce, il ‘Salvator Mundi’, copia di scuola leonardesca risalente al XV secolo, l’originale è attribuito a Leonardo Da Vinci, che fa parte di una collezione custodita presso il museo ‘Doma’ della basilica di San Domenico Maggiore a Napoli e collocato nella cappella Muscettola da cui era stato trafugato.Il proprietario dell’appartamento dov’è stato ritrovato il dipinto, un commerciante napoletano di 36 anni, è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria per ricettazione.Il ritrovamento si porta però dietro un alone di mistero. Chi custodiva il bene non si era mai accorto del furto. In pratica il furto non è mai stato denunciato.Il quadro era conservato nel museo ‘Doma’, in una teca alla quale era possibile accedere con una chiave.

Lo stipite non veniva aperto da marzo 2020, dall’inizio del lockdown. Mentre il soggetto che lo aveva in custodia, un commerciante senza precedenti penali, nell’immediatezza del ritrovamento ha fornito, come riferiscono gli inquirenti, “informazioni poco credibili su come fosse venuto in possesso del quadro”.Il procuratore della Repubblica Giovanni Melillo ha spiegato che non c’è stata alcuna denuncia.L’opera è stata sequestrata e affidata alla Soprintendenza, per una verifica delle condizioni del Salvator Mundi. Il valore è da verificare: l’originale, attribuiti a Leonardo Da Vinci, è stato venduto all’asta a 480 mila euro, come il priore ha raccontato alle forze di polizia.

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