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Corona Virus

Antivirali solo in ospedali, norma rallenta uso

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Un iter che i medici definiscono complesso ed eccessivamente lungo rischia di rallentare molto l’utilizzo degli antivirali orali contro Covid-19, ovvero le pillole anti-Covid di Merck e Pfizer – Molnupiravir e Paxlovid – da poco disponibili anche in Italia. Da somministrarsi in tempi brevi, entro 5 giorni dall’insorgenza dei sintomi, questi farmaci da assumersi a casa possono essere infatti prescritti dagli specialisti ospedalieri su indicazione del medico di base e distribuiti solo nelle farmacie degli ospedali, centri di riferimento. Cio’ puo’ rendere difficile rispettare i tempi stretti richiesti e per questo l’Ordine dei medici chiede una semplificazione e attende la convocazione di un tavolo con l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa). Il pericolo e’ che, appunto, i pazienti candidabili all’utilizzo degli antivirali orali – ovvero in caso di malattia lieve-moderata ma con specifici fattori di rischio per lo sviluppo di Covid-19 severo – non facciano materialmente in tempo a ottenere il farmaco entro i 3 o massimo 5 giorni previsti dall’inizio dei sintomi. Sono farmaci sui quali “ci sono grandi aspettative, ma poiche’ sono stati approvati in emergenza, una regola prevede che non possano essere prescritti dai medici di famiglia”, dice il virologo Francesco Broccolo, dell’universita’ di Milano Bicocca. In sostanza se i medici di famiglia non sono abilitati a prescrivere questi farmaci per uso orale, peraltro di gestione non piu’ difficile di altri, “si rischia di non far scendere il numero di decessi, oltre che far scadere i farmaci”. Broccolo rileva che sono 600.000 i cicli del farmaco Pfizer acquistati dall’Italia, dei quali 11.200 sono arrivati e sono stati distribuiti nelle farmacie ospedaliere di diverse regioni; si tratta di una “spesa notevole, considerando che ogni ciclo di cura, della durata di 5 giorni, costa 700 dollari, ma se non si sblocca la regola si rischia che un simile investimento non possa riuscire a ridurre il numero dei decessi”. Una criticita’, questa, evidenziata anche dal presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo), Filippo Anelli, secondo il quale “e’ necessario semplificare l’iter per l’accesso agli antivirali orali, perche’ la procedura attuale ritarda molto i tempi”. Per questo, afferma, “chiediamo che sia resa possibile la prescrizione anche da parte del medico di base e soprattutto che le pillole possano essere distribuite anche nelle farmacie distrettuali delle asl e non solo in quelle ospedaliere. Abbiamo fatto presenti queste richieste all’Aifa e aspettiamo ora la convocazione di un tavolo. Il problema vero – conclude – e’ rendere questi farmaci piu’ facilmente reperibili sul territorio”. In Italia, fino al 3 febbraio, secondo l’ultimo report dell’Aifa, sono stati 4.117 i pazienti che hanno ricevuto una prescrizione di molnupiravir. Non sono invece ancora disponibili i dati relativi a Paxlovid, farmaco arrivato in Italia solo pochi giorni fa.

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Covid, in Italia 152 vittime e contagio al 15 per cento

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Il Covid continua a mietere vittime: quelle di oggi sono 152, 22 più di ieri.  26.693 i nuovi contagi registrati nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri i contagiati erano 28.433.  Il tasso è al 15%, lo stesso di ieri.

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Crollo ricoveri ma curva casi Covid frena la discesa

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Crolla, in una settimana, il numero dei ricoveri per Covid-19 e gli italiani attualmente positivi al virus tornano sotto il milione. Un trend che sembra prospettare un miglioramento della situazione epidemica anche se un segnale non del tutto tranquillizzante arriva da dieci Regioni, dove i dati indicano che la discesa dei casi sta cominciando ad arrestarsi e si va verso una fase di stasi. Resta intanto sempre elevato il numero dei decessi: sono 145 nelle ultime 24 ore, sia pure in calo rispetto ai 177 di ieri. Sul fronte dell’occupazione degli ospedali, la rilevazione settimanale della Federazione italiana delle aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso) segnala dunque un crollo deciso dei ricoveri Covid nell’ultima settimana. In area medica la rilevazione negli ospedali aderenti alla rete sentinella fa infatti segnare un -20%, dato simile per le terapie intensive che registrano il -22% rispetto alla settimana precedente e un indice di occupazione stabile al 4,4%. Il rallentamento delle infezioni da SarsCoV2 si sta ora dunque riflettendo anche sui ricoveri, che si riducono dopo la stabilita’ registrata la settimana scorsa e la crescita delle settimane antecedenti. In netto calo anche i pazienti ‘con Covid’, il cui ricovero e’ stato determinato da altre patologie ma che sono risultati positivi al tampone. Rappresentano comunque il 60% dei ricoverati. Fiaso segnala inoltre che l’80% dei soggetti vaccinati presenti in area medica ha una eta’ media di 76 anni e non si e’ sottoposto alla quarta dose. Nelle intensive l’eta’ media scende a 73 anni e il 100% dei soggetti e’ affetto da altre patologie, ma anche tra questa fascia permane la mancata somministrazione della dose booster. In calo del 27% anche i ricoveri Covid pediatrici e nessun bambino si trova attualmente in terapia intensiva. In diminuzione sono pure i nuovi contagi nell’arco delle 24 ore. Secondo il bollettino del ministero della Salute, sono infatti 31.703 le nuove infezioni da Covid. Ieri i contagiati erano stati 43.084. Le vittime sono 145. Il tasso e’ al 15,7%, quasi invariato rispetto a ieri, su 201.509 tamponi eseguiti. Sono invece 321 i pazienti in terapia intensiva, 10 in meno rispetto a ieri. I ricoverati nei reparti ordinari sono 8.592, cioe’ 224 in meno rispetto a ieri. E scendono sotto quota un milione gli italiani attualmente positivi al Coronavirus: secondo l’ultimo bollettino sono 969.830. Tuttavia, la discesa dei casi comincia ad arrestarsi: dieci regioni sono vicine a una stasi e, fra queste, in due si rilevano segnali di una crescita debole. Lo indicano le analisi del matematico Giovanni Sebastiani del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). “L’analisi delle differenze settimanali della percentuale dei positivi ai test molecolari rivela che alcune regioni sono in fase di decrescita molto debole e prossime ad una stasi, mentre altre sono in fase di crescita molto debole”, osserva. Del primo gruppo fanno parte Campania (6%), Friuli Venezia Giulia (9%), Lazio (8%), Lombardia (11%), Molise (5%), provincia autonoma di Trento (5%), Umbria (20.5%) e Veneto (12%); nel secondo gruppo ci sono provincia autonoma di Bolzano (6.5%) e Piemonte (10%). A livello globale, segnala inoltre l’Oms, il numero di nuovi casi settimanali di Covid-19 e’ rimasto stabile durante la settimana dall’1 al 7 agosto 2022, rispetto alla settimana precedente, con oltre 6,9 ;;milioni di nuovi casi segnalati. Il numero di nuovi decessi settimanali e’ invece diminuito del 9%, con oltre 14.000 decessi segnalati, rispetto alla settimana precedente. Intanto, l’Agenzia europea per i medicinali (Ema) si appresta ad approvare in autunno il vaccino anti-Covid di Pfizer/BioNTech adattato per contrastare le varianti BA.4 e BA.5 Omicron, come reso noto da un portavoce della stessa Ema. Le due aziende hanno avviato una sperimentazione clinica e dovrebbero presto presentare una domanda di autorizzazione all’Ema, che potrebbe procedere con un’approvazione rapida in autunno.

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Covid: meno di un milione i positivi in Italia

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Scendono sotto quota un milione gli italiani attualmente positivi al Coronavirus: secondo l’ultimo bollettino sono 969.830, ovvero 48.497 in meno rispetto a ieri. In totale sono 21.400.179 i contagiati dall’inizio della pandemia, mentre i morti salgono a 173.571. I dimessi e i guariti sono 20.256.778 con un incremento di 80.051.

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