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Andreoni, terza dose a tutti a 9-12 mesi da ciclo completato

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“Sono favorevole alla terza dose per la vaccinazione anti-Covid, partendo immediatamente con i soggetti fragili e immunodepressi e poi, a distanza di 9-12 mesi dal termine del ciclo vaccinale previsto con due dosi, anche per il resto della popolazione. Sono infatti comunque favorevole al richiamo per tutta la popolazione”. Lo afferma all’Ansa Massimo Andreoni, primario di Infettivologia al Policlinico di Tor Vergata, sottolineando la necessita’ di estendere la terza dose in un secondo momento anche a tutti i sanitari e non solo a quelli a maggior rischio di contrarre l’infezione. “Per gli immunodepressi e’ importante partire immediatamente mentre per il resto della popolazione – spiega – credo che la terza dose sia utile ma ad una certa distanza di tempo. Sono comunque dell’idea che vada fatta a tutti. La terza dose e’ infatti necessaria perche’ il livello degli anticorpi al virus SarsCov2 indotto appunto dalla vaccinazione, ovvero il titolo anticorpale, progressivamente si riduce. Questo succede regolarmente in tutte le tipologie di vaccinazione ma il tempo di questo decadimento degli anticorpi e’ diverso da vaccinazione a vaccinazione”. Per la vaccinazione anti-Covid, sottolinea, “stiamo vedendo che dopo una tempistica di 9-12 mesi il titolo anticorpale tende a non essere piu’ sufficiente. Questo e’ piu’ che mai valido per i soggetti fragili immunodepressi che, rispondendo meno validamente alla vaccinazione, sono esposti ad un decadimento anticorpale molto piu’ rapido e richiedono per questo un richiamo vaccinale in tempi molto piu’ brevi rispetto al resto della popolazione”.

Rispetto a medici e sanitari – per i quali l’Agenzia italiana del farmaco ha indicato l’opzione della terza dose a seconda del livello di esposizione all’infezione e del rischio individuale di sviluppare forme gravi di COVID-19 – questo personale “e’ stato vaccinato nella prima ondata ed e’ quindi tra le categorie che hanno fatto il vaccino da piu’ tempo. E’ pertanto importante – afferma Andreoni – fare loro un richiamo, si tratta infatti di personale esposto che puo’ tramettere l’infezione. Si tratta di garantire cioe’ una protezione ai sanitari ma anche fare si’ che questi non possano divenire eventuale veicolo di infezione. rispetto ai malati”. Certamente, aggiunge, ” e’ quindi una categoria da prendere in considerazione per la terza dose, in un lasso di tempo dai 9 ai 12 mesi dal ciclo vaccinale completato come per la popolazione generale”. Secondo l’infettivologo, e’ pertanto consigliabile, come deciso, procedere “prima con gli immunodepressi; poi pero’ procederei con i sanitari: prioritariamente con il personale impiegato nei reparti Covid e successivamente estendendo il richiamo a tutti sanitari, coi’ come al resto della popolazione”. Quanto ai vaccini a disposizione, “attualmente sono efficaci contro tutte le varianti anche se con una efficacia diversificata tra gli immunizzanti in uso. I vaccini restano dunque estremamente validi”. La priorita’ resta pero’ quella di fare circolare il virus meno possibile, perche’, conclude Andreoni, “circolando potrebbe creare nuove varianti, questa volta resistenti invece ai vaccini”.

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La bidella no vax sospesa perchè senza Green Pass

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E’ stata sospesa dal lavoro Laura Muratore, la bidella dell’istituto secondario Ruffini di Imperia, che oggi, per il quinto giorno consecutivo, si e’ presentata a scuola senza il Green Pass. “Come da normativa ho dovuto allontanarla e procedere alla sospensione dal servizio – afferma il dirigente scolastico, Luca Ronco -. Da domani potra’ presentarsi sul lavoro, soltanto se munita di Green Pass, e sara’ reintegrata. Si spera che si chiuda questa triste telenovela”. Per cinque giorni, infatti, come da contratto, la bidella, che non vuole vaccinarsi ne’ fare i tamponi, si e’ presentata a scuola per evitare di essere segnata come assente ingiustificata.

I primi tre giorni, tuttavia, ha insistito per prendere servizio, sostenendo di avere diritto al lavoro e successivamente di avere anche avuto il Covid, fattore questo che non e’ mai stato accertato. In questo caso, pero’, e’ stata sanzionata dal preside per essere entrata nell’istituto senza certificazione verde. In due occasioni, tra l’altro, sono dovuti intervenire polizia e carabinieri. La dipendente, comunque, non rischia il licenziamento: “Il Decreto 111 prevede la tutela da licenziamento ed ha espressamente indicato l’impossibilita’ di procedere a sanzioni ulteriori. Lei ha gia’ raggiunto il massimo della sanzione possibile ovvero la sospensione dallo stipendio e da ogni contributo previdenziale”. “Questa vicenda mi lascia con l’amaro in bocca, perche’ ho il dubbio e il timore che questo sia un modo per avere visibilita’ mediatica, in quanto non porta a nessuna soluzione – conclude il preside -. Procedere cosi’ non aiuta la scuola, ne’ la signora e neppure l’attivita’ di una normale scuola in un percorso educativo”.

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“Torneremo a scuola” è la canzone con cui la Polizia di Stato riaccompagna in classe gli studenti

Nell’anno scolastico appena iniziato, il suono della campanella è stato accompagnato dalle note di “Torneremo a scuola”, un motivo musicale nato da un’idea della Polizia di Stato.

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Arrangiata dal Vice maestro Roberto Granata, interpretata dalla Banda musicale della Polizia di Stato e cantata dai bambini del coro della scuola “Maria Chierichini” di Amelia con la partecipazione di Red Canzian dei Pooh, “Torneremo a scuola” racconta in musica, le emozioni degli studenti che dopo i mesi difficili della pandemia, delle scuole chiuse, della didattica a distanza, ripopolano le aule rimaste a lungo vuote a causa del covid. Oggi finalmente si torna alla normalità anche se bisogna ancora rispettare le misure di protezione anticovid. Un ritorno alla normalità graduale ma continuo.

Ed ecco allora che attraverso il linguaggio universale della musica, la Polizia di Stato festeggia insieme ai più piccoli il rientro in classe. Da anni la Polizia di Stato è vicina agli studenti attraverso numerose  iniziative di prossimità, trasmettendo i valori della cultura della legalità e adottando di volta in volta codici di comunicazione diversi, per intercettare il più ampio numero di bambini ed adolescenti. In questa prospettiva nasce per i piccoli il mio diario, l’agenda scolastica destinata agli alunni delle scuole primarie, giunto alla ottava edizione, mentre ai ragazzi più grandi sono destinate, tra le altre iniziative, una vita da social, il pullman azzurro, train to be cool.

Parole semplici che toccano il cuore, quelle che compongono la canzone scritta da Giuseppe Anastasi, espressione della gioia dei più piccoli e  di buon auspicio per il nuovo anno scolastico.

La canzone, accompagnata da un video le cui riprese sono state effettuate a Roma nella scuola intitolata a “Giovanni  Palatucci”- uno degli eroi della Polizia di Stato- del quartiere San Basilio, è già intonata da tanti alunni delle scuole primarie e si appresta a diventare l’inno degli studenti d’Italia.

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Camionisti, blocchi stradali contro il Green pass

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 Camionisti che minacciano di bloccare le autostrade contro la “dittatura del Green pass”, magistrati che invece pretendono l’obbligo del certificato nei palazzi di giustizia anche per gli avvocati e sindacati che continuano a chiedere tamponi gratis. L’attesa della pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto e’ accompagnata da proteste, soprattutto nella variegata galassia social no vax, e dalla curiosita’ di chi attende di capire come verranno applicati controlli e sanzioni sui posti di lavoro, dalle grandi aziende alle mura domestiche, passando per gli uffici della Pubblica amministrazione. Dalle cabine dei loro tir molti camionisti hanno cominciato a diffondere video in cui si dicono pronti a protestare. Un tam tam che, sui canali Telegram punti di riferimento della protesta contro il Green pass, ha gia’ preso la forma di un appuntamento su autostrade e tangenziali delle principali citta’ italiane: “Dalle 00.00 del 27 e per tutta la settimana blocchiamo le corsie autostradali, 30 km/h e 4 frecce per riconoscerci #nogreenpass”. C’e’ chi parla di 35mila autisti sul piede di guerra ma e’ difficile fare stime realistiche di una protesta che monta sui social senza una regia organizzata. In parallelo, a inizio settembre la Fao Cobas, organizzazione sindacale di mezzi pesanti, ha a sua volta proclamato lo sciopero l’11 ottobre, non solo ma anche “contro ogni forma di obbligo di vaccinazione anti-Covid e/o Green pass ai lavoratori dipendenti”. Magistratura Indipendente, la corrente piu’ moderata delle toghe, ha invece chiesto di introdurre l’obbligo pass anche per gli avvocati e per chi per ragioni lavorative frequenta gli uffici giudiziari, previsto nella bozza di giovedi’ scorso del decreto solo per magistrati e personale dei palazzi di giustizia. Nella lista degli appelli rivolti al Governo in questi giorni ritorna quotidianamente quello dei sindacati per i tamponi gratis. Li ha chiesti anche Consap, sigla autonoma della polizia per evitare “aggravi economici per il 20% che non e’ vaccinato” fra gli agenti. “Il costo dei tamponi per chi sceglie di non vaccinarsi non puo’ essere a carico dello Stato”, ha chiarito il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, aggiungendo che la via d’uscita all’emergenza “sono i vaccini, non i tamponi”. Inoltre Costa ha anticipato che prima del 15 ottobre “e’ previsto un periodo transitorio che servira’ a definire i protocolli e le procedure di controllo. Gia’ in questa settimana faremo chiarezza al riguardo”. C’e’ poi chi non esclude che il certificato digitale possa essere utile anche dopo la scadenza del decreto, il 31 dicembre. Per Fabio Ciciliano, dirigente medico della Polizia e componente del Cts, potrebbe essere necessario mantenerlo “tutto l’inverno”. E Amedeo Santosuosso, professore di Diritto, scienza e nuove tecnologie presso l’Universita’ di Pavia, ha osservato che “nulla vieta al Governo di decidere il perdurare di un obbligo specifico sui luoghi di lavoro ad esempio, pur non prorogando piu’ lo stato di emergenza”.

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