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Esteri

Ancora shock per i missili russi su Kiev

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L’attacco lanciato ieri dalla Russia su Kiev -cinque missili caduti sulla capitale ucraina durante la visita del segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, con un bilancio di almeno 10 feriti- e’ stato accolto con incredulita’ e sgomento dalla comunita’ internazionale, a partire dallo stesso Guterres, che si e’ detto “scioccato” dal fatto. “Non perche’ ci fossi io, ma perche’ Kiev e’ una citta’ sacra sia per gli ucraini che per i russi”, ha spiegato. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky parla di uno “schiaffo all’Onu”, che il suo ministro degli Esteri, Dmytro Kuelba, descrive come un “efferato atto di barbarie” con il quale Mosca “dimostra ancora una volta il suo atteggiamento nei confronti dell’Ucraina, dell’Europa e del mondo”. Per l’Alto rappresentante per la Politica estera dell’Unione Europea, Josep Borrell, “la Russia dimostra ancora il suo sfacciato disprezzo per il diritto internazionale”, mentre il ministro degli Esteri Luigi Di Maio parla di “una nuova escalation che crea grande preoccupazione”. Scettico sulla possibilita’ di una fine negoziata del conflitto, Guterres aveva detto ieri che l’Onu era concentrata nell’organizzare corridoi umanitari che permettano l’evacuazione dei civili rimasti rinchiusi nelle citta’ ucraine assediate dalle forze russe, e in primis Mariupol, la citta’ martire nel sud del Paese sotto assedio dall’inizio dell’invasione. Fonti della presidenza ucraina citate dalla Reuters hanno annunciato che per oggi “e’ in programma un’operazione per far uscire i civili” dall’acciaieria Azovstal, ultimo bastione delle forze ucraine nella citta’, senza pero’ fornire ulteriori dettagli. Borrell, da parte sua, ha detto che “Mariupol e’ la Aleppo europea”, perche’ “stata rasa al suolo, con migliaia di civili uccisi”. L’invasione dell’Ucrania, inoltre, ha rimesso l’Alleanza Atlantica al centro dello scenario geopolitico. Dopo che ieri il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha detto che l’organizzazione e’ pronta ad accogliere “a braccia aperte” la Svezia e la Finlandia -segnalando che “la procedura di ratifica avverrebbe rapidamente”- il segretario di Stato americano Antony Blinken ha ribadito che gli Stati Uniti “sosterranno fortemente” la candidatura all’adesione di questi due Paesi. E fonti della Difesa britannica citate dal Guardian informano che per l’estate prossima sono in programma vaste esercitazioni militari Nato in tutta l’Europa orientale, alla quale parteciperanno circa 8.000 soldati britannici, in uno dei piu’ grandi spiegamenti di forze dalla fine della Guerra Fredda. Si uniranno alle esercitazioni anche militari della Joint Expeditionary Force atlantica, che include Finlandia e Svezia. Intanto la Camera Usa, dopo il Senato, ha approvato una misura che consentira’ al presidente Joe Biden di usare una legge della Seconda Guerra Mondiale per fornire piu’ rapidamente armi all’Ucraina. Il provvedimento invoca una legge del 1941 che permise agli Usa di armare l’esercito britannico contro Hitler e consente di fornire armi a qualsiasi governo straniero se la sua difesa “sia valutata vitale dal presidente per la difesa degli Stati Uniti”. Biden chiedera’ per l’Ucraina anche un altro finanziamento di 33 miliardi di dollari. Zelensky, nel ringraziare Washington per il suo appoggio, ha precisato che di quella cifra oltre 20 miliardi potranno andare alla difesa, 8 miliardi per il sostegno economico e 3 per aiuti umanitari. Il conflitto, infine, finisce per avere riflessi perfino nello spazio: i due cosmonauti russi Oleg Artemeyev e Denis Matveyev, impegnati in una passeggiata all’esterno della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), hanno esposto fuori da un modulo di laboratorio una replica dello Stendardo della Vittoria, la bandiera innalzata dai soldati dell’Armata Rossa sovietica sull’edificio del Reichstag a Berlino il 1 maggio 1945, simbolo della vittoria dell’Unione Sovietica sulla Germania nazista durante la Seconda Guerra Mondiale. La Russia ha fatto comunque sapere che non intende al momento abbandonare il progetto Iss, previsto fino al 2024, ma che, nel caso dovesse farlo, darebbe ai Paesi partner un anno di preavviso.

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Mosca ammette, Kiev oltre nostre linee di difesa a Kherson

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 L’esercito ucraino “con le sue soverchianti unita’ blindate” e’ riuscito a “penetrare le linee della nostra difesa” nell’area dei villaggi di Zolota Balka e Oleksandrivka nella regione meridionale di Kherson, appena annessa da Mosca. Lo ha ammesso il portavoce del ministero della Difesa russo Igor Konashenkov, citato dalla Tass, dopo che Kiev aveva rivendicato ulteriori avanzate nel sud. “Le truppe russe hanno preso il controllo di una frontiera difensiva preparata in anticipo e continuano a infliggere pesanti danni al nemico con la loro potenza di fuoco”, ha aggiunto il portavoce di Mosca.

(nella foto soldati russi uccisi e lasciati per strada dai loro commilitoni in fuga) 

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Ucraina, il generale Petraeus: se Putin usa il nucleare elimineremo le forze russe in territorio ucraino

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Gli Stati Uniti, insieme agli alleati della Nato, “eliminerebbero” le forze russe in Ucraina se il presidente russo Vladimir Putin decidesse di usare armi nucleari in Ucraina. Ad affermarlo intervenendo ad Abc è il generale in pensione ed ex capo della Cia, David Petraeus. Per Petraeus le potenze occidentali devono prendere sul serio le minacce alle armi nucleari della Russia. “Solo per darvi un’ipotesi” nel caso “penso che risponderemmo eliminando ogni forza convenzionale russa che possiamo vedere e identificare sul campo di battaglia in Ucraina e anche in Crimea e ogni nave nel Mar Nero”, ha spiegato Petraeus. Un attacco nucleare “non potrebbe rimanere senza risposta. Ma non deve essere per forza una risposta maggiore: non è nucleare per il nucleare. Non si vuole, di nuovo, entrare in un’escalation nucleare ma devi dimostrare che questo non può essere accettato in alcun modo”.

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Ucraina: nuova controffensiva a Kherson, sfondate linee russe a Dudchany

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L’Esercito ucraino ha lanciato una nuova controffensiva contro le forze russe nella regione di Kherson, nel sud del Paese, appena un giorno dopo la liberazione della cittadina di Lyman, importante hub occupato dai russi nell’est del Paese. Secondo le indiscrezioni giunte dal fronte nelle ultime ore, le forze ucraine avrebbero sfondato le linee di difesa russe a Dudchany, sulla sponda occidentale del fiume Dnepr, e si starebbero spingendo verso sud lungo la sponda del fiume, in direzione di Kherson, avanzando a grande velocita’ grazie a una consistente superiorita’ numerica. La rapida avanzata minaccerebbe di accerchiamento le forze russe poste attorno a insediamenti come quello di Davydiv Briv, che da giorni resisteva ad assalti frontali delle truppe ucraine attraverso il fiume Inhulets. L’Esercito ucraino aveva tentato all’inizio di settembre una massiccia offensiva frontale contro la porzione della regione di Kherson occupata dalle forze russe, ma dopo alcuni successi parziali era stato respinto, e il fronte era parso stabilizzarsi lungo l’Inhulets. A meta’ del mese scorso, le forze ucraine avevano improvvisamente lanciato una fulminea offensiva nella parte nord-orientale del Paese, liberando in pochi giorni vaste aree dell’oblasti di Kharkiv. L’offensiva delle scorse ore torna a minacciare una significativa concentrazione di forze russe a Kherson, tra il fiume Inhulets e il fiume Dnepr, che sconta problemi di approvvigionamento a causa del continuo bombardamento degli attraversamenti fluviali sul Dnepr da parte delle forze ucraine. Perdere Kherson rappresenterebbe per la Russia la peggiore sconfitta strategica dall’inizio del conflitto: la regione agisce infatti da cuscinetto per la difesa della Crimea, ed e’ anche essenziale per rifornirla di acqua potabile.

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