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Anche Mbappé positivo: sono 7 i calciatori del PSG contagiati dal Coronavirus

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Aveva superato l’altro ieri il test prima della partita della Francia, negativo.Poi oggi la notizia: anche Kylian Mbappé è risultato positivo. La notizia arriva proprio dal Paris Saint Germain con una nota “Kylian Mbappé non parteciperà a Francia-Croazia, martedì sera alle 20:45. Positivo il risultato del suo test al Covid-19 effettuato dalla UEFA lunedì mattina, allontanato dal gruppo dopo aver ricevuto i risultati, a fine allenamento, è poi rientrato a casa in serata”. Come tutta la delegazione francese anche Kylian Mbappé era stato sottoposto a un test prima delle partite della pausa internazionale. Il risultato era stato negativo come quello di mercoledì scorso, su richiesta della UEFA, prima di Svezia-Francia. IL calciatore è sintomatico: adesso dovrà stare in isolamento: con lui salgono a 7 i contagiati del club francese: Neymar, Icardi, Di Maria, Paredes, Navas e Marquinhos, oltre a Mbappé.

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Cronache

Nella corsa Comune-Regione ad intitolare strutture a Maradona vincono gli assembramenti

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Nella spasmodica corsa per l’intitolazione di una struttura, sia essa sportiva che sociale, alla leggenda del calcio Diego Armando Maradona, oggi, la regione Campania, segna un punto importante. La stazione della circumflegrea, quella di Piazzale Tecchio, quella di fronte allo stadio che già porta in nome di Maradona  (anche il prefetto di Napoli, Marco Valentini, ha messo la sua firma) ora è dedicata a Maradona. Quella stazione, un tempo  lasciata all’incuria delle erbacce e delle vandalizzazioni sistematiche, è intitolata a D10S. Non proprio previsto nei progetti iniziali, visto che la realizzazione dell’immenso murales, che ricorda da vicino i graffiti che sono stati tanto osteggiati, sulle vetture della stessa linea ferroviaria, era dedicata in partenza e nelle intenzioni della società EAV, diretta dal presidente Umberto De Gregorio, alla storia  gloriosa della società Calcio Napoli e ne doveva, come i bassorilievi romani o i mosaici persiani decantarne le gesta. La prematura scomparsa del fuoriclasse argentino ha agevolato il desiderio di tutti di intitolargli lo stadio San Paolo. Un desiderio nemmeno tanto osteggiato dalla Curia, che, forse, adeguandosi  alla volontà popolare, nulla ha avuto da ridire sulla cancellazione del nome di colui che viene ritenuto, da molti, il principale apostolo di Gesù. La corsa all’intitolazione si è scatenata non solo a livello popolare e nell’ambito delle tifoserie, ma ha assunto toni ufficiali, quando in campo sono scese le istituzioni, dalle piccole associazioni alle fondazioni ai piccoli comuni alle grandi istituzioni come Comune di Napoli, Prefettura e ora , last but not the least, la Regione Campania. De Luca (assente alla inaugurazione) ha colto l’occasione per virare in corsa, esprimendo il desiderio di intestare a Diego Armando Maradona la stazione Tecchio della linea Cumana.

Un momento dell’inaugurazione del murales dedicato al calcio Napoli, nella stazione della Cumana intitolata a Diego Armando maradona
ph. Mario Laporta/KONTROLAB

Il raddoppio pensato da Palazzo San Giacomo, non poteva passare inosservato, anche ai meno interessati. Meno interessati, ma più attenti all’efficienza dei trasporti che al nome delle stazioni, anche ai tifosi e sinceri estimatori dell’idolo calcistico era parso abbastanza superfluo questo raddoppio nell’intitolazione della fermata Viale Augusto della linea Metro 6 al Campeon. Stadio e fermata, è immediatamente sembrato un eccessivo ridondare del messaggio da parte del sindaco. Ma ci ha subito pensato l’EAV e quindi la Regiione Campania a calare un terzo asso che a questo punto ha suscitato un ragionevole dubbio sul futuro prossimo, quando per tutti i tifosi, napoletani o ospiti, si solleverà il dubbio sugli appuntamenti da prendere prima dell’ingresso allo stadio. Come diranno?

“Ci vediamo alla stazione Maradona”?  “Si, alle 12,00” o alle 18,00, a partita finita, si scoprirà che un tifoso è ancora a piazzale Tecchio e un altro a Viale Augusto, tutti e due preoccupatissimi del ritardo dell’amico. Bisogna solo sperare che le FFSS non pensino di voler intitolare la fermata dei Campi Flegrei alla Mano de Dios, altrimenti, Federica Sciarelli con la sua attenta trasmissione Chi l’ha Visto sarebbe costretta a potenziare i centralini. Una cosa va detta, però in merito all’inaugurazione alla quale abbiamo assistito, che è chiaramente un tributo, anche se non propriamente progettato come tale,  a Diego Armando Maradona, ma è soprattutto anche la legittimazione di tutti i graffitari che operano, a rischio di denunce e querele, colorando le carrozze di treni oramai di quarantennale produzione. Il messaggio artistico si equivale anche nella tecnica usata, Diego Armando Maradona ne sarebbe contento. Siamo certi che la dirigenza EAV se ne ricorderà.

Ph. Mario Laporta/KONTROLAB

Note a margine: alle innumerevoli domande sul perché mancasse tra i raffigurati nel murales, Ferlaino, il presidente piu’ vittorioso del Calcio Napoli, ma anche il Comandante Achille Lauro, quello più popolare, Aurelio de Laurentis, l’attuale presidente si è immediatamente scusato, dichiarando che si porrà rimedio all’errore, ma si è parlato solo di Ferlaino, sul Comandante il silenzio dell’attuale presidente conferma l’ottima perizia diplomatica, cha a volte lo distingue, menzionando anche il sindaco De Magistris in questa operazione chiaramente a firma regionale e  con il quale ribadisce l’appuntamento pomeridiano per discutere delle destinazioni d’uso, oltre che sportive dello stadio Diego Armando Maradona.

Ph. Mario Laporta/KONTROLAB

Non possiamo in questa cronaca, che ora per ora cambia e si trasforma alla velocità della luce, non accennare al trattamento riservato ai fotografi e alle emittenti televisive, che sono state lasciate,  durante il giro d’onore dei partecipanti: Osimehn, De Laurentis, De Gregorio e Fiola, sulla banchina di fronte allo svolgimento della cerimonia.  La sicurezza prima di tutto, come testimoniano alcune foto di questa photogallery. C’era troppa gente. C’è poca distanza. Diremmo, c’erano assembramenti. E si sa, il Covid probabilmente non tifa per Maradona certamente adora gli assembramenti umani. Se ne nutre.

 

Foto, video e testi di questo servizio sono di *Mario Laporta

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Cronache

Riapre San Gregorio Armeno, da lunedì : pastori con la mascherine e Re Magi in quarantena

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Lunedì riaprono le botteghe di via San Gregorio Armeno, la strada dei pastori di Napoli: certo osservando tutte le misure di sicurezza, distanziamento, mascherine, in locali sanificati e igienizzati di continuo. Che cosa troveranno i visitatori? Le bellissime natività e una sorpresa: i Re Magi con l’autocertificazione, la mascherina e…l’obbligo di quarantena visto che arrivano dall’estero…

 

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Corona Virus

Il Covid segna il Paese, italiani tra ansie e paure

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Gli italiani si riscoprono paurosi e ansiosi. I nove mesi di pandemia hanno segnato profondamente il Paese, con gran parte dei cittadini pronti ad affidarsi al “salvagente” dello Stato per superare la crisi, sanitaria ed economica. Questo il quadro emerso dal 54/mo rapporto del Censis che, quest’anno, ha incentrato gran parte della ricerca proprio agli effetti del Covid sugli italiani, sottolineando l’importanza della tecnologia durante il lockdown ed evidenziando il flop della didattica a distanza. Secondo quanto rivelato dal dossier, il 73,4% degli italiani indica nella paura dell’ignoto nell’ansia conseguente il sentimento prevalente da quando e’ cominciata la pandemia. “Lo Stato – scrive il rapporto – e’ il salvagente a cui aggrapparsi nel massimo pericolo. Il 57,8% degli italiani e’ disposto a rinunciare alle liberta’ personali in nome della tutela della salute collettiva, lasciando al Governo le decisioni su quando e come uscire di casa, su cosa e’ autorizzato e cosa non lo e’, sulle persone che si possono incontrare, sulle limitazioni alla mobilita’ personale. Il 38,5% e’ pronto a rinunciare ai propri diritti civili per un maggiore benessere economico, accettando limiti al diritto di sciopero, alla liberta’ di opinione e di iscriversi a sindacati e associazioni”.

A confermare il sentimento di sacrificio e’ la disponibilita’ da parte dell’80% degli intervistati a rinunciare alle festivita’ in vista. “In vista del Natale e del Capodanno – si legge nel rapporto – il 79,8% degli italiani chiede di non allentare le restrizioni o di inasprirle. Per il 61,6% la festa di Capodanno sara’ triste e rassegnata”. Sul versante scuola l’esperimento della didattica a distanza non sembra aver funzionato adeguatamente. Per il 74,8% dei dirigenti – spiega il Censis – “ha di fatto ampliato il gap di apprendimento tra gli studenti” anche se “il 95,9% e’ molto o abbastanza d’accordo sul fatto che la Dad e’ stata una sperimentazione utile per l’insegnamento”. “Solo l’11,2% – si legge ancora – ha confermato di essere riuscito a coinvolgere nella didattica tutti gli studenti”. L’82,1%, poi, “afferma che le differenti dotazioni tecnologiche e la diversa familiarita’ d’uso sono stati un ostacolo sia tra i docenti che tra gli studenti”. Diverso il discorso delle universita’ che, invece, si sono fatte trovare pronte quasi subito, gia’ nelle prime due settimane dell’emergenza. Fondamentale, durante il lockdown, e’ stato l’utilizzo di internet e della tecnologia, nonostante l’Italia si piazzi al terzultimo posto, davanti solo a Romania e Bulgaria, per quanto riguarda le competenze digitali. “Si puo’ stimare che quasi 43 milioni di persone maggiorenni siano rimaste in contatto con i loro amici e parenti grazie ai sistemi di videochiamata che utilizzano internet”, e’ scritto nel dossier secondo il quale “il lockdown ha generato nuovi utenti e ha rafforzato l’uso della rete da parte dei soggetti gia’ esperti”. “Ma almeno un quarto della popolazione a un certo punto e’ andata in sofferenza – continua la ricerca -. Anche un terzo dei piu’ giovani, dopo un iniziale entusiasmo nell’uso dei sistemi di comunicazione digitale, si e’ stancato di fare e ricevere videochiamate”. Per quanto riguarda la sicurezza, infine, e’ stato registrato un calo dei reati denunciati del 18,2%, con un aumento pero’ delle truffe informatiche che hanno fatto registrare un balzo del 12% rispetto al 2019. Anche il tasso di sovraffollamento delle carceri, che durante il lockdown era sceso per effetto delle misure predisposte dal governo, e’ tornato a salire da giugno a settembre, in concomitanza della ripresa dei crimini.

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