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Amori moderni, Irama lascia Giulia de Lellis su Instagram: ora ci vogliamo bene

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È finita. Un storia d’amore finita. Irama lo ha annunciato ufficialmente. È  la fine anche pubblica  della sua relazione con Giulia De Lellis. Ora è nero su bianco su Instagram. «La mia storia con Giulia si è conclusa tempo fa e di comune accordo – ha scritto il cantante in gara all’ultimo Festival di Sanremo – siamo in buoni rapporti e ci vogliamo bene, ma abbiamo capito che non possiamo proseguire insieme».

Il messaggio. Così Irama comunica la fine del suo amore

Irama ci ha tenuto a comunicarlo ufficialmente per un motivo ben preciso: «Spero che questa comunicazione serva a far cessare i contini pettegolezzi e i pedinamenti che mi seguono fino all’estero». Il cantante è sembrato parecchio risentito per i gossip che lo hanno travolto nelle ultime settimane: «Questo non è il mio mondo. Se volete parlare di me, ascoltate le mie canzoni». Firmato Irama. Ovviamente per quanto possa sperarlo si continuerà a parlare di lui e anche delle sue canzone. Si continuerà a fare gossip su di lui. È la stampa, bellezze. E Irama la alimenta.

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Roberto Bolle fa danzare Napoli. A Forcella con Maurizio De Giovanni per Annalisa Durante e stasera con Andrea Bocelli e Stefano Bollani all’Arena Flegrea

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Hanno partecipato in tanti alla serata di danza in piazza: se Roberto Bolle ama Napoli, Napoli adora Roberto Bolle. Così grandi e piccini, ballerini veri e improvvisati hanno partecipato all’evento di On Dance, che è stato preceduto da tanti altri momenti belli. Come i flash mob di danza con l’etoile internazionale che ha avuto il merito di portare  a danza in prima serata tv,  eventi piccoli ma grandi che hanno dato altra luce al fine settimana napoletano. Da Palazzo Zevallos alla Galleria Umberto, al Teatro San Carlo: accanto a Bolle c’erano ballerini di danza classica, tangueri e street dancer, tutti insieme in momenti di vero spettacolo.

Poi c’è stato l’incontro a Forcella con lo scrittore Maurizio De Giovanni nella sede della Biblioteca Annalisa  Durante dove Bolle e De Giovanni hanno parlato di arte, passione e bellezza come armi di riscatto. E proprio all’associazione intitolata ad Annalisa, la ragazzina uccisa dalla camorra, usata come scudo umano in una sparatoria a Forcella andranno anche tutti i proventi del concerto di stasera, lo Spettacolo Finale di OnDance  che verrà ospitato sul prestigioso palco dell’Arena Flegrea. Stelle della danza, grandi artisti, ospiti internazionali invitati da Roberto Bolle ad unirsi a lui in uno show unico. Un grande spettacolo di danza, musica e divertimento che vede per la prima volta sullo stesso palco, Andrea Bocelli, Stefano Bollani e Roberto Bolle.

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Spettacoli

Eurovision Song Contest a Tel Aviv, Italia seconda con Mahmood. E Madonna dà spettacolo con le bandiere d’Israele e Palestina

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Duncan Laurence con ‘Arcade’ in gara per l’Olanda ha vinto l’edizione 2019 dell’Eurovision Song Contest a Tel Aviv. Al secondo posto l’Italia con ‘Soldi’ di Mahmood che è stata battuta sul filo di lana del voto dopo essere stata per una buona parte della gara in testa. Al terzo posto si è classificata la Russia con ‘Scream’ interpretata da Sergey Lazarev.

 

L’Olanda ha guadagnato 492 punti, l’Italia 465 mentre la Russia 369. Tra il primo e il secondo un distacco risicato di 27 punti, dopo c’è un baratro di punti. Serata molto bella e perfettamente organizzata a Tel Aviv. Non poteva mancare la politica nello spettacolo. A far ricordare questa edizione dell’Eurovision Song Contest è stata Madonna.

Con una bandiera israeliana sulla schiena di un ballerino e quella palestinese su quella di un’altra, con i due che si abbracciano al termine della canzone Madonna ha lanciato il suo messaggio dal palco di Tel Aviv. Per la sua performance, la pop star americana ha scelto una versione nuova di zecca per i 30 anni di ‘Like a prayer’ e poi ‘Future’ – quello delle bandiere – brano inedito dal suo prossimo album ‘Madame X’ in uscita a giugno.  Nella prima canzone Madonna si era presentata accompagnata da un coro di monaci benedettini, mentre il suono delle campane introduceva l’hit.

Nella seconda, l’artista con una benda su un occhio e un vestito corto, ha dato una prova delle nuove sonorità punto di forza del prossimo album. Un brano, eseguito insieme al rapper americano Quavo, dal timbro ipnotico e di grande efficacia. Al termine standing ovation dell’Arena dell’Expo. Il gruppo islandese Hatari, invece, ha innalzato sciarpe con i colori e la scritta Palestina non appena sono stati inquadrati durante la votazione finale dell’Eurovision. Uno dei membri del gruppo ha fatto il segno della V per Vittoria.

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“La Chimera” ovvero l’anti-Gomorra nelle Vele di Scampia raccontate attraverso gli occhi dei suoi abitanti

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La Chimera non è solo il mostro della mitologia greca. In senso figurato indica anche lutopia, il sogno irrealizzabile, privo di fondamento. Il sogno che però a Napoli si realizza. Un sogno. Tale è stato per troppi anni il diritto degli abitanti delle Vele di Scampia ad un alloggio dignitoso. “La Chimera”, appunto!  Dopo una battaglia durata oltre trentanni, la Chimera delle Vele sembra sul punto di realizzarsi. Da una parte labbattimento di tre delle quattro strutture rimaste in piedi, con il mantenimento della sola Vela celeste, che, riqualificata, accoglierà gli uffici della Città Metropolitana. Dallaltra, il trasferimento dei suoi abitanti in alloggi nuovi, funzionali, degni di questo nome. Proprio in queste ore è partita la cantierizzazione per la demolizione della Vela Verde. Tutto questo è stato possibile grazie alla lotta portata avanti dal Comitato Vele fondato da Vittorio Passeggio, con i suoi portavoce, Lorenzo Liparulo e Omero Benfenati.

La storia di questa lotta è stata raccontata dal cortometraggio La Chimera – appunti per un film sulle Vele di Scampia, base di partenza per un lungometraggio, che sarà distribuito nei prossimi mesi. Abbiamo intervistato Walter De Majo, produttore insieme ad Alessandro Elia di questo progetto firmato in regia collettiva da Giovanni Dota, Elio Di Pace e Matteo Pedicini.

De Majo, ci racconti la genesi di questa produzione destinata poi a diventare un lungometraggio.

Quando abbiamo saputo dai portavoce del comitato LorenzoLiparulo e Omero Benfenati che vi era una possibilità concreta che l’abbattimento si sarebbe realizzato, abbiamo capito subito che a Napoli stava per succedere qualcosa di epocale nel quartiere Scampia. Abbiamo quindi messo in piedi una produzione nel più breve tempo possibile.

Quale punto di vista avete scelto per raccontare la storia della lotta del Comitato Vele?

La narrazione su Scampia si è risolta quasi sempre in una dicotomia: il racconto del male, la camorra, o leroismo del bene, lantimafia, lassociazionismo. I nostri protagonisti per la legge sono degli irregolari, degli occupanti; non sono eroi, ma non sono neanche i cattivi. Nelle Vele ci hanno abitato per ventanni e per ventanni hanno portato avanti una battaglia fondamentale, quella del diritto allabitare. Abbiamo raccontato la vicenda attraverso i loro occhi. Il genere non poteva essere che quello del documentario cinematografico; il corto è stato il nostro terreno di esplorazione, propedeutico al film.

Che ruolo ha giocato il Comitato Vele in questa vicenda?

Un ruolo inedito ma spero replicabile: certe battaglie, se vengono vinte, possono diventare dei modelli da seguire. Inedito perché ha saputo collocarsi a metà strada fra le istanze degli occupanti e i palazzi delle istituzioni. Il comitato ha compreso, ad un certo punto, che mettersi su un piano esclusivamente conflittuale non avrebbe portato a dei risultati. Allora s’è fatto parte attiva, studiando lurbanistica, avanzando proposte, interloquendo in modo propositivo con le istituzioni. Chiaramente non sono mancati anche momenti di conflitto.

A quando luscita del film?

Entro fine luglio dovrebbe essere pronto. Prima di pensare alla distribuzione avremmo però piacere che venisse presentato ad un festival. In ogni caso, il film ha avuto un finanziamento da Rai Cinema, c’è quindi anche la speranza che sia mandato in onda dalla Rai.

Crede che il progetto Restart Scampiapossa segnare lanno zero per il quartiere?

Soltanto quando sarà realizzato in ogni sua parte. Il nostro film si conclude con lassegnazione delle case a 60 famiglie su 340 aventi diritto. C’è ancora molta strada da fare. Bisogna fornire servizi sociali, alimentare leconomia del quartiere. C’è poi il tema del lavoro: oltre alla questione abitativa, a Scampia si vive anche il dramma della disoccupazione e del lavoro nero. Buttare giù le Vele ha un importante valore simbolico, ma deve essere solo linizio.

E così sia…

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