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Politica

Amministrative, i programmi Mediaset: massimo impegno nella staffetta informativa per il voto

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Lunedi’ 4 ottobre l’informazione Mediaset dedica edizioni straordinarie e approfondimenti alle elezioni amministrative che vedranno 1349 comuni al voto, tra cui 6 capoluoghi di regione (Bologna, Milano, Napoli, Roma, Torino e Trieste) e alle elezioni Regionali in Calabria. Questi gli appuntamenti della staffetta informativa di Mediaset. Su Retequattro dalle 14.55 alle 20.00 Giuseppe Brindisi conduce “Speciale Tg4 – la carica dei nuovi sindaci” Lo Speciale, in onda in simulcast su Tgcom24, lancera’ anche le proiezioni del voto di Tecne’. Collegamenti con le principali citta’, e da Catanzaro sul voto per la Regione Calabria, dal Viminale, dalle sedi dei partiti e dai comitati elettorali dei vari candidati. Dalle 21.15, appuntamento con Nicola Porro e “Quarta Repubblica”, anche in simulcast su Tgcom24, per un commento sull’andamento dei risultati. Oltre al notiziario web e mobile costantemente aggiornato sul sito e sull’app, Tgcom24, in collaborazione con Newsmediaset, produce e fornisce per le giornate di lunedi’ 4 e martedi’ 5 ottobre gli sviluppi delle votazioni fino ai risultati definitivi. Notizie e aggiornamenti saranno presenti anche nelle principali edizioni del Tg5 e di Studio Aperto.

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Verso le amministrative, 10 giorni di stop alle Camere

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Chiuso per elezioni, e qualcosa in piu’. Cosi’ il Parlamento si prepara alla pausa elettorale per il voto del 12 giugno in quasi 1000 Comuni, oltre ai referendum sulla giustizia. Ma stavolta – complici coincidenze per congressi politici e feste del calendario – lo stop per consentire ai parlamentari di girare l’Italia per comizi, si allunga a piu’ di 10 giorni rispetto ai 7 tradizionali. Slittano cosi’ alcuni provvedimenti clou, gia’ in standby per divisioni politiche e ora finiti nel limbo elettorale. Per altri disegni di legge il ‘fermo’ rischia di non essere casuale, politicamente. E’ il caso della riforma del Csm, che in piu’ punti coincide con i quesiti referendari promossi da Lega e Radicali. Il testo e’ all’esame della commissione Giustizia del Senato che deve votare gli emendamenti (260 quelli presentati), prima dell’approdo in aula fissato il 14. Di certo lo stop ai lavori parlamentari riguardera’ Aula e commissioni. A Montecitorio la chiusura e’ gia’ ufficiale e copre 11 giorni, dal 2 al 12 giugno. Cosi’ hanno deciso i presidenti dei gruppi, inglobando anche il ‘ponte’ per la festa della Repubblica. A Palazzo Madama il ‘sigillo’ dovrebbe arrivare lunedi’, con la conferenza dei capigruppo. La pausa parlamentare nei fatti si allunga di un paio di giorni e include il summit del Partito popolare europeo che si riunira’ a Rotterdam il 31 maggio e il primo giugno. Atteso pure Silvio Berlusconi. Da qui la richiesta avanzata dal gruppo di Forza Italia di partecipare, assentandosi ovviamente dal Parlamento. Richiesta concessa. Per i senatori l’ultimo giorno di lavoro utile sara’ il 30. Con un menu’ di giornata abbastanza ricco: alle 11 tocchera’ alla legge sulla concorrenza, destinata alla prima approvazione in Aula, dopo tanti tira e molla e un accordo faticosamente raggiunto nella maggioranza. Poco prima, la commissione Lavoro sara’ alle prese con la riforma del codice appalti, ritoccata alla Camera il 24 maggio scorso e quindi ora di nuovo al Senato. Il testo dovrebbe filare liscio ma e’ quasi impossibile chiudere la partita in settimana (essendo una legge delega, pero’, non scade). A Montecitorio le ultime votazioni in aula saranno lunedi’ pomeriggio sulla tutela delle detenute madri, mentre il giorno dopo si discutera’ del volo da diporto fino al question time del primo giugno. In coda finiscono il decreto legge Elezioni, oltre alla contestatissima delega fiscale blindata pero’ al 20 giugno per l’approdo in Aula. Stesso giorno fissato per la proposta di legge che consente il voto dei fuorisede, mentre si allunga al 25 giugno la normativa sulla cannabis.

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Politica

Salvini pensa ad una visita a Mosca da Putin, freddezza del governo

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Il leader della Lega Matteo Salvini potrebbe recarsi a Mosca nei prossimi giorni. La notizia trapela da ambienti del partito, all’indomani del colloquio Draghi-Putin. Anche se negli stessi ambienti si spiega che comunque e’ ancora tutto da decidere e che l’iniziativa al momento rimane “una ipotesi di lavoro”. Una iniziativa che, malgrado non sia stata ancora formalizzata, sarebbe stata accolta con una certa freddezza in ambienti di governo. Non a caso fonti della Lega hanno fatto sapere che “qualora l’eventualita’ diventasse piu’ concreta, Matteo Salvini informera’ il Presidente Mario Draghi”. Durante un incontro elettorale a Como, l’ex ministro dell’Interno ha fatto capire che il suo tentativo di incontrare Putin e’ molto serio: “Draghi ha fatto bene a chiamare Putin e io ce la sto mettendo tutta. Ma gia’ sento i ritornelli della sinistra perche’ se dice di andare a Mosca qualcuno che va bene al politicamente corretto, allora e’ una grande operazione di pace. Se ci va Salvini chissa’ cosa succede, pero’ abbiamo le spalle larghe e bisogna solo tirare dritto”: Se questa missione dovesse andare in porto, a pochi giorni dalle amministrative, si tratterebbe della seconda iniziativa diplomatica dopo quella sfortunata dell’8 marzo. In quella occasione Salvini venne contestato alla stazione Przemysl, la cittadina ad una decina di chilometri al confine con l’Ucraina, dal sindaco della citta’ Wojciech Bakun che prima ringrazio’ l’Italia, quindi, davanti alle telecamere, mostro’ una maglietta con il volto di Putin. E rivolgendosi a Salvini disse: “Io non la ricevo, venga con me al confine a condannarlo”. Da tempo il “Capitano” ripete che sarebbe pronto ad andare “anche a piedi” a Mosca, come a Istanbul, pur di perorare la causa della pace e del dialogo. Proprio riguardo a una missione nella capitale russa, il leader leghista era stato al centro di una polemica giornalistica il mese scorso, dopo che alcuni organi di stampa avevano dato per imminente la sua partenza. Iniziativa che lui stesso smenti’ seccamente, comunicando di non aver mai nemmeno chiesto il visto e “di non sapere nemmeno” dove si trovasse il suo passaporto. Ma stavolta il quadro sembra essere molto diverso: nessun commento da Palazzo Chigi, anche se in ambienti di governo questa ipotesi non sembra essere stata accolta con grande favore. Gli stessi ambienti osservano che, se la visita dovesse realizzarsi , si tratterebbe di una iniziativa autonoma, dal vago sapore elettoralista, comunque distinta dai canali ufficiali, che in ultima analisi potrebbe creare qualche intralcio all’iniziativa diplomatica.

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Mattarella a Napoli con presidente Algeria, poi funerali a Nusco

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Il presidente Sergio Mattarella e’ a Napoli nella seconda giornata della visita di Stato in Italia del Presidente algerino Abdemajid Tebboune. Dopo una colazione a Villa Rosebery offerta dal Presidente Mattarella, i due Capi di Stato visitano il Museo di Capodimonte. Al termine, la cerimonia di commiato all’aeroporto di Capodichino. Dopo la partenza del capo dello Stato algerino, Mattarella si spostera’ a Nusco per partecipare ai funerali di Ciriaco De Mita.

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