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America’s Cup, Napoli accende i motori: arrivano le basi dei team e gli AC40 pronti a solcare il golfo

A Napoli è iniziato il conto alla rovescia per le regate preliminari dell’America’s Cup. Gli AC40 sono già in città, le basi dei team prendono forma a Bagnoli e dal 24 al 27 settembre il golfo ospiterà il primo vero test verso la Coppa del 2027.

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Il conto alla rovescia è cominciato. Le prime barche dell’America’s Cup sono già a Napoli: gli AC40 visti a Cagliari sono arrivati in città, alcuni ancora nei container provenienti dal capoluogo sardo, altri già ricoverati nei cantieri che si occuperanno della manutenzione nei prossimi mesi.

Dalla prossima settimana le prime vele potrebbero già comparire nel golfo. Saranno i primi test, i primi allenamenti, i primi segnali concreti di una Coppa America che ha ormai piantato le tende a Napoli e che resterà in città fino al 18 luglio 2027, con la prospettiva concreta di una seconda edizione nel 2029.

Le basi dei team a Bagnoli

Dopo l’ingresso di GB1 a Bagnoli il 10 giugno, ora tocca ad Alinghi. Gli uomini del team di Ernesto Bertarelli sono attesi per la firma dell’accordo che consegnerà l’area e consentirà l’avvio dei lavori. Camion, gru e materiali arriveranno da Barcellona, dove le basi erano state smontate dopo l’edizione 2024.

Ad Alinghi dovrebbero seguire i francesi, Team New Zealand e poi, progressivamente, tutti gli altri, compresa Luna Rossa.

La realizzazione di una base richiede circa tre mesi dalla consegna dell’area. Non si tratta di un semplice hangar per le barche, ma di una vera cittadella tecnologica: vi lavorano ogni giorno tra 150 e 200 persone, tra velisti, ingegneri, progettisti, meteorologi, tecnici, preparatori e personale di supporto.

All’interno trovano spazio gli hangar per AC75 e AC40, le officine per scafi e foil, il reparto vele, i laboratori di progettazione, la sala meteo, la palestra, il centro fisioterapico, gli uffici e le aree hospitality. All’esterno, invece, pontili, gru e mezzi per varo e recupero delle imbarcazioni.

Le prime vele nel golfo

Le prime uscite in mare dovrebbero arrivare già nei prossimi giorni. Non saranno le regate ravvicinate al lungomare viste nel 2012 e nel 2013, ma chi guarderà verso il golfo potrà intercettare barche velocissime sollevate dall’acqua dai foil, le lame che permettono agli scafi di volare sopra la superficie.

A Napoli il lavoro sarà diverso rispetto a Cagliari. Se in Sardegna l’attenzione era concentrata soprattutto sull’affiatamento degli equipaggi, nel golfo partenopeo i team inizieranno a studiare vento, correnti e condizioni del campo di regata in vista della Coppa.

Intanto è arrivata anche Luna Rossa, sistemata al molo dei Cantieri Palumbo. La barca è in fase di montaggio e dovrebbe prendere il mare tra pochi giorni per i primi allenamenti.

Regate preliminari dal 24 al 27 settembre

Il primo appuntamento ufficiale sarà dal 24 al 27 settembre, con le regate preliminari che faranno da banco di prova per l’intero dispositivo organizzativo. Gli AC40 saranno ormeggiati a Nisida, nell’area dell’ex Comando Nato Sud Europa, oggi Comando Logistico della Marina Militare.

I pontili mobili montati a Nisida saranno poi trasferiti nella vicina area dei team di Bagnoli, destinata a diventare il cuore operativo della Coppa America napoletana.

Al via sono attesi Luna Rossa, Alinghi, GB1, Team New Zealand, La Roche-Posay, americani e australiani, questi ultimi ancora in viaggio con una portacontainer.

La città cerca case per velisti e manager

Accanto alla macchina sportiva si muove anche quella dell’ospitalità. I team cercano appartamenti, alberghi e basi logistiche per atleti, staff e management.

A Bagnoli si sistemeranno i francesi del La Roche-Posay Racing Team, mentre i neozelandesi hanno scelto per ora il Rex a Santa Lucia. Sempre nell’area flegrea resterà GB1, che non vuole allontanarsi dalla futura cittadella dei team. Gli americani cercano sistemazioni in zona, mentre Luna Rossa ha scelto appartamenti nel centro città e diversi velisti saranno nei pressi dell’Immacolatella Vecchia, destinata a diventare il quartier generale di Sport e Salute.

La novità riguarda il mercato delle abitazioni di pregio: molti proprietari stanno valutando di lasciare temporaneamente casa per affittarla durante il periodo della Coppa, soprattutto al management dei team.

Napoli entra nella lunga vigilia della Coppa

La città entra così nella lunga vigilia dell’America’s Cup. I cantieri partono, le basi prendono forma, le barche arrivano e il golfo si prepara a diventare campo di prova e palcoscenico mondiale.

Le regate preliminari di settembre saranno il primo esame. Poi comincerà la corsa vera verso il 2027, quando Napoli dovrà dimostrare di poter ospitare non solo una grande competizione sportiva, ma un evento globale capace di trasformare per mesi il volto del mare e della città.

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Esteri

Usa-Iran, Trump ordina lo stop ai colloqui: «Nuova strategia per soffocare Teheran»

Washington ha informato gli alleati dello stop ai negoziati con l’Iran per ordine diretto di Donald Trump. Frustrato dallo stallo sullo Stretto di Hormuz e insoddisfatto delle mediazioni dell’Oman, il presidente USA abbandona la linea dell’attacco immediato per passare a una strategia di progressivo soffocamento economico di Teheran.

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Gli Stati Uniti cambiano approccio nella crisi con Teheran. Come appreso dalla Cnn da un funzionario statunitense, l’amministrazione guidata da Donald Trump ha informato gli alleati di un imminente cambio di rotta: il presidente ha ordinato ai propri alti funzionari di interrompere qualsiasi contatto e colloquio diretto con le autorità iraniane. La nuova linea punta a superare l’obiettivo di “colpire duramente l’Iran il prima possibile” per passare a una strategia volta a “soffocarlo gradualmente” sotto il profilo economico e finanziario.

La decisione del tycoon giunge in una fase di forte frustrazione per lo stallo relativo alla navigazione nello Stretto di Hormuz, snodo strategico da cui transita circa il 20% del petrolio mondiale. Il traffico nell’area rimane ridotto ai minimi termini e i mercantili continuano a subire gli attacchi e i tiri iraniani. L’ordine di sospendere l’interazione con Teheran — rivolto al team negoziale guidato dal vicepresidente JD Vance e dagli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner — è arrivato nonostante alcune recenti interlocuzioni definite inizialmente positive. Trump si è tuttavia detto insoddisfatto della fermezza iraniana nel non cedere alle richieste americane e intende attendere segnali di reale apertura prima di riaprire i canali diplomatici.

Un punto di forte attrito riguarda le trattative parallele che l’Iran sta conducendo con l’Oman per la gestione del transito nello Stretto. Il presidente USA ha criticato duramente il ruolo di Mascate — arrivando persino a paventare raid aerei contro lo Stato del Golfo, storico mediatore della regione — accusando l’Oman di aver favorito Teheran nei negoziati anziché mantenere una posizione neutrale. Gli Stati Uniti si oppongono con fermezza alle proposte che prevedono la riscossione di tariffe o pedaggi sulle navi in transito, esigendo il totale ripristino della libertà di navigazione antecedente al conflitto ed evidenziando come la concessione di controlli unilaterali sullo stretto rappresenterebbe un pericoloso precedente internazionale.

 

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Esteri

Spagna, cambio di sesso non annulla le condanne per violenza di genere: la decisione della Corte Suprema

La Corte Suprema in Spagna ha confermato la condanna per violenza di genere nei confronti di una persona che ha aggredito l’ex compagna e la figlia, stabilendo che il successivo cambio di sesso da uomo a donna non ha efficacia retroattiva sulle sanzioni penali.

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Il cambio di sesso anagrafico registrato successivamente alla commissione di un reato non ha effetto retroattivo e non consente di eludere le condanne per violenza di genere. A stabilirlo con una sentenza fondamentale è la Corte Suprema spagnola, che ha respinto il ricorso presentato da una persona condannata per aver aggredito l’ex compagna e la figlia di otto anni.

I fatti al centro del procedimento giudiziario risalgono all’aprile del 2022. Secondo quanto ricostruito dagli atti, l’imputato si era presentato presso l’abitazione dell’ex partner per il diritto di visita, aggredendo con violenza la bambina e colpendo con pugni e graffi la madre intervenuta per difenderla. Per tali aggressioni, l’uomo era stato condannato a due pene distinte da nove mesi di reclusione ciascuna: una per violenza di genere nei confronti della donna e una per violenza sulla minore.

Nel ricorso presentato ai giudici di supremo grado, il condannato ha tentato di far cadere l’imputazione di violenza di genere sostenendo che, a partire dal giugno 2023, aveva formalmente registrato il proprio cambio di sesso da uomo a donna presso il Registro Civile di Castellón. La Corte Suprema ha tuttavia bocciato la tesi difensiva, ricordando che le variazioni anagrafiche successive non alterano la qualificazione giuridica dei fatti commessi in precedenza. «Il cambio di sesso non ha effetti retroattivi», hanno ribadito i magistrati, blindando l’impianto della normativa sulla tutela delle donne e dei minori.

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Cinema

Addio a Fulvio Lucisano, il produttore che attraversò settant’anni di cinema italiano

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È morto a 98 anni Fulvio Lucisano, uno degli uomini che più a lungo e più profondamente hanno accompagnato la storia del cinema italiano. Produttore, distributore, imprenditore capace di muoversi tra cinema d’autore e grande pubblico, lascia alle spalle oltre settant’anni di attività e una filmografia che racconta, quasi da sola, diverse stagioni dello spettacolo italiano.

Ad annunciarne la scomparsa è stata la figlia Paola, che insieme alla sorella Federica ne ha raccolto l’eredità professionale: «Riposa in pace Papà».

Nato a Roma nel 1928, Lucisano aveva cominciato alla fine degli anni Quaranta all’Istituto Luce, lavorando nella produzione documentaristica. Nel 1958 fondò la Italian International Film, destinata a diventare una delle società più longeve e importanti dell’industria cinematografica italiana.

Da Troisi a Sordi, un produttore capace di scegliere

Più che il numero dei film prodotti – oltre 130 – impressiona la varietà. Lucisano attraversò generi, mode e generazioni senza rinchiudersi in una formula. Lavorò con Luigi Comencini, Lina Wertmüller, Alberto Sordi, Luciano Salce, Mario Bava, Massimo Troisi, Francesca Archibugi e molti altri.

Nel suo catalogo convivono commedia, cinema popolare, opere d’autore e film diventati parte dell’immaginario collettivo.

Tra questi c’è soprattutto “Ricomincio da tre”, il film del 1981 che consacrò Massimo Troisi e segnò uno dei momenti più felici della commedia italiana. Ma ci sono anche Un ragazzo di Calabria, Il grande cocomero, Ninfa plebea, Fantozzi – Il ritorno, Notte prima degli esami, Ex e, in anni più recenti, Non ci resta che il crimine.

Una carriera capace di passare dagli anni d’oro del cinema nelle sale alla televisione e alle serie contemporanee. Dal 2004 il gruppo ha infatti sviluppato anche una consistente produzione televisiva, arrivando a titoli di grande successo come “Mina Settembre”.

Premi, Oscar e il riconoscimento di Venezia

Lucisano è stato anche presidente dell’Anica dal 1998 al 2001. Nel corso della sua carriera ha ricevuto cinque David di Donatello, quattro Nastri d’Argento e ha legato le sue produzioni a due candidature agli Oscar. Nel 2009 gli fu assegnato il David Speciale alla carriera.

La Mostra del Cinema di Venezia gli aveva dedicato nel 2005 un omaggio alla carriera, mentre nel 2007 era stato nominato Cavaliere del Lavoro.

A ricordarlo è stato il ministro della Cultura Alessandro Giuli, che lo ha definito «uno dei grandi artefici del cinema italiano», sottolineandone la capacità di fare un cinema «fondato sulla passione, sull’intuito, sul coraggio e sulla capacità di riconoscere il valore».

Particolarmente affettuoso il saluto dei dipendenti del Gruppo Lucisano: «Ciao Fulvio. Buon viaggio, nostro condottiero». Parole che raccontano anche un’altra dimensione dell’uomo e dell’imprenditore: quella di chi ha costruito un’azienda destinata a sopravvivere al suo fondatore.

Lucisano apparteneva a una generazione di produttori per i quali produrre un film significava soprattutto scommettere su una storia, su un regista, su un attore e qualche volta su un’intuizione che nessun algoritmo avrebbe potuto suggerire.

Forse è questa la parte più importante della sua eredità. Non soltanto i film che portano il suo nome nei titoli di testa, ma un’idea del produttore come uomo di cinema: quello che rischia, sceglie, sbaglia, insiste e, quando riconosce un talento, gli offre la possibilità di diventare grande.

 

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