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Economia

Amazon torna nel mirino dell’antitrust Ue, l’accusa è quella di violazione delle regole della concorrenza

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E tre. Dopo il caso dell’accordo fiscale tra Amazon e il Lussemburgo e quello riguardante gli e-books, un nuovo dossier e’ stato aperto della Commissione europea nei confronti del gruppo Usa. L’Antitrust Ue ha annunciato l’apertura di un’inchiesta approfondita per verificare se il gigante dell’e-commerce abbia usato i dati a sua disposizione per violare le regole destinate a garantire una corretta e leale concorrenza. Nel mirino di Bruxelles è finita stavolta la doppia attività commerciale svolta sul web da Amazon: la società opera direttamente nel settore delle vendite al dettaglio online e parallelamente offre ai venditori terzi una piattaforma (Marketplace) attraverso cui questi possono offrire i loro prodotti ai consumatori. Proprio questa seconda attivita’ consentirebbe ad Amazon di raccogliere dati ‘sensibili’ sui venditori indipendenti, i loro prodotti e le loro transazioni in grado potenzialmente di falsare la concorrenza. In particolare, l’attenzione di Bruxelles si concentrera’ sul sistema con cui vengono assegnate le ‘Buy Box’ premio che consentono ai clienti online di aggiungere direttamente nel loro ‘carrello’ i prodotti di uno specifico dettagliante.

“I consumatori europei fanno sempre piu’ shopping online”, ha osservato la commissaria alla concorrenza Margerethe Vestager. “L’e-commerce ha rilanciato la competizione al dettaglio, portato piu’ scelta e prezzi piu’ bassi. Dobbiamo assicurare che questi vantaggi – ha aggiunto Vestager – non siano eliminati dalle grandi piattaforme online attraverso comportamenti anti-concorrenziali. Ho quindi deciso di guardare attentamente le pratiche commerciali seguite da Amazon nel suo doppio ruolo di venditore all’ingrosso e al dettaglio al fine di verificare il rispetto delle norme per la tutela della concorrenza”. Dal canto suo Amazon – le cui vendite nel 2018 hanno sfiorato i 233 miliardi di dollari – ha assicurato “massima collaborazione” con Bruxelles. Ed ha annunciato la chiusura dell’inchiesta aperta dall’antitrust in Germania, sempre per problemi legati alla sua doppia veste, anche grazie a nuove condizioni che presto saranno applicate nei rapporti con i suoi partner commerciali. Il gigante delle vendite online e’ sotto inchiesta da meta’ aprile anche in Italia, dove l’antitrust vuole verificare se Amazon sfrutti la sua posizione dominante per obbligare i venditori terzi ad utilizzare i suoi servizi di logistica.

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Economia

Conte riparte da Sud: ora alta velocità e G20 a Bari

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Promette treni ad alta velocita’, uno sviluppo “Green” incentivato da tasse piu’ basse e anche il G20 a Bari. Apre la Fiera del Levante, Giuseppe Conte. C’e’ ancora un “confine” da superare tra Sud e Nord del Paese, ricorda: serve un “piano straordinario” e “strutturale” per il Meridione e ora si puo’ iniziare a realizzarlo. Perche’, e’ questa la vera promessa del premier, l’Europa e i mercati “scommettono” sul nuovo governo. E’ questa la differenza rispetto a un anno fa. “Europa, Mezzogiorno e ambiente” sono al centro della “nuova stagione riformatrice” e di un vero e proprio “patto” con l’Ue, spiega Conte, che dopo essere stato a Bruxelles e nelle aree terremotate del Centro Italia pronuncia tra gli stand baresi il primo intervento pubblico dopo la fiducia. Ad accoglierlo all’inaugurazione della Fiera del Levante ci sono tutti esponenti Pd, che un anno fa ascoltavano dall’opposizione: i ministri Francesco Boccia, Teresa Bellanova e Peppe Provenzano, oltre al sindaco Antonio Decaro e il governatore Michele Emiliano. Se il governo M5s-Pd si fosse fatto un anno fa “ci saremmo risparmiati fatica inutile e tragiche contraddizioni”, dice Emiliano, festeggiando l’addio di Conte alla Lega. Il premier non raccoglie l’assist. Ma rilancia con una promessa alla Puglia, che e’ anche la sua regione: “Mi impegno a considerare la candidatura di Bari a ospitare il G20 nel 2021”. A margine della fiera Conte, che ha tenuto la delega alla disabilita’, incontra un gruppo di disabili e promette loro misure per i “caregiver” e un forum permanente di confronto. Ma e’ soprattutto di economia che si parla a Bari. Conte non svela misure della prossima manovra ma disegna il quadro in cui si muovera’ il suo nuovo governo: il Meridione e’ tra i cardini del “patto con l’Europa” che ha proposto alla nuova commissione Ue, spiega. E per trasformare le promesse in crescita, ora c’e’ un tesoretto: un “capitale di fiducia” di cui, sottolinea, gode il nuovo governo in Europa e sui mercati, dove ha gia’ portato a risparmiare miliardi con il calo dello spread. E’ la vigilia di una manovra tanto difficile che Conte deve tornare a rassicurare che il governo giallorosso non introdurra’ “mai patrimoniali”. Ma il premier guarda gia’ avanti con ottimismo e promette per il futuro “una significativa riduzione del carico fiscale su famiglie con medio e basso reddito e le imprese, in particolare quelle che innovano”. Via la flat tax, torna la progressivita’. Con l’asse piu’ a sinistra, si rafforza l’accento “green”: il progetto e’ sperimentare al Sud una “svolta sostenibile e infrastrutture sociali” per la crescita. Conte parla anche di un tema che ha tenuto banco nel governo M5s-Lega come l’autonomia, ma per dire che Nord e Sud sono molto “dipendenti”, contrapporli non ha senso. Tra le leve cita la Banca pubblica per gli investimenti. Tra gli obiettivi: economia circolare, investimenti in scuola e universita’, attenzione al clima, la costituzione di un “fondo” per incentivare “le imprese che adotteranno prassi socialmente responsabili e saranno attente alla sicurezza dei lavoratori”. E infine la promessa di un Sud che si muove ad alta velocita’: a partire dalla Bari-Napoli, “investiremo” su ferrovie e trasporto locale. Il piano per il Sud sara’ “straordinario” ma stavolta “strutturale”.

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Vinitaly, vino verso saldo record bilancia: oltre 6 miliardi

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L’Italia del vino italiano si appresta quest’anno a superare per la prima volta i 6 miliardi di euro di saldo di una bilancia commerciale strutturalmente attiva, sebbene nel primo semestre la crescita (+3,3%, a circa 3 miliardi di euro) sia meno vigorosa rispetto al passato e il prezzo medio registri un calo significativo, specie nell’area Ue. Volano le vendite nei Paesi terzi oggetto di trattati di libero scambio (Giappone, Canada, Corea del Sud), mentre l’incremento negli Usa è inferiore rispetto alla media del mercato e in Cina si affacciano gli sparkling, unica tipologia segnalata in crescita nel Dragone. E’ l’aggiornamento sul mercato del vino dell’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor, che ha analizzato i dati semestrali export a fonte Istat e le performance della domanda extra-Ue a base doganale nei primi sette mesi del 2019. ”Un record che va salvaguardato puntando ancora di piu’ sui mercati esteri emergenti e sulla crescita della fascia premium. Presidio Vinitaly in mercati top serve a questo” sottolinea il Dg di Veronafiere, Giovanni Mantovani.

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Confindustria, “tassa” sul contante per più gettito

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Incentivi all’uso della moneta elettronica e una ‘tassa’ sui prelievi per disincentivare il contante. E’ questa la ‘ricetta’ del Centro studi di Confindustria per far recuperare gettito attraverso la riduzione dell’evasione fiscale. La proposta, avanzata nell’ambito del dibattito in vista della prossima legge di bilancio, non comporterebbe oneri aggiuntivi netti per la finanza pubblica e consentirebbe, attraverso una commissione del 2% sul contante, di recuperare circa 3,4 miliardi l’anno. “Negli ultimi anni sono stati fatti molti passi avanti in Italia nella lotta all’evasione fiscale, che ha portato gradualmente all’emersione di gettito: ne e’ un esempio il recente intervento sulla fatturazione elettronica. Malgrado cio’, la perdita di gettito fiscale e contributivo e’ stimato ancora sopra ai 100 miliardi di euro (fonte Mef), solo in parte attribuibile a grandi evasori”, evidenzia il Csc, facendo notare come l’Italia sia uno dei paesi dove l’utilizzo di carte di pagamento e’ meno diffuso (meno della meta’ della media Ue, che e’ di oltre 100 transazioni pro-capite annue): ma proprio “l’utilizzo maggiore di metodi di pagamento digitale – sostiene il Csc – puo’ far emergere gettito fiscale modificando le abitudini di spesa dei consumatori finali”. La proposta del Centro studi di Viale dell’Astronomia si articola su due interventi: da una parte incentivare l’uso di moneta elettronica garantendo un credito di imposta del 2% al cliente che effettua i pagamenti con carte di pagamento o bonifici bancari; dall’altra disincentivare il contante introducendo una commissione in percentuale dei prelievi da Atm o sportello oltre una certa soglia mensile. Con la ‘tassa’ sul contante, in particolare, il Csc ipotizza che, esentando i prelievi mensili fino a 1.500 euro (quindi un’esenzione per il 75% dei conti italiani), con una commissione del 2% sui prelievi eccedenti i 1.500 euro, si avrebbe un gettito annuale di circa 3,4 miliardi. “Sostanzialmente in linea con quello necessario per coprire il mancato gettito dovuto allo sconto sulle transazioni elettroniche derivante dalla prima misura per il 2020”, spiega il Csc. Lo ‘sconto’ sulla moneta elettronica, ipotizzando l’entrata in vigore nel 2020, calcola il Csc, “verrebbe compensato dall’emersione di attivita’ finora non tassate a partire dal terso anno, rendendo la misura positiva dal punto di vista degli effetti sulla finanza pubblica soprattutto nel quarto anno”, cioe’ nel 2023, quando si stima un effetto netto di gettito per 2,48 miliardi di euro.

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