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Lavoro

Amazon in crescita nel 2018: in Italia 2mila assunzioni e 800 milioni di euro investiti

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Amazon ha creato oltre 2.000 nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato in Italia nel 2018. Lo ha annunciato la piattaforma ecommerce specificando come gli occupati siano cresciuti più del 50% solo nel 2018: dai 3.500 dipendenti del 2017 agli oltre 5.500 di oggi. Nell’anno che sta per finire Amazon ha investito in Italia oltre 800 milioni di euro e complessivamente, dal 2010 quando ha esordito nel nostro Paese, oltre 1,6 miliardi di euro.

“Siamo orgogliosi di aver accolto quest’anno più di 2 mila nuovi Amazoniani all’interno dei nostri team in tutto il Paese, mentre continuiamo a offrire supporto ai clienti italiani e alle piccole imprese”, ha detto Mariangela Marseglia, Country Manager di Amazon.it e Amazon.es. Nel 2018 ci sono stati anche investimenti nella logistica con l’apertura di sei nuovi depositi di smistamento e un nuovo centro di smistamento a Casirate (Bergamo) dopo quelli di Milano, Passo Corese (Rieti), Vercelli, Castel San Giovanni (Piacenza) e Cagliari.

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Economia

Dati Inps primo trimestre 2019: +241.147 contratti stabili in 3 mesi

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Nel primo trimestre 2019 la variazione netta sui rapporti di lavoro a tempo indeterminato (assunzioni più trasformazioni meno cessazioni) risulta positiva per 241.147 contratti (+126,3 sui primi tre mesi del 2018). Lo si legge nell’Osservatorio Inps sul precariato. Si conferma il boom delle trasformazioni da tempo determinato a indeterminato passate dalle 125.000 a 219.000 (+75,5%). Nei primi tre mesi le assunzioni totali dei datori di lavoro privati sono state 1.661.000 con un calo del 9,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, spiega l’Inps, in crescita risultano i contratti a tempo indeterminato, i contratti di apprendistato e i contratti di lavoro intermittente. In evidente diminuzione risultano invece i contratti di somministrazione (-36,3%). Nel corso dei primi tre mesi del 2019 si conferma, rispetto al 2018, l’incremento delle trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato, che risultano quasi raddoppiate (da 125.000 a 219.000: +94.000, +75,5%). Un lieve incremento si registra per le conferme di rapporti di apprendistato giunti alla conclusione del periodo formativo (+7,0%). Le cessazioni nel complesso sono state 1.318.000, in diminuzione rispetto allo stesso periodo del 2018: la riduzione ha riguardato le cessazioni di contratti in somministrazione, di rapporti a termine e di rapporti a tempo indeterminato; in crescita sono invece le cessazioni di rapporti con contratto intermittente e di contratti in apprendistato. Il saldo annualizzato (vale a dire la differenza tra assunzioni e cessazioni negli ultimi dodici mesi) risulta positivo e pari a +351.000 inferiore a quello registrato nel corrispondente momento alla fine del primo trimestre 2018 (+537.000). Nel corso degli ultimi dodici mesi, osserva ancora l’Inps, si e’ registrata una inversione di tendenza fra l’andamento dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato e quello dei tempo determinato. In particolare, mentre il saldo annualizzato dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato e’ passato da -57.000 (03/2018) a +324.000 (03/2019), quello dei rapporti a tempo determinato e’ passato da + 346.000 (03/2018) a -90.000 (03/2019). Anche il saldo annualizzato dei rapporti di apprendistato risulta positivo (+80.000). Stabili i contratti di Prestazione occasionale, 19mila unita’ con importo medio mensile lordo della remunerazione a 243 euro. Quanto ai lavoratori pagati con il Libretto famiglia a marzo 2019 essi risultano circa 10.000 (contro circa 6.000 a marzo 2018); l’importo medio mensile lordo della loro remunerazione effettiva risulta pari a 247 euro.

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Economia

Martedì stop al trasporto aereo, Alitalia taglia la metà dei voli

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Giornata di possibili disagi martedi’ per chi deve viaggiare in aereo. E’ infatti in programma lo sciopero nazionale di 24 ore di tutto il settore, proclamato per denunciare la grave situazione occupazionale ma anche per le incertezze sul futuro dell’Alitalia. In attesa che Fs, insieme a Delta e Tesoro, completi la cordata per salvare la compagnia, l’unica soluzione percorribile resta Atlantia, ma il capostipite della famiglia Benetton chiarisce che non ci sono proposte sul tavolo e manda un messaggio al Governo: ci dica se siamo “razza padrona o imprenditori affidabili”. Intanto si avvicina la scadenza per le offerte del 15 giugno, ma in realta’ tutto e’ legato a cosa accadra’ al Governo dopo le elezioni del 26 maggio.

Lo sciopero di martedi’, proclamato unitariamente da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo, coinvolgera’ piloti e assistenti di volo di Alitalia, Blue Air e Blu Panorama, tecnici della manutenzione e personale di terra delle compagnie, gli addetti all’handling, al catering e delle gestioni aeroportuali. E’ stato invece spostato al 24 giugno un altro stop (inizialmente previsto il 21) della sola Alitalia proclamato dalle sigle di piloti e assistenti riunite nell’Fnta e nella Confael Trasporti Assovolo. La compagnia ha comunque attivato per martedi’ un piano straordinario per limitare i disagi ai passeggeri, cancellando circa la meta’ dei voli, sia nazionali che internazionali: il piano prevede l’impiego di aerei piu’ capienti sulle rotte domestiche e internazionali, per riprenotare i viaggiatori, e si stima che permettera’ di far viaggiare nella stessa giornata il 60% dei passeggeri. Tra le motivazioni della protesta, c’e’ anche la situazione di Alitalia, da due anni in amministrazione straordinaria e con Fs che da sei mesi lavora ad una soluzione di mercato che pero’ non riesce a decollare. Per completare il puzzle si continua a guardare ad Atlantia, ma ormai si tratta solo di una scelta politica, sulla quale pende il ‘veto’ posto dal M5s dopo il crollo del ponte Morandi. “Gli Aeroporti di Roma e Alitalia hanno certamente interessi comuni”, ma al momento “non c’e’ stato nessun incontro, nessuna proposta, niente di niente”, chiarisce Luciano Benetton in una lunga intervista a Repubblica in cui difende la famiglia dalle accuse piovute in questi mesi. “Davvero si puo’ credere che la stessa azienda sia virtuosa negli aeroporti e viziosa sulle autostrade?”, si chiede il manager veneto, che su Alitalia sottolinea la necessita’ che resti un marchio italiano. La palla pero’ e’ tutta nelle mani del Governo: “Di sicuro bisogna decidere – avverte -, o siamo razza padrona o siamo imprenditori affidabili”.

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Economia

Big Mamma ricerca a Napoli pizzaioli e fornai da assumere per la nuova apertura londinese, chi vuole può candidarsi

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È Napoli la capitale della pizza. È noto in tutto il mondo. E per questo Big Mamma, catena di food francese, sta cercando pizzaioli da poter inserire nel proprio organico. I pizzaioli dovranno esportare a Londra l’arte della pizza. È proprio nella capitale del Regno Unito che Big Mamma sta per aprire il secondo locale.  La catena francese, con personale per lo più italiano, ci ha abituati, nel giro di pochissimi anni, a queste periodiche assunzioni di giovani campani. E, prima in Francia, ora in Inghilterra, Big Mamma si sta affermando come il gruppo di ristorazione europeo più vivace. I loro locali sono un mix di accoglienza, design sempre originale e, soprattutto, luoghi dove si trovano materie prime di qualità, tutte provenienti dall’Italia.

A queste caratteristiche si unisce la cordialità e professionalità di tutto il personale. Far parte della squadra di Big Mamma significa non solo trovare un’occupazione stabile ma anche avere l’occasione di crescere professionalmente. Chi supererà le prove otterrà, infatti, un’assunzione a tempo indeterminato. La selezione si terrà, come sempre, presso il Mulino Caputo di Napoli il giorno 15 aprile, dalle ore 10 fino alle 16. Gli aspiranti pizzaioli e fornai dovranno sostenere un colloquio e la prova pratica. Troveranno nei laboratori del Mulino Caputo impasti e farciture. I pizzaioli devono avere almeno 2/3 anni di esperienza ed essere esperti di pizza napoletana e forno a legna. Big Mamma è una realtà che in pochi anni si è consolidata a Parigi con una serie di trattorie popolari italiane: East Mamma e Ober Mamma, tanto per citarne due, e di pizzerie. È a Parigi che hanno aperto in una stazione ferroviaria, non più in uso, il più grande ristorante d’Europa. Poi a febbraio l’inaugurazione del primo locale a Londra. Ora, a distanza di pochi mesi, ecco la seconda apertura nella capitale del Regno Unito.

I giovani interessati a questa opportunità dovranno inviare il curriculum, entro il 9 aprile, all’indirizzolasquadra@bigmamma.com 

 

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