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Amadeus, la Rai chiude la porta al ritorno: «Ha fatto una scelta netta»

L’amministratore delegato della Rai Giampaolo Rossi esclude il ritorno di Amadeus nel servizio pubblico. Mentre circolano indiscrezioni su una possibile separazione anticipata da Warner Bros. Discovery, la Rai punta su Carlo Conti e Stefano De Martino.

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Il ritorno di Amadeus in Rai può attendere. Le battute con Fiorello, la parodia cantata negli studi del servizio pubblico e le indiscrezioni su una possibile uscita anticipata dal Nove non hanno modificato la posizione dei vertici di viale Mazzini.

L’amministratore delegato Giampaolo Rossi ha escluso un rientro del conduttore nei prossimi palinsesti, ricordando la decisione presa due anni fa di lasciare la Rai per Warner Bros. Discovery.

«Non mi risulta. Amadeus non torna», ha affermato Rossi durante la Festa dell’Innovazione organizzata dal Foglio.

La stima personale e la distanza professionale

Rossi ha precisato che la chiusura non nasce da un problema personale. Ha definito Amadeus una persona alla quale è legato e un professionista che continua a stimare.

Il giudizio cambia, però, quando si passa alle scelte aziendali. «Ha fatto una scelta molto chiara e netta ormai due anni fa», ha osservato l’amministratore delegato.

Il riferimento è all’addio del 2024, quando Amadeus lasciò la Rai dopo cinque Festival di Sanremo consecutivi e il grande successo di “Affari Tuoi” per diventare uno dei volti principali del Nove.

L’addio anticipato al Nove resta un’ipotesi

Da alcuni giorni circolano indiscrezioni su una possibile separazione consensuale tra Amadeus e Warner Bros. Discovery, con due anni di anticipo rispetto alla scadenza del contratto.

Al momento, però, non risulta comunicata ufficialmente la conclusione del rapporto. Il conduttore e il gruppo televisivo starebbero valutando il futuro della collaborazione dopo risultati non sempre all’altezza delle aspettative iniziali.

Il passaggio al Nove non ha riprodotto automaticamente gli ascolti ottenuti in Rai, pur consentendo al canale di ampliare l’offerta e rafforzare la propria visibilità.

La Rai ha già occupato gli spazi principali

La posizione di Rossi può essere sintetizzata in un principio: nessun veto personale, ma nessuna restituzione automatica dei programmi e degli spazi lasciati due anni fa.

Nel frattempo, la Rai ha costruito nuovi equilibri. Carlo Conti ha ripreso la guida del Festival di Sanremo, mentre Stefano De Martino ha raccolto l’eredità di Amadeus ad “Affari Tuoi”, consolidandosi come uno dei volti più importanti dell’azienda.

Gli spazi strategici che Amadeus occupava sono stati assegnati ad altri conduttori, rendendo più complessa l’ipotesi di un rientro immediato con un ruolo equivalente a quello precedente.

Rossi difende Carlo Conti

L’amministratore delegato ha rivendicato la scelta di affidare nuovamente Sanremo a Carlo Conti, sottolineando i risultati ottenuti dal Festival.

Per la Rai, il passaggio di consegne ha dimostrato che la manifestazione può mantenere la propria forza anche senza il conduttore che l’aveva rilanciata durante cinque edizioni consecutive.

Il messaggio è chiaro: Amadeus ha avuto un ruolo centrale nella storia recente di Sanremo, ma il Festival ha continuato il proprio percorso e ha già individuato la nuova guida.

Stefano De Martino al centro del futuro Rai

Il nome sul quale la Rai ha deciso di investire è quello di Stefano De Martino.

Dopo il successo di “Affari Tuoi”, il conduttore napoletano è stato scelto per guidare e dirigere artisticamente il Festival di Sanremo 2027, che si terrà dal 16 al 20 febbraio.

Rossi lo considera una delle grandi rivelazioni della televisione italiana e una risorsa destinata ad assumere un ruolo sempre più importante nel servizio pubblico.

La designazione di De Martino riduce ulteriormente gli spazi per un eventuale ritorno di Amadeus ai vertici dell’intrattenimento Rai.

La provocazione con Fiorello

Le voci sul possibile riavvicinamento erano state alimentate dall’ospitata di Amadeus a “La Pennicanza”, il programma di Fiorello su Rai Radio2.

I due amici avevano scherzato sulle difficoltà di un ritorno, cantando una parodia di “Non amarmi”. Amadeus aveva intonato: «Anche se la Rai ha dei muri enormi, io non ho paura e voglio superarli».

La gag era stata interpretata come un messaggio rivolto ai vertici aziendali. La risposta di Rossi ha però raffreddato immediatamente le attese.

Tramonta lo show serale con Fiorello

L’ipotesi di uno spettacolo serale affidato alla coppia Amadeus-Fiorello appare, almeno nell’immediato, difficilmente realizzabile.

Fiorello conserva un rapporto forte con la Rai e una grande autonomia artistica, ma non risulta che abbia posto il ritorno dell’amico come condizione per continuare la collaborazione.

Molto dipenderà anche dal futuro contrattuale di Amadeus. Prima di discutere con altre emittenti, il conduttore dovrà eventualmente definire la propria posizione con Warner Bros. Discovery.

Un ritorno possibile soltanto ripartendo da altrove

La porta della Rai non sembra chiusa per sempre. Il punto indicato dai vertici è che un eventuale rientro non potrebbe avvenire recuperando automaticamente Sanremo, “Affari Tuoi” o gli altri spazi già assegnati.

Amadeus dovrebbe accettare una nuova sfida editoriale e ricostruire il proprio ruolo all’interno di un’azienda profondamente cambiata dopo la sua partenza.

Per ora, però, la linea ufficiale resta quella pronunciata da Giampaolo Rossi: Amadeus non torna in Rai. Almeno non nei prossimi palinsesti e non alle condizioni con le quali aveva lasciato viale Mazzini.

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Peppino di Capri, il ricordo di una ragazzina diventata giornalista

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Ero solo una ragazzina, 13-14 anni e Peppino spesso di pomeriggio stava seduto in piazzetta, a Ischia. Ero una sua ammiratrice: lui suonava, a seconda dei periodi, allo Scotch Club o al Castillo d’Aragona, il night del Castello. Un anno era quasi tutte le sere in cartellone, un motoscafo passava davanti ai lidi con il megafono: “Questa sera al Castillo d’Aragona Peppino di Capri e la sua orchestra”… tanti giri e l’altoparlante che ripeteva il messaggio. La sera ci stava la folla ma io non potevo andare ancora al night… Così lo ascoltavo dal mangiadischi. ‘Una catena d’oro’, ‘Frenesia’ , poi ‘Champagne’ e tante altre. Me ne piaceva una in particolare che Peppino non faceva quasi mai ai concerti cui sarei andata una volta più grande: ‘Il musicista’. Vera poesia.
Un giorno mi avvicinai a quel tavolino del bar, Peppino era con Sasà che aveva una discoteca e con un signore dai capelli bianchi. Gli chiesi l’autografo: mi fece sedere e mi volle offrire una spiga lessa (c’era il venditore ambulante lì vicino) e ogni volta che lo incontravo, salutava e rispondeva. Per anni.
Poi sono cresciuta e andavo a sentirlo ogni volta che mi si presentava l’occasione. E poi una volta giornalista a Mediaset l’ho intervistato tante volte: sempre disponibile, cordiale. Mi ha persino fatto sentire qualche canzone in anteprima, mi parlava del figlio musicista ed io gli dicevo: “Perché non riarrangiate insieme i tuoi successi?”.
E poi arrivò il mio libro su Lucio Battisti e lui mi fece la prefazione. Perché Peppino aveva iniziato a cantare ragazzino quando c’erano gli americani a Capri e Lucio Battisti amava Ray Charles. Ed anche perché Peppino per quanto ‘di Capri’ aveva trovato il primo grande successo a Ischia, al ‘Rangio Fellone’. E venne anche alla presentazione del libro al Rangio, e riscoprì dei pezzi della sua Ischia in quei giorni, tanto che poi ritornò con gli amici, con la sua barca rossa, anche solo per un pranzo al Cocò Mare.
L’avevo sentito forse per sbaglio qualche settimana fa, non stava bene e adesso se ne è andato. Lasciando un vuoto ma lasciandoci le sue immortali canzoni

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Ischia Global apre con un minuto di silenzio per Peppino di Capri: il ricordo di Pascal Vicedomini

L’Ischia Global Film & Music Festival si aprirà il 12 luglio a Piazza San Girolamo con un minuto di silenzio dedicato a Peppino di Capri, morto a 86 anni. Pascal Vicedomini ricorda il legame del cantante con il festival e con l’isola d’Ischia.

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L’Ischia Global Film & Music Festival si aprirà domenica 12 luglio, a Piazza San Girolamo, con un minuto di silenzio in memoria di Peppino di Capri, morto nella mattinata di sabato 11 luglio nella sua isola dopo una lunga malattia. Il cantante avrebbe compiuto 87 anni il prossimo 27 luglio.

La manifestazione, in programma fino al 19 luglio, renderà così omaggio a uno dei protagonisti più importanti della musica leggera italiana, legato da una lunga amicizia agli organizzatori e alla stessa isola d’Ischia. L’edizione 2026 del festival prevede 185 opere e oltre 120 ospiti provenienti da diversi Paesi.

Il ricordo di Pascal Vicedomini

«Con l’addio di Peppino di Capri si crea un vuoto incolmabile nei nostri cuori», afferma il produttore e fondatore del festival Pascal Vicedomini.

Vicedomini ricorda in particolare il gala organizzato al Grammy Museum di Los Angeles, durante il quale l’artista fu celebrato dal presidente dell’Academy della musica americana.

«Fu una vera gioia poterlo far onorare», sottolinea il produttore, ricordando il viaggio compiuto insieme all’Istituto Capri nel Mondo e il contributo offerto dalla carriera di Peppino di Capri alla costruzione di una manifestazione internazionale capace di unire cinema e musica.

«Una monumentale eredità artistica»

Secondo Vicedomini, l’eredità lasciata dal cantante rappresenta un patrimonio da custodire per continuare a coniugare qualità artistica, memoria e attenzione verso il futuro.

«Il nostro abbraccio sincero e commosso va ai suoi tre figli, ai quali auguriamo un futuro ricco di nuove soddisfazioni, così come il grande Peppino aveva sempre auspicato», aggiunge il fondatore di Ischia Global.

Peppino di Capri, pseudonimo di Giuseppe Faiella, è stato cantante, pianista e autore di alcuni dei brani più popolari della musica italiana. Nella sua lunga carriera vinse due volte il Festival di Sanremo e portò al successo canzoni come Champagne, Un grande amore e niente più, Non lo faccio più e St. Tropez Twist.

Gli inizi nei locali di Ischia

Ischia ebbe un ruolo importante anche agli esordi della sua carriera. Tra il 1957 e il 1958 Peppino di Capri si esibiva con il suo gruppo nei locali delle isole del Golfo di Napoli.

Una delle tappe fondamentali fu lo storico Rangio Fellone, dove nell’estate del 1958 si esibì con i primi componenti del complesso che avrebbe poi accompagnato il suo successo. Proprio durante una delle serate nel locale ischitano il gruppo fu notato da un rappresentante del mondo discografico.

Da quelle serate iniziò una carriera che avrebbe portato l’artista dai locali di Capri e Ischia ai più importanti palcoscenici italiani e internazionali.

L’omaggio musicale all’isola

Peppino di Capri era stato più volte ospite e amico dell’Ischia Global. Il suo rapporto con l’isola verde si trasformò anche in musica grazie a un omaggio inciso insieme a Fred Bongusto, altro grande interprete della canzone italiana e delle atmosfere eleganti dei locali notturni.

Il minuto di silenzio che aprirà il festival sarà quindi non soltanto il tributo a un artista scomparso, ma il saluto di un’isola che ha accompagnato i suoi primi passi e che ha continuato a considerarlo uno dei simboli più autentici della musica italiana.

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È morto Peppino di Capri, addio alla voce senza tempo di “Champagne” e “Roberta”

È morto Peppino di Capri, pseudonimo di Giuseppe Faiella, uno dei più grandi interpreti della musica italiana e napoletana. Aveva 86 anni. La sua carriera, iniziata da bambino sull’isola azzurra, ha attraversato oltre settant’anni di storia della canzone.

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È morto Peppino di Capri, uno degli artisti più amati e rappresentativi della musica italiana. Il cantante e pianista, pseudonimo di Giuseppe Faiella, aveva 86 anni. Con lui scompare una voce capace di raccontare l’amore, la malinconia e l’eleganza di Napoli e della sua isola in oltre settant’anni di carriera.

Il bambino prodigio nato sull’isola azzurra

Peppino di Capri era nato a Capri il 27 luglio 1939. Aveva cominciato a suonare il pianoforte e a esibirsi quando era ancora un bambino, davanti ai soldati americani presenti sull’isola durante la Seconda guerra mondiale.

Dotato di orecchio assoluto, aveva trasformato molto presto la musica nella propria vita. Alla fine degli anni Cinquanta fondò il gruppo Peppino di Capri e i suoi Rockers, introducendo nella tradizione melodica napoletana le sonorità del rock’n’roll, dello swing e della musica americana.

Il suo stile raffinato, riconoscibile fin dalle prime note, contribuì a modernizzare la canzone napoletana senza mai spezzare il legame con le sue radici.

Da “Luna caprese” a “Champagne”

La sua discografia comprende alcuni brani entrati nella memoria collettiva italiana: “Luna caprese”, “Nun è peccato”, “Voce ’e notte”, “Roberta”, “Le stelle d’oro”, “Un grande amore e niente più” e, soprattutto, “Champagne”.

Quest’ultima canzone, pubblicata nel 1973, è diventata il simbolo stesso del suo repertorio: una storia di amore perduto, orgoglio e malinconia interpretata con quella misura che ha sempre caratterizzato la sua voce.

Peppino di Capri ha partecipato quindici volte al Festival di Sanremo, vincendolo nel 1973 con “Un grande amore e niente più” e nel 1976 con “Non lo faccio più”. Nel 2023 era tornato sul palco dell’Ariston per ricevere il premio alla carriera della città di Sanremo.

Una carriera attraversata dalla storia italiana

Peppino di Capri non è stato soltanto un cantante di successo. È stato uno dei protagonisti del costume italiano, capace di attraversare epoche, mode e generazioni senza perdere la propria identità.

Nel corso della sua carriera si è esibito nei più importanti teatri italiani e internazionali. Nel 1965 aprì i concerti italiani dei Beatles, confermando la dimensione internazionale raggiunta dalla sua musica.

Le sue canzoni hanno accompagnato feste, matrimoni, partenze, amori e ricordi di milioni di italiani. Anche quando il panorama musicale cambiava, Peppino continuava a essere immediatamente riconoscibile: il pianoforte, la voce delicata, il sorriso discreto e quell’eleganza mai ostentata.

Il legame indissolubile con Capri

Nonostante il successo internazionale, Peppino Faiella non aveva mai reciso il rapporto con la sua isola. Capri non era soltanto il nome d’arte scelto all’inizio della carriera: era la sua casa, la sua ispirazione e il luogo al quale tornava costantemente.

Nel marzo del 2025 aveva ricevuto le chiavi della città. Nello stesso periodo la Rai gli aveva dedicato il film biografico “Champagne – Peppino di Capri”, diretto da Cinzia TH Torrini, un racconto della sua vita artistica e privata realizzato quando il cantante poteva ancora partecipare direttamente alla ricostruzione della propria storia.

Il silenzio dopo l’ultima canzone

Con Peppino di Capri se ne va un artista che ha saputo unire Napoli al mondo. Un musicista elegante e popolare, profondamente legato alle proprie origini ma aperto alle contaminazioni internazionali.

Resteranno le sue melodie, la voce inconfondibile e quel bicchiere di “Champagne” diventato il simbolo di una malinconia composta, mai gridata.

Capri, Napoli e l’Italia perdono uno dei loro interpreti più autentici. La musica perde un uomo che ha saputo trasformare le emozioni private in canzoni capaci di appartenere a tutti.

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