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Cronache

Alluvioni, Natale di paura in Romagna: evacuazioni e fiumi in piena, ma senza danni

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Il Natale ha riportato apprensione nelle aree della Romagna già colpite dalle alluvioni degli ultimi tre anni. In particolare la pianura ravennate ha vissuto una giornata complessa per le piene degli affluenti di destra del Reno — Lamone, Senio, Marzeno e Montone — già protagonisti delle emergenze passate.

Nel giorno di Natale, con l’allerta rossa attiva e il sistema di protezione civile mobilitato, alcune centinaia di persone hanno trascorso la giornata fuori casa. Diversi comuni hanno disposto evacuazioni preventive per le famiglie residenti in prossimità dei corsi d’acqua, una misura ormai abituale dopo l’alluvione del maggio 2023. Le evacuazioni hanno interessato Castel Bolognese, Solarolo, Cotignola, Lugo, Fusignano, Alfonsine, Bagnacavallo e San Lazzaro, territori che hanno allestito spazi di accoglienza proprio nel giorno tradizionalmente dedicato alla famiglia.

Questa volta, però, non si sono registrati danni né esondazioni. I livelli dei fiumi sono saliti in modo preoccupante fino alla sera di Natale, quando la piena è transitata, le precipitazioni sono cessate e l’emergenza è progressivamente rientrata. L’allerta è stata poi declassata da rossa ad arancione, con il superamento definitivo previsto nelle ore successive.

Secondo Michele de Pascale, l’assenza di danni è legata anche agli interventi realizzati dopo gli stanziamenti successivi all’alluvione di due anni e mezzo fa. “La circolazione atmosferica è stata simile a quella del 2023, con piogge estremamente abbondanti e insistenti — ha spiegato — ma questa volta il sistema ha tenuto: non si sono verificate tracimazioni né rotture arginali. È un segnale importante, frutto dei lavori già effettuati e dell’urgenza di proseguirli”.

In un’area estesa dal bacino dell’Idice, alle porte di Bologna, fino a quello del Lamone nel Ravennate, in 48 ore è caduta una quantità di pioggia doppia rispetto alla media dell’intero mese di dicembre, con picchi fino a 150 millimetri nel bacino del Senio Superiore. Eventi che fino a pochi anni fa erano considerati eccezionali e che oggi si ripresentano con crescente frequenza, confermando la vulnerabilità del territorio e la necessità di interventi strutturali continui.

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Cronache

Omicidio Pierina Paganelli, assolto Louis Dassilva: scarcerato nella notte

Louis Dassilva è stato assolto in primo grado dall’accusa di avere ucciso Pierina Paganelli. La Corte d’assise di Rimini ne ha disposto l’immediata scarcerazione dopo una lunga camera di consiglio.

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Dopo oltre sedici ore di attesa è arrivato il verdetto: Louis Dassilva è stato assolto dall’accusa di avere ucciso Pierina Paganelli. La Corte d’assise di Rimini ha disposto la sua immediata liberazione, chiudendo così il primo grado di giudizio con una decisione destinata ad avere forte impatto sul caso.

Il verdetto nella notte

Il dispositivo è stato letto dalla presidente della Corte d’assise di Rimini, Fiorella Casadei, davanti a un’aula piena. Alla lettura della sentenza è seguito un boato, poi un applauso proveniente dal pubblico.

In aula erano presenti i familiari della vittima, tra cui i figli Chiara, Giuliano e Giacomo Saponi, la sorella e i nipoti di Pierina Paganelli. Alla decisione sono rimasti seduti in silenzio.

L’attesa di Dassilva in aula

Louis Dassilva ha atteso il verdetto in piedi, con le mani giunte verso il basso. Prima della lettura ha rivolto uno sguardo verso i banchi del pubblico e verso la moglie, Valeria Bartolucci, presente alle spalle dei banchi dell’imputato.

Tra il pubblico c’erano anche diversi conoscenti dell’uomo, tra cui un gruppo di senegalesi che ha seguito fino alla fine la lunga attesa della decisione.

La scarcerazione e l’abbraccio con la moglie

Dopo l’assoluzione, Dassilva è uscito nella notte dal carcere di Rimini. Ad attenderlo c’era la moglie Valeria Bartolucci, che gli è corsa incontro per abbracciarlo.

Subito dopo, l’uomo è stato accompagnato dagli avvocati Riario Fabbri e Andrea Guidi in un domicilio diverso da quello di via del Ciclamino, per evitare l’assembramento dei giornalisti.

Le prime parole dopo la liberazione

All’uscita dal carcere, Dassilva ha pronunciato le prime parole da uomo libero: “È stata fatta giustizia, ha vinto solo la giustizia. È la rinascita della giustizia”.

La sentenza è di primo grado. Le motivazioni saranno depositate nei termini previsti dalla legge e solo allora sarà possibile comprendere nel dettaglio il percorso logico seguito dalla Corte. Resta il dolore dei familiari di Pierina Paganelli, mentre il processo si chiude, per ora, con l’assoluzione dell’unico imputato.

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Cronache

Pistola con colpo in canna nel marsupio, arrestato un trentenne al Parco Verde di Caivano

I finanzieri del Comando Provinciale di Napoli hanno arrestato un trentenne trovato al Parco Verde di Caivano con una pistola Beretta nel marsupio, caricatore con 15 cartucce e colpo in canna.

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Girava in auto nel Parco Verde di Caivano con una pistola nel marsupio, caricatore pieno e colpo in canna. Un trentenne originario di Frattaminore è stato arrestato dai finanzieri del Comando Provinciale di Napoli durante i controlli finalizzati alla prevenzione dell’occupazione abusiva degli appartamenti già sgomberati.

Il controllo dei Baschi Verdi

I Baschi Verdi del Gruppo Pronto Impiego Napoli hanno notato un’autovettura compiere più volte lo stesso giro all’interno del Parco Verde. Il comportamento ha insospettito i militari, che hanno deciso di fermare il veicolo ed effettuare un controllo.

Alla guida c’era un uomo di 30 anni, originario di Frattaminore. Durante l’ispezione, i finanzieri hanno trovato nel marsupio una pistola Beretta FS/98, con 15 cartucce nel caricatore e pronta all’uso.

L’arresto e le accuse

Il trentenne è stato arrestato per detenzione e porto abusivo di armi clandestine e ricettazione. È stato posto ai domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida.

La posizione dell’uomo resta sottoposta al vaglio dell’autorità giudiziaria e vale il principio della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

La perizia sull’arma

La pistola e le cartucce sono state sequestrate e saranno sottoposte a perizia balistica. Gli accertamenti serviranno a stabilire se l’arma sia stata eventualmente utilizzata in fatti di sangue o in altri episodi criminali.

Il controllo si inserisce nell’attività di presidio del territorio al Parco Verde di Caivano, dove proseguono le verifiche per impedire nuove occupazioni abusive degli appartamenti già sgomberati.

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Call center delle truffe a Quarto, anziani nel mirino: quattro arresti

I carabinieri hanno scoperto a Quarto, in provincia di Napoli, una centrale per truffe telefoniche ai danni di anziani. Quattro uomini sono stati arrestati per concorso in frode informatica. Sequestrati cellulari, sim e un computer portatile.

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Una stanza trasformata in centrale delle frodi, decine di telefoni cellulari sul tavolo e frasi studiate per ingannare soprattutto persone anziane. A Quarto, in provincia di Napoli, i carabinieri hanno scoperto un presunto call center delle truffe telefoniche, utilizzato per rastrellare denaro dai conti correnti delle vittime.

Le telefonate con il falso maresciallo

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della tenenza di Quarto, dall’appartamento partivano telefonate costruite per convincere le vittime a seguire istruzioni ingannevoli. “Clicchi sul link che le ho mandato e segua le indicazioni”, oppure “Sono il maresciallo della caserma”: sarebbero alcune delle frasi pronunciate dagli indagati, anche con un accento settentrionale ritenuto utile a rendere più credibile il raggiro.

I militari erano già posizionati attorno a una palazzina di via Crocillo, dove avevano individuato l’appartamento sospetto.

Il blitz nell’appartamento

Per entrare, i carabinieri hanno staccato il contatore elettrico, lasciando al buio i quattro uomini presenti nell’abitazione. Uno di loro ha aperto la porta, consentendo ai militari di effettuare il controllo.

All’interno sono stati trovati numerosi telefoni cellulari. Durante l’intervento, uno degli uomini avrebbe tentato di disfarsi di un telefono lanciandolo dalla finestra. Nessuno è riuscito a fuggire.

Sette tentativi di frode documentati

I carabinieri sono riusciti a documentare sette tentativi di frode in corso e una truffa appena consumata ai danni di un’anziana di Roma, alla quale sarebbero stati sottratti 18mila euro.

Nell’appartamento sono stati sequestrati 17 cellulari, un computer portatile e 101 sim telefoniche, materiale ritenuto dagli investigatori compatibile con l’attività fraudolenta contestata.

Quattro arresti e indagini sui contatti

I quattro uomini, tutti napoletani e già noti alle forze dell’ordine, sono stati arrestati per concorso in frode informatica. Si trovano ai domiciliari, in attesa di giudizio.

La posizione degli arrestati resta sottoposta al vaglio dell’autorità giudiziaria e vale per tutti la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva. Le indagini proseguono per ricostruire eventuali altri episodi, identificare ulteriori vittime e verificare l’esistenza di collegamenti con altre reti di truffatori.

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