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Salute

All’Istituto Pascale per tumori apre lo ‘Sportello dei sogni’

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Da un letto di ospedale alla favola di Cenerentola. Fiorangela Giugliano non ha mai smesso di sognare, nemmeno quando a 23 anni una leucemia le ha fatto scoprire che la vita puo’ essere drammaticamente breve e anche la perdita dei capelli puo’ apparire come la piu’ grossa delle disgrazie. Oggi Fiorangela ha 48 anni, e’ testimonial Ail nazionale, i capelli le sono ricresciuti e ha realizzato gran parte dei suoi sogni, anche quelli che, da un letto di ospedale e con una diagnosi infame, le sembravano impossibili da esaudire. E se i sogni, come narra Cenerentola, sono desideri di felicita’, questa felicita’ Fiorangela ha deciso di condividerla con i pazienti dell’Istituto per i tumori ‘ Pascale’. Il sogno di Fiorangela e’ oggi quello di aprire uno Sportello nell’Istituto napoletano che esaudisca i desideri del cuore di ogni paziente. Un progetto nuovo destinato a tutti i malati oncologici, di eta’ compresa tra i 3 e i 99 anni, accolto dal direttore generale del Pascale, Attilio Bianchi, che ha voluto siglare con Fiorangela e la sua organizzazione di volontari un accordo. Partendo dal principio che i sogni possono essere un supporto psicologico alle cure, a fare da tramite tra i desideri dei pazienti e lo Sportello sara’ il team di psicologi dell’Istituto, diretti da Daniela Barberio. Il primo sogno si e’ avverato subito dopo la sigla dell’accordo. Monica Esposito, 50 anni, da due paziente in cura presso il reparto di Senologia dell’Istituto dei tumori, ha il desiderio di fare un viaggio “particolare” con le sue due figlie, trascurate a causa della malattia. Detto fatto.

Fiorangela ha consegnato un buono per mamma e figlie per un tour, offerto dall’associazione sportiva di volo Flyroma, in elicottero su Roma alla scoperta dei siti archeologici mai visti. L’organizzazione di Fiorangela Giugliano finora ha esaudito gia’ diversi desideri di pazienti in tutta Italia. Una mamma aveva chiesto un desiderio per il suo unico bambino di 7 anni ricoverato: fare il capotreno alla guida di un vagone. Detto fatto, il desiderio e’ diventato realta’. Una paziente voleva guidare, dopo la chemioterapia, una motoacqua. Detto fatto. E poi c’e’ chi ha chiesto di farsi un giro romantico in gondola con la moglie. Desiderio avverato. L’ Organizzazione riesce ad esaudire i piccoli desideri dei pazienti grazie a convenzioni che ha con alberghi, ristoranti, compagnie di volo e ai contributi economici dei volontari e di tanti sostenitori. Non realizza, ovviamente, sogni riguardanti donazioni di denaro, coperture di spese mediche o acquisto di beni immobili. “Diceva Albert Einstein: non si puo’ ottenere nulla di veramente prezioso se non con la cooperazione disinteressata di molti individui – dice il direttore scientifico del Pascale, Nicola Normanno – e il contributo di Fiorangela Giugliano e dei suoi volontari ha davvero qualcosa di prezioso oltre ad andare nella direzione della nostra mission: mettere sempre il paziente al centro”. A Normanno fa seguito Bianchi: “Se e’ vero – dice – che siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni questo fantastico progetto si inserisce coerentemente all’interno dei nostri percorsi assistenziali, aggiungere vita alla vita. Grazie a Fiorangela, grazie a tutti quelli che ci daranno ogni volta una mano. Abbiamo intenzione di estendere l’intesa all’intera Rete Oncologica Campana, al fine di consentire ad ogni paziente di poter realizzare un suo desiderio”.

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Tumori: per polmome, rene, melanoma sì Aifa a terapia combinata

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L’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha approvato la rimborsabilita’ della combinazione di 2 molecole immunoncologiche, nivolumab e ipilimumab, nel melanoma e nei tumori del rene e del polmone. L’approvazione riguarda il trattamento in prima linea del melanoma avanzato, del carcinoma a cellule renali avanzato a rischio intermedio/sfavorevole e, in associazione con 2 cicli di chemioterapia a base di platino, del tumore del polmone non a piccole cellule metastatico (NSCLC) senza mutazione dei geni EGFR e ALK. Approvata anche la monoterapia con nivolumab in seconda linea nel tumore dell’esofago. “La combinazione di nivolumab e ipilimumab consente di ottenere un meccanismo d’azione sinergico diretto verso due proteine che inibiscono l’attivazione del sistema immunitario (PD-1 e CTLA-4) – afferma Paolo Marchetti, Ordinario di Oncologia all’Universita’ La Sapienza di Roma e Presidente della Fondazione per la Medicina Personalizzata -. Grazie alla duplice immunoterapia si riescono a cronicizzare molte forme di tumore metastatico. Grazie alla combinazione delle due molecole si ottengono risposte piu’ veloci e durature e dalla sopravvivenza a lungo termine, come evidenziato anche nella metanalisi, coordinata dall’Universita’ La Sapienza di Roma e pubblicata sul ‘Journal of Translational Medicine’, che ha considerato 7 studi, condotti fra il 2010 e il 2020, su piu’ di 2.420 pazienti colpiti da melanoma, tumore del polmone a piccole cellule e non a piccole cellule, della vescica, gastrico, sarcoma, mesotelioma. La combinazione di nivolumab e ipilimumab ha dimostrato un’efficacia agnostica e al di la’ del tipo di cancro, incrementando le riposte del 68%”. Nel 2020, in Italia, sono state stimate quasi 14.900 nuove diagnosi di melanoma. “Fino a pochi anni fa – afferma Paolo Ascierto, Direttore Unita’ di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative del ‘Pascale’ di Napoli – non esistevano terapie efficaci e la speranza di vita dei pazienti con la malattia metastatica era di circa 6 mesi e meno del 10% era vivo a 5 anni. L’Italia ha contribuito in maniera decisiva a queste ricerche e la decisione di Aifa rappresenta un passo in avanti nelle cure”.

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Grimaldi, presidente del Movimento UCDL: l’affare del covid, esposto alla Corte dei Conti per danno erariale

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Il movimento UCDL, Unione per le Cure i diritti e le Libertà, per il tramite del presidente, l’avvocato Erich Grimaldi, ha depositato un articolato esposto alla Corte dei Conti di Roma/Lazio, affinché possa indagare su un presumibile danno erariale derivante da due importanti questioni e, precisamente, il conteggio, come pazienti e defunti covid, dei malati ricoverati per altre patologie e risultati incidentalmente positivi, sovrastimando i rimborsi agli ospedali, nonché gli impegni contrattuali assunti con la Comunità Europea, già ad inizio pandemia, su un numero di dosi di vaccini (circa 240 milioni, con ipotesi di potenziali 4/5 dosi), fortemente eccedenti rispetto alle incertezze relative all’effettiva sicurezza dei prodotti ed alla loro efficacia e utilizzo sulle varianti, con investimenti accordati, peraltro, in assenza di autorizzazioni definitive da parte dell’Ema e dell’Aifa.

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Tumori, Europa: nel 2022 la riduzione della mortalità dei 10 più comuni

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Entro il 2022 in Europa e nel Regno Unito si prevede la riduzione del tasso di mortalita’ delle dieci forme di tumore piu’ diffuse, a partire da quello ovarico. Lo indica la ricerca coordinata dall’Universita’ degli Studi di Milano assieme all’Universita’ di Bologna e sostenuta dalla Fondazione Airc per la Ricerca sul Cancro. Pubblicati sulla rivista Annals of Oncology, i risultati indicano che nel 2022, rispetto al 2017, il tasso di mortalita’ per il cancro ovarico e’ destinato a diminuire del 17% circa nel 2022 nel Regno Unito e del 7% circa nei Paesi dell’Unione europea, soprattutto grazie all’uso di contraccettivi orali. “L’uso piu’ precoce e diffuso di contraccettivi orali nel Regno Unito rispetto alla maggior parte dei paesi dell’UE per le generazioni di donne nate dagli anni ’30 del secolo scorso ha un ruolo importante in queste tendenze”, ha osservato il coordinatore della ricerca Carlo La Vecchia, docente di Statistica medica dell’Universita’ di Milano. “In Italia, Spagna, Polonia e in altri Paesi, i contraccettivi orali sono stati resi disponibili molto piu’ tardi, e quindi le tendenze favorevoli in queste nazioni sono iniziate piu’ tardi e sono minori”. Secondo le indicazioni della ricerca, nel 2022 le morti per cancro ovarico saranno circa 26.500 nei Paesi Ue 4.000 nel Regno Unito. Dopo aver corretto per eta’, il tasso di mortalita’ sara’ rispettivamente di 4,32 e 4,57 per 100.000 donne rispettivamente nell’Ue e nel Regno Unito. Oltre all’uso a lungo termine di contraccettivi orali, che riduce del 40% circa il rischio di cancro alle ovaie nelle donne di mezza eta’ e anziane, La Vecchia, ha rilevato che “anche altri fattori possono essere parzialmente responsabili, come una riduzione nell’uso della terapia ormonale sostitutiva”.

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