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Allegri apre la nuova era del Napoli: continuità con Conte, ma meno segreti e più dialogo

Massimiliano Allegri inaugura il suo Napoli nel ritiro di Dimaro. Il nuovo tecnico vuole preservare il lavoro svolto da Antonio Conte, ma con uno stile differente: più disteso, aperto al dialogo e meno ossessionato dall’isolamento della squadra.

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Massimiliano Allegri e Antonio Conte sono due allenatori vincenti, ma quasi opposti nel carattere, nella gestione quotidiana e nel rapporto con l’ambiente. Al Napoli sono bastate poche ore per cogliere la differenza.

Conte aveva costruito intorno alla squadra una sorta di fortezza. Riunioni riservate, spazi separati, allenamenti protetti e la costante attenzione a evitare che informazioni tattiche potessero filtrare all’esterno. Allegri ha mostrato subito un’impostazione diversa: più dialogo, meno tensione e nessuna particolare ossessione per l’isolamento del gruppo.

Allegri parla con la squadra

Il nuovo allenatore ha già avuto colloqui con Giovanni Di Lorenzo, Rasmus Hojlund e numerosi altri calciatori. Vuole conoscere lo spogliatoio, comprendere umori ed esigenze e accompagnare gradualmente la squadra verso la nuova stagione.

Il Napoli è arrivato in Val di Sole per il ritiro precampionato, in programma a Dimaro Folgarida dal 17 al 27 luglio. Il primo allenamento agli ordini di Allegri è previsto nel pomeriggio sul campo di Carciato.

Per il tecnico livornese si tratta anche di un ritorno alle origini. Non affrontava una preparazione estiva in montagna dai tempi del Sassuolo, nel 2007.

La parola d’ordine è continuità

Allegri non arriva a Napoli per cancellare quanto costruito da Conte. Il suo predecessore aveva raccolto una squadra da ricostruire, mentre il nuovo tecnico eredita un gruppo competitivo, strutturato e abituato a lavorare ad altissima intensità.

La parola d’ordine sarà quindi continuità. Almeno nella prima fase Allegri non intende rivoluzionare sistema di gioco, gerarchie e organizzazione dello spogliatoio. Vuole partire dalle fondamenta lasciate da Conte e intervenire progressivamente secondo la propria filosofia.

Il metodo sarà però differente. Conte era un allenatore vulcanico, incline allo scontro e alla pressione costante. Allegri preferisce assorbire le tensioni, gestire i problemi e mantenere un rapporto più disteso con società e calciatori.

Un tecnico aziendalista

Allegri è da sempre considerato un allenatore aziendalista. Al Milan accettò anche scelte dolorose della società, compresa la cessione di Zlatan Ibrahimovic, cercando quasi sempre di adattare il proprio lavoro alle strategie del club.

È questo uno degli aspetti che il Napoli considera più preziosi. Dopo due stagioni vissute con l’intensità emotiva di Conte, il nuovo allenatore dovrebbe garantire una conduzione meno conflittuale e più orientata alla mediazione.

Non significa minore ambizione. Allegri conosce bene il valore della rosa e sa di dover competere immediatamente per gli obiettivi più importanti.

L’attesa dei tifosi a Carciato

Il primo allenamento sarà anche la prima occasione per osservare il rapporto tra Allegri e i sostenitori azzurri. L’accoglienza dovrebbe essere molto diversa da quella ricevuta nel 2014 a Torino, quando arrivò alla Juventus proprio per sostituire Conte.

A Napoli non pesano particolarmente i suoi trascorsi con Milan e Juventus. Prevale invece la curiosità per le prime scelte tattiche e per il modo in cui gestirà una squadra costruita in larga parte seguendo le indicazioni del precedente allenatore.

Il programma del ritiro prevede allenamenti quotidiani e due amichevoli: contro l’Arezzo il 22 luglio e contro la Carrarese il 26 luglio.

L’effetto Napoli sulla Val di Sole

A Dimaro l’arrivo degli azzurri ha già prodotto il consueto movimento di tifosi e turisti. Molte strutture ricettive risultano piene e il paese si prepara a celebrare anche l’anno del centenario del club.

Gli organizzatori hanno potenziato l’area dello stadio e predisposto nuove strutture per accogliere il pubblico. L’accesso agli allenamenti sarà regolato attraverso richieste e autorizzazioni, secondo le modalità comunicate dall’organizzazione locale.

Il cambio nello staff sanitario

Con l’arrivo di Allegri potrebbe chiudersi anche la lunga esperienza di Raffaele Canonico alla guida dello staff medico. Canonico lavorava nell’area sanitaria del Napoli da oltre vent’anni ed era responsabile medico della prima squadra dal 2019.

Secondo le indiscrezioni circolate nelle ultime settimane, il club avrebbe scelto di affidare la gestione dell’area medica a Gennaro De Luca, per anni al fianco di Canonico. La società non ha ancora diffuso una comunicazione organica sul nuovo assetto sanitario e nelle ultime settimane sono emerse ricostruzioni non sempre coincidenti.

Anche in questo settore, tuttavia, la linea appare quella della continuità interna. De Luca conosce la squadra, l’ambiente e le modalità di lavoro del club. Con lui dovrebbe operare anche Angelo Gioffredi, proveniente dal settore giovanile.

Comincia così il Napoli di Allegri: senza rivoluzioni annunciate, ma con un cambio evidente di clima. Il patrimonio tecnico lasciato da Conte non sarà disperso. Sarà gestito con un’altra voce, un altro carattere e un modo completamente differente di vivere il potere dell’allenatore.

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Napoli, accordo per Badiashile: ad Allegri il gigante della difesa

Il Napoli chiude l’accordo con il Chelsea per Benoît Badiashile. Il difensore arriverà in prestito con diritto di riscatto per rinforzare il reparto di Allegri.

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Dopo quasi un mese di trattative, il Napoli ha raggiunto l’accordo con il Chelsea per Benoît Badiashile. Il via libera di Aurelio De Laurentiis ha sbloccato l’operazione: restano da completare lo scambio dei documenti, le visite mediche e la firma prima dell’annuncio ufficiale.

Il difensore francese, fortemente voluto dal direttore sportivo Giovanni Manna e da Massimiliano Allegri, arriverà in prestito oneroso con diritto di riscatto.

Operazione da 30 milioni più bonus

Il Napoli verserà subito tre milioni di euro al Chelsea. L’opzione per l’acquisto definitivo è stata fissata a 27 milioni, mentre un ulteriore milione di bonus sarebbe legato alla conquista dello scudetto.

L’investimento complessivo potrà quindi raggiungere i 30 milioni in caso di riscatto, salendo potenzialmente a 31 con il bonus. Manna è riuscito a evitare l’inserimento dell’obbligo di acquisto, lasciando al club la possibilità di valutare il rendimento e le condizioni fisiche del giocatore durante la stagione.

Con Badiashile sarebbe già stata raggiunta un’intesa per un contratto fino al 2031, con uno stipendio vicino ai 2,5 milioni netti all’anno, destinato a entrare pienamente in vigore in caso di riscatto.

Il francese ha scelto Napoli

Decisiva è stata la volontà del calciatore, che avrebbe respinto altre proposte provenienti dalla Premier League per aspettare gli azzurri. Badiashile aveva già conosciuto l’atmosfera dello stadio Maradona e avrebbe indicato Napoli come destinazione preferita.

Il difensore è atteso in Italia nei prossimi giorni. Le visite mediche dovrebbero svolgersi all’inizio della settimana a Villa Stuart, a Roma. Superati i controlli, potrà raggiungere Allegri a Castel Volturno.

Un rinforzo per l’emergenza difensiva

Mancino, alto 194 centimetri e dotato di una buona tecnica individuale, Badiashile può garantire forza fisica, qualità nell’impostazione e pericolosità sui calci piazzati.

Il suo arrivo assume particolare importanza considerando le assenze di Alessandro Buongiorno e Luca Marianucci e i problemi fisici che hanno rallentato la preparazione di Sam Beukema. Allegri spera di poter convocare il francese già per la prima giornata di campionato contro il Genoa.

Dopo Costantino Favasuli, il Napoli si prepara così ad accogliere il secondo rinforzo della nuova stagione e a consegnare al tecnico il centrale necessario per affrontare l’emergenza nel reparto arretrato.

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Tamberi è tornato: oro europeo nel giorno di Camilla, Sioli bronzo

Tamberi torna sul trono europeo del salto in alto a Birmingham. Oro con 2,32 metri nel giorno del compleanno della figlia Camilla; Sioli è bronzo.

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Il primo oro da papà arriva nel giorno del primo compleanno della figlia Camilla. Gianmarco Tamberi torna sul trono europeo del salto in alto conquistando a Birmingham la medaglia d’oro con 2,32 metri.

Mezza barba, pretattica e spettacolo: Gimbo ritrova i gesti e la forza mentale dei giorni migliori. Dopo un errore iniziale a 2,18, l’azzurro cresce salto dopo salto fino alla misura decisiva. L’ucraino Oleh Doroshchuk si ferma a 2,30 e conquista l’argento. Festa doppia per l’Italia grazie al bronzo di Matteo Sioli con 2,27.

«Camilla mi ha dato la forza»

Tamberi dedica il successo alla figlia e alla famiglia, presenti allo stadio insieme alla moglie Chiara.

«È tutto speciale. È stata Camilla a darmi la forza di reagire dopo Parigi, il motivo per cui ho continuato e mi sono rimesso in gioco. Non poteva continuare a vedere il “babà”, come mi chiama lei, prendere schiaffi a destra e a sinistra».

Il campione marchigiano trasforma la vittoria anche in un messaggio per chi sta affrontando un momento difficile: «Continuate a crederci e a lottare. Giocatevela sempre con voi stessi, perché chi continua a investire alla fine vince».

“Guess who’s back”

Dietro al numero di gara Tamberi aveva scritto “Guess who’s back”, indovina chi è tornato. Una profezia preparata prima di lasciare la camera d’albergo.

«Sapevo che sarebbe successo. Sentivo di stare bene, anche se in pochi mi credevano quando le gare andavano male. È come se il mio corpo aspettasse il momento che conta per venire fuori».

L’oro cancella due anni segnati dalla delusione dei Giochi di Parigi, dai problemi fisici, dai calcoli renali e da un difficile avvicinamento agli Europei. Dopo avere definito “terribili” i salti delle qualificazioni, Tamberi ha ritrovato in finale talento, coraggio e quella capacità di esaltarsi nelle grandi occasioni che ha caratterizzato la sua carriera.

«Che sollievo. Sono stati due anni difficili e non ho mai smesso di crederci. So quello che ho fatto per arrivare qui. Non faccio mai un passo indietro, ci arrivo a muso duro. Mi basta sapere che ne è valsa la pena».

Poi le capriole, il morso alla medaglia e l’abbraccio alla famiglia. Gimbo è tornato. Nel giorno più bello per papà Tamberi.

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Frattesi torna a casa: «Alla Lazio per sentirmi importante»

Davide Frattesi racconta il ritorno alla Lazio, club nel quale è cresciuto. Decisivi il rapporto con Gattuso e la volontà di giocare con continuità.

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Davide Frattesi torna alla Lazio, il club nel quale aveva cominciato il proprio percorso calcistico. Il centrocampista, arrivato dall’Inter, ha raccontato ai canali ufficiali biancocelesti le emozioni per un trasferimento atteso già da diversi mesi.

«È stata un’odissea. Torno con un’altra maturità e, a 26 anni, devo prendermi responsabilità importanti. A gennaio siamo stati vicini, poi l’operazione non si è conclusa. Questa volta ho avuto soltanto il tempo di dire sì e sistemare le carte».

Frattesi ha indicato nella necessità di sentirsi nuovamente centrale il motivo principale della scelta: «Ho bisogno di risentirmi importante. Avevo già individuato la Lazio come il luogo dove poterlo fare. Anche la società e il mister la pensano così, quindi è perfetto».

Il legame familiare con la Lazio

Il ritorno in biancoceleste ha anche un forte valore affettivo. «Papà è laziale da una vita e mi portava allo stadio a vedere la Lazio», ha ricordato il centrocampista, cresciuto nel settore giovanile del club prima di proseguire la propria formazione nella Roma.

Determinante è stato il pressing di Gennaro Gattuso: «In questi giorni ho sentito più lui che Eleonora, la mia fidanzata. Ci siamo incontrati in Nazionale, poi è andata com’è andata e sono successi episodi particolari. Sono contento di tornare a lavorare con lui perché so che persona è».

Sul fondo resta anche l’obiettivo della maglia azzurra. Frattesi ha parlato con il commissario tecnico Roberto Mancini, che gli avrebbe sottolineato l’importanza di trovare continuità: «Mi ha detto che la cosa fondamentale era giocare. Anche lui è stato decisivo nella scelta».

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