Economia
Allarme negozi e locali, a rischio 270 miliardi di consumi
La posta in gioco e’ alta: da qui a Natale sono in ballo piu’ di 270 miliardi di euro di consumi e quindi proprio ora l ‘ipotesi di un nuovo lockdown o nuove restrizioni agli orari di apertura degli esercizi commerciali e di ristorazione spaventa ancora di piu’ i commercianti. Il timore diffuso e’ che si possa bloccare definitivamente ogni chance di chi, dopo una prolungata chiusura,stava cercando di ritirarsi in piedi. Ed ora un coprifuoco che imponesse a bar, ristoranti e tutti i pubblici esercizi di abbassare le saracinesche alle 21 o alle 22, fino alle 6 del mattino successivo “da un punto di vista meramente contabile manderebbe in fumo 44 milioni di euro al giorno e 1,3 miliardi in un solo mese ” avverte la Fipe, una misura che metterebbe a rischio la sopravvivenza di almeno 15.000 bar serali e 40.000 tra ristoranti e pizzerie. Problema doppio, non solo di fatturato ma anche di occupazione, sia per le economie familiari legate ai piccoli esercizi sia per i posti di lavoro nelle grandi catene e nei locali. Secondo gli ultimi dati di Unioncamere sono 282mila gli ingressi previsti dalle imprese ad ottobre il 27,9% rispetto ad un anno fa: un coprifuoco dalle 22 e la chiusura di palestre, parrucchieri, barbieri, centri estetici, cinema e teatri, potrebbe -avvertono i commercianti- acuire in modo irrecuperabile la crisi degli ultimi mesi. Una nuova chiusura secondo gli artigiani di Confartigianato provocherebbe un calo di oltre il 50% del volume delle vendite al dettaglio dei settori non alimentari. Solo per tornare ai pubblici esercizi pero’ “a rischiare sarebbero almeno 50mila su 300 mila aziende del settore avverte il presidente di Fipe Confcommercio ,Lino Stoppani, che sottolinea come gia’ l’ultimo dpcm del governo pesi sui pubblici esercizi bar e ristoranti e simili, 300 milioni al mese, 10 milioni al giorno che andrebbero ad aggiungersi ai 24 miliardi di perdite gia’ stimate per il 2020”. Ad accomunare tutti una convinzione: le restrizioni generalizzate non servono. “Si tratta di un problema di regole non rispettate, dove la movida e’ piu’ accentuata e’ li’ che bisogna intervenire”, dice Stoppani,”bisogna adottare rigorose misure di sicurezza e agire con interventi selettivi a livello territoriale”, incalza il presidente di Confartigianato Meletti. “Senza calcolare – sottolinea Stoppani – che i pubblici esercizi sono la rete distribuiva della societa’, i luoghi in cui si consolida la tenuta sociale di un paese, un fattore che non si puo’ contabilizzare ma che ha una grandissima importanza, specialmente in un momento delicato come questo”. “Pubblici esercizi, bar, ristoranti, pub, negozi, alberghi, cosi’ come parrucchieri e centri estetici sono attivita’ che producono ricchezza e occupazione, migliorano la qualita’ della vita dei cittadini e rendono piu’ sicure le nostre citta’”, avverte Confesercenti. I rischi non solo economici quindi e commercianti ed artigiani chiedono aiuti in termini di proroga della cig, di tutti gli ammortizzatori sociali, di interventi per le locazioni, ma non solo: serve anche attenzione e sostegno contro il pericolo di infiltrazioni malavitose, piu’ forti nei periodi di crisi.
Economia
Mps, il Cda conferma la maggioranza di amministratori indipendenti: ecco la nuova governance
Monte dei Paschi di Siena comunica che il nuovo consiglio di amministrazione nominato ad aprile 2026 è composto in larga maggioranza da amministratori indipendenti. Tra i nomi confermati figurano Cesare Bisoni, Flavia Mazzarella, Carlo Corradini e Corrado Passera. Centrale il ruolo dei comitati su rischi, sostenibilità e digitalizzazione.
Economia
Electrolux shock in Italia: “Ottimizzazione” da 1.700 posti, sindacati in rivolta contro gli esuberi
Electrolux annuncia un piano di revisione organizzativa in Italia con circa 1.700 posti di lavoro a rischio e la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi. Sindacati sul piede di guerra con scioperi e richiesta di tavolo al Mimit. Forte preoccupazione per il futuro del settore italiano degli elettrodomestici.
Una “ottimizzazione” da circa 1.700 posizioni lavorative che per i sindacati significa una sola cosa: esuberi.
Electrolux ha annunciato un vasto piano di revisione organizzativa che coinvolgerà tutte le sedi italiane del gruppo, provocando una durissima reazione delle organizzazioni sindacali e delle istituzioni locali.
Il progetto prevede un ridimensionamento di circa un terzo della forza lavoro italiana della multinazionale.
La comunicazione è arrivata durante un incontro nella sede di Confindustria.
Chiude lo stabilimento di Cerreto d’Esi
Il dato più pesante del piano riguarda la chiusura completa dello stabilimento di Cerreto d’Esi, in provincia di Ancona, dove lavorano circa 170 addetti impegnati soprattutto nella produzione di cappe aspiranti.
Ma il piano coinvolgerà anche gli altri siti italiani del gruppo: Porcia, Susegana, Forlì e Solaro.
Secondo l’azienda, la revisione servirà a concentrare le risorse sulle produzioni “a maggior valore aggiunto”, razionalizzando attività e volumi produttivi.
Sindacati: “Piano inaccettabile”
La risposta dei sindacati è stata immediata.
Fim, Fiom e Uilm hanno respinto il progetto, proclamando già da domani otto ore di sciopero e chiedendo l’apertura urgente di un tavolo ministeriale.
Per i rappresentanti dei lavoratori si tratta dell’ennesimo colpo all’industria italiana degli elettrodomestici.
Daniela Fumarola parla di “strategie ciniche e antisociali sulla pelle dei lavoratori”, ricordando che chi investe in Italia “ha anche una responsabilità sociale verso il lavoro e il tessuto produttivo nazionale”.
“Rischia di sparire un intero settore”
Durissime anche le reazioni territoriali.
Secondo Pierpaolo Pullini, il piano rappresenta “l’ennesimo duro colpo al distretto degli elettrodomestici del fabrianese”.
Per Alessio Lovisotto nessuno si aspettava “un piano di queste dimensioni”.
I sindacati temono che la crisi possa travolgere progressivamente l’intero comparto italiano degli elettrodomestici.
Gianluca Ficco avverte infatti che senza interventi di sistema “rischia di scomparire in pochi anni un intero settore industriale”.
Il governo segue il dossier
Anche il Ministero delle Imprese e del Made in Italy è intervenuto sulla vicenda, facendo sapere di seguire “con la massima attenzione” gli sviluppi del piano Electrolux.
Il Mimit ha annunciato monitoraggi costanti e un confronto strutturato con azienda e sindacati per cercare soluzioni che tutelino occupazione e continuità produttiva.
Electrolux: “L’Italia resta strategica”
Nonostante il piano di ridimensionamento, Electrolux sostiene che l’Italia continuerà a rappresentare un Paese strategico per il gruppo grazie alla presenza industriale e al contributo nello sviluppo di prodotto.
Ma sul territorio prevalgono forte preoccupazione e rabbia.
La prospettiva di 1.700 posti di lavoro a rischio riaccende il dibattito sul futuro dell’industria manifatturiera italiana e sulla tenuta dei grandi poli produttivi storici del Paese.
Economia
Giovanni Ferrero: “L’intelligenza artificiale non sostituirà l’uomo”. Il patron Ferrero si racconta al Corriere della Sera
In una lunga intervista al Corriere della Sera, Giovanni Ferrero parla del suo nuovo romanzo “Il Discepolo”, della figura di Caravaggio, del futuro dell’Italia e dei rischi legati all’intelligenza artificiale. Il patron Ferrero assicura: “Nella nostra azienda nessuno perderà il lavoro per colpa dell’AI”.


