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Allarme migranti in mare, Di Maio e Conte: accogliamo donne e bimbi. Il gelo di Salvini

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La svolta arriva in serata, dopo giorni in cui a più riprese il ministro dell’Interno Matteo Salvini, aveva tuonato: “i porti italiani sono chiusi”. L’altro vicepremier, Luigi Di Maio, dopo aver parlato con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, invece apre: “Malta faccia sbarcare subito donne e bambini da quelle imbarcazioni e li mandi in Italia. Li accoglieremo”. Si avvicina dunque la soluzione per i 49 migranti delle navi di due ong tedesche, Sea Watch (32 persone salvate il 22 dicembre) e Sea Eye (17 soccorse il 29), arrivate a poche miglia dalle coste di Malta. Ma Salvini tiene il punto con un post su twitter: “io non cambio idea”. I tanti mal di pancia all’interno del Movimento 5 Stelle verso la linea dura sui migranti tracciata da Salvini hanno dunque portato a una correzione di rotta da parte del Governo. Nel corso di un colloquio telefonico tra Di Maio e Conte e’ stata decisa la nuova posizione: Malta fa sbarcare le due navi umanitarie e l’Italia e’ pronta a farsi carico di donne e bambini: si tratta complessivamente di 5 donne e 7 minori, tra i quali 3 bimbi. “Li accoglieremo. Siamo pronti ancora una volta a dare, come sempre, una lezione di umanita’ all’Europa intera”, spiega Di Maio, che attacca l’Europa: “cosi’ non va, la cambieremo con le prossime elezioni europee. Ma i bambini non possono pagare il prezzo di un’Europa che si gira dall’altra parte per non vedere”. Dopo che donne e bambini saranno sbarcate delle due navi, aggiunge, “ci mettiamo al telefono con ognuno dei capi di Stato europei e li costringiamo a rispettare le quote previste per ogni Paese”. Salvini prende atto della correzione di linea, ma puntualizza sulle responsabilita’ e resta fermo sulle sue posizioni: “una nave tedesca e una nave olandese, in acque maltesi. Ma ad accogliere dovrebbe essere ancora una volta l’Italia, che ha gia’ accolto quasi un milione di persone negli ultimi anni, dove piu’ di un milione di bambini vive in condizioni di poverta’ assoluta. Chi scappa dalla guerra – sottolinea – arriva in Italia in aereo, come gia’ fanno in tanti, non con i barconi. Possiamo inviare a bordo medicine, cibo e vestiti, ma basta ricatti. Meno partenze, meno morti. Io non cambio idea”.

Da Bruxelles, la Commissione europea parla di “intensi contatti” con i Paesi disponibili a trovare una soluzione. Il Consiglio d’Europa chiede di far sbarcare al piu’ presto le persone. E Roberto Saviano attacca frontalmente il ministro dell’Interno Salvini: “smetti di fare il pagliaccio sulla pelle delle persone. Apri i porti”, intima lo scrittore con un video ed un post su twitter. Il ministro replica dandogli dello “pseudo-scrittore che non capisce cio’ che legge”. Intanto, le navi umanitarie tedesche sono ferme a a pochi chilometri dalle coste maltesi. In mattinata la Sea Watch 3 e’ stata raggiunta da due navi umanitarie (della stessa Sea Watch e di Mediterranea) con parlamentari tedeschi e giornalisti partite da Malta. Hanno portato viveri ed il cambio all’equipaggio. Ed uno dei passeggeri si e’ buttato in mare contando di raggiungere la costa. Ha pero’ desistito dopo pochi metri ed e’ stato recuperato a bordo. “Un atto che da’ la misura della disperazione delle persone soccorse. La situazione deve essere sbloccata”, dicono fonti delle ong, ricordando che i 32 salvati sono sulla Sea Watch 3 dal 22 dicembre. Dall’altra nave, la Professor Albrecht di Sea Eye, il medico di bordo illustra la situazione: “le persone soccorse si stanno riprendendo ma soffrono il freddo e sono deboli. E’ per questo che e’ importante che ci venga assegnato un porto sicuro che possa accoglierle”.

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La De Majo “offre” la cittadinanza onoraria di Napoli a Liliana Segre che risponde: le cittadinanze si pesano

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L’assessora alla cultura del comune di Napoli Eleonora De Majo in poche ore di “governo” ha collezionato un po’ di “simpatie” istituzionali, una pioggia di critiche gravi come le accuse di antisemitismo ed una bruciante brutta figura che purtroppo rischia di avere riflessi seri fuori dai confini di Napoli. Manco il tempo di firmare il decreto di nomina ad assessore ed ha proposto di conferire la cittadinanza onoraria di Napoli alla senatrice Liliana Segre. Una proposta bizzarra per le modalità. Di norma di una proposta del genere se ne discute in Giunta, magari se ne parla prima col sindaco, poi quando e se si hanno le idee chiare  si fa quel che si deve per concedere cittadinanze, onorificenze e altro. Invece no,  la neo assessora De Majo ha fatto sapere di questa sua proposta al sindaco attraverso il Mattino, con una lettera. Una lettera in cui la De Majo rivolge “un appello al sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, per la concessione della cittadinanza onoraria alla senatrice a vita Liliana Segre, vittima di un’ intollerabile ondata di insulti antisemiti e minacce di morte provenienti dall’estrema destra, che hanno costretto le autorità a assegnarle una scorta”. I giornalisti del Mattino hanno girato alla senatrice Segre la lettera che la neo assessore alla Cultura ha scritto al sindaco di Napoli. E qual è stata la risposta della signora Segre alla prima strampalata iniziativa della giovane assessore?  Copiamo il testo delle dichiarazioni da Il Mattino. “La cittadinanza onoraria – scrive la Segre al giornale napoletano – non è un fatto passeggero se si può prestare a strumentalizzazioni….è un riconoscimento profondo, un abbraccio ideale tra la città stessa (in questo caso pluridecorata) e chi la riceve. Mi verrebbe da mutuare una vecchia battuta, ci sono cittadinanze che si contano e cittadinanze che si pesano”. Insomma la signora Liliana Segre non ha detto no alla cittadinanza solo perchè non c’è ancora alcuna iniziativa ufficiale del Comune di Napoli se non la bizzarra lettera dell’assessore. Certo, come prima uscita pubblica, quella dell’assessore De Majo non è stata particolarmente intelligente. Ma ha tempo per conoscere la macchina amministrativa,  la struttura organizzativa, le risorse umane di un assessorato cruciale che in questi anni ha provato a far raccontare una Napoli reale, diversa da quella stereotipata e luogocomunista offerta dal main stream mediatico-culturale dominante di questo BelPaese. Oppure, se lo riterrà, potrà anche scrivere una lettera al Mattino per riconsiderare e riconfigurare assieme al sindaco Luigi de Magistris la sua presenza nell’esecutivo. Il Mattino, peraltro, sembra l’organo d’informazione giusto per favorire il dialogo nella giunta arancione. C’è chi la vede benissimo come assessore alle periferie. Napoli avrebbe bisogno di una giovane battagliera come lei per far sentire la voce degli ultimi. Anzi, le proponiamo subito un impegno: vada a Scampia, provi a capire che cosa sta accadendo all’Officina della Cultura Gelsomina Verde. Lì c’è qualcosa che non va. Il Comune di Napoli sta “chiudendo” con la forza (ha mandato i vigili urbani armati) spazi di riscatto sociale, germi di resistenza alla camorra.

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Corruzione, l’avvocato intascava i soldi delle bollette acqua dei morosi: al comune sapevano ma tacevano

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L’inchiesta è partita da verifiche fiscali della Finanza nei confronti di un  avvocato, Francesco La Face. Gli accertamenti hanno evidenziato come un ex dirigente comunale, in cambio di denaro e regali per 26mila euro fosse sostanzialmente asservito all’avvocato. Durante le perquisizioni nell’abitazione dell’ex dirigente comunale, è stato trovato e sequestrato un “pizzino” che spiegava, in sostanza, le motivazioni della tangente ricevuta. Il legale, grazie alla complicità del responsabile dell’ufficio idrico, che inseriva nel sistema informatico comunale dati falsi, negoziava direttamente sul suo conto corrente personale gli assegni degli utenti morosi (comportamento definito dallo stesso gip “inquietante”), o si faceva pagare “in contanti”, a fronte di uno sconto all’utente, per non lasciare traccia degli importi ricevuti.

I finanzieri del Comando Provinciale di Messina hanno arrestato l’avvocato e notificato un divieto di dimora nel comune di Taormina all’ex dirigente comunale, ora in pensione. Sono accusati di peculato e corruzione. Si sarebbero appropriati di oltre un milione di euro che gli utenti morosi negli anni hanno versato per pagare le bollette dell’acqua. Nell’ambito della stessa inchiesta sono stati sequestrati beni immobili e disponibilita’ finanziarie per un valore complessivo di oltre 800mila euro. Le indagini hanno consentito di accertare che l’avvocato Francesco La Face, incaricato dall’amministrazione comunale di riscuotere le somme dovute per la fornitura dell’acqua nei confronti degli utenti morosi, insieme al responsabile dell’Area Servizi Generali e dell’Ufficio Riscossione del Servizio acquedotto del Comune di Taormina Giovanni Coco, invece di versare nelle casse comunali gli importi riscossi se ne appropriavano.

C’è una aspetto di questa inchiesta che ha sconcertato gl inquirenti. Molti impiegati comunali di Taormina erano a conoscenza del maxi peculato commesso da un avvocato e dall’ex dirigente del Servizio idrico.  La conoscenza dell’accordo criminale tra i due emergerebbe anche dalle intercettazioni. Nessun dipendente comunale, però, ha mai denunciato la vicenda.

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“Niente recita di Natale a scuole per non urtare chi non è cattolico” ma la notizia è falsa

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“Il simbolo della Natività non offende nessuna sensibilità religiosa e anzi, spesso, nella sua storia, questo istituto ha consentito momenti di autentica inclusione interculturale, al di fuori di rigidi e precostituiti schemi mentali ed in questa prospettiva va concepito e andrà realizzata la recita nella scuola di Moie”. La dirigente scolastica della scuola dell’infanzia ‘Rodari’, Patrizia Leoni, mette a tacere le polemiche nate dopo il diffondersi della notizia dell’annullamento della tradizionale recita di Natale, per non offendere i bimbi non cristiani. La dirigente la definisce una “non notizia, che rischia di compromettere l’immagine di un corpo docenti che, nella sua globalità, sono fiera di guidare una scuola che per anni è stata il faro di iniziative all’avanguardia”.

Secondo quando ha riferito la dirigente, “nella tarda mattinata di ieri” i genitori avrebbero chiesto un colloquio “per individuare modalità condivise a proposito della recita di Natale” e “nessuna altra forma di comunicazione era pervenuta ne’ in modo formale nè informale da parte di istituzioni o singoli”. Pieno sostegno alla dirigente è stato espresso sia da parte della rappresentante del comitato dei genitori, Laura Borroni, sia dei sindaci dei Comuni di Maiolati Spontini, Castelplanio, Poggio San Marcello sui quali sono dislocate le otto scuole dell’istituto che include anche l’asilo di Moie. “Includere significa quindi aggiungere non togliere ciò che è espressione della cultura e di tradizioni universalmente apprezzate – ha concluso Leoni – E proprio poichè le buone notizie vanno divulgate con la medesima celerita’ delle non-notizie, sono lieta di annunciare l’incontro nel nostro istituto con la scrittrice Mariapia Veladiano, venerdì prossimo, in occasione del trentesimo anniversario della convenzione Onu sui diritti dell’infanzia: sarà l’occasione per riflettere insieme sulla necessità di educare le nuove generazioni alla complessita’ del vivere contemporaneo e ai valori del rispetto e del dialogo”.

 

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