Economia
Allarme latte, rischio prezzo sopra i 2 euro
E ora tocca al latte. Il caro energia estende i suoi effetti a macchia d’olio e coinvolge anche uno dei beni di largo consumo piu’ diffusi nel carrello della spesa degli italiani. Il rischio e’ che, sulla scia dei rincari della produzione, il prezzo possa salire precipitosamente e passare nel giro di poche settimane dagli attuali 1,7-1,8 euro ad oltre 2 euro al litro. L’allarme arriva da due delle piu’ importanti aziende del settore, Granarolo e Lactalis, subentrata a Parmalat ormai da oltre un decennio. Mettendo da parte la tradizionale concorrenza che li vede opposti nel banco frigo dei supermercati, i due gruppi si sono rivolti al governo per chiedere interventi immediati che scongiurino “conseguenze disastrose” per migliaia di imprese della filiera, ma anche per le famiglie italiane, gia’ alle prese con rincari generalizzati dei prodotti alimentari e con il caro-bollette. Granarolo e Lactalis citano gli aumenti registrati finora, a partire dall’alimentazione animale (aggravata dalla siccita’ che riduce sia i raccolti degli agricoltori sia la produzione di latte) che ha reso necessario un aumento quasi del 50% del prezzo del latte riconosciuto agli allevatori, fino al packaging (con carta e plastica sono in aumento costante da mesi). Ora ci sono pero’ anche gli incrementi dei costi energetici e in questo caso l’inflazione e’ gia’ del 200% nel 2022 con il rischio, secondo il presidente di Granarolo Gianpiero Calzolari, di un ulteriore 100% nel 2023: “e’ insostenibile anche da parte di una grande azienda”. Il problema non risparmia le aziende zootecniche: quasi un allevamento su dieci, denuncia la Coldiretti, e’ in una situazione cosi’ critica da portare alla cessazione dell’attivita’ per l’esplosione dei costi. E il prezzo alla stalla, calcola Assolatte, “sta aumentando in modo vertiginoso, raggiungendo valori che fino a pochi mesi fa nessuno avrebbe mai immaginato”. Lo scorso anno, in queste settimane, il prezzo del latte spot (sfuso in cisterna) “era di 39 centesimi, il latte alla stalla ne costava 38. Oggi, il primo viaggia su valori superiori ai 65 centesimi (+66%) e il secondo e’ arrivato a 57 centesimi (+50%)”. Prima che gli effetti si abbattano sulle famiglie, Altroconsumo diffonde intanto i suoi consigli per fare la spesa. Con scelte attente dei supermercati e dei discount si puo’ infatti arrivare a risparmiare migliaia di euro: fino a 3.350 per una famiglia di quattro persone guardando con attenzione ai prezzi dei prodotti di marca e a quelli a marchio del distributore.
Economia
Mps incorpora Mediobanca, via libera dei cda alla fusione con concambio 2,45 azioni
I cda di Mps e Mediobanca approvano la fusione per incorporazione. Concambio fissato a 2,45 azioni Mps per ogni titolo Mediobanca e aumento di capitale fino a 1,6 miliardi.
Economia
Volkswagen chiude il 2025 in utile ma con profitti dimezzati: tagli fino a 50mila posti entro il 2030
Volkswagen chiude il 2025 con utili in calo ma resta in attivo. Il gruppo annuncia un piano di risparmi e tagli fino a 50mila posti di lavoro entro il 2030.
Volkswagen riesce a chiudere il 2025 in attivo, a differenza di alcuni rivali europei come Stellantis e Renault. Il gruppo tedesco, secondo l’amministratore delegato Oliver Blume, è riuscito a restare “in carreggiata” nonostante un contesto industriale complesso.
L’utile netto si è però quasi dimezzato, passando da 12,4 miliardi a 6,9 miliardi di euro, il livello più basso registrato dal 2016.
Vendite e ricavi in lieve calo
Nel corso dell’anno le vendite del gruppo sono scese dello 0,2%, attestandosi a 9,02 milioni di veicoli.
I ricavi sono diminuiti dello 0,8% a 321,9 miliardi di euro, mentre il margine operativo lordo è sceso da 37,96 a 32,1 miliardi.
Il risultato operativo ha registrato una contrazione più marcata, pari al 53,5%, fermandosi a 8,9 miliardi di euro. Secondo l’azienda, il calo è legato principalmente a svalutazioni e all’impatto dei dazi statunitensi.
Migliorano liquidità e flussi di cassa
Nonostante il calo dei profitti, Volkswagen ha registrato alcuni indicatori finanziari in miglioramento.
Il flusso di cassa netto è cresciuto dell’1,3% arrivando a 6,4 miliardi di euro, mentre la liquidità netta è salita leggermente a 34,5 miliardi.
È tornato inoltre positivo l’utile finanziario, pari a 439 milioni di euro, rispetto alla perdita di 2,25 miliardi registrata nell’esercizio precedente.
Dividendo ridotto per gli azionisti
Il consiglio di amministrazione ha proposto agli azionisti un dividendo in calo del 17%.
La cedola prevista è di 5,26 euro per le azioni privilegiate e di 5,2 euro per quelle ordinarie, mantenendo però invariata la politica di distribuzione pari al 30% dell’utile netto.
Piano di riduzione dei costi e tagli occupazionali
Nel messaggio agli azionisti il gruppo ha indicato che il processo di riorganizzazione non è ancora concluso.
Volkswagen prevede infatti una riduzione fino a 50mila posti di lavoro entro il 2030. Nel 2025 il numero dei dipendenti è già diminuito del 2%, scendendo a 662.900 unità.
Accordi sindacali precedenti avevano già previsto un taglio di 35mila posti.
I risparmi previsti entro il 2030
Secondo Blume il gruppo ha realizzato risparmi per circa un miliardo di euro nel 2025.
L’obiettivo è raggiungere oltre 6 miliardi di euro di risparmi annuali entro il 2030 attraverso interventi strutturali sui costi e sull’organizzazione del gruppo.
Nuova fase di trasformazione industriale
Per Volkswagen il 2026 segnerà una nuova fase della trasformazione industriale.
Il gruppo intende adattare il proprio modello di business a un mercato automobilistico profondamente cambiato, continuando a investire nello sviluppo di nuovi modelli e nella mobilità elettrica.
Tra gli obiettivi indicati da Blume figura il lancio di veicoli elettrici più accessibili ma dotati di tecnologie di fascia alta.
La strategia tecnologica e il mercato cinese
Volkswagen punta anche sull’innovazione tecnologica.
Il gruppo sta sviluppando il suo primo chip di intelligenza artificiale e ha avviato la produzione della piattaforma di batterie “unified cell” tramite la controllata PowerCo.
Parallelamente il gruppo rafforza la sua presenza in Cina, dove prevede di lanciare entro il prossimo anno circa 30 nuovi modelli con i suoi cinque marchi, con l’obiettivo di esportare questa strategia anche in altre regioni del mondo.
Economia
Fusione Mps-Mediobanca, i cda esaminano il progetto: concambio atteso attorno a 2,2 azioni
I consigli di amministrazione di Mps e Mediobanca esaminano il progetto di fusione. L’operazione porterebbe Mediobanca a essere assorbita nel Monte dei Paschi con concambio stimato attorno a 2,2 azioni.


