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Decreto Primo Maggio, governo al lavoro contro il lavoro povero: tre ipotesi sul tavolo
Governo al lavoro sul decreto Primo Maggio contro il lavoro povero. Tre ipotesi in campo, sindacati uniti sulla contrattazione.
Il governo prepara il decreto del Primo Maggio con l’obiettivo di contrastare il lavoro povero e rafforzare la contrattazione collettiva. Il confronto è ancora aperto e la scelta finale sarà politica, con almeno tre ipotesi attualmente allo studio.
Sindacati uniti: “Non toccare la rappresentanza”
Le sigle sindacali CGIL, CISL e UIL si sono espresse in modo compatto.
La richiesta è chiara: non intervenire sulla rappresentanza e lasciare alle parti sociali il compito di definire un accordo, contrastando in modo deciso i cosiddetti contratti pirata.
Le tre ipotesi sul tavolo
Il governo valuta tre possibili strade:
- Attuare la delega sulla retribuzione equa e sulla contrattazione, in scadenza il 18 aprile
- Rinviare il tema, lasciando spazio a un accordo tra sindacati e imprese da recepire successivamente
- Inserire nel decreto anche il tema della rappresentanza, da definire poi in Parlamento
La seconda opzione appare al momento la più percorribile.
Le misure possibili nel decreto
Se la contrattazione dovesse essere rinviata, il decreto potrebbe concentrarsi su altri interventi:
- detassazione degli aumenti contrattuali
- misure a sostegno dei working poor
- proroga dei bonus per l’occupazione giovanile e nelle aree Zes
Il confronto con le parti sociali
I sindacati chiedono tempo per arrivare a una sintesi condivisa.
Maurizio Landini ha ribadito che il governo non deve sostituirsi alle parti sociali, mentre Pierpaolo Bombardieri ha indicato sei mesi come orizzonte per un accordo.
Sulla stessa linea Daniela Fumarola, che ha sottolineato il valore dei contratti sottoscritti dalle organizzazioni più rappresentative.
Anche le imprese chiedono chiarezza
Dal fronte delle imprese, Confcommercio evidenzia la necessità di contrastare il dumping contrattuale, definito una “piaga sociale” che abbassa salari e diritti.
La posizione del governo
Il sottosegretario Claudio Durigon ha assicurato che non c’è intenzione di intervenire sulla rappresentanza con il decreto.
L’obiettivo resta quello di intervenire sul lavoro povero con le risorse disponibili, puntando in particolare su giovani e donne.
Una decisione ancora aperta
Il dossier resta in evoluzione.
Il decreto Primo Maggio sarà il primo banco di prova per misurare la capacità del governo di intervenire su salari e lavoro, mantenendo l’equilibrio con le parti sociali.


