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Al Mav 5.0 la rivoluzione d’ottobre tra robotica e cucina degli antichi

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Mav 5.0 rappresenta la versione più avanzata di sempre del Museo Archeologico Virtuale di Ercolano, ricca di nuovi contenuti, school experience e tecnologie digitali, per la prima volta sperimentate nel campo museale, nel quale l’esperienza di visita è stata completamente rivoluzionata. Da luglio i visitatori accorsi per ammirare la mostra “Vesuvio in the box” dell’artista partenopeo Gennaro Regina hanno superato i 12.500 accessi. La conclusione dell’allestimento, protratto fino ad oggi, rientra infatti nel programma della settimana open del MAV, dal 9 al 16 ottobre, con visite e laboratori gratuiti per tutte le scuole di ogni ordine e grado. L’iniziativa si è presentata con una giornata, 11 ottobre, dedicata a dirigenti scolastici ed inseganti con l’obiettivo di illustrare le nuove offerte didattiche del museo per l’anno scolastico 2019-2020. “Una settimana che consentirà di accorciare le distanze tra il museo, il patrimonio culturale e i cittadini grandi e piccoli – ha dichiarato Luigi Vicinanza, presidente della Fondazione CIVES che gestisce il Museo con Scabec e Regione Campania. La parola chiave del Mav 5.0 è dunque “interazione” tra lo spazio, il tempo e il visitatore, un contenitore rinnovato con approfondimenti crossmediali ed esperienze sensoriali, oltre ad una vasta scelta di laboratori didattici che permettono di creare situazioni di apprendimento stimolanti dallo scavo dei reperti al nuovo gioco dell’archeologia pensato per i piccolissimi ospiti del museo, basato su uno storytelling ispirato alle tecniche dei videogiochi.

Una rivoluzione d’Ottobre, con il visitatore al centro dell’esperienza di visita totalmente immerso nell’esperienza di conoscenza al Museo Archeologico Virtuale. Dalla biglietteria automatizzata alle guide virtuali che si materializzano al passaggio lungo il percorso, dai contenuti extra sul proprio smartphone, alle nuove installazioni inedite dedicate alle pitture pompeiane ed ercolanesi. Un Virtual Drone sulla città porterà il visitatore ad allungare lo sguardo fino alle antiche città romane, con “Interactive Museum Area” l’installazione dedicata a Villa dei Papiri potrà ascoltare le voci degli abitanti di Herculaneum, toccare con mano i reperti virtuali, sentire i profumi dei giardini, gustando il cibo che mangiavano gli antichi abitanti. La didattica coinvolgerà i 5 sensi con attività di ricostruzione dei momenti storici su reperti e rievocazione delle lettere di Plinio il Giovane a Tacito, testimonianza unica e diretta dell’eruzione che distrusse Ercolano e Pompei. Vi sarà una caccia al tesoro archeologico presso il sito dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco. L’offerta è interconnessa lungo un filo rosso di ricostruzione delle stratificazioni sociali antiche da Pompei alle ville di Boscoreale al plesso di Oplonti, dalle ville di Stabia fino agli insediamenti di Neapolis, con visite al MAN. Non mancano gli itinerari naturalistici che ricalcano il percorso epico del Vesuvio. Grande attenzione anche ai percorsi di innovazione con il laboratorio di robotica educativa e coding per i più piccoli. Ma anche attività di riproduzione delle eruzioni vulcaniche e dei calchi da scavo archeologico.

Un percorso ludico-sensoriale volto alla (ri)scoperta di profumi e sapori di un tempo passato ma non dimenticato è la school experience con il Cuoco delle Menadi. Il laboratorio si dividerà in una prima parte di introduzione all’alimentazione tipica dei romani, con l’ausilio di un banchetto tematico opportunamente allestito, dove verranno illustrate le fasi del banchetto romano e il tipo di cibo, diverso per classi sociali, i patrizi godevano di un pranzo con alimenti differenti da quelli che sfamavano i loro servi, mentre nella seconda parte gli allievi potranno realizzare un tipico “panis” dell’epoca, in uso ancora oggi nella zona di Sarno, da portare e infornare a casa. “L’obiettivo è aprire la mente degli studenti ad una didattica antropologica che li ricongiunga alle radici, partendo dalla conoscenza del cibo di tutti i giorni. In modo divertente ripercorriamo secoli di storia antica – ci dice Pasquale Sarnataro Cuoco delle Menadi e chef dell’associazione “Archeocucina” costituita dieci anni fa con 3 colleghi esploratori della storia dei cibi, un’archeologa e un’esperta in didattica. “Abbiamo iniziato con uno studio sull’alimentazione e preparazione dalla preistoria – ci racconta – fino a giungere alla gastronomia delle popolazioni italiche e poi a quella di Roma dalle origini dell’Impero fino al V sec. d. C. Da Pontecagnano a Cuma, le ricette del nostro territorio sono rimaste le stesse da millenni – ci spiega – testimoni di straordinarie contaminazioni con la vicende del tempo, con la civiltà greca che introdusse vini pregiati ed alimenti esotici, contribuendo a trasformare la pratica del cibarsi in tempo di convivialità, “simposium” per giocare, per incontrarsi, discutere di filosofia ed arte.” Il cibo ci insegnano gli antichi è un luogo prediletto di interazione che resiste anche alle eruzioni e ai secoli.

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Aestetica, la più grande fiera della bellezza e della cosmesi del Sud. 190 aziende e 500 marchi del settore in esposizione

Marina Delfi

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“I want you…for Aestetica Beauty” ovvero Aestetica recluta bellezza, è questo il concept utilizzato in occasione della 23. Edizione della manifestazione.

Audacia, ironia, trasparenza e un invito alla valorizzazione della bellezza e della pace. Racchiude questo e tanto altro “I want you for Aestetica Beauty”, con cui il team di Aestetica, capitanato dal suo project manager, Emilio Marzoli, si è divertito a ideare un messaggio pubblicitario a dir poco originale.

Tre giornate dedicate all’appuntamento annuale con la Fiera Aestetica: un momento di incontro per i professionisti del settore, gli aspiranti tali e per tutti gli amanti del Beauty e del Wellness. L’evento, targato Funtastic, si conferma prima fiera di settore del centro-sud Italia nonché seconda, su scala nazionale, da anni è pioniere della promozione di un concetto di bellezza fondato sulla valorizzazione e la cura di sé, attraverso la sua ricca vetrina espositiva per gli operatori del settore, italiani e stranieri.

Protagonisti di Aestetica 2019 saranno le 190 aziende con i loro 500 marchi esposti. Le società leader, italiane e straniere, investono nel Salone da ben 23 anni per affermarsi sul mercato, per accrescere il fatturato e per presentare in anteprima nuovi prodotti, confermando che lo “strumento fiera” è indispensabile. Presenti i marchi della cosmesi, attrezzature, make up, nail e tricologia. Una superficie espositiva di 12mila metri quadrati organizzata in 5 padiglioni, sviluppati in un percorso lineare, obbligatorio e continuativo che, come ogni anno, accompagna i visitatori in una promenade semplice e gradevole.

I 45mila visitatori previsti (di cui circa l’85% del settore) hanno modo di confrontarsi con prodotti rivoluzionari e innovativi. Una novità quest’anno, i casting fatti durante la tre giorni, oggi l’ultimo, per la selezione di 1 o 2 volti da proporre come immagine di Aestetica 2020. Tantissimi gli ospiti di questa edizione: da Francesco Facchinetti alla Miss Italia 2019, a Claudia Ruffo, Daniele Pacini, Antonio Ciaramella, e tanti altri.

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Guida Michelin, 3 stelle per Bartolini al Mudec di Milano

amministratore

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Trentatre novità nella Guida Michelin Italia, con Milano che brilla con la terza stella al ristorante di Enrico Bartolini al Mudec, il Museo delle Culture in via Tortona. Un fiore all’occhiello per la citta’ che dopo oltre 25 anni torna ad avere un ristorante tre stelle, e un grande successo per Bartolini che diventa lo chef piu’ stellato d’Italia. “Mi sento come se avessi vinto un oro olimpico – ha commentato – un risultato cosi’ non si pianifica: si ambisce da sempre, ma non ce lo si aspetta mai. E, come nello sport ai massimi livelli, ci si deve allenare ogni giorno, con fatica e sacrificio, senza mai perdere di vista la visione generale, nel rispetto di una filosofia e di un’etica ben precise”. “Non posso che condividere – ha aggiunto Bartolini – questo meraviglioso momento con Remo e Mario Capitaneo e Sebastien Ferrara per Milano, e con Donato Ascani a Venezia: hanno dato prova di grande impegno e costanza”.

Nino Di Costanzo. Lo Chef di Danì Mason

A Venezia infatti c’e’ un altro suo ristorante il Glam, che ha ottenuto la seconda stella. Lo chef toscano, classe ’79, con l’assegnazione di oggi si conferma un fuori classe del firmamento gastronomico italiano: ha conquistato la sua prima stella dieci anni fa a le Robinie e poi nel 2011 al Ristorante Devero, la seconda nel 2014. Nel 2017 e’ approdato al Mudec, confermando la seconda stella e guadagnando oggi la terza con questa motivazione: “Per la sua varieta’, che armonizza tradizioni regionali e creativita’, per la ricchezza dei suoi prodotti e l’eccellenza dei suoi chef, l’Italia brilla al centro del panorama gastronomico globale. Le altre sorprese della 65esima edizione della Guida (il nostro paese si conferma il secondo piu’ stellato al mondo) riguardano 2 ristoranti che si sono aggiudicati 2 stelle e 30 che se ne hanno ottenuto una, per un totale di 374 ristoranti stellati.

Pasquale Palamaro. Lo chef di Indaco all’opera

Tra le 30 new entry: le regioni piu’ ricche di novita’ sono la Lombardia, la Campania e la Toscana, alle quali sono state assegnate piu’ del 50% delle nuove stelle. La Lombardia e’ la regione piu’ stellata, con 6 novita’, segue il Piemonte, con 4 novita’, e la Campania, con 6 novita’. Tra le province, Napoli e’ sempre in vetta con 26 ristoranti, Roma in seconda posizione con 24, seguono Milano con 20 ristoranti, Bolzano con 19, Cuneo a quota 18. “Anno dopo anno, la Guida rileva che la straordinarieta’ della nostra cucina sta nell’eccellenza dei prodotti, nelle tradizioni radicate nel territorio e nella capacita’ di innovare – ha osservato Sergio Lovrinovich, Direttore Guida Michelin Italia -. Forse e’ ‘tutto qui’, ma essere semplici e allo stesso tempo innovativi e’ un duro lavoro, che esige costanza, passione e collaborazione. Congratulazioni, quindi, a tutti gli chef e ai loro team che danno risalto alla scena gastronomica italiana, che puo’ andar fiera dei suoi 374 ristoranti stellati.”

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Con Nino Di Costanzo pasta e patate d’artista per celebrare il giorno del cibo più amato

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Corta, lunga, di forma strana, integrale, senza glutine, di ceci o di lenticchie ma è lei la più amata dagli italiani: Sua Maestà la pasta. Che abbia tante o poche calorie è un piatto apprezzato da tutti, grandi e piccini, gli  italiani ne vanno matti.

Spaghetti al pomodoro e basilico o alla carbonara sono in cima alla top ten ma la  foto di copertina di Juorno.it vuole celebrare per il World Pasta Day un piatto antico napoletano, la pasta e patate interpretata da una grande firma della ristorazione, Nino Di Costanzo, due stelle Michelin con il suo DaNi Maison a Ischia. Il sapore è quello di una volta, della buona cucina della nonna, ma la tecnica e la raffinatezza dell’esecuzione sono da artista. Proprio come un quadro.

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