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Esteri

Al Bano inserito nella black list dell’Ucraina, “è una minaccia alla sicurezza nazionale”

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Il ministero della Cultura ucraino ha inserito Al Bano nella sua lista nera. Secondo le autorita’ di Kiev, il cantante di “Felicita’” e’ nientemeno che “una minaccia alla sicurezza nazionale”. Il motivo? Non e’ stato esplicitato, e non sono neanche ben chiare le conseguenze del provvedimento. “Giuro che per me e’ un fulmine a ciel sereno, sono un uomo di pace”, ha commentato Al Bano. Ma e’ probabile che il cantante pugliese paghi le sue mai sopite simpatie per Vladimir Putin, e soprattutto il fatto di aver giustificato l’annessione della Crimea, che la Russia ha strappato all’Ucraina nel 2014 con un’invasione di uomini armati e senza insegne di riconoscimento e un controverso referendum. Una palese violazione del diritto internazionale. Ma sulla Crimea Al Bano non pare certo aver cambiato opinione. “Ho detto quello che dicono tutti quanti. Che facciamo? Mettiamo il veto a tutti di andare in Ucraina? Io – ha dichiarato – sono un uomo di liberta’, non vedo perche’ mi devo bloccare o censurare per una cosa che e’ naturale dire”. La black list degli artisti ‘nemici’ dell’Ucraina e’ stata lanciata nel 2015 ed e’ costantemente aggiornata. In questo momento vi compaiono 147 nomi. Quello di Albano Carrisi e’ stato inserito il 6 marzo con il numero 48. Il cantante italiano e’ in ottima compagnia. Nella lista nera ci sono anche il regista Nikita Mikhalkov, la star di Hollywood Steven Seagal, che nel 2016 ha ricevuto il passaporto russo direttamente dalle mani di Putin, e Gerard Depardieu, divenuto cittadino russo pur di sfuggire al fisco francese e ormai testimonial semi-ufficiale della Russia dello zar. Dallo scorso dicembre nell’elenco figura anche Michele Placido, famoso in tutta l’ex Unione Sovietica per aver impersonato il commissario Cattani ne ‘La Piovra’. L’attore nel 2015 aveva definito Putin “il numero uno in Europa per la politica estera” e la sua Russia “un baluardo contro l’Islam”, al quale in questo momento “vanno mostrati i muscoli”.

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Esteri

Molestie sessuali, Harvey Weinstein verso un primo patteggiamento da 44 milioni di dollari

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Harvey Weinstein ha raggiunto con il procuratore generale di New York un accordo da 44 milioni di dollari per risolvere l’azione legale intentata nei suoi confronti da alcune donne che lo accusano di abusi sessuali. La notizia è riportata dal Wall Street Journal, l’edizione on line. In base all’intesa, circa 30 milioni di dollari andrebbero ripartiti tra alcune accusatrici, creditori dell’ex studio di produzione cinematografica di Weinstein ed ex dipendenti. Il resto della somma sono spese legali per il pool di avvocati che difende l’ex re di Hollywood.

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Esteri

Europee, in Olanda premiati i laburisti e bocciati i populisti

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L’Olanda premia i laburisti di Frans Timmermans, primo partito secondo gli exit poll diffusi in serata che otterrebbero cinque seggi al prossimo parlamento europeo. Un voto che ha rappresentato un referendum per il governo liberale del premier Mark Rutte che secondo le intenzioni di voto dovrebbe tenere e rimanere al secondo posto nei sondaggi, mentre chi era stato dato per favorito, l’eccentrico e telegenico Thierry Baudet, controverso leader del partito populista di destra Forum voor Democratie (Fvd), si deve accontentare di tre seggi. Crolla invece il Freedom Party (PVV) di Geert Wilders, che passerebbe da 4 a 1 seggio. Un successo a sorpresa per i laburisti guidati da Frans Timmermans, primo vicepresidente della Commissione europea e candidato di punta dei Socialisti e democratici S&D per succedere a Jean-Claude Juncker, che salgono nei sondaggi opponendo un vero e proprio sbarramento al fronte euroscettico e anti-migranti di Baudet che comunque stasera ha di fatto aperto la corsa dei populisti in Europa, in attesa che anche gli altri Paesi si esprimano. Leader stravagante e anticonformista che ama parlare in latino e postare selfie seminudo su Istagram, Baudet guida una formazione giovane, nata circa due anni fa, che ha di fatto fagocitato Wilders stretto alleato del leader della Lega. Centrale in questo voto – che ha registrato un aumento dell’affluenza alle urne rispetto al 2014 con il 41,2% dei votanti contro il 37,3% di cinque anni fa – e’ stato anche il tema della lotta ai cambiamenti climatici che, secondo analisti, ha polarizzato il dibattito relegando in secondo piano le tradizionali divisioni sinistra/destra con i verdi che hanno preso tre seggi. L’Olanda che oggi ha votato insieme al Regno Unito porta al Parlamento Ue 26 seggi. Domani voteranno l’Irlanda e la Repubblica Ceca, sabato tocchera’ a Lettonia, Malta e Slovacchia mentre domenica a tutti gli altri Paesi.

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Cronache

Chef Batali sempre più nei guai, accuse di molestie ed aggressioni sessuali anche a Boston

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Aggressione a sfondo sessuale e percosse: sono le nuove gravissime accuse rivolte negli Stati Uniti a Mario Batali, da tempo travolto dall’onda del #metoo. Ma se finora lo chef stellato, icona della cucina ‘made in Italy’, era riuscito ad evitare il peggio, dovra’ adesso difendersi per la prima volta davanti a una corte di Boston. Tutto nasce dalla denuncia penale sporta lo scorso agosto da una donna che ha raccontato come Batali l’abbia baciata e toccata senza il suo consenso. Era il 31 marzo del 2017 e teatro della presunta aggressione sessuale uno dei ristoranti di proprieta’ dello chef a Boston. Natali Tene era seduta al bancone con un’amica quando ha riconosciuto seduto poco distante il popolare chef e ha cominciato a scattare delle foto. All’inizio Batali si sarebbe mostrato infastidito, poi ha invitato la donna vicino a lui e ha acconsentito a scattare dei selfie. A quel punto – ha raccontato Natali – Batali ha cominciato a baciarla, a toccarle il seno e ad accarezzarla all’altezza dell’inguine, cercando di trattenerla di fronte alle resistenze. Poi lo chef l’avrebbe invitata nella sua stanza d’albergo, ma la donna si e’ rifiutata, raccontando ancora come l’uomo fosse visibilmente in stato di alterazione, probabilmente per aver bevuto troppo. “Quell’incontro l’ha colpita in modo tale che ancora oggi la mia assistita appare fortemente scossa”, afferma il legale della donna. Mentre Batali ancora una volta nega tutto: “Si tratta di accuse totalmente prive di fondamento e lo dimostreremo”, sostiene il suo avvocato. Intanto pero’ sempre piu’ appannata appare la figura di una delle celebrity della cucina italiana piu’ stimate negli Stati Uniti e nel mondo, costretta per i guai col #metoo a cedere le quote detenute in tutti i suoi ristoranti, scaricato persino dal socio d’affari e amico di sempre Joe Bastianich. Tutto e’ cominciato ad andare storto proprio nel 2017 quando alcuni giornali, tra cui il New York Times, riportarono le storie di alcune ex dipendenti dei ristoranti di Batali e Bastianich che parlavano di veri e propri abusi sessuali da parte del primo. Mentre il secondo si e’ sempre difeso affermando di non sapere nulla. In particolare tre donne hanno riferirono alla polizia di New York che Batali le aveva molestate in anni passati all’interno di due ristoranti dello chef a Manhattan. In gennaio pero’ la polizia aveva chiuso le indagini per mancanza di prove.

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