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Cronache

Airbag difettosi sulle Citroën C3 e DS3: il Tribunale di Torino ammette l’azione collettiva

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Il Tribunale delle Imprese di Torino ha ammesso l’azione collettiva promossa da diverse associazioni di tutela dei consumatori contro Stellantis, Groupe PSA Italia e Automobiles Citroën SA, in merito alla campagna di richiamo legata agli airbag Takata montati sui modelli Citroën C3 e DS3. L’ordinanza, depositata il 14 aprile 2025, rappresenta un primo importante passo verso il riconoscimento dei diritti dei consumatori coinvolti.

Secondo quanto riportato nel provvedimento, i giudici hanno ritenuto ammissibili le domande risarcitorie avanzate da associazioni come Adusbef, Codacons, U.Di.Con, Altroconsumo e Movimento Consumatori, riunite in un’unica azione collettiva a seguito della denuncia del cittadino Carlo Regina. Il caso riguarda centinaia di migliaia di veicoli che, pur essendo dotati di dispositivi potenzialmente pericolosi, sono stati richiamati solo tardivamente, con comunicazioni inviate ai consumatori a partire dal novembre 2023 e – per molti – solo nel maggio 2024, ordinando addirittura di interrompere immediatamente la guida.

L’avvocato Giuseppe Sorrentino in prima linea per la difesa dei consumatori

Tra i legali che hanno svolto un ruolo importante in questa complessa battaglia legale si distingue l’avvocato Giuseppe Sorrentino, patrocinante dell’associazione U.Di.Con., che si è costituita a difesa degli automobilisti danneggiati. Con grande competenza e tenacia, l’avvocato Sorrentino ha evidenziato la responsabilità delle case automobilistiche nella commercializzazione di veicoli dotati di airbag difettosi, sostenendo la necessità di un risarcimento sia patrimoniale che morale per tutti i consumatori colpiti.

Sorrentino ha sottolineato come “la mancata informazione preventiva, l’assenza di mezzi sostitutivi adeguati e i ritardi nelle riparazioni” abbiano compromesso il diritto alla mobilità dei cittadini, “determinando gravi conseguenze personali ed economiche”. La sua azione ha contribuito in maniera determinante alla ricostruzione di una linea difensiva solida, riconosciuta dal collegio giudicante come meritevole di approfondimento nella fase di merito.

Il prossimo passo

Con l’ammissione dell’azione, il Tribunale ha aperto la procedura che permetterà agli utenti coinvolti di aderire all’azione collettiva. Ora le case automobilistiche dovranno affrontare un giudizio destinato a fare scuola nel panorama italiano, anche in ragione della portata del difetto, della dimensione dei richiami e della rilevanza dei diritti lesi.

Nel frattempo, la figura dell’avvocato Giuseppe Sorrentino si conferma punto di riferimento per la tutela dei diritti collettivi, portavoce di una battaglia giuridica che mira a ristabilire l’equilibrio tra consumatori e grandi gruppi industriali.

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Cronache

Ospedale del Mare, barelle a pagamento al pronto soccorso: indaga la Procura

Scandalo all’Ospedale del Mare: barelle affittate abusivamente al pronto soccorso. Indagini della Procura e dei Nas, avviata inchiesta interna.

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Scoppia il caso delle barelle affittate abusivamente al pronto soccorso dell’Ospedale del Mare. La vicenda è emersa dopo la denuncia pubblicata sui social dall’associazione Nessuno Tocchi Ippocrate, secondo cui i familiari di una paziente avrebbero pagato fino a 400 euro per una notte a una croce privata per sopperire alla mancanza di lettighe.

Dopo la segnalazione, i carabinieri del Nas hanno effettuato un’ispezione immediata. Sulla vicenda indaga anche la Procura di Napoli.

Le misure della Asl Napoli 1

La direzione della ASL Napoli 1 Centro è intervenuta vietando l’accesso alle ambulanze private nelle aree del pronto soccorso e inviando nuove barelle da altri presidi. Contestualmente è stata avviata un’indagine interna.

Secondo la relazione aziendale, il pronto soccorso dispone di 53 barelle, un numero ritenuto adeguato rispetto al flusso medio di pazienti, che può arrivare a circa 60 persone in osservazione breve.

Sovraffollamento e criticità

Il manager dell’Asl, Gaetano Gubitosa, ha spiegato che il sovraffollamento si registra soprattutto nei fine settimana e il lunedì mattina. Tra le misure adottate figurano la separazione dei flussi in triage, il rapido turnover dei pazienti e il trasferimento verso altri ospedali.

Sono previste ulteriori forniture di barelle entro fine mese.

La politica chiede chiarimenti

La vicenda ha sollevato reazioni politiche. Esponenti di Fratelli d’Italia hanno chiesto spiegazioni e annunciato un’interrogazione per fare luce sull’accaduto e prevenire eventuali abusi.

Accertamenti in corso

Le autorità stanno verificando i fatti per accertare eventuali responsabilità. Le ipotesi emerse dalla denuncia sono al vaglio degli inquirenti e dovranno essere confermate nelle sedi competenti.

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Cronache

Roma, 24enne muore precipitando dal sesto piano: indagini in corso

Un 24enne muore a Roma dopo una caduta dal sesto piano. Indagini dei carabinieri: ipotesi gesto volontario.

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Un ragazzo di 24 anni è morto a Roma dopo essere precipitato dal sesto piano di un edificio. L’episodio è avvenuto nel quartiere San Giovanni, dove sono intervenuti i carabinieri della stazione locale a seguito di una segnalazione al numero di emergenza 112.

La dinamica e i primi accertamenti

La caduta sarebbe avvenuta dall’interno di un appartamento adibito anche a studio medico, di proprietà del padre della vittima, un medico di famiglia di 62 anni. L’uomo si trovava nell’abitazione al momento dei fatti, ma in un’altra stanza.

Sul posto sono intervenuti anche i militari del Nucleo investigativo per i rilievi. Dai primi riscontri non sarebbero emersi segni di violenza o elementi che facciano ipotizzare il coinvolgimento di terzi.

Ipotesi al vaglio degli inquirenti

Secondo quanto emerso, sarebbero stati rinvenuti alcuni messaggi scritti dal giovane che farebbero ipotizzare un gesto volontario.

Gli accertamenti sono ancora in corso per chiarire con precisione la dinamica dell’accaduto.

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Cronache

Caivano, stesa al Parco Verde: tre arresti, ipotesi guerra per il controllo del territorio / VIDEO

Tre arresti per la stesa al Parco Verde di Caivano. Indagini della DDA: possibile scontro tra gruppi camorristici per il controllo del territorio.

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I carabinieri del Nucleo investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di tre soggetti napoletani, ritenuti gravemente indiziati di pubblica intimidazione con uso di armi e porto illegale di armi, con aggravante mafiosa.Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia.

La stesa nel Parco Verde

L’indagine ha ricostruito una “stesa” avvenuta il 27 settembre 2025 all’interno del Parco Verde di Caivano. In quell’occasione nove persone, a bordo di cinque ciclomotori, avrebbero esploso almeno otto colpi d’arma da fuoco in aria.

Le attività investigative hanno consentito, allo stato, di identificare tre presunti responsabili.

Ipotesi nuovi equilibri criminali

Secondo gli inquirenti, l’azione potrebbe essere collegata al tentativo di affermare una nuova egemonia criminale nell’area, dopo i recenti interventi giudiziari che hanno colpito esponenti apicali del clan Ciccarelli.

Si delineerebbe così un possibile riassetto degli equilibri camorristici, con l’interesse di gruppi legati alla criminalità organizzata di Napoli, in particolare dell’area di Scampia, per il controllo del traffico di stupefacenti nel Parco Verde.

Presunzione di innocenza

Il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta nella fase delle indagini preliminari. Gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva e possono impugnare la decisione nelle sedi competenti.

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