Cronache
Agguato nel centro di Napoli, ucciso a 32 anni Alessandro Grivano
Alessandro Grivano, 32 anni, è stato ucciso con un colpo di pistola mentre era a bordo di uno scooter in piazza Sant’Anna a Capuana, nel centro di Napoli. Indaga la Squadra Mobile.
Ancora sangue nel centro di Napoli. Nella notte un uomo di 32 anni, Alessandro Grivano, è stato ucciso con un colpo di pistola mentre era a bordo di uno scooter. L’agguato è avvenuto intorno all’una in piazza Sant’Anna a Capuana, non lontano dalla stazione centrale di piazza Garibaldi.
Le indagini della Squadra Mobile
Grivano era noto alle forze dell’ordine per piccoli precedenti, ma non risulterebbe legato ai cartelli criminali della zona. Le indagini sono affidate alla Squadra Mobile della Questura di Napoli, che sta ricostruendo la dinamica dell’omicidio e scandagliando anche la vita privata della vittima.
Al momento non viene esclusa alcuna pista.
Il clima di tensione in città
L’omicidio arriva in un momento già segnato da forte preoccupazione per la sicurezza nel centro cittadino. Solo ieri sera, in piazzetta Montesanto, si è svolto un flash mob con lo slogan “Più Stato, meno paura”, dopo la rissa con sparatoria dei giorni scorsi e l’immagine inquietante di un uomo in strada con un kalashnikov.
Mercoledì vertice in prefettura
Mercoledì è in programma in prefettura una riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduta dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
Il nuovo fatto di sangue rilancia l’allarme sulla presenza dello Stato nei quartieri più esposti e sulla necessità di dare risposte rapide a una città attraversata da episodi di violenza sempre più gravi.
Cronache
Metaponto, 18enne arrestato per la presunta violenza su una 17enne: lunedì davanti al gip
Un diciottenne sarà interrogato dal gip di Matera dopo l’arresto per la presunta violenza sessuale su una minorenne nella notte di Ferragosto a Metaponto. Sequestrati indumenti e telefono.
Cronache
Chiuso per caldo: sulle Alpi si scioglie anche lo sci d’estate
Le temperature troppo elevate hanno imposto la sospensione dello sci estivo sul ghiacciaio dello Stelvio. Con le chiusure già registrate al Cervino e negli altri comprensori alpini, in Europa le possibilità di sciare all’aperto sono ormai quasi scomparse.
A tremila metri di quota l’estate ha cancellato l’inverno. Dopo il Cervino e il comprensorio di Ponte di Legno-Tonale, anche sul ghiacciaio dello Stelvio gli sci sono stati riposti: fa troppo caldo per garantire piste praticabili e condizioni di sicurezza accettabili.
La sospensione è scattata a Ferragosto e resterà in vigore fino a quando le temperature non consentiranno di preparare nuovamente il terreno. Le funivie continueranno a trasportare turisti ed escursionisti verso il ghiacciaio, ma senza sci ai piedi.
Non è più sufficiente salire oltre i tremila metri per trovare neve compatta. Le temperature restano elevate durante il giorno e scendono troppo poco nelle ore notturne. Senza il necessario rigelo, la superficie perde consistenza, aumenta il rischio di cedimenti e diventa impossibile assicurare gli standard richiesti per lo sci.
La società che gestisce gli impianti dello Stelvio continuerà a controllare quotidianamente lo stato del ghiacciaio. Una riapertura resta possibile, ma dipenderà interamente da un abbassamento delle temperature. Non c’è, quindi, una data da indicare sul calendario.
Il domino delle chiusure
Lo Stelvio è soltanto l’ultimo tassello di una crisi che coinvolge ormai l’intero arco alpino.
Sul Cervino lo sci estivo era stato fermato già all’inizio di agosto dalla società svizzera che gestisce gli impianti del ghiacciaio del Teodulo e di Plateau Rosa. Dal versante italiano le funivie in partenza da Breuil-Cervinia hanno continuato a funzionare, ma esclusivamente per escursionisti e visitatori.
Anche sul Presena, nel comprensorio Ponte di Legno-Tonale, la stagione sulla neve si è conclusa. In Austria, persino Hintertux, a lungo presentato come il ghiacciaio sul quale era possibile sciare tutto l’anno, ha sospeso l’attività estiva, rinviando la ripresa all’autunno.
Il risultato è una geografia dello sci europeo estivo ridotta praticamente a zero. Chi vuole sciare deve rivolgersi alle strutture al coperto oppure spostarsi nell’emisfero australe.
Il caldo cambia anche l’alpinismo
Le conseguenze non riguardano soltanto le piste. Sul Monte Bianco l’aumento delle temperature ha accresciuto il pericolo di frane e cadute di pietre, imponendo limitazioni agli accessi e la chiusura di rifugi lungo alcune delle vie più frequentate.
Quando il ghiaccio che tiene insieme rocce e detriti si indebolisce, interi versanti diventano instabili. Sentieri, vie di arrampicata e percorsi un tempo considerati praticabili durante l’estate possono trasformarsi in poche ore.
La montagna continua a essere accessibile, ma non alle condizioni alle quali escursionisti, guide e gestori degli impianti erano abituati. Le stagioni si accorciano, i percorsi cambiano e le decisioni devono essere prese quasi giorno per giorno.
Nove gradi a tremila metri
Le temperature rilevate in alta quota spiegano meglio di qualsiasi immagine la situazione: circa 17 gradi nella zona del ghiacciaio dei Forni, oltre i duemila metri, e nove gradi nei pressi del Passo Marinelli, a circa tremila metri.
Sono valori incompatibili con la conservazione di una superficie adatta allo sci. Ma sono anche il segnale di un problema più ampio: i ghiacciai alpini stanno perdendo massa e spessore da anni, mentre le estati calde e prolungate accelerano lo scioglimento e riducono la neve capace di proteggerli.
Una singola ondata di caldo non basta, da sola, a raccontare il cambiamento climatico. La contemporanea chiusura dei principali comprensori glaciali, però, non può essere considerata un semplice incidente stagionale.
Lo sci estivo, nato sull’idea che in alta montagna l’inverno non finisse mai, sta diventando un’attività intermittente e sempre più fragile. Il cartello “chiuso per caldo” appeso idealmente sulle Alpi non rappresenta soltanto una stagione turistica compromessa. È l’immagine concreta di una montagna che sta cambiando più rapidamente delle abitudini costruite intorno ad essa.
Cronache
Ferragosto violento a Mondragone, rissa sulla spiaggia: cinque denunciati
Una rissa tra numerose persone è scoppiata sulla spiaggia libera di Fiumarella a Mondragone. Il video è stato pubblicato da Francesco Emilio Borrelli. I carabinieri hanno identificato e denunciato cinque persone, tra le quali un minorenne.
Una violenta rissa ha coinvolto numerose persone nella notte di Ferragosto sulla spiaggia libera di Fiumarella, a Mondragone. Le immagini dell’accaduto, pubblicate sui social dal deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, sono diventate rapidamente virali.
Secondo una prima ricostruzione, lo scontro sarebbe nato da un’accesa discussione tra due gruppi. In pochi istanti dalle parole si sarebbe passati alle aggressioni fisiche. La dinamica completa e le responsabilità individuali sono ancora in corso di accertamento.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri del Reparto territoriale di Mondragone. Cinque persone, tra le quali un minorenne, sono state identificate e denunciate. Le loro eventuali responsabilità dovranno essere valutate dall’autorità giudiziaria.
Borrelli: «Servono controlli più serrati»
«Una notte di festa trasformata nell’ennesimo teatro di violenza», ha commentato Borrelli, chiedendo un rafforzamento dei controlli sul litorale domizio.
Secondo il deputato, ordinanze e divieti non possono rimanere soltanto sulla carta: chi trasforma spiagge e luoghi pubblici in scenari di violenza deve essere individuato e sanzionato.


