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Cronache

Aggressione al presidente della Regione Molise Toma, setto nasale spaccato al suo consigliere economico

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Brutto episodio per il presidente della Regione Molise Donato Toma che, durante il pranzo presso un ristorante del capoluogo regionale, in compagnia del consigliere economico della Giunta, Maurizio Tiberio, è stato oggetto di pesanti offese da parte di due persone. Proprio Tiberio, intervenuto per placare gli animi minacciando l’intervento delle forze dell’Ordine, è stato colpito da una testata da uno degli aggressori che ha causato la rottura del setto nasale. Allertati dai tanti testimoni presenti, sul posto sono giunti immediatamente pattuglie della Polizia di Stato e dei Carabinieri che hanno fermato e identificato i due aggressori, uno dei quali si era dato alla fuga. “Mi dispiace per Maurizio che ha rimediato la rottura del setto nasale – ha riferito Toma ad un sito web locale subito dopo l’aggressione – questo, purtroppo, è il frutto del clima d’odio che è presente sui social. Hanno continuato ad insultarci anche alla presenza della Polizia, ripetendo frasi che vengono riportate sui social dalla macchina del fango. E’ un episodio vergognoso”. Lo stesso episodio viene raccontata in maniera diversa da uno dei presunti aggressori.  Antonio Grosso, 22 anni, studente della Sapienza che vive nell’hinterland del capoluogo molisano sostiene, su Facebook, che “dopo alcune parole pronunciate per bocca di un mio amico, Tiberio ha cominciato a rincorrerci per via Roma iniziando prima ad inseguire il mio compagno, che intanto è riuscito a mettersi in salvo scappando, poi iniziando ad inveire nei miei confronti. Ha iniziato ad avvicinarsi minacciosamente fino ad arrivare al contatto testa a testa”. Insomma a dire di questi giovane il consigliere economico del presidente Toma è impazzito, li ha inseguiti e non pago si è da solo scagliato col suo naso sulla testa di uno dei due presunti aggressori (verbali) per spaccarsi il setto nasale. I due racconti saranno vagliati dalla magistratura. Ci sono testimoni. Non sarà difficile capire la verità e dove comincia la calunnia.

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Cronache

Sequestro di beni per 6,5 milioni di euro al marito imprenditore della sorella del boss casalese ergastolano Michele Zagaria

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In data odierna, i Carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale e i finanzieri del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata di Napoli hanno eseguito, tra le province di Napoli, Caserta e L’Aquila, un decreto di sequestro di beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie per un valore di circa 6.500.000 di euro.

Il provvedimento è stato emesso dalla Sezione per le Misure di Prevenzione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Napoli – nei confronti di FONTANA Giuseppe, legato da vincoli di parentela con il defunto ZAGARIA Francesco, conosciuto con l’appellativo di Ciccio ‘a benzina, cognato del boss ZAGARIA Michele, avendone sposato la sorella Elvira.

FONTANA Giuseppe, attualmente detenuto, conosciuto anche come Pino o Pinuccio, imprenditore nel campo dell’edilizia, originario di Casapesenna (CE), ma stabilmente domiciliato a Caserta, risulta condannato in via definitiva per associazione mafiosa avendo partecipato all’organizzazione operante nella provincia di Caserta e in altre aree del territorio nazionale, denominata clan dei Casalesi – fazione ZAGARIA, a seguito dell’indagine condotta dal ROS dei Carabinieri denominata SISTEMA MEDEA diretta dalla Procura della Repubblica di Napoli e conclusa il 14 luglio 2015, con l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, nei confronti, tra gli altri, di FONTANA Giuseppe per i reati di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione, intestazione fittizia di beni, rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio, turbata libertà degli incanti, finanziamento illecito a partiti politici ed altri delitti aggravati dalle finalità mafiose.

Le indagini economico-patrimoniali condotte dal G.I.C.O. hanno consentito di individuare un cospicuo patrimonio in capo a FONTANA Giuseppe e ai componenti del proprio nucleo familiare, non giustificato rispetto ai redditi e alle attività economiche dichiarate.

Il sequestro, in particolare, riguarda 33 immobili, di cui 26 ubicati in provincia di Caserta, 6 nella provincia di Napoli e 1 nella provincia de L’Aquila, 4 terreni in provincia di Napoli, 3 società con sede in provincia di Caserta operanti nel settore edile e immobiliare, 5 autoveicoli e rapporti finanziari.

 

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Follie su TikTok, video virale di un farmaco per diabete propagandato per perdere peso

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I medici generici australiani hanno ricevuto l’istruzione dall’ente di controllo dei medicinali Therapeutic Goods Administration (TGA) di non prescrivere piu’ ai seguaci di TikTok il farmaco ipoglicemizzante per il diabete Ozempic, dopo che e’ diventato virale nella piattaforma come mezzo per perdere peso, causando “un’inaspettata domanda dei consumatori e privando cosi’ i diabetici della disponibilita’ di un essenziale farmaco”. “La scarsita’ stata danneggiando significativamente le persone che richiedono Ozempic per il suo uso approvato per il diabete tipo 2”, sostengono in una dichiarazione congiunta la TGA e i produttori del farmaco, che ha effetto sui sistemi cerebrali per sedare l’appetito e sullo svuotamento gastrico per sentirsi pieni. L’Ozempic, che si inietta nell’addome una volta a settimana, e’ stato propagandato su TikTok come farmaco miracoloso per perdere peso. L’hashtag #ozenmpic ha gia’ avuto quasi 70 milioni di visite su TikTok. Una sola influencer, Darcy O’Malley di Perth, ha informato i suoi 24 mila follower sulla sua efficacia per dimagrire, attraverso la sua #ozenmpicjourney, da quando l’ha lanciata tre mesi fa.

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Cadavere in ‘body bag’ nel Siracusano, riesumato cadavere

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Riesumato al cimitero di Lentini il corpo di Francesco Di Pietro, un bancario in pensione ritrovato cadavere nell’agosto 2019 all’interno di una ‘body bag’, in contrada Cirico’ di Carlentini. Nell’obitorio del locale ospedale dove sara’ sottoposto a un nuovo esame autoptico per verificare la presenza di ulteriori prove anche in relazione al duplice omicidio Marino-Oliva, madre e figlia uccise nel luglio 2021. Per questa vicenda nel settembre 2020 i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Augusta nell’ambito di un’indagine, coordinata dalla procura di Siracusa, avevano arrestato Adriano Rossitto, 37enne titolare di un’agenzia funebre, residente a Lentini, accusato di soppressione del cadavere di Di Pietro. Al momento del ritrovamento, i carabinieri ed il medico legale intervenuti non poterono accertare l’identita’ poiche’ nudo e senza documenti o altri segni identificativi. Il corpo si presentava in avanzato stato di decomposizione dovuto al fatto che la sacca utilizzata, presumibilmente a causa dello spostamento, presentava uno strappo e quindi non era piu’ ermetica. Le successive indagini puntavano a verificare se in quei giorni nei comuni di Lentini e Carlentini e nelle zone limitrofe risultasse la scomparsa di una persona e si e’ verificato che di Di Pietro non si avevano notizie da circa una settimana. I militari nel corso dei preliminari accertamenti avevano localizzato l’automobile di proprieta’ dell’uomo nel parcheggio dell’ospedale di Lentini e avviata l’attivita’ investigativa per identificare gli autori dell’occultamento della salma che nel frattempo, tramite raffronti in laboratorio di alcuni campioni di Dna, si era accertato era quella di Di Pietro.

Attraverso i filmati delle telecamere si e’ verificato che la mattina del 21 agosto, era uscito di casa e alla guida della sua Fiat Tipo, si era diretto verso il centrostorico di Lentini ma che da quel momento in poi non aveva piu’ fatto rientro presso la sua abitazione. Erano stati sentiti i familiari, gli amici e i conoscenti della vittima, tra i quali Rossitto. E’ emerso che Di Pietro era un ex dipendente della banca Carige di Lentini in pensione; era un soggetto alquanto metodico e abitudinario, molto geloso della sua auto che non faceva guidare a nessuno, percorreva sempre le stesse strade e parcheggiava sempre negli stessi posti; frequentava assiduamente l’agenzia di onoranze funebri “Gardenia”, in via Garibaldi di Lentini, gestita da Rossitto, dove peraltro aveva allacciato rapporti anche che con altri frequentatori coi quali era solito trascorrere buona parte della sua giornata. Dall’attivita’ investigativa, a carico di Rossitto si sono rolevate, fin da subito, una serie di gravi indizi soprattutto per le significative discrepanze emerse dalle sue dichiarazioni. I successivi accertamenti avrebberi consentito di acquisire una serie di concordanti fonti di prova, insieme ad accertamenti scientifici effettuati dai Ris dei carabinieri di Messina nell’appartamento e nell’abitacolo dell’auto di Di Pietro, consentendo di richiedere e ottenere dal gip l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per distruzione, soppressione o sottrazione di cadavere in concorso. La scorsa estate Rossitto e’ stato destinatario di una misura cautelare in ordine al duplice omicidio di Francesca Oliva e della figlia convivente Lucia Marino, trovate rispettivamente nei giorni 8 e 10 luglio 2021 a seguito delle indagini della Compagnia Carabinieri di Augusta e del Nucleo Investigativo di Siracusa.

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