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Afghanistan, interprete per esercito Usa decapitato dai talebani

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Un interprete per l’esercito degli Stati Uniti in Afghanistan e’ stato decapitato dai talebani. Lo riferisce la “Cnn” secondo cui l’uomo, Sohail Pardis, di 32 anni, e’ stato decapitato il 12 maggio. L’uomo stava percorrendo in macchina una zona desertica tra la capitale Kabul e la vicina provincia di Khost quando e’ stato fermato a un checkpoint di talebani. Solo qualche giorno prima Pardis aveva confessato a un suo amico di avere ricevuto minacce dai talebani che avevano scoperto che aveva lavorato per l’esercito Usa per 16 mesi. “Gli dicevano sei una spia degli americani, sei gli occhi degli americani, un infedele, e noi uccideremo te e la tua famiglia”, ha racontato il suo amico e collega Abdulhaq Ayoubi alla “Cnn”. Secondo quanto riferisce l’emittente Pardis avrebbe accelerato una volta avvistato il posto di blocco ma secondo quanto dichiarato da alcuni testimoni i talebani avrebbero sparato al veicolo costringendolo a fermarsi. Lo avrebbero poi portato fuori dalla macchina e decapitato. Le Forze armate statunitensi si stanno preparando a trasferire e ospitare circa 35 mila afgani, tra interpreti e e collaboratori a vario titolo dei militari Usa, in due basi dislocate in Kuwait e Qatar. Si tratta dell’ennesimo sforzo dell’amministrazione di Joe Biden per aiutare coloro che, a causa della loro collaborazione con gli Usa, rischiano di essere “puniti” dai Talebani dopo il ritiro delle Forze armate statunitensi.

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Clima, 1 miliardo da Bezos per proteggere terra e mare

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Un miliardo per proteggere la terra e il mare. E’ l’impegno di Jeff Bezos per tutelare il 30% del pianeta entro il 2030, nel tentativo di prevenire estinzioni di massa. Il Bezos Earth Fund non identifica i gruppi o le iniziative a cui sono destinati i fondi. “Daremo la priorita’ alle aree importanti per la biodiversità e daremo enfasi al ruolo centrale delle comunita’ locali”, spiega il fondo al Washington Post.

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Usa, video di agenti che frustano migranti al confine col Messico

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Non sono solo i talebani ad usare la frusta per mantenere l’ordine. A poche ore dal debutto di Joe Biden all’assemblea generale dell’Onu, i media Usa hanno diffuso immagini che sembrano mostrare agenti della polizia di frontiera americana a cavallo mentre usano la frusta contro i migranti che chiedono asilo al confine col Messico, dove e’ scoppiata una nuova crisi umanitaria per l’arrivo di oltre 10 mila persone. “Orribile da vedere”, ha commentata la portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki.

“Ho visto alcune delle immagini, non ho il contesto completo ma non riesco a immaginare quale contesto lo renderebbe appropriato”, ha detto. “Penso che nessun che abbia visto quelle immagini pensi sia accettabile o appropriato”, ha aggiunto. La gente, ha proseguito, e’ “comprensibilmente” offesa dalla possibilita’ che le forze dell’ordine usino le fruste o oggetti simili contro i migranti radunatisi vicino a Del Rio (Texas), molti dei quali da Haiti. Un caso imbarazzante di diritti umani per l’amministrazione Biden e per il suo ministro Alejandro Mayorkas, primo responsabile degli Interni ispanico degli Stati Uniti, anche lui figlio di rifugiati (cubani). Quanto alla decisione di Joe Biden di rimpatriare tutti i migranti alla frontiera, Psaki ha detto che “non e’ questo il momento di venire”.

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Russia, sparatoria in università a Perm: ci sono 8 morti e tanti feriti

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Ha aperto il fuoco in uno degli edifici dell’Università Statale di Perm in Russia, uccidendo 8 persine e ferendone diverse. La notizia è stata diffusa dalla Tass citando le informazioni preliminari arrivate da una fonte delle forze dell’ordine. “Una persona (poi identificata) è entrata nell’edificio universitario e ha aperto il fuoco. Alcuni studenti si sono chiusi negli auditorium delle facoltà per nascondersi dall’aggressore. Alcuni studenti sono saltati fuori dalle finestre. Le forze dell’ordine, allertate, sono prontamente arrivate  sul posto. L’autore della sparatoria è stato subito ucciso dalle forze dell’ordine nel corso dell’operazione di arresto. Il numero di persone uccise nella sparatoria all’Università Statale di Perm in Russia è al momento di a otto persone.

Sette feriti nella sparatoria all’Universita’ Statale di Perm sono stati portati in ospedale: lo stato di uno di loro e’ definito grave, quello di altri sei ‘di moderata gravita”. Lo ha riferito il servizio stampa del Ministero della Salute russo citato dalla Tass. Vladimir Putin ha espresso “le profonde condoglianze alle famiglie e agli amici delle persone uccise” nella sparatoria all’università di Perm. Questo il testo del messaggio diffuso dal Cremlino.

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