In Evidenza
Affari Tuoi speciale beneficenza, Jovanotti e Morandi vincono poco ma devolvono 100mila euro
Puntata speciale di Affari Tuoi con Jovanotti e Morandi: vincita finale modesta ma 100mila euro devoluti in beneficenza.
Serata speciale ad Affari Tuoi dedicata alla solidarietà. Protagonisti Jovanotti e Gianni Morandi, impegnati in una partita il cui ricavato era destinato ai progetti dell’associazione Differenza Donna, attiva anche in collaborazione con la Fondazione Giulia Cecchettin.
Accanto a loro, nei panni dei “pacchisti”, non persone comuni ma professionisti del loro mondo: musicisti, tecnici, stage manager e collaboratori storici dei due artisti.
Una partita tra alti e bassi
L’inizio è stato promettente, ma il percorso si è complicato rapidamente con l’uscita del pacco da 300mila euro.
Il primo cambio si è rivelato favorevole: abbandonato il pacco 13, che conteneva solo 10 euro, i due artisti hanno proseguito con il 17. Tuttavia, poco dopo è arrivata una nuova battuta d’arresto con la perdita del premio da 200mila euro.
La partita è rimasta comunque in equilibrio fino alle fasi finali, con una distribuzione ancora aperta tra pacchi “rossi” e “blu”.
Il finale amaro
Si arriva all’ultimo momento decisivo con due opzioni: 200 euro o 50mila euro.
Il “dottore” propone il cambio e Jovanotti e Morandi decidono di accettare, lasciando il pacco 12 per il 14. Una scelta che si rivela sfavorevole: nel pacco finale ci sono solo 200 euro.
Il valore della solidarietà
Nonostante la vincita simbolica, la serata mantiene il suo significato grazie al pacco speciale “rosso”, previsto fin dall’inizio della puntata.
All’interno c’erano 100mila euro, somma destinata interamente a Differenza Donna, a sostegno delle attività contro la violenza di genere.
Una conclusione che, al di là del risultato di gioco, conferma il senso dell’iniziativa: trasformare lo spettacolo in un’occasione concreta di solidarietà.
In Evidenza
Alla Federico II nasce B2R, il laboratorio che sviluppa robot integrati con il corpo umano: protesi intelligenti, esoscheletri e mini robot chirurgici
Alla Federico II di Napoli nasce B2R, il laboratorio dedicato alla robotica bioibrida e biomimetica. Il centro svilupperà protesi intelligenti, esoscheletri per pazienti SLA e mini robot chirurgici capaci di operare all’interno del corpo umano. Coordinano il progetto Bruno Siciliano e Fanny Ficuciello nell’ambito della rete nazionale Brief finanziata dal Pnrr.
Esteri
Trump riunisce il team per la sicurezza nazionale: sul tavolo nuove opzioni militari contro l’Iran
Donald Trump ha riunito alla Casa Bianca il team per la sicurezza nazionale e i vertici militari Usa per discutere le future strategie sul conflitto con l’Iran. Secondo CNN, tra le ipotesi valutate ci sarebbe anche la ripresa delle azioni militari contro Teheran mentre la tregua appare sempre più fragile.
Cronache
Luca Abete torna alla Parthenope con #NonCiFermaNessuno: i giovani non vogliono sermoni, ma ascolto vero
È la campagna sociale dedicata al disagio giovanile e alla salute mentale degli studenti. Tra podcast, ascolto e laboratori di comunicazione, il progetto punta a creare un dialogo autentico con le nuove generazioni.
Aula piena, storie vere, fragilità raccontate senza filtri e un messaggio chiaro: i giovani non chiedono lezioni, ma ascolto autentico. Per il terzo anno consecutivo Luca Abete torna domani, 12 maggio, all’Università Parthenope con la dodicesima edizione di “#NonCiFermaNessuno”, la campagna sociale motivazionale che attraversa gli atenei italiani affrontando il disagio giovanile, le paure, la salute mentale e il bisogno di confronto di una generazione spesso lasciata sola dietro un “va tutto bene” di facciata. Tra talk, podcast e laboratori di comunicazione, il progetto continua a trasformare le Università in luoghi di ascolto reale.

Luca, che cos’è #NonCiFermaNessuno?
È una campagna sociale che, dal 2014, incoraggia gli studenti italiani puntando non sul successo a tutti i costi, ma sull’analisi di sconfitte, difficoltà e paure. In aula non portiamo lezioni di vita, ma ascolto attento sulle emergenze giovanili. La verità è che i ragazzi odiano i sermoni: vogliono vibrazioni. Cercano un confronto con chi non li giudica, ma li ascolta. Non vogliono subire un messaggio, preferiscono stimoli coerenti con la loro sensibilità, da reinventare attraverso una rivoluzione silenziosa.
In aula una formula vincente: le storie degli studenti al centro dei momenti talk…
Il metodo funziona perché rappresenta un intreccio raro di coraggio e fragilità. Raccontiamo queste storie sui social network, ma lasciarle solo lì sarebbe uno spreco. Hanno un valore educativo enorme, tanto da spingerci a registrare dal vivo in aula un podcast dal titolo “Va tutto bene. Anzi no”. Non è il nostro primo podcast, ma questa volta faremo qualcosa di diverso: porteremo fuori dall’aula tutto ciò che merita di essere ascoltato, usando uno strumento che i ragazzi sentono davvero loro.

Per il 2026 ti sei ripromesso di battere il “benegrazismo”: di cosa si tratta?
È un vocabolo che ho coniato personalmente per raccontare quella tentazione, fin troppo frequente, di rispondere frettolosamente “bene, grazie” alla domanda “come stai?”. Da qui è nato il claim di questa edizione: “Dimmi davvero come stai”. Una domanda che nasconde dubbi e insicurezze, ma che mette al centro del dibattito la salute mentale di ragazze e ragazzi.
Gli stessi giovani che veicolano i valori della community attraverso il Laboratorio dei Linguaggi della Comunicazione. Di cosa si tratta?
È un hub interattivo in cui 15 ragazzi e ragazze per ogni tappa, 120 in totale, diffondono i valori della campagna sociale. Non insegniamo linguaggi: li costruiamo insieme a loro. La voglia è quella di sorprendere, con installazioni che spiazzano, parole nuove che incuriosiscono, piccoli cortocircuiti capaci di accendere attenzione dove spesso c’è superficialità. Gli esperimenti social sul web hanno avuto riscontri fortissimi perché toccano le corde giuste. I numeri che stiamo registrando confermano che stiamo facendo un percorso eccellente anche sotto questo punto di vista.


